Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

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Shito
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Shito »

Raghnar ha scritto:
dolcemind ha scritto:Non è il primo caso perchè Maximilian per sua amissione non ha le competenze per poter giudicare o meglio può giudicare ma il suo parere vale quel che vale.
Non essere tautologico: ci pensa Shito stesso a dire che il suo adattamento conserva per quanto possibile lessico e sintassi del dialogo originale (su cui appunto, senza essere un esperto di Giapponese non posso che fidarmi) e per fare questo non può che sacrificare la "naturalezza".
Non ho detto di 'sacrificare la naturalezza'

Su questo tema c'è sempre grande confusione da parte di taluni. Quel che dico è che per essere precisi sul contenuto della traduzione è necessario un uso plenario del lessico della lingua di 'arrivo' su quella di 'partenza', e questo può causare -a volte- un leggero innalzamento del livello linguistico, ma questo non ha molto a che fare con il sacrifico della naturalezza.

Il punto è che diversi popoli parlano in modo diverso, come uso dei registri.

Ovvero, in un'azienda giapponese si una un registro linguistico che per il giappone è 'cortese', laddove in un'azienda italiana si usa un registro da compagnoni.

Ora, cosa c'entra la naturalezza?

Traducendo un dialogo tra colleghi giapponesi -che è naturale ma cortese in giapponese- ne verebbe fuori in italiano un dialogo in italiano non complicato ma cortese. Senza dubbio una cosa che suonerebbe strana alle orecchie di italini abituati all'uso del turpiloquio in tv, sui giornali, figurarsi tra colleghi. Ma questo non ha nulla a che fare con la 'naturalezza' dell'italiano tradotto. Semplicemente, è ua folle, ingiusta, insensata pretesa pensare che 'a analoghe situazioni anologhe lingue tra due culture differenti'. Questa cosa è la MORTE del valore stesso di una traduzione.
Ha ammesso Shito stesso che politico e presentatore sono realisticamente resi in Giapponese... E allo stesso modo in cui mi fido che il suo adattamento sia fedele mi fido sul questa asserzione.
in Italiano boh... secondo me no... sicuramente sarebbe stato più realistico girare la frase, e questo posso giudicarlo in quanto Italiano e conoscitore, almeno un poco, dell'italica lingua.
Nel dialogo televisivo di Ponpoko, per esempio, non credo di aver alzato il registro linguistico. Infatti il muratore parla in un modo, il politico in un altro, e il presentatore in un altro ancora. Non parlano come parlerebbero degli italiani in quella situazione, ma questo non è un punto sensato di ragionamento. Se gli italiani in TV sono per lo più sboccati, non vuol dire che traducendo dei giapponeti in TV li si debba rendere tali. Non ha senso.

E no, girare la frase non avrebbe reso il dialogo più realistico. Al contrario, l'avrebbe reso didascalico e libresco, da italiano scritto e non parlato.
Ed ecco che qui abbiamo una scelta da fare: rendere in modo realistico i personaggi (e quindi assecondare l'intenzione dell'autore), o in modo fedele?

Shito per diverse ragioni sceglie la seconda, e mi sta benissimo. Maximilian, pur non conoscendo il giapponese, ritiene che non sia reso in modo realistico e quindi non si sia rispettata una delle intenzioni di Takahata...
Come spero di avere reso ora ancor più chiaro, l'idea di 'realismo in una traduzione' che qui esprimi è insensata e deforme.

Lasciando perdere le illazioni lettesi su altri lidi.
Raghnar ha scritto:
Penauts ha scritto:Attenzione! Non bisogna confondere "quello che ha detto" l'autore con "quello che vuole dire", perché mentre per il primo punto abbiamo il riscontro oggettivo e tangibile nel film stesso come "oggetto" (parola-immagine-suono), per il secondo abbiamo solo la nostra speculazione intellettuale.
Perchè, l'utilizzare un vocabolario comune anzichè molto ricercato non è "quello che ha detto"?

