Porco Rosso: commenti post-visione [SPOILER]

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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Drachetto
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Drachetto »

Grazie Shito e a tutti gli altri per le profonde disanime che quest'opera meritava e che, per un motivo o per l'altro, non ha mai avuto sulle pagine del forum. La nostra comprensione, e quindi godimento, del film è sicuramente aumentata, come per tutti i film Ghibli di cui si è discusso.
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Raghnar
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Raghnar »

Continuo qua il discorso sul film Porco Rosso iniziato nel thread di raduno Porco Rosso il 12 a Roma
Silent Bob ha scritto:
Raghnar ha scritto:
Silent Bob ha scritto:Non conosco gli amici di Boulayo ma cmq Shito credo che per un profano sia molto difficile apprezzare Porco Rosso, nel modo in cui lo apprezziamo noi.
Accipicchia, noi sì che siamo i veeri appassionati! Illuminati dalla passione per il poeta d'oriente, "Dio delle Anime"!

E' un film e come tale può essere compreso e letto a diversi livelli da tutti e può essere compreso e apprezzato da tutti, anche "voianime nobili" vi siete appassionate guardando un primo film da cui sieterimasti affascinati e invogliati a cercarne ancora e a informarci di più.
Quindi il tuo discorso non lo approvo in generale.

Poi per quanto riguarda Porco Rosso in particolare a maggior ragione: Porco Rosso è un film nel senso più classico e hollywoodiano del termine, utilizza cifre stilistiche tipiche del cinema, modalità sceniche, compositive e tempistiche più affini a noi occidentali, in effetti personalmente credo che con questo suo "divertissment" Miyazaki abbia cercato di infilare dentro, fra le passioni che egli aveva, anche la sua passione per il cinema creando un film "molto cinematografico, nel senso bogartiano del termine" (come ebbi a dire nel thread "il prossimo film ghibli al cinema") e quindi, a maggior ragione, apprezzabile da tutti.

Anche il tema della crescita e del rigetto/riscoperta dell'umanità, che è sì ricorrente in Miyazaki, è decisamente non estraneo al cinema (ed in generale alla cultura) occidentale anche se la trasfigurazione animale è un espediente forse poco ricorrente da Fedro in poi. Quindi, anche quello che tu ritieni essere "Il significato recondito del film", in mio parere, non è qualcosa di così inavvicinabile neanche ad uno spettatore occidentale occasionale (d'altronde l'ho colto io, figuriamoci l'uomo medio, appassionato di cinema, con intelletto e sensibilità ben più fini del sottoscritto indurito scienziato! :P).

Poi sì, c'è la patina del cartone che in occidente può destare pregiudizi, ma ce ne frega qualcosa di coloro che bollano un film e la sua sensibilità solo in base alla tecnologia utilizzata per rappresentare visivamente delle idee?
mmh non so, se guardi la recensione di ferzetti postata in un altro topic noterai che lo ha preso come un bel cartone d'avventura con dentro qualcosa di pulsante, senza tuttavia capire da dove giungessero le vivide pulsazioni. Non che la sua recensione abbia un solo punto di sbagliato, solo non essendo conoscitore di Miyazaki e in generale poco sensibilizzato verso tematiche eterno bambinone non ha colto molte cose. Parimenti potrebbe fare un utente medio.

è interessante invece quello che è scritto da dolcemind:

Anche il significato del film non è che sia questa grande verità, è solo il pensiero del regista
espresso anche altrove:
"Fio... tu sei una brava piccola. A guardar te, mi viene da pensare che l'umanità non sia poi così da buttar via".


