Kaze Tachinu - finalmente in italiano

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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Yue91
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Yue91 » mer lug 09, 2014 11:01 pm

Veramente complimenti, Gualtiero! È davvero stimolante leggere di quanta passione, dedizione, precisione metti nel tuo lavoro. Giusto oggi parlavo con un'amica anglista di quanto tradurre e adattare – qualsiasi medium – dovrebbe richiedere sensibilità e voglia di imparare. È piacevole vedere che c'è qualcuno che lo fa con tutto questo impegno!

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Shito
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » sab lug 12, 2014 4:47 am

Scrivendo il copione... (09 di 11)

Salve a tutti di nuovo. Sono le 5:30 e ho finito la revisioni di oggi (ovvero, di ieri) del copione, così ne approfitto per scrivere due righe.

Il copione è arrivato alla versione 3.2, ed è un buon livello di revisione. Comincio a sentirmi soddisfatto.

Sono stati tradotti i vari cartelli che si intendono inserire nell'edizione italiana, più qualcuno in più. Diversi di questi, sono scritti con kanji pre-bellici, ovvero aboliti.

Ci sono dei dettagli veramente intensi. Per esempio, il "sanatorio montano" presso il quale si ricovera Nahoko, chiamato in genere 'ospedale montano' (ma sono due precisi termini diversi, ovviamente disambiguati con precisione nel testo italiano), esisteva davvero ed esiste a tuttora. Ha cambiato leggermente nome (nel film è correttamente ritratto con nome originale).

Oppure, al fermata a cui scende Jirou per raggiungere Nahoko a Tokyo, esisteva davvero. Oppure, gli i titoli presenti sui FOGLI di giornale usati come IMBALLO per "i campioni di prova" delle flange del Ka-14 (profilati di duralluminio estruso, una cosa di lusso!). I giovani ingegneri si affrettano a disfarsene per ammirare i leggeri componenti del loro futuro gioiello aeronavale, ma per pochi secondi possiamo leggere (sempre con anche kanji oggi 'aboliti'):

L'INCIDENTE DI SHANGAI
-TRAMITE LE FORZE DA SBARCO DELLA MARINA [...]

LA STRENUA LOTTA DELLE FORZE DA SBARCO

I TRE ARDITI COMBATTENTI-BOMBA

Chi vorrà googlare scoprirà qualche pagina di storia - io l'ho fatto, si capisce. Stiamo parlando della cosiddetta prima guerra sino-giapponese (le date tornato), dopo che il Giappone aveva creato il Manciukuò (citato nel film).

Come potete immaginare, la lista dei termini in disambiguazione e coordinazione interna al copione si è molto, molto allungata. I tecnicismi aeronautici (sono cresciuti anche quelli) non ne fanno la metà. ^^

Ma questo è davvero uno strano film, per essere un film di Miyazaki Hayao.

Anche una semplice caffetteria è un "café", che nel Giappone di inizio secolo aveva tutto un suo significato (c'è una pagina di Wikipedia giapponese per spiegarlo). O il motto della "Società Mitsubishi Motori a Combustione Interna", ovvero "Ordinati - Operosi". O la mensa aziendale, con i ticket, e si vede che ci vanno ingegneri e operai insieme. Ci sono dettagli significativi ad ogni angolo, questo non è esattamente da Miyazaki Hayao.

Parlando invece del linguaggio usato nel film, come dico sempre, non è mai mia intenzione complicare nulla. Sovraccaricare nulla. Ci mancherebbe. Si sarà auspicabilmente notato come il livello del linguaggio de "La città incantata" fosse ben diverso da "Mononoke": perché sono due film molto diversi alla fonte, e sebbene di base c'è che sono in giapponese entrambi, il giapponese vi è usato in modo molto diverso.

E questo film è ancora parecchio diverso, da tutti e due. Si avvicina più a Porco Rosso, ma con una volontà di veridicità storica spinta a mille. Nei documenti ufficiali Ghibli per la produzione delle versioni tradotte, è specificato il DIVIETO di improvvisare fuori dal testo del copione o usare 'espressioni di parlata contemporanea', perché -è giustamente ed esplicitamente sottolineato - la storia è ambientata negli Anni Venti e Trenta.

