Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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Haku91
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Haku91 »

Shito ha scritto: O almeno la pensa così Miyazaki, la pensavano così Michelangelo e Nabokov e sospetto tutti quelli che hanno fatto delle 'opere'.

O forse stai parlando di un sacco di robaccia fatta per 'piacere alla gente' e incassare denari e basta?
La distinzione tra opere e robaccia è prettamente soggettiva, quindi meritano lo stesso trattamento. Ci sono anche film che in Italia hanno avuto successo solo grazie al doppiaggio (La spada nella roccia, ad esempio). Quando si fa un film ci si aspettano degli incassi che coprano il budget, altrimenti nemmeno si inizia a scrivere il soggetto. E te l'ho detto, la localizzazione di un film si fa solo in funzione di una sua distribuzione e quindi a scopo di lucro, altri motivi non ci sono. Per questo stesso motivo la Lucky Red lancia questi film come eventi speciali e ha fatto le scelte che ha fatto per il film di Saint Seiya. Invece di sputare sul pubblico dovresti ringraziarlo, perché è grazie ad esso che fai quello che fai. D'altronde, non ne facciamo parte tutti noi? Non ne fai parte anche tu?
Shito ha scritto: Anche sulla storia del 'dunque' di saluto, la cosa è alquanto risibile, perché è solo che in italiano come in giapponese, lasciando sospese certe cose in un certo modo, si lascia un sottointeso.
Ma quale sottinteso? Se vuoi salutare, saluti e basta. Mi sembra la classica spiegazione di chi si sta arrampicando sugli specchi. Vuoi dire che "dewa" non è effettivamente una contrazione (o quello che è) di "dewa mata" e che un normale "arrivederci" in quel contesto sarebbe stata una lesa maestà? La lesa maestà è stata fatta con quella traduzione (anche Majoli era di quell'avviso?).
Shito ha scritto: Hai detto di non conoscere il giapponese, giusto? Da dove hai incollato quella spiegazione pseudolinguistica spiccia da "ho seguito un corso di giapponese e spiego quello che ho appreso mnemonicamente"?
Ho già detto di avere due amici in Erasmus a Tokyo (uno a Fuchu, uno a Toshima) grandi fan dello Studio Ghibli che parlano correntemente il giapponese (ovvero, lo parlano con le persone ogni giorno), e con cui ho discusso della cosa avendo trovato assurdo l'utilizzo del termine. Entrambi mi hanno confermato quanto ti ho scritto.

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shito »

Haku91 ha scritto: La distinzione tra opere e robaccia è prettamente soggettiva, quindi meritano lo stesso trattamento.
Questo è giusto, ma io non parlavo di 'opere e robaccia'.

Io parlavo di 'opere sentite da un autore, da più autori, che vengono create con trasporto partecipazione' e 'opere fatte per il pubblico, per incassare, per un mercato'.

Resta che meritano lo stesso trattamento, professionalmente parlando, sì. Ma la differenza resta. E non parlo di un mero giudizio di valore (che è soggettivo, giustamente), ma proprio della 'logica creativa a monte' di varie opere e prodotti.

Ovviamente se parliamo di cinema ogni opera è anche un prodotto (salvo certi corti, forse), ma per intenderci: Miyazaki è uno che fa i film perché sente di doverli fare, sente questo impulso creativo. Suzuki è il genio che riesce a venderli così bene, in mille modi. :-)

Miyazaki ha bisogno di Suzuki. Ma sono diversi.
Ci sono anche film che in Italia hanno avuto successo solo grazie al doppiaggio (La spada nella roccia, ad esempio).
1) come fai a dire questo? Come puoi sapere che, con altro doppiaggio, non avrebbe auto lo stesso identico successo, o un successo fin maggiore?

2) In che modo il dato è significativo nei riguardi non del mercato (locale italiano), ma dell'opera in quanto tale?
E te l'ho detto, la localizzazione di un film si fa solo in funzione di una sua distribuzione e quindi a scopo di lucro, altri motivi non ci sono. Per questo stesso motivo la Lucky Red lancia questi film come eventi speciali e ha fatto le scelte che ha fatto per il film di Saint Seiya.
Questa è la logica di un venditore, non la mia.

Se Lucky Red ragiona così, è giusto. Ma io non ragiono così e non devo ragionare così.