Sinceramente però non so, ritengo ancora che la prima impressione in un profano possa essere simile a quella destata in ferzetti.
dolcemind ha scritto:Non direi sia difficile da apprezzare, anzi.
E' il film di Hayao Miyazaki forse più semplice.
Il discorso Otaku/Eterni Bambini, gli eroi romantici che sfuggono alle responsabilità, Le donne pratiche che mandano avanti il mondo, non è che il regista ci tenga particolarmente a divulgarlo:
rappresenta solo il suo mondo ed è normale esprimersi con le cose che ci appartengono.
Anche il significato del film non è che sia questa grande verità, è solo il pensiero del regista
espresso anche altrove:
"Fio... tu sei una brava piccola. A guardar te, mi viene da pensare che l'umanità non sia poi così da buttar via".
Poi ci sono gli aeroplanini, gli inseguimenti, le scazzottate.
Porco Rosso è il Miyazaki Hayao di 20 anni fa, il mondo che rappresenta il proprio.
Non c'è studio, non ci sono domande cui dare risposta (Vedi Nausicaa), non significa niente.
Se lo vedi e non ti piace è solo perchè non ti piace il mondo del regista.
Inutile guardare altro.
Io sono diventato un "FAN" con questo film. :)
"se guardi la recensione di ferzetti postata in un altro topic noterai che lo ha preso come un bel cartone d'avventura con dentro qualcosa di pulsante"
Scusa neh, ma che cos'altro è Porco Rosso se non questo? :\
Non è che ci siano dentro chissaquali pensieri teolologici all'interno di questo film, o almeno io non ce li vedo, non sovrainterpretiamo.

Porco è Porco perchè rifiuta l'umanità, bene. Porco rimane un bambinone a causa di questo suo rifiuto e si chiude nell'autismo di "io vs il resto del mondo". Porco ritorna umano (?) alla fine, perchè ritrova l'umanità perduta, combatte per "altro" e "cresce" e riesce ad assumersi le proprie responsabilità di (e da) uomo.
Bene, bello, bravo bis.

Cioè se ci pensi è Indiana Jones. E' Han Solo di guerre stellari. E' la Bestia della fiaba europea, da Apuleio (e qui mi viene in mente Ezra Pound ed il suo elogio dei Classici) alla Disney...e così via. E' il mago Prospero di Shakespeare, è Orlando di Alfieri.
Il tema della crescita insomma e del ritrovare l'umanitò perduta. Roba insomma di cui anche noi imbastarditi occidentali parliamo da migliaia di anni.

Ed in una critica (critica, non guida alla comprensione, non commento del regista, ma critica di giornale) parlare di questo è stonato, perchè non è il ruolo della critica/recensione stilare un interpretazione ragionata, nè una guida alla visione, ma appunto giudicare il complesso del film e della sua godibilità e al massimo, mettere alcuni caveat e paletti per mettere in guardia da errate e stuzzichevoli interpretazioni (come quella politica "Rosso=Comunista omg!!11!!" Critica by Silvio Berlusconi).

Porco Rosso non è 2001 Odissea nello Spazio. Miyazaki non è Bergman (e dopo la visione di Poroporo mi aggiungo a dire che non è neppure Takahata!). E' apprezzabile, stimabile, sempre fascinoso, spesso stupendo, a volte profondo, ma Porco Rosso non è certo un film elitario, non è un film intellettuale, non è un film di "silenzi, sguardi e riflessioni".
Come disse Gualtiero alla presentazione a Roma è un film di passioni, fatto da un uomo sensibile ed intelligente, e se condividi le sue passioni, se ti piace la visione che questo uomo sensibile e intelligente offre a tutti delle sue passioni, allora ti piacerà il film.

Certo, il fichissimo tema della trasformazione, magari non viene colto da tutti, ma come ho detto sopra non è nulla di trascendentale, nulla di nuovo (e cosa lo è?), nulla di così nascosto e non è neppure nulla di così fondamentale per il godimento di tale visione.
Non è necessario farci sopra una tesi di laurea per apprezzarlo, non lo devi studiare a fondo parola per parola per capirlo, devi solo sederti ed immergerti in questo fantastico, in queste atmosfere da film classico, in queste ambientazioni e sceneggiature dal sapore "europeo ma anche no", nella Milano laboriosa, nel caratteristico Hotel della bella Gina, nell'esuberanza di una ragazza entusiasta del suo primo lavoro, nella grandezza di un uomo come Ferrarin che dopo due frasi ti vien voglia di abbracciarlo.

In mio parere, ed è quello che ho pensato durante la visione, in Porco Rosso è tutto così "umano", pulsante e vitale, ed in questo ricorda i classici del cinema, che i pipponi metafisici davvero ci vuole impegno anche solo per pensare di farseli.
In fondo, sempre secondo me, sono quelli che rovinano ed allontanano dall'umanità pulsante e vitale di un film come Porco rosso.
Somewhere, along the edge of the bell curve.
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Hols
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Hols »

Ho fatto il mio dovere.
Ho pure portato al cinema due quasi neofiti che sono usciti entusiasti, direi.
Peccato solo che il film (e, in generale, l'intero lodevole lavoro della Lucky Red) arrivi in ritardo sul mio orologio biologico.