Faccio un esempio estremo così ci capiamo (spero):
In Inuit esistono 20 parole diverse per parlare di Neve tutte comuni, e io, per tradurre un'espressione faccio dire a un bimbo "Gragnola" sto facendo la seguente operazione: l'autore eschimese ha fatto parlare un bimbo come un bimbo, utilizzando una parola che i bimbi eschimesi usano. Io, nel mio adattamente, sto facendo utilizzare ad un bimbo una parola "scientifica" con cui il bimbo (ma anche l'adulto) italiano non è affatto familiare per esprimere il più adeguamente possibile il riferimento filmico ed essere, secondo il linguaggio di Shito, "Più fedele possibile".

Ora, davanti a un'azione di questo tipo, esistono due posizioni antitetiche:
1- "Gragnola" è Italiano? E' desueto, ricercato, complicato, non verrebbe mai in bocca a un bimbo italiano? Chissenefrega.
PRO: sono lessicalmente più fedele possibile all'originale. CONTRO: Un bimbo che è supposto parlar da bimbo (e questo è "quello che ha detto", non una speculazione nostra, perchè la lingua è lingua) parla come il colonnello Giuliacci. Questo potrebbe rovinare l'atmosfera del film: generare ilarità non prevista (o al contrario rovinare l'ilarità prevista), dipingere un WTF nela faccia degli spettatore...etc...
2- Un bimbo direbbe mai "Gragnola"? Ma neanche un adulto! Allora facciamogli dire "Neve".
PRO: Un bimbo parlerà da bimbo, "quello che ha detto" l'eschimese sarà reso in quanto bimbo, senza rovinare l'atmosfera che anche quella "sta nelle parole" e non è frutto di un "processo alle intenzioni" ed ha la stessa dignità ontologica (se non di più, per come lavoro io) della grammatica e del lessico. CONTRO: ho perso la sfumatura (a cui frega a molti italiani francamente) fra "Gragnola" e "Neve".

Secondo me sono entrambe scelte possibili, entrambe affrontabili, entrambe discutibili se fatte come capita, entrambe valide se fatte con criterio.
In entrambi i casi qualcosa viene "perso nella traduzione", chiunque parla in modo decoroso più di una lingua sà che non ne si può fare a meno, specialmente nelle espressioni parlate, specialmente se le lingue sono molto diverse fra di loro. Nel primo caso viene perso il realismo di far parlare un bambino come un bambino, nel secondo caso viene persa una sfumatura lessicale.

Forse il primo caso può essere rimediato con un'ottima recitazione, forse il secondo caso non è così fondamentale per un Italiano coglierla (se lo fosse anche la parola "Gragnola" sarebbe comune quanto "Neve" e il problema non si presenterebbe) ma a questo punto sì che si fa della speculazione.
Hai fatto un pessimo esempio, perché 'neve' e 'gragnola' non sono la stessa cosa, come non lo è la grandine.

Difficilmente esistono sinonimi perfetti. Molto difficilmente.

Esistono aree semantiche dai confini non nettissimi, certo.

Quando in Lolita 'mist' viene tradotto sempre e comunque come 'bruma', trovo la traduzione appesantita indebitamente, perché 'mist' è un modo semplice per dire 'nebbia', e non c'era bisogno di usare un sinimo più ricercato. Allo stesso modo, quando Nabokov usa un'espressione colloquiale come 'it doesn't matter a jot' e questa viene resa con un'espressione al contrario di registro medio-alto, penso 'epic fail'.

Il semplice assunto è che la libertà della traduzione si esplica NEI LIMITI della correttezza contenutistica.

Ovvero avrei potuto tradurre 'a jot' come 'un fico', 'un cavolo', 'un bel niente', ma NON come "un'inezia".

In Ponpoko, Takahata per primo usa una grande ricchezza lessicale e sintattica, accordata con i registri linguistici dei parlanti. Del tono letterario del narratore si passa a quello giornalistico, a quello politico, a quello aziendale, a quello militante sessantottino, sinanco ai dialetti. E' un testo impegnativo anche per i giapponesi, c'è poco da fare.