Io ragione per le opere su cui lavoro.

Se poi Lucky Red rende il mio lavoro vendibile, bene, si vede che funzionava.

In fondo, come dicevamo, Miyazaki ha bisogno di Suzuki, Michelangelo aveva bisogno di Giulio II, e chiunque lavori per "l'opera" ha bisogno di un venditore che sappia venderla.
Shito ha scritto: Anche sulla storia del 'dunque' di saluto, la cosa è alquanto risibile, perché è solo che in italiano come in giapponese, lasciando sospese certe cose in un certo modo, si lascia un sottointeso.
Ma quale sottinteso? Se vuoi salutare, saluti e basta. Mi sembra la classica spiegazione di chi si sta arrampicando sugli specchi. Vuoi dire che "dewa" non è effettivamente una contrazione (o quello che è) di "dewa mata" e che un normale "arrivederci" in quel contesto sarebbe stata una lesa maestà? La lesa maestà è stata fatta con quella traduzione (anche Majoli era di quell'avviso?).[/quote]

Non è una contrazione, no. E' una frase lasciata tronca, a intendere. Tanto quanto un 'dunque...' o un 'quand'è così...' in italiano, se detto nel modo in cui si intende.

Ti sembra male: non è una arrampicata sugli specchi. E' quello che io credo. Io credo che quando un giapponese dice 'sumimasen' per ringraziare sta ancora dicendo 'scusa', e lo dice per ringraziare. E così traduco come 'scusa'. Detto con un tono di chi ringrazia. Così è, ad esempio, a tavola in MimiSuma. La mia fidanzata ha studiato giapponese con professori madrelingua, e a lei hanno detto 'sumimasen significa 'scusa' e 'grazie'' Lei si è arrabbiata e ha piantato un mezzo casino: susimasen vuol dire scusa, e i giapponesi se ringraziano per un un incomodo dato a qualcuno ringraziano dicendo 'scusa'. Questo è il guaio della tradizione funzionale: appiattisce tutto e non ti insegna nulla. Continuerò a rendere 'sumimasen' con 'scusa', perché vuol dire 'scusa', e 'deha' con 'dunque', perché vuol dire 'dunque', e se i giapponesi si congedano in quel modo, con una congiunzione consecutiva lasciata 'morire' su un seguito sottointeso, imparalo e non lagnarti. E' così, non deve cambiare per piacere a te. :-)
Shito ha scritto: Hai detto di non conoscere il giapponese, giusto? Da dove hai incollato quella spiegazione pseudolinguistica spiccia da "ho seguito un corso di giapponese e spiego quello che ho appreso mnemonicamente"?
Ho già detto di avere due amici in Erasmus a Tokyo (uno a Fuchu, uno a Toshima) grandi fan dello Studio Ghibli che parlano correntemente il giapponese (ovvero, lo parlano con le persone ogni giorno), e con cui ho discusso della cosa avendo trovato assurdo l'utilizzo del termine. Entrambi mi hanno confermato quanto ti ho scritto.
A parte la pochezza del sentito dire "ho due amici che..." (vogliamo fare a chi ha più amici giapponesi, madrelingua, a chi ha parlato di linguistica giapponese con più madrelingua? Dai...), direi che tutto torna. So bene come si insegnano le lingue, con quale logica. Confronta con l'esempio che ti facevo prima - caso avvenuto al centro di cultura giapponese di Roma, durante un corso di lingua. Io stesso ho tenuto corsi professionali dove ho insegnato anche a laureati dottorati (in inglese) e sono ben conscio di esprime un'opinione non condivisa da gran parte dell'accademia linguistica in quanto alla traduzione.

Ma non è una novità. Continuo a pensarla come ti ho espresso, per le ragioni che ti ho espresso, e a operare di conseguenza. :-)
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shito »

MagicSton ha scritto:
Shito ha scritto:(grazie per l'apprezzamento e l'attenzione verso il mio lavoro - a quale film di Lupin ti riferisci?)
Il castello di Cagliostro, che mi ha fatto una pessima impressione, ma sospendo il giudizio in attesa di una versione che gli renda giustizia
Dimenticavo di dare seguito a questo punto - chiedo sucsa.