Per il resto.... beh, una volta mi ero innamorato di una [censura].
Tutti miei amici me lo dicevano e pure io, sotto sotto, lo sapevo.
Eppure continuavo ad esserne innamorato.

Poi alla fine mi è passata.

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putiferio
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da putiferio »

Ritorno dopo tanto tempo sul forum e come prima cosa cerco questa discussione :D
Ultimamente ho latitato parecchio dall'ambiente mangofilo per un'infinità di problemi così una decina di giorni fa sono stata folgorata da una notizia che circolava su facebook.
Porco Rosso al cinema!!!! :aaaaaah:
non potevo crederci.
così in fretta e furia mi sono organizzata ed avendo trovato compagnia sono riuscita ad andare al cinema a godermelo (dopo 3 anni che non entravo in un cinema... ci voleva il buon Marco per farmici andare)

Ammetto che questo film non è tra i miei preferiti... ma mi correggo... non era tra i miei preferiti.
ora che l'ho visto al cinema, doppiato e sono riuscita a cogliere tante sfumature che mi erano scappate vedendolo in originale sottotitolato.... bè..... sono innamorata :oops:

Del film... di Marco.... di Fio... di Gina.... di Curtis .... e persino dei pirati :gresorr:

sono andata a vederlo una domenica sera (lo davano in due orari. 16 e 20) e devo dire che non mi aspettavo tanta gente, e sopratutto tanti adulti. ho visto persone anche "anziane" (più di me insomma :roll: ) e la cosa mi ha reso veramente felice. ho visto tutti felici di questa visione.
e questo mi fa ben sperare per il futuro.

ora che ho letto alcune cose ceh avete scritto voi sul post... bè penso che vado a cercarmi il dvd che mi sono fatta e me lo riguardo in giapponese per rivedere alcune cose che mi hanno colpito...ed altre che avete evidenziato voi e a me erano sfuggite.

che dire???
dacci dentro Porco !!! :oops: :mrgreen:

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Shito
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Shito »

Sono molto, ma molto, ma molto molto felice di leggere quello che secondo me è una esplosione di onestà e correttezza nella lettura di Porco Rosso, di Miyazaki Hayao e della sua narrativa.

Ho trovato molto belli gli interventi di Dolcemind e Raghnar. A Raghnar chiedo di tenere presente il fatto che Bob è un intelletto giovane, nell'età dell'analisi. Ma promette bene. :)

Peraltro, rileggendo il suo commento mi viene da aggiungere una cosa.

Bob: tutto sommato quel che un appassionato conoscitore del regista può cogliere in un suo singolo film trascende persino di un po' il contenuto schietto del film. Voglio dire: credo che tutto sommato Miyazaki stesso, ai tempi di Porco Rosso, un pochino ancora ci credesse al fatto che Marco è 'un figo'. Sicuramente il film lo ritrae anche così. Noi possiamo analizzarte l'opera e il pensiero di M. in modo tetradiumensionale, ovvero osservarne l'evoluzione. Se pensiamo a Fujimoto, beh, di 'figo' c'è rimasto ben poco. Ma sono quindi anni dopo. Quindi Porco Rosso, entro certi limiti, credo viva anche di una certa ingenuità. Il che, se ci pensi, ben si quadra con i suoi natali 'estemporanei'.

Credo che il momento più prezioso di tutto il film sia il flashback di Gina. Ritorna, il Segreto di Ulisse a soluzione dell'Orfismo: nel cuore di ogni Penelope, persino di ogni Circe (Kushana), vi è stata e resta una Nausicaa. Tutte le donne sono state bambine. Tutte le bambine hanno sognato il principe azzurro. Di mezzo può capitarci la vita, e lo scorre del tempo. Quelle cose che un uomo può ingannarsi di congelare, una ragazza no.


Hols: il tuo messaggio mi ha molto colpito. Raramente se ne sono letti di più intesi, chiaramente. Una stilettata.

