Su doppiaggi, localizzazioni e adattamenti dei film Ghibli

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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nodisco
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Re: Su doppiaggi, localizzazioni e adattamenti dei film Ghibli

Messaggio da nodisco » lun dic 17, 2018 12:48 pm

tasuku ha scritto:
lun dic 17, 2018 1:54 am
Non credo si possa paragonare un autore volgare (e, come ovvia conseguenza, popolare) come Shakespeare ad un intellettuale come Takahata.
Il paragone IMHO sarebbe un po' forzato sia per la distanza temporale che per i rispettivi campi artistici, sebbene entrambi si siano occupati della stesura di dialoghi e sceneggiature.
Anche Shakespeare comunque rientra a pieno merito nella definizione di "intellettuale", su questo non penso ci sian dubbi. Tu cosa conosci ed hai letto di lui, fra poesie, sonetti e opere teatrali?

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Sayonara no Natsu
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Re: Su doppiaggi, localizzazioni e adattamenti dei film Ghibli

Messaggio da Sayonara no Natsu » dom ago 04, 2019 11:50 pm

Salve a tutti, ben ritrovati!
Sperando sarà questo il primo post che aprirete, mi libero dagli impicci scrivendo qui due parole di spiegazioni. Brevissimamente, diciamo che, come forse vi sarete già accorti, ho voluto pubblicare una manciata di post contemporaneamente. Già da un po' desideravo riprendere alcuni messaggi che avevo accantonato ma che continuavo a trovare sempre interessanti, sebbene forse piuttosto inadeguati al luogo, sia per temi sia per prolissità. Alla fine, considerando pure che il forum si è ormai quasi spento del tutto, ho pensato che sarebbe stato in un certo senso carino portarli finalmente a termine come sorta di mio ultimo contributo per un luogo per me in fondo importante, e con l'occasione ho ripreso anche un paio di discorsi interotti tempo fa. :)
A questo punto non mi resta che auguare buona lettura ai pochissimi rimasti ma soprattutto buona fortuna a chi avrà il coraggio di provare a seguire i miei infiniti sproloqui. XD

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Parecchio tempo fa riportai le mie perplessità sulla scelta di tradurre una probabile espressione idiomatica russa presente in Delitto e castigo (o meglio, Il delitto e la pena) con "ti faccio vedere i sorci verdi" sebbene quest'ultima sia un'espessione nata durante il fascismo mentre l'opera di Dostoevskij è degli anni sessanta dell'ottocento. Ora, quasi sicuramente non se lo ricorderà più, ma il mio professore d'italian... ehm, volevo dire Nodisco si mostrò in qualche modo interessato alla questione e mi sembra che anche lui alla fine si chiese come fosse in originale. Da bravo matto, in questo tempo ho provato a risolvere la questione e in questo messaggio vi espongo quello che sono riuscito a capire finora. ^^

Innanzitutto, giusto per mettervi al corrente delle mie peripezie (XD), ho cercato e ricercato una qualche versione che avesse una traduzione in italiano o in inglese a fianco, dato che, beh, non conoscendo un'acca di russo non avrei saputo trovare la frase che mi interessava, ma niente (un sito riportava i capitoli tradotti esattamente fino, indovinate un po', al capitolo subito prima di quello che mi serviva...........). Alla fine mi arresi, e dopo aver perso dell'altro tempo per trovare la versione russa, arrivai QUI. In qualche modo, grazie ai traduttori automatici, sono poi riuscito a trovare la parte incriminata, che è questa:
— ...Так вот же тебе, почтеннейшая Лавиза Ивановна, мой последний сказ, и уж это в последний раз, — продолжал поручик. — Если у тебя еще хоть один только раз в твоем благородном доме произойдет скандал, так я тебя самое на цугундер, как в высоком слоге говорится.
Dopo essermelo ricopiato sul cellulare, sono andato da un'amica di famiglia russa, nonché insegnante del corso di russo che avevo cominciato a frequentare, e le chiesi una traduzione estemporanea senza alcuna "pettinatura", che vi riporto.
-... Allora ecco per te, rispettabilissima Laviza Ivanovna, la mia ultima sentenza/il mio ultimo discorso, e ormai questa è per l'ultima volta, - continuò il tenente. - Se da te ancora una sola volta nella tua nobile casa avverrà uno scandalo, a questo punto io ti manderò al fresco/in prigione, come si di dice in alto stile.
La parola incriminata è "цугундер" (tsugunder), che a quanto sapeva si tratta di un termine di origine tedesca a cui si legano certe espressioni idiomatiche ma che dovrebbe significare essenzialemente al fresco, nel senso proprio di carcere (noi diciamo sbattere al fresco...). Mi pare che anche in originale si tratti di un'espressione bassa, popolare, un po' rude, e infatti subito dopo è come se il tenente aggiungesse sarcasticamente "scusate il francesismo".

Questa interpretazione sarebbe coerente con un'altra traduzione che ho trovato, stavolta inglese:
... So I tell you this, most respectable Luise Ivanovna, and I tell it you for the last time," the assistant went on. "If there is a scandal in your honourable house once again, I will put you yourself in the lock-up, as it is called in polite society.
Tutto risolto felicemente, allora? Non proprio, perché in un'altra versione italiana (La biblioteca di Repubblica, trad. di Cesare G. De Michelis) oltre a fornire un'ennesima traduzione diversa, aggiunge anche certe informazioni che confondono ancor più le cose:
... Allora, spettabilissima Lavìza Ivànovna, eccoti la mia ultma parola, e sia detto per l'ultima volta, - proseguì il tenente. - Se da te, nella tua casa dabbene capitasse un altro scandalo, anche un'altra volta soltanto, io ti faccio un mazzo così*, come si dice in maniera fine.