Tuttavia, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, questa componente storica non comporta affatto una forte marca linguistica costante. Non c'è in giapponese, e non mi sogno di introdurla in italiano. L'unico picco è sul personaggio di Nahoko, che parla in una maniera sempre e comunque sovracortese, molto enfatizzata - per rimarcare la figura ideale della "signorina di buona famiglia degli anni trenta". In una singola scena questo vale anche per Kayo (la sorella di Jirou), o Jirou stesso, ma sono piuttosto dei "momenti formali".

Naturalmente ci sono momenti fitti di tecnicismi aeronatuci. Quelli sono lì per far 'sentire' una grande aura di specialismo al pubblico, un po' come in certe fiction a sfondo ospedaliero i termini microbiologici e medici sono lì per far 'sentire' il clima realistico di un ospedale, direi (io che sono il figlio di un biologo però almeno quelli li capivo, ma ero chiaramente un caso limite).

Ma soprattutto, in questo film la minuzia tecnologica è chiaramente intesa per rappresentare la passione quasi da 'fuori del mondo' del protagonista, e anche degli altri ingegneri.

Oltre a questo direi che non ci sono eccessi linguistici. Resta però un film molto molto legato alla tradizione sociale giapponese: c'è un matrimonio shinto, con i sensali che "contrattano gli sposi", facendo da procuratori
come di una vendita. Ci sono tutte le convenzioni sociali di una società lontana da noi nello spazio e nel tempo, ci sono i piatti della loro cucina, ci sono citiazioni letterarie precise: una poesia di Christina Rossetti (che buffo, che io sia proprio di Vasto, no? Ah, il destino!), la Montagna Magica di Thomas Mann, la citazione de "Viaggio d'inverno" di Schubert. Ci sono tutte queste cose.

C'è anche del tedesco, che lo Studio Ghibi prescrive espressamente di NON tradurre e NON sottotitolare nelle lingue locali (non è sottotitolato in giapponese).

Da Ghibli sono state inviate istruzioni molto perentorie su questo e altri aspetti del doppiaggio, come certe battute che "non si devono capire, non devono sentirsi se non come parole senza senso". Si spiega che in certe occasioni Jirou "non sente" quello che la gente dice intorno a lui, perché "vive nel suo mondo interiore". Ed è enfatizzato che tutto ciò è l'intenzione del regista.

Credo che proprio questi esempi ben rappresentino la legittima volontà di un autore di rendere parti della sua opera meno chiare di altre, in assoluto. :-)

-----

Nel fine settimana, se ce la faccio, vorrei relazionarvi sull'aspetto soprattutto visivo del film, in termini di animazione e fondali.

In ultimo, vorrei affrontare il tema dei temi cardine del film, che si rispecchiano in alcuni tormentoni presenti nel testo.

Ma lunedì avrà inizio il doppiaggio. Devo sbrigarmi! Prevedo che alla fine questa prima parte di "diario", ineditamente riservata alla stesura del testo, sarà un 11 di 11 parti. ^^
Ultima modifica di Shito il lun lug 14, 2014 2:57 am, modificato 2 volte in totale.
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Yue91 » sab lug 12, 2014 8:37 am

Shito ha scritto:la Montagna Magica di Thomas Mann
Mi permetto un off topic, ma l'attenzione di Shito si vede anche da queste cose.
Momento autobiografico: non sapete che nervi mi dà essere corretto quando cito "La montagna magica" di Mann: «Ma si chiama "La montagna incantata"! Gnè gnè!». No, per Diana! C'è una differenza tra i due termini fondamentale per il senso del romanzo. :evil:
Qui vale il discorso della girella: il pubblico, anche medio-colto, ha sempre conosciuto una traduzione sbagliata e per pigrizia ci resta incollato, anche se fior di saggi – accessibilissimi (vedi Luca Crescenzi) – gli spiegano l'importanza di adottare un titolo corretto...

Fine off topic, scusate!