Per tutti gli altri: cerchiamo di rendere Porco Rosso un piccolo successo. Di ritorno dalla base, mi vien da dire che prospettive e buoni auspici ce ne sono. :)
Ultima modifica di Shito il gio nov 25, 2010 4:11 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da dolcemind »

Shito ha scritto:Sono molto, ma molto, ma molto molto felice di leggere quello che secondo me è una esplosione di onestà e correttezza nella lettura di Porco Rosso, di Miyazaki Hayao e della sua narrativa.
Non credere di essere estraneo al processo di detonazione. :)

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Chandler
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Chandler »

Anche io ho visto Porco Rosso al cinema, qui a Roma, ottima impressione.
Ora lo aspettiamo in dvd e/o blueray, si sa quando uscirà?

pippov
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da pippov »

Chandler ha scritto:Ora lo aspettiamo in dvd e/o blueray, si sa quando uscirà?
Qui.
Si tratta della mia filosofia di vita. Io rispetto tutti, se qualcuno dice che Mourinho non e' meglio di lui sono d'accordo. Ma non posso vivere in questo mondo competitivo pensando che qualcuno sia meglio di me - Jose' Mourinho

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da Shito »

Aggiungo che, posto che il Blu Ray non esiste neppure in Giappone, una sua uscita italiana è quantomeno 'a data da destinarsi'.
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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da im-edith »

E così giungo a recensire anche il caro Porco Rosso. Da considerare che l'ho visto una sola volta, al cinema, in occasione del Festival di Roma, in Italiano, e non più rivisto (per ora ;-) ). Queste sono le mie impressioni, ora andrò a leggere le vostre, che nel frattempo mi sono persa:P

Non c’è dubbio che Miyazaki abbia riversato in questo film tutta la propria passione per il volo, l’Italia, i combattimenti aerei, la comicità intelligente se non addirittura ironica, e ogni aspetto decisamente caratteristico del suo immaginario, con cui tante volte ci ha già deliziato. In Porco Rosso il regista ci riserva quella magia tipica dei suoi primi lungometraggi che non aveva ancora preso il sopravvento sulla logicità della trama e che offriva incredibili meraviglie solidamente legate ad un filo conduttore. Certo, è pur sempre Miyazaki e non Walt Disney: il non detto, il cerchio che non si chiude in maniera perfetta, ciò che non viene spiegato ma lasciato all’immaginazione dello spettatore, gli spazi aperti delle supposizioni sono fondamenti irrinunciabili del suo modo di fare animazione e vengono riproposti necessariamente e a maggior ragione, quindi, anche in questo suo capolavoro degli anni Novanta.

Serio e immaginifico, realistico e fantasioso: dove inizia un aspetto e dove l’altro? Recensire un film di Miyazaki non è mai semplice per il fatto che nei suoi lungometraggi la sostanza è talmente legata alla forma che parlarne con parole scritte è sempre riduttivo e deprecabile. Come per altri dei suoi film, quali Totoro o Kiki, la trama è tutto sommato semplice e si potrebbe riassumere in poche righe, ma è come viene trasformata in colori, gesti ed espressioni ciò che ammalia per tutta la durata della pellicola. I mondi di Miyazaki sono sempre abbastanza realistici da non poter essere messi in dubbio, ma abbastanza fantastici da rendere possibile l’impossibile come se fosse una cosa del tutto normale. Per esempio è paradossale che un maiale antropomorfo possa vivere come se nulla fosse in un mondo di esseri umani… Eppure tutto il contesto è così ben rappresentato che il pubblico non se ne scandalizza affatto (ovviamente l’allegoria c’è, ed è anche piuttosto manifesta, con un contrasto porco-umano che emerge spesso nel corso del film).

Comunque, senza andare a ricercare chissà quale significato recondito… Si potrebbe parlare dei riferimenti al fascismo, alla guerra, alla diversità, ma prendiamo un tema più manifesto, quello dell’amore: in Porco Rosso è piuttosto presente, in molte forme e in modo decisamente sensibile e profondo, anche se un pochino velato. Quella dell’amore è una trama sotterranea e parallela alla vicenda che sembra a volte condurla in qualche modo, sia quando abbraccia la via del romanticismo, sia quando se ne discosta in maniera brutale e imbarazzata rispecchiando i diversi ruoli femminili e maschili all’interno del film. Qui più che in altre sue opere emerge il ruolo forte che il regista accorda alle donne: risolute e abili, capaci di portare sulle proprie spalle il peso di grandi dolori e grandi responsabilità, a volte capricciose e fragili ma sempre decise e risolutive nelle situazioni di difficoltà. Sempre coi piedi ben saldi a terra rispetto agli uomini e che devono farsi strada per dimostrare quello che valgono con una tenacia che i maschi si sognerebbero… Ma poi irrimediabilmente colpite da batticuori e sentimenti che riescono a seguire la sola logica del cuore. Ecco di loro un ritratto ideale e pragmatico allo stesso tempo, che condensa in sé tutta l’essenza di quelle che sono state e saranno le eroine Miyazakiane presenti in ogni film del regista.