Per cominciare:

https://www.youtube.com/watch?v=-HF-Q8i_cFs

Non trovate che "Honoo no takaramono" (Il tesoro in fiamme) sia praticamente una canzone sullo stesso mood della ending di Porco Rosso, ovvero "Toki ni ha Mukashi no Hanashi"?

Credo sia un po' l'idea che la generazione giapponese di MIyazaki (e Takahata) ha della Francia. Takahata amava Prevert e Edith Piaf (ho sempre pensato che la Fiolina di 'Haha wo Tazunete Sanzen Ri' - ovvero 'Marco', sia un'omaggio a Edith Piaf - figlia di burattinai. E poi ci ritroviamo 'Fio' in Porco Rosso. XD)

Ad ogni modo, Lupin III - Il Castello di Cagliostro è un grandioso film d'azione e avventura ottantino (si, lo so che a rigore è pre-ottantino).

E' proprio un film: i tempi di scenegiatura sono perfettamente cinematografici, è impressionate che sia la prima regia al cinema di MIyasan.

E' pieno di azione e avventura dalla regia perfetta, su una sceneggiatura perfetta. Voglio dire: è come un film di Indiana Jones, ma pure meglio - un meccanismo perfetto.

E' anche ottantino, quindi abbiamo la fanciullina candina e il nobile cattivo, abbiamo un castello con una torre dove tenerla prigioniera, abbiamo buoni sentimenti e inseguimenti in macchina. E' Miyazaki Hayao di quegli anni.

Come dire, sarebbe un film su un personaggio preesistente, un brand noto come Lupin III?

Questo è un mero caso, un accidente. Qui abbiamo sfollati da Conan (Il ragazzo del futuro) in cosplay da Lupin, davvero. Zenigata già strizza l'occhio ai pirati di Porco Rosso. Di Monkey Punch io non vedo traccia - o quasi.

E onestamente, non penso ci sarò occasione per me per doppiare per la prima volta questo film con un copione fedele all'originale. Un mio kohai ha scritto la sua tesi di laurea su questo film, paragonando tutti e tre i doppiaggi italiani e dimostrando quanto il testo sia sempre gravemente errato. Ha anche ritradotto tutto il testo. Ma non credo servirà. Il tempo è scaduto.
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shi no Tenshi »

Shito ha scritto: questa è un gioco semantico carino, nevvero?)
Un esempio del tuo 'stile'. Perché hai scelto la parola "nevvero?" e non un più banale "non è vero?".
Spesso personaggi anche stupidi e ignoranti dei film Ghibli hanno in bocca parole così dotte.

Esempio a caso, il pirata boss dei Mamma Aiuto di Porco Rosso:
"- Ma dico...! Per quale trama del destino
dovremo mai associarci con simili sciagurati?"

Non voglio scomodarti, se lo fai fallo per gioco, ma se mi tirassi fuori le etimologie originali giustificandoti in modo impeccabile sull'imprescindibilità delle sfumature originali di "trame del destino" e "sciagurati", allora tanto di cappello. Non consoco il giapponese così bene da cogliere sfumature simili e, in effetti, quelle parole mi sono ignote.
Però una frase del genere, detta da un pirata rozzo, ignorante e sgraziato, è piuttosto fuori luogo.

Posso farti un'altra domanda? Su Wikipedia è raccolto tutto il tuo curriculum o esistono dialoghi inglesi scritti da te che non ti sono accreditati? Vorrei spulciarmi qualche tuo lavoro applicato alla lingua inglese, sono curioso. Oltretutto, su Wikipedia ti è accreditato Kill Bill vol.1, mentre ne "Il Mondo dei Doppiatori" la mansione è attribuita a Carlo Valli e non si fa cenno al tuo nome. Hai per caso tradotto solo i sottotitoli delle parti parlate in giapponese?

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shito »

Shi no Tenshi ha scritto:
Shito ha scritto: questa è un gioco semantico carino, nevvero?)
Un esempio del tuo 'stile'. Perché hai scelto la parola "nevvero?" e non un più banale "non è vero?".
Spesso personaggi anche stupidi e ignoranti dei film Ghibli hanno in bocca parole così dotte.
Ci credi che ti dico che mentre lo scrivevo pensavo che me lo avresti fatto notare?