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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » sab lug 12, 2014 1:47 pm

Eh, ti ricordo che in Laputa ho fatto pronunciare "Lapyuta" e Gulliver come Galliver. ^^
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » dom lug 13, 2014 3:32 am

Scrivendo il copione... (10 di 11)

Rieccomi, sembra che oggi la mia "giornata" di lavoro termini solo alle 4:15, wow! :-)

Dunque, come dicevo volevo parlarvi dell'aspetto grafico di questo film. Perché, vedete, per scrivere un copione si vede e si rivede ogni battuta molte volte. Decine di volte. Centinaia di volte. O almeno, io faccio così. Vedi, rivedi, prova, riprova, risenti, rivedi, riprova. Centinaia di volte.

Anche concentrandosi sullo sguardo dei personaggi, sui movimenti labiali, sui toni vocali, e sulle pause, e su tanti singoli dettagli, alla fine si finisce per cogliere un tutto, un insieme di tanti piccoli frammenti che vanno man mano come fluidificandosi in un caleidoscopico puzzle di frammenti vitrei.

Ebbene, direi che la prima cosa che l'occhio esperto d'animazione nota in questo film è che questo film è davvero molto animato.

E' quasi in full animation.

Cosa si intende? Mi spiego. Nella tradizione dell'animazione Disney, ci sono i fondali e su quelli ci sono i soggetti a disegno animato, e tutti loro si muovono in ogni singolo fotogramma. Questo si chiama 'full animation', e significa che anche se un soggetto "sta fermo", in realtà no, non sta realmente fermo, il disegno non è statico. Respira, o si muove lievemente, cambia posa, muove gli occhi o le rughe di espressione, le mani, quel che si voglia. E questo vale per tutti i soggetti.

Da un lato, questa è una cosa estremamente rigogliosa, sontuosa, ricca. Se si parla di qualità tecnica dell'animazione. E' una cosa che gli animatori giapponesi hanno da sempre e sempre ammirato, e non si sono mai potuti permettere di produrre. Dall'altro lato, si è viso che questo lussuoso rigoglio animatorio è ben presto diventato manierista e sinanco esasperato, ridicolo, nella tradizione Disney: avete presente quei personaggi che per essere sempre animati paiono come masticare continuamente un chewing-gum, e sembrano avere sulla faccia una serie continua di smorfie l'una più esasperata e grottesca dell'altra? Ecco. E' quella che Tomino chiamava la "mollezza" dell'animazione Disney, credo. Per contro, i giapponesi dovendo fare di necessità virtù, ovvero dovendo escogitare degli stratagemmi tecnici per ovviare alla loro obiettiva mancanza di risorse per poter anche solo pensare alla full animation, hanno sviluppato un sacco di tecniche e stilemi che sarebbero diventati contraddistintivi dell'animazione giapponese. Dai cerchi di Kanada alle palle che si ovalizzano, alle animazioni 'strattonate' di Ootsuka Yasuo, alla temporizzazione differenziata della permanenza dei veri frames di animazione. Sono i capisaldi della tecnica di animazione giapponese che ne definiscono lo stile dinamico in qualche modo "drammatico", profondamente "registico", anche crudo e spesso violento.

Beh, questo film è una via di mezzo. E' animato in una maniera rigogliosa al punto da essere incredibile. Avete presente Ponyo, che già era su questa strada? Ecco, di più. In più, siccome qui di scene dinamiche ce ne sono davvero poche, l'animazione dei soggetti è usata per le espressioni, per gli sguardi, per le carni del viso che si muovono insieme ai mutamenti delle espressioni dei personaggi. E' davvero un film animato. MOLTO animato. Chi avrà pupille non offuscate e molto attente, lo noterà. :-)

La seconda cosa sono i fondali. E' ben noto che lo Studio Ghibli ha una tradizione di veri e proprio dipinti per fondali. Tutti amano i fondali, per esempio, di Totoro, con quelle foreste lussureggianti e affascinati. O la città svedeseggiante di Kiki. O gli scenari fantasy all'inglese di Laputa. Ma quando questi scenari divengono davvero realistici, fanno quasi paura.