D'altro canto, ogni giudizio di 'naturalezza' della lingua si base sempre su quell'odiosa presunzione inconscia di capire come parli l'italiano medio. Che non ha senso. Di sapere che 'nessun bambino direbbe così'. Che non ha senso. E tante altre insensatezze simili.
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da pippov »

Shito ha scritto:Quando in Lolita 'mist' viene tradotto sempre e comunque come 'bruma'...
Ma hai tirato fuori questo esempio perchè rispondi al Brumoso per eccellenza? :sorriso2:
Shito ha scritto:Ovvero avrei potuto tradurre 'a jot' come 'un fico', 'un cavolo', 'un bel niente', ma NON come "un'inezia".
Mmm...
E questo potrebbe essere invece, all'inverso, un tipico esempio di quello che ti si "addebita". Evidentemente tradurre ed adattare dal giapponese, proprio per una serie di motivi tipo quelli che citi in apertura, può portare a risultati che "suonano" male (e lo dico in termini oggettivi -come definiti più indietro- non relativi al gusto del singolo).

Vabbè, non se ne uscirà mai. La settimana prossima arriverà Pompoko, e ascolteremo. Ma sono sicuro che lo troverò ben fatto, come al solito.
Mi interessava più la questione teorica che la resa del singolo dialogo o film. Tendo a seguire la trama e a gustarmi le immagini più che a impuntarmi sulla singola frase alla ricerca del potenziale errore... ^^
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Shito »

Il fatto è che 'suona oggettivamente male' è una contraddizione in termini, ti prego di rendertene conto.
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da pippov »

Ma io lo so, e infatti uso virgolette, corsivi e rimandi a profusione. Solo che "è adattato oggettivamente bene" è altrettanto contraddittorio. ^^
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Shito »

Non contradditorio, ma alquanto insensato.

E' in italiano corretto.

E' tradotto contenutisticamente bene.

Questi due sono invece due giudizi già più verificabili. :)
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da tasuku »

tasuku ha scritto:Qualcuno che ha gia' il DVD Lucky Red di Pom Poko, potrebbe per favore dire se il video e' interlacciato o progressivo?
Mi rispondo da solo: progressivo :?
Si e' discusso tanto della localizzazione italiana e... nell'edizione italiana ci troveremo voci e musiche velocizzate (oltre al video stesso) :cry:

In ogni caso, l'edizione mi ha deluso.
Assenza della giusta locandina come cover, presenza di kanji incomprensibili sulla cover di un'edizione italiana, credits in francese sul retro della fascetta di un'edizione italiana, keep case tristemente nero, menu' praticamente muti :?

Non sto a recriminare per l'assenza dei numerosa extra presenti nel secondo disco dell'edizione giapponese, dato che lasciano il tempo che trovano.
Pero' almeno il trailer cinematografico originale (unico extra che trovo meritevole d'attenzione, insieme allo storyboard) potevano infilarcelo.

Cmq, per me, il problema piu' grande e' rappresentato da audio/video velocizzati.

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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Shito »

Trattandosi di un edizione home-video, in questo caso purtroppo il materiale PAL che ci è stato consegnato direttamente dal licensor era accelerato alla fonte. :(
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Jigen »

tasuku ha scritto: credits in francese sul retro della fascetta di un'edizione italiana
Eh? :shock:
Davvero? E perché mai?
Son cose che posso (purtroppo) aspettarmi da Kaze, non da Lucky Red! :?
Immagine
C'ENTRA, nel senso di: "aver a che fare/riguardare"
si scrive CON L'APOSTROFO!!!

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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da cryo »

Shito ha scritto:Trattandosi di un edizione home-video, in questo caso purtroppo il materiale PAL che ci è stato consegnato direttamente dal licensor era accelerato alla fonte. :(
Quindi in pratica è stato doppiato (voci italiane 'corrette') sul video/audio giapponese già accelerato, giusto?
P.S: Il 'bello' del video progressivo risiede anche nel fatto che volendo si può sempre tornare indietro. In questo caso, se si voleva, si poteva rallentare il video e l'audio originale (riportandolo in pratica come all'origine) e successivamente doppiare.

Mi vien da pensare comunque che il licensor di Pom-Poko (e a questo punto direi pure Porco Rosso) sia francese :?

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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da genbu »

cryo ha scritto: Mi vien da pensare comunque che il licensor di Pom-Poko (e a questo punto direi pure Porco Rosso) sia francese :?
Come avevo già detto molte pagine fa, secondo me, il licensor è la wild bunch
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Raghnar »

Innanzitutto grazie per la risposta puntuale.
Shito ha scritto:Questa cosa è la MORTE del valore stesso di una traduzione.