Ho usato 'nevvero' perché, dopo la virgola, volevo una cosa breve, una parola sola. Ma invero (<- me lo farai notare? Ora che l'ho anticipato forse no), non uso spesso 'nevvero' nei dialoghi, non trovi?

Nel parlato faccio cose anche più strambe, tipo uso forme enclitiche estreme come 'parmi' in luogo di 'mi pare', che all'imperfetto è ancora più bello: parevami. Ma non trovi cose simili nei miei dialoghi, né trovi certe perifrastiche passive molto osé tipo "è una cosa davvero odianda!" (intesa come 'da odiarsi'), anche se con la forma in -beki giapponese ci starebbe a pennello. ;_;
Esempio a caso, il pirata boss dei Mamma Aiuto di Porco Rosso:
"- Ma dico...! Per quale trama del destino
dovremo mai associarci con simili sciagurati?"

Non voglio scomodarti, se lo fai fallo per gioco, ma se mi tirassi fuori le etimologie originali giustificandoti in modo impeccabile sull'imprescindibilità delle sfumature originali di "trame del destino" e "sciagurati", allora tanto di cappello. Non conosco il giapponese così bene da cogliere sfumature simili e, in effetti, quelle parole mi sono ignote.
Però una frase del genere, detta da un pirata rozzo, ignorante e sgraziato, è piuttosto fuori luogo.
Il Boss dei Mamma Aiuto è il mio personaggio maschile preferito di Miyasan, lo sai?

Su quel 'sciagurati' ci pensai tantissimo, me lo ricordo ancora. Però ai tempi non facevo ancora le tavole di disambiguazione per iscritto.

Comunque, la battuta che citi ---

Nella vecchia versione (doppiaggio Buena Vista, inedito) era:

Diamine!/ Per quale trama del destino dovremo mai associarci con simili disgraziati?

Nella versione finale (Lucky Red, pubblicato) è:

Maddico…! Per quale trama del destino dovremo mai associarci con simili sciagurati?

In giapponese è:

ったく!
何の因果で あんなシケた奴らとつるまにゃいかんのだ


ovvero:

'ttaku!
Nan'no inga de anna shigeta yatsura to tsurema nyaiikan no da


Dunque.

'ttaku è una forma 'tronca' di 'mattaku' - non è volgare, ma popolare, ed è usato da solo (in sé sarebbe un avverbio di 'grandezza') serve a indicare una sospresa non piacevole, poi dipende molto dal tono, ma sarebbe tipo 'ma dimmi tu', 'ma dico io', eccetera.

la 'trama del destino' è per 'inga'. 'Inga' è il destino inteso come legge karmika del causa-effetto. No, non è una parola banale. E' una Miyazakata. Un giapponese normale direbbe semmai 'en' (legame, inteso come 'filo del destino') e ci sono altri modo per dire 'destino' (unmei, shukumei, sadame), ma no, qui è 'inga'- Inga è il cerchio del causa-effetto. Ovviamente, qui è usato un senso retorico - non è che il boss sia un buddhista. Quindi ho usato 'trama del destino', nel senso di 'disegno superiore' che mi porta a fare una cosa odiosa, OVVERO:

Associarci con simili sciaguarati.

Qui è fantastico. Ho usato 'sciagurati' perché in giapponese c'è una parola particolarissima, ovvero シケた, scritto in kana, che è il participio passato di 'shigeru', che sarebbe scritto in kanji, ma non te li incollo perché il mio editor di scrittura giapponese NON LI TROVA - lol. Significa, dico shigeru, 'essere in burrasca (mare)', e poi in senso figurato "passare brutti momenti". Qui abbiamo il participio passato, quindi non è fantastico?
shigeta si unisce a 'yatsura', che è il plurale di 'yatsu', un pronome di terza persona vagamente dispregiativo, come dire 'tizi, tipi'. Quindi 'shigeta-yatsura' -> sciagurati, buol tire proprio quello. Tizi burrascati, letteralmente (salvo che 'burrascare' non esiste). E' proprio lo stesso idioma: sciagurati, come coloro che hanno subito una sciagura, tipo appunto un fortunale in mare. ^^ Del resto questi sono pirati (dell'aria, ma nota, una sola volta vengono detti 'dei cieli' perché c'era una variazione, solo quella volta, anche in giapponese), quindi giustamente è come se il boss dicesse: questi avanzi di naufragio. E' davvero troppo bello, è proprio Miyasan. Nella parola 'sciagurati', nell'uso di quella parola c'è tutto Miyasan. Solo lui avrebbe messo il participio passato del termine 'burrascare' in senso dispregiativo, davvero. ^^