*Lett.: "ti [mando] proprio al cugùnder", forma popolare per "punizione esemplare", dal tedesco (indotto dall'interlocutore) zu hundert, nel senso "a [beccarti] cento [colpi]"
Il senso è ovviamente chiaro, però la differenza è comunque notevole. Leggendo l'introduzione di questa versione, anche se qualche dubbio mi è rimasto, ho avuto modo di apprezzare abbastanza questo traduttore. Innanzitutto perché per una volta questa appendice parla veramente dell'opera in maniera sensata e abbastanza appronfondita, e poi perché viene spiegato abbastanza bene su quali basi ideologiche è stata condotta la traduzione, e penso che ci siano alcuni punti in comune con la visione che abbiamo qui. Ad esempio, egli rifiuta subito il nome dell'opera utilizzato in Italia in quanto sbagliato e perché enuncia indebitamente un tema del romanzo, e inoltre ricusa la tendenza abituale di tradurre in "cattolicese" tutti i termini religiosi ortodossi (niente Madonna, ad esempio, ma Madre-di-Dio, ad eccezione della Madonna di Raffaello, e niente preti ma sacerdoti o popy). Data questa maggiore attenzione posta al testo e in generale anche da una certa intelligenza che filtra da ciò che scrive, non mi sento di rifiutare a priori questa versione.

Così, sebbene qualche passo in avanti l'abbia fatto, sono purtroppo ancora in una fase di stallo... ^^
Vedremo se in futuro riuscirò a risolvere completamente questo enigma. Per intanto, questo è quello che sono riuscito a scoprire finora, e mi faceva piacere condividerlo con voi :)


P.S. Ho visionato anche quella che credo sia l'ultima versione uscita in Italia (Feltrinelli, trad. Damiano Rebecchini) e ve la riporto, ma stavolta più che altro per mettervi in guardia:
"Hmm... sì, gentile Laviza Ivanovna, questa è l'ultima volta che te lo dico, ma proprio l'ultima," continuò il tenente, "se solo un'altra volta ci saranno scandali nella tua rispettabilissima casa, be', allora ne passerai delle belle, per dirla in modo elegante, intesi?
Non stravolge niente, è vero, però già in queste poche righe vi sono diverse aggiunte del tutto arbitrarie che non mi fanno ben sperare per il lavoro nel suo complesso...
Benjamin was the only animal who did not side with either faction. He refused to believe [...] that the windmill would save work. Windmill or no windmill, he said, life would go on as it had always gone on– that is, badly.

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Re: Su doppiaggi, localizzazioni e adattamenti dei film Ghibli

Messaggio da nodisco » lun ago 05, 2019 11:16 pm

Sayonara no Nastu ha scritto:
dom ago 04, 2019 11:50 pm
Vedremo se in futuro riuscirò a risolvere completamente questo enigma. Per intanto, questo è quello che sono riuscito a scoprire finora, e mi faceva piacere condividerlo con voi :)
Facendo ulteriori ricerche ho trovato una traduzione inglese che in quel passaggio scrive nelle note "I shall give you the zu Hundert treatment: a military expression, meaning 'I'll make you run the gauntlet'"
"Run the gauntlet" era una punizione corporale, la vittima veniva fatta passare tra due file di persone che la picchiavano o insultavano a seconda dei casi. In italiano si dice "passare sotto le forche caudine".
Non ho trovato nulla riguardo all'espressione tedesca "zu Hundert", è probabile che sia caduta in disuso.
Riguardo a "цугундер" son quasi sicuro di aver visto altre parole nelle quali la G (г) è usata per traslitterare la H aspirata, quindi non mi stupisce che "zu Hundert" sia diventato così invece di "цуxундер".

Tornando a Dostoevskij, che con quel termine intendesse dire "vi sbatto in galera" o "vi faccio passare dei guai" non mi sembra troppo importante, l'intenzione del tenente (minacciare Laviza) è comunque chiara.

P.S.
Ho trovato adesso la pagina russa del wikizionario https://ru.wiktionary.org/wiki/%D1%86%D ... 0%B5%D1%80 e se ho capito bene sembra che voglia dire sia "prigione" che "punizione corporale" a seconda di come è usata nella frase. Io però non conoscendo il russo ho letto usato il traduttore, non so se ho interpretato bene.
Curioso che l'origine del termine possa essere yiddish e non direttamente tedesca.

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Sayonara no Natsu
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Re: Su doppiaggi, localizzazioni e adattamenti dei film Ghibli

Messaggio da Sayonara no Natsu » mar ago 06, 2019 4:41 pm

Grazie per la risposta e per l'ulteriore approfondimento!
nodisco ha scritto:
lun ago 05, 2019 11:16 pm
Tornando a Dostoevskij, che con quel termine intendesse dire "vi sbatto in galera" o "vi faccio passare dei guai" non mi sembra troppo importante, l'intenzione del tenente (minacciare Laviza) è comunque chiara.
Ma certo! Il mio puntiglio, infatti, è del tutto giocoso! Questo non è un passaggio che esprime i contenuti dell'opera, e oltretutto io non sono un traduttore che ha il compito di "scavare" il più possibile perché dal suo lavoro dipendono molte altre persone (i futuri lettori), quindi non ho mai inteso questa ricerca come qualcosa di realmente serio. Semplicemente, la questione ha stuzzicato la mia curiosità e mi divertiva l'idea stessa di compiere un'indagine di questo tipo. Già che c'ero, però, mi sono sforzato di farla come si deve, perché anche quando si gioca un po' di serietà non guasta. ^^
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