Il primo esempio fu: La tomba delle lucciole. Gli stipiti consunti, i tessuti, i materiali delle costruzioni e delle macerie... una cosa che sbigottisce, davvero.

Poi c'è stato Omohide Poroporo. E lì, beh, i campi di cartamo si commentano da soli.

Certo, anche Porco Rosso aveva scenari meravigliosi e realistici, ma non erano davvero realistici: era uno pseudorealismo fantasizzato da Miyazaki. Se in Totoro andava in scena la campagna giapponese degli Anni Cinquanta per come Miyasan l'aveva idealizzata, Porco Rosso si muove nell'Italia tra le due guerra che esiste nelle romanza trasognata di Miyazaki Hayao. Realisticamente fantasizzato, fantasticamente realistico.

Il realismo vero era ancora di Takahata.

E poi ci fu Drizzando le orecchie (Mimi wo Sumaseba), e quello era Kondo Yoshifumi, e Kondo Yoshifumi era un giovane cresciuto più con Takahata che con Miyazaki. E la sua Tama era davvero davvero realistica. Tanto realistica che lo stridere con la fantasia di Iblard era quasi impensabile (e sì che nel film c'è una scena di passaggio di veduta dall'altra all'una senza dissolvenza, wow!)

Il realismo dei fondali, secondo me, per Miyazaki arriva nella vecchiaia: con Sen to Chihiro. L'inziio del film è realistico al punto che non sembra neppure un film di Miyazaki. Una Audi in un film di Miyazaki Hayao? E la cittadina dove si stanno trasferendo gli Ogino? Sembra vera! I cartelli stradali? Sembrano veri! Per quanto poi gli scenari diventino singolarmente fantastici, i materiali con cui sono costruiti sembrano veri. Ci avere mai fatto caso che il treno che prende Chihiro, con tutto che viaggia sull'acqua etc etc, sembra "più vero" di tutti gli scenari di Tororo?

Beh, poi c'è stato anche Dalla Collina dei Papaveri, davvero SUPER realistico, ma sappiamo che Miyazaki junior idolatra Takahata, non suo padre. :-)

E adesso?

Adesso gli scenari qui sono super realistici. Fanno paura. Le carte da parati. I quadri alle pareti. I cartelli. I colori. Gli edifici. Le strade. I mezzi. I vestiti delle persone. Tutto.

Veramente i fondali di questo film sono dei dipinti incredibili. Sembrano dei quadri di naturalismo francese o napoletano, per chi conosce il genere. Fanno quasi paura.

Anzi, senza quasi.

Non ho mai visto uno scorcio di storia divenire più sensoriale e immersivo di così. Neppure un film in live-action ci sarebbe riuscito, secondo me.

Come diceva Takahata, ci sono cose che si possono fare solo "con questa specie di surrealismo che è l'animazione".

Diamine, ho scritto un papiro quando sarebbe bastato citare questa espressione...

"questa specie di surrealismo che è l'animazione".

[stanotte o stamattina, si dica come si vuole, il copione è al suo draft 3.3. Domani vorrò arrivare alla 3.7. Per la mattina ho concordato una consulenza telefonica con un mio caro amico, che è tra l'altro:

- un otaku d'altri tempi, amante e conoscitore dell'animazione
- un appasionato di aeronautica sin dall'infanzia, tanto che
- di mestiere fa il controllore di volo, proprio perché voleva lavorare nel campo della passione
- ha studiato giapponese, lo parla, e conosce il Giappone per esperienze dirette

lo conosco dai tempi di Evangelion, quindi parliamo dagli Anni Novanta.

E ho pensato a lui durante tutta la stesura del copione!

Sono riuscito a recuperarlo oggi, e per domani proviamo a fare un check ulteriore su tutta la terminologia tecnica.

Quando gli ho detto di "longherone" che ho scoperto si dicesse "lungarone" ai tempi di Caproni, lui mi ha risposto: "Sììì! Come sui libri di aeronautica di mio nonno che leggevo da bambino!"