Credo che Porco Rosso sia l’emblema proprio del “mondo secondo Miyazaki”, esplicativo del suo modo di percepire le differenze fra uomo e donna e i loro legami. Senza mai sentenziare o giudicare il giusto e lo sbagliato il regista dipinge in questo film un affresco di relazioni umane che potrebbero essere ascritte tranquillamente in una scena “ideale” trascendendo qualsiasi riferimento realistico, ma che si trovano poi immedesimate in un mondo di guerre, soprusi e problemi economici proprio come se tutto stesse accadendo davvero. I suoi protagonisti, in questo film come in altri suoi, sembrano non avere una personalità propria esclusiva, ma quella omnicomprensiva di tutti i pregi e difetti tipicamente umani; eppure, non si può definirli “stereotipati” perché hanno dei tratti del loro essere assolutamente peculiari. A volte viene da chiedersi se Miyazaki riesca a creare questa atmosfera a metà fra il plausibile e l’impossibile proprio perché crea cartoni animati e non film di attori in carne ed ossa… Certo è che rispetto a Mononoke Hime o Sen to Chihiro, questo lungometraggio è molto più giocato proprio sul fattore-animazione: da una parte il modo divertito di affrontare certi episodi di combattimento, sfida e inseguimento che potrebbero avere del drammatico o del serioso se non fossero in forma di disegno colorato; dall’altra però la ricostruzione “da anni Venti” non solo con la proposta di oggetti e vestiti tipici dell’epoca, ma anche con la creazione di un’atmosfera nei dialoghi e nella regia da film tipico di quei tempi, soprattutto nelle scene legate al tema romantico-amoroso. E poi subito dopo la ricaduta dall’apice raggiunto in stile Rodolfo Valentino alla macchietta comica da cartone animato: quest’alternanza di atmosfere è usata in maniera geniale nel corso del film e manifesta in tutto e per tutto un gioco quasi divertito del regista fra il leggero e il drammatico, il faceto e l’impegnato. Sembra quasi che Miyazaki si sia sinceramente sollazzato a creare questo lungometraggio, e lo abbia fatto nella piena consapevolezza e maturità del suo fare animazione, usando la forma-cartone animato come un mezzo inscindibile dal contenuto, e non come un mezzo atto a veicolare un certo contenuto: insomma per Porco Rosso non potrei vedere altre forme diverse dal film d’animazione, cosa che potrei più tranquillamente pensare per esempio per Mononoke Hime.

Porco Rosso si rivela dunque come un film di una nitidezza e fluidità sorprendenti, forse uniche nella carriera del regista, che pure conserva tutto il fascino e sa trasmettere tutta la passione con cui è stato creato. E’ un film fondamentalmente onesto e intelligente, che non pretende di essere né più né meno di quello che dimostra di essere: senza infamia e senza pretese. E’ una pellicola decisamente cinematografica, nel senso che fruirla al cinema è stata senza dubbio la scelta migliore per godere appieno degli splendidi inseguimenti fra idrovolanti in cielo e delle curatissime ambientazioni. E’ adatta a ogni età, perché nella sua semplicità è immediatamente godibile da chiunque, ma sono sicura che soltanto un adulto può coglierne alcune sfumature, oltre al lato comico, e goderselo pienamente e con soddisfazione in ogni riferimento, dialogo e contesto. Con Porco Rosso ci si immerge in una fiaba per adulti come quelle che soltanto Miyazaki sa raccontare, estremamente più lucida delle roboanti avventure che ci ha regalato nella sua maturità post-Mononoke Hime, e forse molto più vicina all’idea comune di “cartone animato” viste le molte scene divertenti, ma dotata anche di una delicatezza e profondità tutte proprie. Non cambia però l’attenzione e la ricerca per i dettagli che arricchiscono di credibilità e fascino, i momenti adrenalinici, quelli aulici o commoventi e, ovviamente, quelli semplicemente e più direttamente spassosi. Un film che oserei definire “perfetto” (non in assoluto ma) rispetto allo stile Miyazakiano, perfetto per le sue logiche, perfetto per i suoi temi, esemplificativo del suo immaginario, della sua visione del mondo e delle relazioni umane, e ovviamente del suo modo di fare animazione.
Dal Salento con furore... Dove nessun cinema trasmette film Ghibliani (almeno non quando escono nel resto d'Italia!)
Dottor Rao ha scritto:Nascevi un secolo addietro e non c'erano i film di Miyazaki, praticamente un'esistenza inutile