Vedi anche la buona evoluzione dalla versione BD: quello shigeta è un termine molto caratterizzato, particolarissimo. Quindi 'sciagurati' è infinitamente più preciso di 'disgraziati', sia nella semantica sia nel livello di peculiarità, nella cifra di caratterizzazione.

Su 'diamine' per 'ttaku, invece, era proprio una cosa un po' impropria.

Ovviamente 'anna' è un aggettivo dimostrativo qualitativo, non è 'ano' (questi) ma è 'anna' (di tal genere, simili).

Potrei anche spiegare quante opzioni ho vagliato per quel 'associarci' (taaaaaante), ma non importa.

Basta che tu sappia che questo livello di indagine viene da me regolarmente fatto su OGNI SINGOLA PAROLA e OGNI SINGOLO COSTRUTTO di OGNI SINGOLA BATTUTA di un copione, tipo. :-)

Capisci perché poi sono 'piuttosto sicuro' delle mie scelte semantiche? Perché conosco davvero in profondo il testo originale. Perché ci ho pensato così tanto, valutando due, tre dizionari monolingua, cercando referenti di immagini, di blog, di usi. E sì, per ogni singola parola e uso di parola. IN genere.

Ovviamente posso sbagliare anche io. O non avere un'idea brillante. A volte mi viene quando è troppo tardi. Per esempio mi sto mangiando le mani perché in una battuta di PoroPoro ho messo 'telegiornale', ed è giusto, ma 'notiziario' sarebbe stato più preciso. :-(
Posso farti un'altra domanda? Su Wikipedia è raccolto tutto il tuo curriculum o esistono dialoghi inglesi scritti da te che non ti sono accreditati?
Ho scritto dialoghi inglesi per alcuni episodi di Scrubs, tra cui il primo (pilota) ma mi dicono che li hanno stavolti tutti in sala.
Vorrei spulciarmi qualche tuo lavoro applicato alla lingua inglese, sono curioso. Oltretutto, su Wikipedia ti è accreditato Kill Bill vol.1, mentre ne "Il Mondo dei Doppiatori" la mansione è attribuita a Carlo Valli e non si fa cenno al tuo nome. Hai per caso tradotto solo i sottotitoli delle parti parlate in giapponese?
No, ho tradotto tutto il film, ma tradotto, non adattato. :-)
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shi no Tenshi »

Per farti capire il punto in cui arriva il mio giapponese, di quella frase capivo solo:

"'ttaku!
Nan'no ??? de ??? ??? yatsura to ??? ??? no da"

Per quanto riguarda "Shigeta". Non è probabile che MIyazaki abbia fatto un 'gioco di parole', se così si può definire, puntando sul fatto che la frase è pronunciata da un pirata aereo in relazione ad altri pirati aerei? Ovvero, una burrasca è un problema in cui suppongo debba incorrere anche un pilota quando attraversa il volo in mare. Magari intendeva "tizi che vengono colpiti dalle tempeste di mare come degli emeriti sfigati".
Nel senso, sì, l'hai notato anche tu, ma la stranezza del termine non era il derivato di un mero neologismo? Come un puffo che parla puffeggiando.

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shito »

No, no, sui dizionari c'è.

E' l'uso che ne fa Miyazaki che è caratteristico. :-)
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Penauts »

Haku91 ha scritto: Anche Michael Cimino poteva condurre una carriera straordinaria, piena di capolavori, eppure si è rovinato. Sai come? Girando un'"opera in quanto tale" a prescindere dal pubblico.
Direi che il film l'hanno rovinato i produttori, costringendo il regista a tagliare il 75% del film portandolo da 4 ore a 90 minuti.