...
Nel dialogo televisivo di Ponpoko, per esempio, non credo di aver alzato il registro linguistico. Infatti il muratore parla in un modo, il politico in un altro, e il presentatore in un altro ancora. Non parlano come parlerebbero degli italiani in quella situazione, ma questo non è un punto sensato di ragionamento. Se gli italiani in TV sono per lo più sboccati, non vuol dire che traducendo dei giapponeti in TV li si debba rendere tali. Non ha senso.

E no, girare la frase non avrebbe reso il dialogo più realistico. Al contrario, l'avrebbe reso didascalico e libresco, da italiano scritto e non parlato.
Per te è così, per me non per forza perchè partiamo da dei presupposti un pochino diversi già ben argomentati ;)

Shito ha scritto:Quando in Lolita 'mist' viene tradotto sempre e comunque come 'bruma', trovo la traduzione appesantita indebitamente, perché 'mist' è un modo semplice per dire 'nebbia', e non c'era bisogno di usare un sinimo più ricercato. Allo stesso modo, quando Nabokov usa un'espressione colloquiale come 'it doesn't matter a jot' e questa viene resa con un'espressione al contrario di registro medio-alto, penso 'epic fail'.
Ecco, in questo siamo più che concordi, fin dall'inizio mi pare ;)
Shito ha scritto: D'altro canto, ogni giudizio di 'naturalezza' della lingua si base sempre su quell'odiosa presunzione inconscia di capire come parli l'italiano medio. Che non ha senso. Di sapere che 'nessun bambino direbbe così'. Che non ha senso. E tante altre insensatezze simili.
Beh è quello che fa da sempre l'accademia della crusca e gente del genere, quindi non credo proprio "non abbia senso".
Vocaboli che sono scarsamente utilizzati (come Gragnola appunto), piano piano spariscono dal vocabolario anche se utili ad esprimere concetti oppure viene aggiunta la dicitura "desueto/raro"...etc...
Viceversa nuovi vocabili, che nell'uso corrente della lingua, vengono aggiunti in vocabolario.
La lingua è una struttura dinamica, che può (anzi, deve) essere analizzata in modo dinamico e contestuale. Semmai non ha senso pretendere che la lingua è una struttura granitica in cui i vocabili sono incisi nel marmo con l'apposizione "Corretto" e allora è corretto utilizzarli a piè sospinto in qualsiasi contesto.

Anche se Gragnola non è Neve, è un vocabolo così raro, tecnico e probabilmente desueto che sul mio Devoto Oli ha una definizione diversa che su wikipedia che ha una definizione diversa dallo Zingarelli (che lo riferisce semplicemente come sinonimo esatto di Grandine) mentre nel sito dell'accademia della crusca non c'è neanche...

Metter in bocca a un bambino in un adattamento un vocabolo simile secondo me non è così scontato... diventa una scelta, una scelta opinabile, una scelta fra dire "i bambini eschimesi parlano così" e "io adatto in Italiano e Gragnola in Italiano non è un termine da mettere in bocca a un bambino".
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Shito »

Stai tuttavia saltando il punto nodale, focale e centrale, ovvero il fatto che la naturalezza, ovvero lo zero, di una lingua non può intendersi essere forzato sullo zero di un'altra.

E' per esempio il discroso della facilità al turpiloquio nel dialogo italiano, che non si rispecchia in quello di altre nazioni. O del livello di cortesia, che varia a seconda delle culture.
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Raghnar »

Ma hai perfettamente ragione a dire, in tal senso, che "lo zero" di una lingua è diverso da quella di un'altra.
Ad esempio la facilità al turpiloquio e il registro generalmente basso della lingua e dei personaggi pubblici Italiani rispetto ai giapponesi ad esempio.