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da noodles71@mac.com »

Non so bene dove postare questa notizia e così la metto qui...spostatela pure dove ritenete più opportuno!
Volevo segnalarvi che il settimanale FilmTv regala nel numero in edicola la locandina di Porco Rosso con una breve recensione di Filippo Mazzarella e un piccola rassegna stampa della critica.

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da AxlPG »

Porco Rosso sarà in vendita in DVD dal 23 Marzo, le conferme arrivano dalla pagina facebook della Lucky Red http://www.facebook.com/lucky.red.distribuzione (leggete fra i vari commenti ai post in bacheca dei fan)

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da *Kiki* »

A quanto pare quella notizia non era vera, meglio così, l'abbiamo visto prima! :sorriso2:
Ho appena finito di vederlo e come al solito almeno per me una sola visione è stata insufficiente per cogliere tutto il senso e tutte le sfumature del film... :? Intanto ringrazio per i chiarimenti sul finale, dato che avevo colto soltanto il fatto che
Spoiler:
il maleficio era stato rotto!!! :shock:
Comunque almeno per ora trovo troppo difficile fare un commento adeguato qui, perciò mi limiterò a dire che mi è piaciuto, anche se un pò meno di altri film Ghibli (non perché sia brutto, semplicemente perché non amo particolarmente il tema della guerra in primo piano ---> c'era già in Howl, ma più sfumato 8) )... :)
Sono rimasta sconvolta (positivamente, attenzione! :mrgreen: ) dal fatto che la censura abbia lasciato le parolacce, ovviamente non perché le ami, ma perché in quelle circostanze non è strano sentirle e qualsiasi sinonimo sarebbe stato invece inapprorpriato... :o Mi piacerebbe tanto conoscere la reazione ad un simile adattamento da parte di coloro che hanno adattato tanti anime su Mediaset per molti anni, subirebbero senz'altro un trauma permanente! :loool:
Ciò dimostra soltanto che chi ha adattato in italiano il film è una persona intelligente e senza stupidi pregiudizi. :si: Buono anche il lavoro dei doppiatori, in particolare Porco e Gina sono perfetti, però sinceramente la voce di Fio mi è parsa un tantino troppo infantile... :| Ma forse la scelta è stata fatta con uno scopo preciso, magari per sottolineare maggiormente la giovinezza e l'innocenza della ragazza che ha ridato a Porco fiducia nell'umanità olte a quanto ho scritto sotto tag? :?:
Una casa senza libreria è una casa senza dignità,
ha qualcosa della locanda,
è come una città senza librai,
un villaggio senza scuole,
una lettera senza ortografia.

Edmondo De Amicis

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da entity »

Come sfregiare definitivamene questi film , doppiaggi degni del terzo mondo, mi rifiuto di spendere i miei soldi .
tanto tra un paio di mesi si troveranno a meno di 10 e uro nbel cestone delle offete speciali all'aereoporto di Ciampino.
Non spenderò nemmeno 10 euro.
Se li guardassero ,con questo doppiaggio, Shito e i suoi amici.

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Re: Porco Rosso: commenti post-visione

Messaggio da *Kiki* »

Che giudizio severo! :shock: Non ti piacciono nemmeno le voci di Porco e di Gina? :?
Comunque che io sappia i films Ghibli vengono ribassati al massimo a 9,90 euro... :o
Una casa senza libreria è una casa senza dignità,
ha qualcosa della locanda,
è come una città senza librai,
un villaggio senza scuole,
una lettera senza ortografia.

Edmondo De Amicis