Porco Rosso: commenti post-visione [SPOILER]

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da entity » dom mar 13, 2011 9:57 pm

Lasciamo perdere sono edizioni da cestinare.

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da pippov » dom mar 13, 2011 10:20 pm

*Kiki* ha scritto:Che giudizio severo!
Kiki, non prenderlo sul serio. Ormai è schiavo del personaggio.
E al prossimo OT tornerà la pace... Parliamo del film.
Si tratta della mia filosofia di vita. Io rispetto tutti, se qualcuno dice che Mourinho non e' meglio di lui sono d'accordo. Ma non posso vivere in questo mondo competitivo pensando che qualcuno sia meglio di me - Jose' Mourinho

-Kamaji-
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da -Kamaji- » lun mar 14, 2011 12:31 pm

guerra in primo piano
Davvero percepisci l'elemento bellico al punto da porlo come elemento principe del film?

Ritengo questo film, unitamente a Totoro, il film più personale e sentito di Hayo.
L'elemento autobiografico è forte e manifesto per chi conosca un minimo l'infanzia dell'autore.
La guerra in quanto tale non viene mai presentata, la scelta di collocare la vicenda a cavallo tra il primo e il secondo conflitto mondiale non è casuale, anzi l'unica scena che la rievoca è quella onirica ma siamo già in un piano spazio temporale estraneo alla realtà. Mi riferisco a quella spettacolare sequenza in cui i caduti di guerra ascendono verso l'ignoto aldilà.

Stessa cosa avviene in Howl, anche se in quest'ulimo la guerra viene sì rappresentata ma indirettamente, ovvero dal punto di vista dei civili. Vediamo rientrare in porto una corazzata in fiamme, vediamo qualche bombardamento, ma quasi sempre con inquadrature dal basso verso l'alto proprio ad indicare la condizione del popolo inerme di fronte all'attacco (escluse le scene aeree "post crescita" di Howl).
In tale rappresentazione vedo chiaramente la percezione del conflitto così come l'ha conosciuto l'autore ovvero "da lontano" come bambino sfollato in campagna.
Ancora ci sono parate militari, volantinaggio alla D'Annunzio, ma mai scene di lotta corali in campo aperto come avviene ad esempio in Nausicaa e in Mononoke.
Gli stessi personaggi Marco e Howl hanno molti elementi in comune che rispecchiano grandemente il carattere da "disadattato" dello stesso Hayao. In primis l'incapacità di affrontare la realtà e di responsabilizzarsi.

Porco rosso è l'antitesi della guerra è un preludio ad essa o meglio ad un governo di regime e quindi fortemente militarizzato.

Di mio vedo una soleggiata estate al mare con dei ragazzotti che si divertono a giocare liberi da ogni senso di responsabilità, la minaccia è palpabile e aleggia nelle parole di Ferrarin e nei proclami dei fascisti, ma non viene mai veramente affrontata. Tuttavia proprio perché ambientato in estate il film reca in sé la malinconia e la tristezza che sopraggiungono puntualmente al termine di questa stagione, che diviene in questo caso metaforicamente stagione storica e vitale.
E la canzone finale è veramente struggente.

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da *Kiki* » lun mar 14, 2011 3:11 pm

-Kamaji- ha scritto:
guerra in primo piano
Davvero percepisci l'elemento bellico al punto da porlo come elemento principe del film?

Stessa cosa avviene in Howl, anche se in quest'ulimo la guerra viene sì rappresentata ma indirettamente, ovvero dal punto di vista dei civili. Vediamo rientrare in porto una corazzata in fiamme, vediamo qualche bombardamento, ma quasi sempre con inquadrature dal basso verso l'alto proprio ad indicare la condizione del popolo inerme di fronte all'attacco (escluse le scene aeree "post crescita" di Howl).
In tale rappresentazione vedo chiaramente la percezione del conflitto così come l'ha conosciuto l'autore ovvero "da lontano" come bambino sfollato in campagna.
Ancora ci sono parate militari, volantinaggio alla D'Annunzio, ma mai scene di lotta corali in campo aperto come avviene ad esempio in Nausicaa e in Mononoke.
Ecco, appunto. 8) Forse non mi sono espressa bene: non mi riferivo alla guerra come tema (sia Il castello errante che Porco rorro sono palesi condanne alla guerra ed i 2 protagonisti hanno personalità per certi aspetti simili), ma alla guerra concretizzata in scene di battaglia. :sorriso2:
Non posso pronunciarmi su Mononoke e Nausicaa, perché purtroppo non li ho visti... :roll: Spero che Nausicaa esca presto e che Mononoke torni prima o poi in circolazione (dato che stupidamente non lo comprai subito e quando volevo comprarlo era ormai troppo tardi :? )... :(