Domani il mio copione affronterà un nuovo esame! :-)
Ultima modifica di Shito il dom lug 27, 2014 10:41 am, modificato 3 volte in totale.
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » lun lug 14, 2014 2:42 am

Scrivendo il copione... (11 di 11)

Rieccomi!

Il mio autobus per Roma parte alle 6 di mattina, quindi prima di infilarmi sotto la doccia ho ancora un momento di tempo.

La consulenza che auspicavo di ricevere è stata cordialmente fornita, grazie all'impareggiabile Roberto C.! :-)

Grazie a lui ho potuto verificare e raffinare ulteriormente tutta la parte più strettamente 'tecnica aeronautica' del copione.

Siamo alla versione 4.0 - la prima 'finale per il doppiaggio'.

Ma stamattina volevo scrivere dei contenuti emotivi principali di questo film. Ovviamente, ve ne sarà maggior luogo una volta che sarà uscito e che anche voi l'avrete visto, ma per intanto volevo portare a vostra conoscenza alcuna frasi, battute, concetti topici e ricorrenti in tutto il copione.

"Si alza il vento, bisogna tentare di vivere." - e questo era chiaro, giusto?

"Vivere dando fondo alle proprie forze." - è quello che Caproni continua a esortare Jirou a fare. Consumarsi totalmente nel darsi alla realizzazione del proprio sogno. E' qualcosa con cui mi sento di empatizzare parecchio. Secondo Caproni: "L'arco di durata di una vita creativa è di un decennio". Caproni spinge Jirou a 'dare fondo alle sue forze' in quel decennio. Curiosamente (?), anche Eboshi chiedeva a Ashitaka proprio la stessa cosa: "non vorresti fermarti qui a dare fondo alle tue forze?". E' un concetto cardine. Il vivere (Ikirou! -> Vivi! / Ikineba. -> BIsogna vivere.) e il come si deve vivere. Lo stesso concetto (Ikineba.) chiudeva anche il manga di Nausicaa, se ben ricordo.

"Tra un mondo con le piramidi e un mondo senza piramidi, tu quale sceglieresti?" - sempre Caproni. Quello di librarsi nel cielo, di elevarsi dalla propria condizione terricola, è secondo Caproni "il sogno dell'umanità". Ma gli aeroplani sono "un sogno splendido ma maledetto", perché "portano il peso del divenire strumenti di massacro e distruzione". Ricordate una bambina che predicava a un uomo represso e violento che non si può vivere staccati dalla terra? Sheeta. E cosa rispondeva lui: "Laputa non si estingue. Risorgerà innumerevoli volte. Perché proprio Laputa è il sogno dell'umanità!". Si torna alle piramidi che diceva Caproni. O alla Torre di Babele. O al mito di Icaro. Per quanto l'uomo cada nel suo delirante sogno di raggiungere i cieli, dopo un po' tornerà ad ambirli, e il ciclo si ripeterà. Laputa si pariva con la storia della civiltà omonima, dai mulini a vento alle isole volanti, alla caduta, alla diaspora, e finiva con Sheeta contadinella coi piedi per terra. Ma il ciclo ricomincia comunque. Alla fine, come diceva Sartre, davvero l'uomo è l'essere mortale che non può fare a meno di sognare di essere dio. Che buffo.

E poi, di cose ce ne sono davvero tante altre.

Questo film è pieno di coerenza narrativa, di rimandi interni intoro ai personaggi. E' una cosa davvero insolita per Miyasan.

Tutto però gira intorno al protagonista. Per chiudere come in un cerchio questo mio modesto diario, vi ricorderò come avessi iniziato dicendo che il protagonista è uno che non rispetta le regole della società in cui vive. Che è un autarchico sociopatico, essenzialmente. Praticamente è quel genere di vecchio otaku, davvero. E' geniale, intelligente, ma ingenuo al limite dell'infantile, nonché egocentrico oltre il limite dell'insensibilità. Ha un suo codice etico interiore molto radicato, ma non segue i dettami sociali, tra i quali pare spesso goffo o strampalato. Ma quando parla delle "sue cose" è un ispirato.

Senza cogliere questo veritiero aspetto di un uomo, è impossibile cogliere l'essenza di questo film.