Ma è proprio qui il punto: tu SCEGLI di far rimanere lo zero sulla lingua giapponese, e questo suona strano al pubblico italiano che ha l'asticella puntata più in basso, quindi aggiungi una sensazione alla visione, questo senso di "stranezza" e di "estraneamento" che non era inteso nell'opera originale. Questo non è quello che chiamo adattamento "perfetto"
Altri adattori, al fine di evitare questo, aggiustano l'asticella più verso lo zero della lingua Italiana, evitando quindi di aggiungere sensazioni non previste. Tuttavia così facendo sono costretti a perdere qualche frase, qualche "sottigliezza". Ovviamente neanche questo è quello che chiamo adattamento "perfetto".

Quello che sto dicendo è che non può esistere l'adattamento "perfetto", quindi non può esistere quello "giusto" e dualmente neppure quello "sbagliato"... esistono scelte professionali a monte, e come tali sono soggettive, che determinano un metodo che quindi stabiliscono dove e come la traduzione sarà carente, perchè, salvo casi particolari e lingue molto vicine fra di loro, è impossibile che non lo sia.
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da Shito »

Raghnar ha scritto:Ma hai perfettamente ragione a dire, in tal senso, che "lo zero" di una lingua è diverso da quella di un'altra.
Ad esempio la facilità al turpiloquio e il registro generalmente basso della lingua e dei personaggi pubblici Italiani rispetto ai giapponesi ad esempio.
Ok su questo, dunque.
Ma è proprio qui il punto: tu SCEGLI di far rimanere lo zero sulla lingua giapponese, e questo suona strano al pubblico italiano che ha l'asticella puntata più in basso, quindi aggiungi una sensazione alla visione, questo senso di "stranezza" e di "estraneamento" che non era inteso nell'opera originale. Questo non è quello che chiamo adattamento "perfetto"
E qui invece hai torto, obiettivamente, e ti spiego il perché.

Perché tu, italiano, SAI di stare vedendo un opera *straniera*, in autorato e *contenuti*.

Quindi o sei un demente, e non lo credo, o di base NON DOVRESTI aspettarti che le situazioni siano 'italiane', i modi di dire 'italiani', i canoni espressivi 'italiani'.

Semplicemente perché sai da principio che non lo sono e non possono esserlo.

Se in un anime giapponese ci fosse un personaggio italiano, altrimenti, non lo avvertiresti come 'diverso' dagli altri, no?

Io non 'scelgo' di far rimanere l'erspessività giapponese come giapponese. Dato che questa non è una variazione, è una naturale permanenze.
La variazione, l'alterazione (di uno stato di quiete) sarebbe piuttosto fare un insensato re-setting di quel centro del sistema di riferimento.

Lasciarlo dov'è è solo la naturalità del tutto.

NON aggiungo nulla. Ciò che aggiunge, semmai, è il SEMPLICE DATO DI FATTO che tu, italiano, scegli di fruire un'opera giapponese.

Questo è un gradino che è nella realtà dei fatti, non nell'operato di Shito.

Eliminarlo in fase di adattamento, questo sì, sarebbe 'operare' in sede di adattamento.

Operare in modo insensato, ingiustificato, ignorante e stupido (che poi sono sinonimi, per me).

Altri adattori, al fine di evitare questo, aggiustano l'asticella più verso lo zero della lingua Italiana, evitando quindi di aggiungere sensazioni non previste. Tuttavia così facendo sono costretti a perdere qualche frase, qualche "sottigliezza". Ovviamente neanche questo è quello che chiamo adattamento "perfetto".
Ripeto, se ci rifletti ti renderai conto che non è l'adattamento fedele a 'aggiungere' alcunché.
E' la semplice fruizione del 'diverso', dello 'straniero'.
Se uno 'straniero' ti risulta 'familiare' è solo perché è stata operato una sua ingrata domesticazione.
Che è uccidere il valore dell'incontro col diverso.

Non esiste l'adattamento 'perfetto'. Ovvio.

Ma quello che io pratico è un adattamento *sensato*.

L'altra strada è quella di un'opera di adattamento violenta, ingiustificata e ingiustificabile, altamente lesiva dell'integrità culturale di un ìopera e della cultura stessa che partorendola vi resta intrisa, e soprattutto diseducativa.

Non
Ha
Senso
Alcuno

E non ha senso pensare che potrebbe avere senso.

E in nome di cosa si vorrebbe ragguagliare un senso, poi?