P.S. Mi è piaciuta tantissimo la frase: "Meglio essere maiale che fascista!" :si: Più esplicito di così... :lol:
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Shito » mar mar 15, 2011 9:20 am

-Kamaji- ha scritto:
guerra in primo piano
Ritengo questo film, unitamente a Totoro, il film più personale e sentito di Hayo.
L'elemento autobiografico è forte e manifesto per chi conosca un minimo l'infanzia dell'autore.
La guerra in quanto tale non viene mai presentata, la scelta di collocare la vicenda a cavallo tra il primo e il secondo conflitto mondiale non è casuale, anzi l'unica scena che la rievoca è quella onirica ma siamo già in un piano spazio temporale estraneo alla realtà. Mi riferisco a quella spettacolare sequenza in cui i caduti di guerra ascendono verso l'ignoto aldilà.
Concordo nel dire che i due film che citi siano i più 'personali' di Miyazaki Hayao. Tuttavia, aggiungerei, lo sono in modo diverso.

Tonari no Totoro è un film che Miyazaki Hayao ha desiderato di fare per un ventennio, prima di riuscirci. In questo film, sì, l'elemento autobiografico è presente (la malattia della madra), ed sono altresì presenti una visione arcadica della società bucolica giapponese, idealizzata allo stremo, e una riproposizione della passione di Miyazaki Hayao per la letteratura per l'infanzia, giapponese come europea.

Kurenai no Buta è un film che un Miyazaki già più adulto fa per 'passione'. Nato come un cortometraggio, aveva il cipiglio del divertissement. Miyazaki Hayao lo infarcisce, più che di autobiografia, delle sue proprie passioni, dei suoi stessi feticci: quel certo tipo di romanza a là Saint-Euxpery, la passione per i mezzi bellici d'epoca e soprattutto per gli aerei dei conflitti mondiali, cose così.

Tuttavia:
Gli stessi personaggi Marco e Howl hanno molti elementi in comune che rispecchiano grandemente il carattere da "disadattato" dello stesso Hayao. In primis l'incapacità di affrontare la realtà e di responsabilizzarsi.
Che è molto vero.

Sono due bambini, due otaku, due romantici anche da adulti che rifuggono dalla realtà, dalla responsabilizzazione, dalla crescita.

Anche se Porco Rosso viene ancora ritratto come un'antieroe romantico molto 'kakkoii' (fico) sin dalla catchcopy del film, Gina ha un giudizio femminile molto forte su Marco ("che vigliacco/scorretto... tu fai sempre così...").

Howl ha perduto il tempo della sua età (nella solitudine infantile) e vive da ragazzino un fuga finché non cresce/matura per amore di Sophie.

In un'autocritica ancora più chiara, Fujimoto -un Marco Pagot marino, che rifugge la 'sporca umanità' sino a cessare di essere umano lui stesso, proprio come il buon Porco- non ha niente di 'kakkoii', ed è anzi un allampanato hikikomori del tutto inabile a rapportarsi alle femmine, sua 'moglie' inclusa, che viene abbandonato da una pur amata figlia.
Di mio vedo una soleggiata estate al mare con dei ragazzotti che si divertono a giocare liberi da ogni senso di responsabilità, la minaccia è palpabile e aleggia nelle parole di Ferrarin e nei proclami dei fascisti, ma non viene mai veramente affrontata. Tuttavia proprio perché ambientato in estate il film reca in sé la malinconia e la tristezza che sopraggiungono puntualmente al termine di questa stagione, che diviene in questo caso metaforicamente stagione storica e vitale.
Anche su questo non posso che concordare.

C'è proprio l'atmosfera che si dice "della fine dell'estate".
E la canzone finale è veramente struggente.

E' molto intensa, come è stata la vita di chi l'ha scritta, forse perfetta incarnazione delle donne (non ragazze!) Miyazakiane: la tristezza pacata ma vincente di colei che ha 'durato la vita'.
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da *Kiki* » mar mar 15, 2011 11:40 pm

Piuttosto complicato questo film, rinuncio a recensirlo e mi limito a leggere quello che scrivete voi! :sorriso2: La canzone finale non l'ho ancora ascoltata (coi sottotitoli)! :aureola:
Solo una cosa: sul serio vogliono fare il sequel, è confermato ufficialmente? :shock: Per me rovinerebbero tutto e basta, il finale va benissimo così!!! :evil:
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da -Kamaji- » mer mar 16, 2011 4:20 am

Sono due bambini, due otaku, due romantici anche da adulti che rifuggono dalla realtà, dalla responsabilizzazione, dalla crescita.