Tutto comincia con una madre che, anche se ti sgrida perché hai fatto a botte, comunque non ti nega la merenda.

Tutto comincia con quell'amore materno incondizionato che da al bambino la 'scirezza alle spalle' per essere sé stesso e seguire la sua strada persino contro vento, contro tutti.

E prosegue con una ragazzina, poi ragazza, poi moglie, che gli da quella stessa sicurezza materna, come a un bambino piccolo.

In questo film c'è troppa verità umana. Può far male, se ci si pensa davvero.

Qui termina dunque questo diario di stesura del copione italiano di "Kaze Tachinu" - 11/11 parti - Fin.

Da domani, si registra il doppiaggio. :-)

Buona giornata a voi!
Ultima modifica di Shito il dom lug 27, 2014 10:31 am, modificato 2 volte in totale.
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Paco » mer lug 16, 2014 7:13 am

Shito ha scritto:Scrivendo il copione... (11 di 11)

Rieccomi!

[...] Qui termina dunque questo diario di stesura del copione italiano di "Kaze Tachinu" - 11/11 parti - Fin.

Da domani, si registra il doppiaggio. :-)

Buona giornata a voi!

Buon Lavoro e Grazie!

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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Sayonara no Natsu » mer lug 16, 2014 4:59 pm

Shito ha scritto:
Qui termina dunque questo diario di stesura del copione italiano di "Kaze Tachinu" - 11/11 parti - Fin.

Da domani, si registra il doppiaggio. :-)

Buona giornata a voi!

Devo ammettere che mi spiace un pò che questo diaro finisca.

Non ho contribuito alla discussione ma ho seguito con estremo interesse ogni nuovo aggiornamento perchè pieno di dettagli importanti sui retroscena del film che, probabilmente, al momento della visione, rischierebbero di non essere percepiti.

Complimenti per la grande dedizione che hai e che stai dedicando al tuo lavoro. Complimenti per cercare costantemente di migliorare, limare e perfezionare il più possibile la tua opera, cercando anche informazioni sugli argomenti più disparati con rigore quasi scientifico. Infine grazie, grazie per aver condiviso con noi, appassionati dello Studio Ghibli, alcuni passaggi salienti della lavorazione o anche le tue riflessioni sui personaggi e i significati del film.


Ti sono molto obbligato. /Inchino. (^^)
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Nintendo Fever » mer lug 16, 2014 6:57 pm

Non ho saputo resistere e mi sono visto i primi 10-15 minuti del film con i sottotitoli in inglese, mamma mia, la musica così "Napoletaneggiante" che si sente all'inizio è qualcosa di sublime anche Hisahishi si è superato, le animazioni sono il top, gli sfondi e i colori sono qualcosa di meraviglioso, le premesse per un capolavoro ci sono tutte! (Ah, anche qui compaiono quelle specie di ombre già viste in altri film di Miyazaki, stanno attaccate a delle bombe)
La voce di Jirō da adulto non si può sentire (L'avevo già sentita vedendo una clip con i sottotitoli in Francese, quella dell'incontro sul treno).
Sicuramente una volta uscito il film ci saranno polemiche a gogo sulla voce di Jirō, bisogna prendersela con Miya-san in persona :mrgreen: chissà perché ha scelto Hideaki Anno per doppiare un personaggio che ha all'incirca una ventina d'anni...?

P.s. shito volevo chiederti come mai nahoko in una scena del film (quella del trailer) dice "Nice Catch!" già negli anni 20 erano presenti forestierismi inglesi nella lingua giapponese oppure è una piccola libertà che si è preso Miyazaki?
Le citazioni di Paul Valery saranno mantenute in francese?

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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Slask » gio lug 17, 2014 1:29 am

Shito ha scritto:Eh, ti ricordo che in Laputa ho fatto pronunciare "Lapyuta" e Gulliver come Galliver. ^^
:prostrare:
Yue91 ha scritto:Qui vale il discorso della girella: il pubblico, anche medio-colto, ha sempre conosciuto una traduzione sbagliata e per pigrizia ci resta incollato
Tristemente vero. Anche nella lingua parlata abbiamo ancora diversi termini stranieri che però sono tuttora pronunciati "all'italiana" a tal punto che se qualcuno in un discorso li pronuncia correttamente ti guardano storto...

