Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro)

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro)

Messaggio da Shito » gio gen 15, 2015 11:33 pm

Oggi davvero sono rimasto folgorato dall'episodio 15 di Sanzoku Musume no Ronja.

Ma folgorato, eh. Tipo che fino a prima pensavo "è stupendo, vederlo mi riappacifica un po' con la vita, ma io sono il fanboy di Miyazaki Gorou, ok".

Invece ora tutto è cambiato. Dico proprio che siamo davanti al capolavoro assoluto.

Provo a spiegarmi.

In questi tempi, mentre scrivo N. e dopo aver scritto K., sto leggendo infine 'ShuppatsuTen' ("punto di partenza") e 'OrikaeshiTen' ("punto di svolta"), due libri che raccolgono molto materiale su e di Miyazaki Hayao. Li sto leggendo nella loro traduzione ufficiale inglese, che mi pare in genere piuttosto buona (ho fatto dei controlli campione, anche).

Per me si tratta di una lettura molto molto molto interessante. E' interessante ripercorrere la carriera di Miyasan con i suoi scritti del tempo, tra interviste, articoli su Animage, simposi, progetti per film vari. Essendo tutto ordinato cronologicamente, davvero se ne trae un quadro del pensiero della persona (il pensiero di una persona è sempre tetradimensionale, mai statico) e un chiaro un quadro dell'epoca. Quando si trova negli anni '80, Miyazaki fa continuo riferimento e critica all'anime boom. Sosteneva che sino a prima il Giappone si trovasse nell'Era del Manga, e "ora" si trovava nell'Era dell'Anime, che era entrato nella sua fasi di consumo di massa. Diceva che, ironicamente, Uchuu Senkan Yamato aveva scatenato l'anime boom ma aveva anche esaurito il potenziale dell'animazione, perché iniziando a rivolgerla a un pubblico più che infantile la condannava alla morte per disillusione dei grandi ideali. Senza toccare argomenti filosofici come "la fine della storia" e "la postmodernità", Miyazaki sosteneva che negli anni Ottanta l'animazione era già tutto manierismo, quanto a contenuti - ovvero parlava di intrattenimento e postmodernità, pur senza usare (e suppongo conoscere) questi termini. Fa anche molta autocritica. Sembra fare delle speculazioni Tominiane, da giovane, ma partendo da presupposti diversissimi: per Miyazaki l'animazione è una cosa infantile, principalmente per bambini, e serve a dare una valvola di sfogo alle frustrazioni e allo stress della società moderna mostrando cose di contenuto valido per i bambini, che trasmettano ai bambini valori e ideali. Da giovane Miyazaki si interrogava molto sulla dignità espressiva dell'animazione, sia del punto di vista formale/artistico, sia dal punto di vista contenutistico/comunicativo.

La sensazione che se ne trae è quella di un bravo bambinone, ovvero un bambino con una sensibilità e intelligenza spiccate, sopra alla norma, che pur restando infantile nei suoi ideali e nelle sue visioni cresce maturando una responsabilità a riguardo della sua azione. L'influenza di Takahata, letta negli scritti dei tempi, è spaventosa. Quando racconta del periodo Heidi, racconta proprio che i due si interrogavano su quale fosse il ruolo di un regista di animazione, perché Miyasan si considerava sempre un animatore, ma un animatore come 'creatore delle scene animate' (non come lavoratore meccanico), indi diceva: "ma se gli ekonte li faccio io, e lavoriamo senza sceneggiatura, chi è il regista? Un regista che fa?" Allora per Marco lasciò gli ekonte a Takahata, me poi era frustrato. Ci sono infiniti pezzi di vita, sin alla scena dell'episodio 1 di Conan, per cui litigò con Ootsuka (il modo in cui Conan tratta/solleva Lana è poco leggiadro, Miyasan voleva che lui la toccasse come un uccellino, invece è rozzo con Ootsuka), oppure il fatto che poi Lana gli sembrava poco kawaii e quindi fail, sino alla scena dei baci subacquei in cui lui ammette di aver proiettato i suoi ideali romantici senza darsi un freno. Ovviamente, se si è letto anche altro su Miyasan, questi racconti fanno eco ad altri, molti altri, e ci sono pezzi che combaciano perfettamente.

Come ogni timido molto immaginifico, Miyazaki Hayao, quando inizia a parlare, è anche un logorroico, nonchè un aggressivo-passivo. E' remissivo finché non supera una certa soglia, allora diventa un fiume in piena. E' proprio un vero buon otaku 'ZeroSei' (di generazione 0, la definizione è mia - credo).