Anche se Porco Rosso viene ancora ritratto come un'antieroe romantico molto 'kakkoii' (fico) sin dalla catchcopy del film, Gina ha un giudizio femminile molto forte su Marco ("che vigliacco/scorretto... tu fai sempre così...").

Howl ha perduto il tempo della sua età (nella solitudine infantile) e vive da ragazzino un fuga finché non cresce/matura per amore di Sophie.
Miyazaki sembra quasi esorcizzare e a volte espiare proprie ansie e soprattutto proprie mancanze (come ad esempio quelle di buon padre e buon marito) attraverso taluni suoi personaggi.
Porco e Howl decidono di dare una svolta alla propria vita dedita completamente alla loro passione per intraprendere un cammino di crescita interiore e di responsabilizzazione mediante l'unione affettiva con le rispettive amate.
Unioni quasi certe (nel caso di Porco e Bella) od unioni destinate a finire (nel caso di Howl e Sophie) ma pur sempre riconciliazioni anche nei confronti di una realtà perduta e ritrovata che non necessariamente contempla un'omologazione al pensiero comune e al viver sociale (Porco non si arruola e scompare dalla circolazione durante la Seconda Guerra) ma tuttavia un affievolirsi di quella mania, ossessione/passione che caratterizzava a senso unico la loro vita: il volo e la magia.

Ma cosa nascondono magia e volo dietro il velo della finzione filmica se non la stessa passione che anima il regista?

L'animazione infatti cos'è se non una magia o meglio un'illusione (ottica)?

E il volo del Savoia S.21?

Non ricordo dove ma qualche tempo fa lessi dell'effettivo rimando e similitudine tra il lavoro della famiglia Piccolo all'interno della fabbrica e l'opera di stretta collaborazione tra disegnatori di uno studio di animazione (nello specifico Ghibli). Invero durante la prova motore nel capanno è ben visibile la scritta GHIBLI (piccola curiosità: nello storyboard compare la scritta Fiat).
La costruzione dell'aereo divine vera e propria creazione artistica e nello specifico creazione di un film animato. Non mancano neppure i disegni, ovvero i progetti di Fio, inoltre viene detto in un frangente che i costi di produzione dell'aero sono maggiori di quelli preventivati (cosa che accade puntualmente anche quando si lavora ad un film :D ).

Ecco come dietro volo e magia si possa vedere il mezzo artistico/espressivo del disegno, e dietro Porco ed Howl un Miyazaki consapevole delle proprie ossessioni/passioni e al contempo dei propri fallimenti nel privato. Un uomo in grado di esprimersi forse ormai solo nascondendo se stesso dietro suoi alter ego animati ai quali destina un futuro a cui egli stesso non riesce ad approdare se non nella finzione.
In un'autocritica ancora più chiara, Fujimoto -un Marco Pagot marino, che rifugge la 'sporca umanità' sino a cessare di essere umano lui stesso, proprio come il buon Porco- non ha niente di 'kakkoii', ed è anzi un allampanato hikikomori del tutto inabile a rapportarsi alle femmine, sua 'moglie' inclusa, che viene abbandonato da una pur amata figlia.
Fujimoto è simile a Porco ma a differenza di questi non riesce a ritrovare quell'umanità perduta, o speranza in essa, e quindi riprenderne contatto perché ostinatamente fedele e "sposato" con la sua causa (Granmammare). Tuttavia pur non credendo nell'uomo intravede una speranza futura nell'ingenua e pura intelligenza dei più piccoli, come dimostra l'unione tra Ponyo e Sosuke e di rimando tra i due mondi e le due ideologie. Ma pure osserva da lontano finalmente consapevole della propria condizione, non è infatti protagonista stesso dell'unione come Porco od Howl... E forse proprio per questo dietro Fujimoto riusciamo a intravedere un Miyazaki più maturo ed onesto del solito (proprio come dicevi tu Shito) almeno nei confronti di se stesso.


PS non mi costa molto fare interventi perché sto scrivendo una tesi proprio su Miyazaki e quindi posso postare rielaborando più o meno concetti contenuti in essa e ancora potrei cogliere l'occasione per spunti nuovi

La canzone finale non l'ho ancora ascoltata (coi sottotitoli)! :aureola:
Al cinema comparivano nel dvd bisogna attivarli, perdonate l'ignoranza ma: "Perché?"