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Haku91 »

Penauts ha scritto:Direi che il film l'hanno rovinato i produttori, costringendo il regista a tagliare il 75% del film portandolo da 4 ore a 90 minuti.
L'insuccesso pressoché totale di critica e pubblico ci fu già durante la prima settimana di programmazione, con il film nella sua durata giusta di 3 ore e 40 (la versione tagliata è di 2 ore e mezza). è noto che Cimino, la sera dell'anteprima, chiese al suo pubblicista perché nessuno stesse bevendo champagne durante l'intervallo, al che gli venne risposto che era perché gli spettatori odiavano il film (come confermarono anche gli pseudo-applausi alla fine). Che il cinema sia governato dai soldi è palese (non lo è forse il mondo in generale?), e una distinzione oggettiva tra le opere sentite da un autore e quelle create per incassare non esiste. Come fai a dire se un film appartiene a una categoria, all'altra o a entrambe? Ma meglio chiudere gli OT e parlare solo di Marnie.

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Penauts »

La storia è leggermente piu articolata, appena recupero l'intervista che ho in mente te la passo.
Spero che almeno siamo d'accordo che Heaven's Gate, nella sua versione integrale, sia un capolavoro, al di là del successo di pubblico.

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shi no Tenshi »

Shito ha scritto:No, no, sui dizionari c'è.

E' l'uso che ne fa Miyazaki che è caratteristico. :-)
Sì, certo. Sto pensando se non fosse più giusto a questo punto scrivere proprio "Burrascati". Termine normalmente riferito ad altro, che diventa un insulto in bocca ad un pirata dell'aria, solo in questo film.
Sicuro che "Burrascare" non esiste?
http://www.dizionario.org/d/?pageurl=burrascare

Hm, tra l'altro, una curiosità. I pirati parlano in dialetto?

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shito »

Shi no Tenshi ha scritto:
Shito ha scritto:No, no, sui dizionari c'è.

E' l'uso che ne fa Miyazaki che è caratteristico. :-)
Sì, certo. Sto pensando se non fosse più giusto a questo punto scrivere proprio "Burrascati". Termine normalmente riferito ad altro, che diventa un insulto in bocca ad un pirata dell'aria, solo in questo film.
Sicuro che "Burrascare" non esiste?
http://www.dizionario.org/d/?pageurl=burrascare

Hm, tra l'altro, una curiosità. I pirati parlano in dialetto?
Ahah, stai proprio deragliando. Partendo da 'sono parole troppo ricercate', ora invocheresti l'uso di un termine inesistente.

Già burrascare non esiste sui dizionari maggiori (Treccani non lo conosce), ma anche nel link che riporti ti dicono 'che usasi solo come nome assoluto'... e tu vorresti declinarlo al participio passato?

In originale cmq è 'shiKeta', non 'shiGeta' come avevo scritto prima, scusa. Mi ero sognato un nigori. Cmq in kanji sarebbe: 時化る (shikeru), anche se nel copione 'SHIKE' è espresso in katakana.

In ogni caso l'originale, come ti ho già detto, non è a quel livello di neologisimo.

Ti riporto un monolingua a caso:

https://kotobank.jp/word/%E6%99%82%E5%8 ... %8B-518428

I significati:

1 風雨が強く、海が荒れる。また、海が荒れて不漁になる。「海が―・ける」
2 金回りが悪くなる。けちけちする。「当節はどこも―・けた話ばかりだ」
3 気持ちが落ち込む。しょげる。ふさぎ込む。「―・けた顔」

1 Con grande vento e pioggia, l'essere impetuoso del mare. Ancora, scarsa pesca col mare impetuoso. "Il mare è SHIKERU"
2 Cattive condizioni monetarie. Cadere in miseria. "Oggigiorno da qualsiasi parte non ci sono che discorsi SHIKETA"
3 Cadere in depressione. Buttarsi giù. Rattristarsi. "Un viso SHIKETA"

La gamma semantica è chiara: l'etimo parte dal significato uno: cattivo mare. Quindi cattiva pesca, sventura. Quindi poi -> (2) povertà. Quindi poi -> (3) depressione, tristezza.

Direi che 'sciagura' taglia perfettamente sulla stessa area semantica, partendo dallo stesso significato di partenza e evolvendo metonimicamente lungo lo stesso crinale verso lo stesso punto di arrivo. E' davvero perfetto, 'sciagurati', ne sono tanto tanto contento - non capita spesso di trovare coincidenze così.