In nome di una voglia di 'naturalezza percettiva' che è *indebita* e *impossibile* e *impretendibile* di fronte all'opera di una cultura aliena?

Per carità!

L'unico senso nel fruire il diverso è capire qualcosa che non ci appartiene, conoscere il diverso significa allargare le proprie vedute.

La NATURALE, DOVEROSA e INEVITABILE straniazione che si prova dinanzi al diverso è gravida di arricchimento interiore. Sempre.

Sono certo, ma ti giuro proprio sicuro, che se ci pensi ti ricrederai e converrai con me.

La cosa è troppo plateale, e tu sei una persona logica.

Quello che sto dicendo è che non può esistere l'adattamento "perfetto", quindi non può esistere quello "giusto" e dualmente neppure quello "sbagliato"... esistono scelte professionali a monte, e come tali sono soggettive, che determinano un metodo che quindi stabiliscono dove e come la traduzione sarà carente, perchè, salvo casi particolari e lingue molto vicine fra di loro, è impossibile che non lo sia.

Ripeto, l'adattamento perfetto non esiste.

Quello che io cerco di praticare è però 'giusto', perché muove da scelte logiche e sensate, oltre che onestamente 'reali' di fronte alla diversità cuylturale che non può essere annullata in sede di traduzione/adattamento.

L'altra strada che tu sembri voler indicare è invece 'sbagliata', in quanto ingnorante, stupida e insensata.

Per i motivi che ho esposto.

E' un controsenso. E' come voler pensare che se domani i cani traducessero la letteratura umana in lingua canina, gli umani nelle loro traduzioni camminerebbero a quattro zampe, perché quello è lo 'zero' della camminata canina. E' come pensare che si debba dire che in Giappone si guida a destra invece che a sinistra, perché per loro la guida a destra è naturale, per noi no, quindi dicendo che guidano a destra 'creiamo' un'elemento di straneazione. Ragionava così Alessandra Valeri Manera, che tagliava le scene i cui i bambini bevono latte a mezzodì perché "da noi in italia non si fa". Queste cose mi fanno rabbrividire. Stai guardano un'opera giapponese: DARE VALORE al TUO senso di 'straniamento' è già eccesso di ego. Guarda l'opera tradotta fedelemente e ASSUMI come realtà quello che vedi. Altro, da italiano di frontre a un'opera straniera, non ti compete.
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*Kiki*
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Re: Battaglie dei tanuki moderni - Ponpoko [dvd italiano]

Messaggio da *Kiki* »

Ho cercato di leggere i commenti fatti, ma purtroppo è stato inutile, dato che non comprendo per niente questo linguaggio tecnico che si sta usando a proposito delle caratteristiche dei DVD... :?
Per tale motivo, dato che oggi l'ho visto in videoteca, ho provveduto da sola a documentarmi un pò su questo OAV vagando per la rete: ho visto il trailer ed ascoltato la bella colonna sonora; inoltre ho letto le recensioni di un altro sito che frequento con un altro nick... 8) A quanto pare il prodotto merita, ed avrei dovuto aspettarmelo da Takahata... :) Tuttavia il fatto che sia di Takahata, al quale dobbiamo anche il bellissimo (ma tremendamente drammatico e crudele nei confronti dei bambini) Una tomba per le lucciole, mi è venuto un atroce dubbio, che nell'altro sito non sono riuscita a risolvere, sui contenuti... :roll: Vorrei sapere se devo aspettarmi di vedere in questo film l'unica cosa che credo di non poter sopportare... :no: Insomma, ci sono scene di
Spoiler:
maltrattamenti nei confronti degli animali? :cry: Lo chiedo perché nell'ambito di uno di questi video YT su Ponpoko ho intravisto dei tanuki che crollavano a terra e sembravano morti... :(
La mia domanda è rivolta unicamente a chi vorrà rispondermi seriamente (che ringrazio in anticipo :wink: ); quegli altri utenti che mi hanno fatto decidere di inserire quest'ultima precisazione sanno benissimo cosa intendo dire. :?
Una casa senza libreria è una casa senza dignità,
ha qualcosa della locanda,
è come una città senza librai,
un villaggio senza scuole,
una lettera senza ortografia.

Edmondo De Amicis