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Shito » mer mar 16, 2011 1:20 pm

-Kamaji ha scritto:Miyazaki sembra quasi esorcizzare e a volte espiare proprie ansie e soprattutto proprie mancanze (come ad esempio quelle di buon padre e buon marito) attraverso taluni suoi personaggi.
Tenderei a concordare, mon credo però sia una scelta consapevole e studiata, quanto un'inevitabile conseguenza del suo modo sincero e 'sensuale' (come dice Takahata) di narrate. Del resto, alla fine ogni narratore non può che narrare sé stesso, no?

Porco e Howl decidono di dare una svolta alla propria vita dedita completamente alla loro passione per intraprendere un cammino di crescita interiore e di responsabilizzazione mediante l'unione affettiva con le rispettive amate.
Sono situazioni molto diverse. Howl 'cresce' nell'amore per una ragazza, il che è perfettamente in linea con l'idea educazionale che Miyazaki esterna in Ponyo: la solitudine affettiva porta all'otakuzoku e alla 'perdita del tempo della propria età psicosociale' (questa è mia). Bamboccioni tutti, insomma. E' palese la ragione della faida tra Howl e la Strega delle Lande (il suo averla avvicinata come un ragazzino, e poi averla 'mollata'), così come il fatto che nella scoperta del sentimento di 'amore responsabile' per Ponyo [scoperto attraverso il senso di perdita] Sosuke si 'dimentichi' della sua barchetta, che gli verrà poi restituita da Fujimoto - mica per niente.

Al contrario, Marco Pagot - in una visione più idealista e romanza del mondo - ha proprio un conflitto etico, una disillusione verso l'umanità che 'recupera' solo per tramite della purezza della rori Fio. Alla fine, a livello autoriale è un'istanza da otaku anche questa. I più attenti avranno notato la conicidenza con le dichiarazioni veneziane del regista "sono diviso tra il disprezzo per l'umanità e la speranza che è rappresentata dai bambini". Lewis Carroll concorderebbe. E del resto anche la 'rori bruttina' -al secolo Chihiro- è pura e bella abbastanza da redimere persino il simbolo incarnato dei mali consumustici (il Kaonashi). Non c'è niente da fare, la kore pura purissima -da Lana a Clarisse a Nausicaa a Sheeta a Satsuki a Fio sinanche a Sen e Chihiro - salva sempre tutti. E' buffo che nonostante l'accettazione e la pietas che Miyazaki dimostra per le sue Circi o Penelopi, alla fine siano sempre le Nausichee a fare le differenza.

L'elemento autobiografico lo leggo dunque soprattutto in Fujimoto, personaggio che mi pare quello della 'riconsiderazione' dell'autore. Ma del resto credo che tutto Gake no Ue no Ponyo sia ammantato di questo afflato.
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da -Kamaji- » mer mar 16, 2011 2:35 pm

Sono situazioni molto diverse.
Sebbene le situazioni siano diverse, anche perché entrambi raccontano diverse sfumature e particolarità del carattere dell'autore il finale a cui approdano è simile (per Marco ed Howl).
Riguardo Fujimoto sono concorde nel vedervi il corrispettivo più immediato e realistico dell'autore.
Inoltre dei tre è l'ultimo personaggio creato da Miyazaki e quindi portavoce di una visione più attuale del Mondo e di se stesso.
Ancora se da un lato Marco ritorna a sperare nell'umanità e sciogliendo la maledizione ad avere una sorta di compenetrazione con essa, dall'altro Fujimoto riacquista solo un barlume di speranza, dimostrandosi, come lo stesso Miyazaki, sempre più lontano e distaccato dal Mondo per cui prova profondo disprezzo pur riuscendo ad aver fiducia nell'operato dei bambini.
Non credo sia una scelta consapevole e studiata, quanto un'inevitabile conseguenza del suo modo sincero e 'sensuale' (come dice Takahata) di narrate. Del resto, alla fine ogni narratore non può che narrare sé stesso, no?
Difatti non ci vedevo premeditazione e sicuramente ogni narrante è spinto più o meno esplicitamente a raccontare di sé, la differenza in Miyazaki starebbe forse nel raccontare o meglio raccontarsi un finale diverso per la propria esistenza riuscendo tuttavia a farla vivere solo a quei suoi due personaggi. Se Porco e Howl sono riusciti ad andare oltre alle proprie passioni (volo e magia) e atteggiamenti (da otaku) Miyazaki e Fujimoto no.
Questo semplicemente intendevo.

L'animazione corrispettivo del volo e della magia resterà per l'autore l'unico mezzo con il quale comunicare al pubblico e fors'anche alla sua famiglia, attraverso il personaggio di Fujimoto vediamo palesare questa sua consapevolezza e le parole di Goro rendono tutto molto più manifesto: "Miyazaki è stato un pessimo genitore e pure un pessimo marito… L'ho conosciuto solo attraverso i suoi film".