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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » sab lug 19, 2014 11:50 am

Grazie di cuore ha chi ha trovato interesse e tempo per seguire il mio misero diario. ^^

I lavori di doppiaggio procedono alacremente. Auspico di trovare del tempo in questo fine settimana per ragguagliarvi. :-)

Al volo:
Nintendo Fever ha scritto: P.s. shito volevo chiederti come mai nahoko in una scena del film (quella del trailer) dice "Nice Catch!" già negli anni 20 erano presenti forestierismi inglesi nella lingua giapponese oppure è una piccola libertà che si è preso Miyazaki?
Quando Jirou e Nahoko si incontrano per la prima volta, lei per acchiappare al volo il cappello di lui sta per cadere dal treno. Jirou la raggiunge e le chiede: "Va tutto bene?" (daijoubu desu ka?) - lei sorridendo risponde con un sospiro di sollievo: "Saaaafe!" - che è il gergo del baseball, è ciò che viene "chiamato" dall'arbitro per sancire che un battitore/corridore è 'salvo' (non eliminato). La piccola Nahoko è molto "avant garde". Tant'è che Jirou le risponde a tono "Nice play!". E *la bimba* se ne esce con la citazione di Valery. ^^;

In seguito, Nahoko dirà "Nice catch" (sempre gergo del baseball) per due volte nel film. ^^
Nintendo Fever ha scritto: Le citazioni di Paul Valery saranno mantenute in francese?
Sempre. Anche se si tratta solo di "Le vent se leve, il faut tenter de vivre" ripetuto più volte, in varie occasioni, da diversi personaggi. ^^
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Nintendo Fever » sab lug 19, 2014 12:02 pm

"Nice Catch!" oltretutto è una delle prime battute di Orange Road, avevo fatto caso anche al "safe!" e al "nice play!" (mantenuti nei sottotitoli inglesi, mentre nella clip sottotitolata in francese su YT il "safe" non è sottotitilato, mentre per il "nice play" hanno tradotto con "Bien Joué!")

Non immaginavo che già negli anni 20 il baseball fosse molto popolare in Giappone, credevo fosse stato introdotto dopo il dopoguerra...

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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » sab lug 19, 2014 1:42 pm

^^

http://en.wikipedia.org/wiki/Baseball_in_Japan


(nel film si vedono spesso anche gli operai che giocano a baseball negli orari di pausa)
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Heimdall » sab lug 19, 2014 2:17 pm

Dai vari particolari che ci stai dando pare proprio di capire che nel film vi sia da parte di Miyazaki un'inusitata attenzione per la precisa contestualizzazione dei contenuti, sia dal punto di vista storico e sociale, sia da quello squisitamente tecnico - approccio davvero inconsueto se si considerano le sue precedenti opere. Secondo te, Shito, e in base a quello che hai letto e sentito, si tratta di un'esigenza che ha sentito in occasione del suo ultimo film, è legata alla peculiarità degli argomenti narrati o che altro?
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Re: Si alza il vento - finalmente in italiano

Messaggio da Shito » sab lug 19, 2014 3:55 pm

Credo legata al film in quanto tale.

Citando Miyazaki Hayao: "con questo film sto cercando di ritrarre l'uomo a tuttotondo, cosa non facile in animazione".

Citando Anno Hideaki: "Con questo film, Miyasan è diventato un pochino adulto. Sì, solo un pochino".

^^;

Mi fa anche da pensare che Miyazaki Hayao abbia dichiarato di avere infine compreso la ragion d'essere di film "tristi" come quelli di Ozu Yasujirou, e il senso di farli vedere a dei bambini.

Lo stesso Miyazaki Hayao che, quasi nervosamente, "non riusciva a capire" il senso del fare un film come La tomba delle lucciole.

Unendo i puntini, mi viene da dire che Anno ha colto nel segno.
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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