Onestamente, in un modo o nell'altro, mi sembra proprio che tu ti 'diverta troppo' a giocare con le parole. A presumere che una cosa fosse semplice in giapponese, quando era particolare e specifica, oppure ad arabescare sopra a quella particolarità. Sono tutte cose indebite. In giapponese ti direi: "yokei-na koto wo suru na!" XD

No, i pirati non parlano con alcuna inflessione dialettale, in giapponese.
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shi no Tenshi »

Shito ha scritto: Già burrascare non esiste sui dizionari maggiori (Treccani non lo conosce), ma anche nel link che riporti ti dicono 'che usasi solo come nome assoluto'... e tu vorresti declinarlo al participio passato?
Negli esempi però è riportato proprio un participio passato (Stanotte ha burrascato). Vabè, vabè, comunque ok.
Mi fa strano sentire i pirati parlare in modo così intelligente, paradossalmente un uso improprio di "burrascare" mi avrebbe dato un'idea più di "parlare alla ben e meglio." ma se in originale sono altrettanto formali, allora è proprio Miyazaki ad essere in parte pomposo.
Anche quel "trama del destino" per "Inga" mi lascia perplesso. Non che dubiti della resa del suo significato, è proprio la composizione di parole ad essere altisonante.

Ah, comunque per dire, nelle parti narrate della Principessa Splendente quel lessico ci stava da dio, era proprio un caso in cui un lessico del genere è perfettamente confacente.

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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Shito »

Shi no Tenshi ha scritto:Mi fa strano sentire i pirati parlare in modo così intelligente

[...]

Ah, comunque per dire, nelle parti narrate della Principessa Splendente quel lessico ci stava da dio, era proprio un caso in cui un lessico del genere è perfettamente confacente.
Vedi? E' che non riesci ad accettare che il fatto che faccia strano meno a te, che per te 'ci stia da dio' o meno è insignificante.

E' Miyazaki l'uno, Takahata l'altro. Hanno fatto le cose come hanno voluto. Nessuno obbligava MIyazaki a far parlare così il boss dei Mammaiuto, ma del resto ha anche fatto una diciassettente che disegna da sola un'idrocaccia e poi si spoglia come Heidi, come del tutto inconsapevole del suo essere femmina, no? Come se avesse, boh, quattro anni? E' Miyazaki.

E Takahata, nessuno l'ha obbligato a mettere dritto dritto un testo di un mukashibanashi in un film animato. Gli facciamo leggere quel che dicono su Facebook in Italia? "Eeeeeh, ma è un film per bambini!" LoL.

Rileggi il post di Garion, è già tutto lì.

Gli autori fanno le loro opere come vogliono loro, non come noi riteniamo bello/opportuno/sensato che quelle opere fossero.

Dinanzi a un'opera, il pubblico è insignificante.

Il pubblico può solo riceverla, liberamente giudicarla, apprezzarla o disprezzarla.

Alla fine ogni critica del tuo stampo è un sotteso "è così, ma avrei voluto che fosse cosà". Nel caso di un'opera tradotta, ci si nasconde dietro alla pia illusione che in originale fosse come noi avremmo voluto, e che il traduttore cattivo l'abbia cambiata.

Ma è tutto il contrario, nel mio caso. Perché io lavoro, e temo (nota: temo) di essere l'unico, proprio per portare a te (pubblico) le opere quanto più (nota: "quanto più") prossime a quel che sono in originale. :-)
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

Haku91
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Re: Omoide no Marnie - 24-26/8/2015 - Hiromasa Yonebayashi

Messaggio da Haku91 »

Penauts ha scritto:Spero che almeno siamo d'accordo che Heaven's Gate, nella sua versione integrale, sia un capolavoro, al di là del successo di pubblico.
Assolutamente sì, almeno secondo me. Semplicemente, non era adatto al pubblico di allora e soprattutto a quello americano, e questo Cimino non lo sapeva o non gli importava. Tra l'altro anche la versione corta, a quanto ne so, la montò lui stesso a malincuore, quindi non fu un "furto" da parte della major come successe ad esempio con L'infernale Quinlan o Pat Garrett e Billy Kid.
Ultima modifica di Haku91 il dom ago 30, 2015 3:54 pm, modificato 1 volta in totale.