A non si sa quando.
Ultima modifica di -Kamaji- il mer mar 16, 2011 3:56 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Shito » mer mar 16, 2011 2:39 pm

Concordo con quanto scrivi.

La differenza che vedo è che, mentre Marco Pagot e Fujimoto credo siano rappresentazioni di Miyazaki e del suo proprio spirito, Howl -che ha un'età molto diversa da quella del regista- ne rappresenta piuttosto il pensiero 'fuori dal sé'. Intendevo questo.

Sicuramente Fujimoto, seppur più parossistico e grottesco, è il personaggio più amaro di tutti, a cui l'autore non da una 'risoluzione'. Il modo in cui resta solo, passato il mancipio (paterno) di Ponyo a quello (maritale) di Sosuke, è davvero triste. Solo con i suoi pesciacqua, poverino! D'altro canto, il nesso autobiografico tra Fujimoto 'rinchiuso nella sua torre di corallo e curarsi del suo mondo marino ideale' e Miyazaki Hayao 'rinchiuso nel suo studio d'animatore e curarsi dei suoi mondi disegnati ideali' è forte. L'onesto critico però direbbe che se Miyazaki è stato in grado di creare e sostentare una famiglia, in cui per di più è cresciuto un intellettuale come Goro, non ha poi fatto male come 'cittadino', no? Pensavo, leggendo un'intervista di Tomino, che vi è un'alternanza ciclica tra 'padri assenti che fanno figli forti' (i quali lamenteranno la loro assenza), e 'padri presenti che fanno figli deboli' (i qualsi saranno vittime di esistenzialismo).

Alla fine, chi ha il pane non ha i denti. Ma non è un caso, credo. Perché botte piena e moglie ubriaca ancora non si riescono ad ottenere contemporaneamente.

Informazione per te: dato che stai scrivendo una tesi sul tema, volevo farti sapere che nel testo di Porco Rosso non si parla mai di 'maledizione' (noroi) imposta a Marco, ma solo Gina parla di un 'magia', o incantesimo' (o 'stregoneria'), con un termine molto generico 'mahou', che è neutro nell'uso comune e negativo solo nell'etimo (il primo kanji -> 'ma'). :)
Ultima modifica di Shito il mer mar 16, 2011 2:48 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da -Kamaji- » mer mar 16, 2011 2:45 pm

Grazie per tutte le osservazioni e precisazioni le terrò presenti.

A non si sa quando.
Ultima modifica di -Kamaji- il mer mar 16, 2011 2:52 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Shito » mer mar 16, 2011 2:50 pm

Poi con l'edit ho aggiunto anche il post, oltre all'info finale. ;)

(back to the future, huh?)
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da -Kamaji- » mer mar 16, 2011 2:54 pm

Sì ho avuto modo di leggere e apprezzare :).

Di nuovo "a non si sa quando"

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da *Kiki* » mer mar 16, 2011 4:15 pm

-Kamaji- ha scritto:[
La canzone finale non l'ho ancora ascoltata (coi sottotitoli)! :aureola:
Al cinema comparivano nel dvd bisogna attivarli, perdonate l'ignoranza ma: "Perché?"

A non si sa quando.
Veramente non è così, io ho ascoltato la colonna sonora su YT prima di guardare il DVD; sul DVD i sottotitoli ci sono (anche senza attivarli), ma sono stata io a spegnere precipitosamente appena mi sono resa conto che il film era finito! :aureola:
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da -Kamaji- » mer mar 16, 2011 4:45 pm

ma sono stata io a spegnere precipitosamente appena mi sono resa conto che il film era finito!
Male.
Un film va visto nella sua interezza, titoli di coda inclusi, sia per onorare il lavoro delle persone accreditate, sia perché (specialmente nei film di Miyazaki) spesso arricchiti con bellissimi disegni o semplici sequenze animate che talvolta completano, o meglio continuano, la storia (in alcuni casi interrotta da un finale troppo brusco :)).Per non parlare dei brani musicali che sono sempre d'altissimo livello.
Lo stesso pezzo in questione, di cui ricordo solo il titolo in inglese "Once in a while, talk of the old days", acquista tutto un altro sapore se ascoltato in coda al film accrescendo e di molto l'esperienza audiovisiva.
i sottotitoli ci sono (anche senza attivarli)
Allora semplicemente è un problema legato al mio lettore.

A non si sa quando.
Ultima modifica di -Kamaji- il gio mar 17, 2011 12:55 am, modificato 1 volta in totale.

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