Comunque mi ha molto colpito che Miyasan, mentre continua sempre a interrogarsi sulla storia, sul ruolo, sull'evoluzione, sulle finalità dell'animazione giapponese, la ribadisce sempre e comunque "principalmente per bambini". Mi ha ricordato molto il mio proprio pensiero. Suppongo che già Takahata non sarebbe stato d'accordo, sin da allora. Ma forse Tomino sì? In ogni caso, Miyazaki ragiona molto anche sul modo di produzione dell'animazione, sull'evoluzione di quello, sul ruolo e sulla mentalità dell'animatore come autore. Sono tutte cose "teoretiche" che mi sarei aspettato di più da Takahata, onestamente. Ma in effetti anche se "animatore", Miyazaki è comunque cresciuto in quel momento socioculturale, quindi forse non c'è da sorprendersi.

Andando avanti, ci sono altre parti che mi hanno quasi atterrito. Chiaramente tutto lo scritto in cui Miyasan parla di come avesse prima promesso alla sua (allora futura) moglie che entrambi avrebbero avuto una carriera, per poi obbligare la moglie a fare la madre a tempo pieno, ha un suo impatto. Ma ancora di più quello che vi pubblico qui di seguito, che ho tradotto ieri per un amico e ora rimetto a voi tutti:

Dopo aver visto "Machi" e "Present"
Anicom Z, n° 2, newsletter del Club di Animazione dell'Università Waseda - Aprile 1983

---

Machi (1981) 3 min. 15 sec, 8mm, colore, animazione a carte colorate
Storia: una ragazza raccoglie un cane da un bidone della spazzatura in una strada circondata da freddi palazzi di uffici. Sta facendo amicizia col cane dandole del pane, quando appare un grosso robot meccanico dalla forma di granchio. Allungando le sue zampe e strappando il cane alla ragazza, il robot se lo butta nell'apertura che gli fa da bocca. E quindi sputa fuori il pupazzo di pezza di un cane. Una volta che il robot se n'è andato, la ragazza in lacrime abbraccia l'animale di pezza e scaglia sulla strada il resto del pane.

Present (1982) 4 min. 22 sec, 8mm, colore, animazione a carte colorate
Storia: una città col cielo riempito di aerei. Un soldato si intrufola nella stanza di una ragazza e le lascia un libro illustrato vicino al cuscino. Col libro illustrato in mano, la ragazza scende in strada dove vanno e vengono i soldati. Un uccellino mette un fiore in mano alla ragazza. Quando lei cade e spacca il fiore, l'uccellino vola via nel campo dove sbocciano i fiori. Lì il paesaggio è lo stesso che sul libro illustrato. L'uccellino dà un secondo fiore alla ragazza che lo appunta sul petto di uno dei soldati in strada.

--

Non intendo criticare "Machi" e "Present" dal punto di vista né di un regista di animazione né di un adulto oltre i quarant'anni d'età. Quando avevo la stessa età degli autori di questi film, io non avevo né la forza né il coraggio che loro hanno dimostrato. Sono immensamente impressionato già solo dal fatto che abbiano realizzato questi film.
Allo stesso tempo, mi sento come se queste opere stessero forzando su di me un certo tipo di onestà. Questo perché i desideri e i sentimenti al cuore di questi due film sono esattamente ciò che provavo quando avevo la stessa età dei loro registi - e di quei sentimenti non sono ancora riuscito a liberarmi completamente.

In un certo periodo della vita - quel tempo sbilanciato di trasformazione dall'infanzia alla giovinezza - giovani maschi con una certa tendenza iniziano a vedere un simbolismo sacrale nelle storie di ragazze. Non intendo analizzare la ragione di ciò. Tutto quello che so è che, per il meglio o per il peggio, queste giovinezze si ripropongono anno dopo anno. I loro sentimenti repressi sono troppo profondi per essere liquidati insistendo che hanno semplicemente un lolicon, o che risolverli in dei videogiochi di ruolo è del tutto sufficiente. Questo tipo di giovane inizia a nutrire la ragazza che è dentro di lui. La ragazza è parte di lui, ed è una proiezione di sé stesso. Lei è qualcuno dell'altro sesso che offre a lui una benevolenza incondizionata. Per di più, non è come sua madre, che lo ingloba nel suo ventre e lo priva di tutte le sue forze. Invece, lui è in grado di intraprendere azioni e mostrare le sue forze per il bene di questa ragazza. Qualcuno la chiama una ragazza idealizzata, ma non sono d'accordo. L'ideale è universale, mentre in questo caso si tratta di qualcuno dell'altro sesso che esiste solo per lui come individuo.

Le donne che combattono per la loro indipendenza disprezzano queste ragazze. Sentono che questo ideale è un attacco unilaterale da parte degli uomini che cercando di infilare le donne in uno stampo. Ma noi non siamo davvero così; noi gridiamo che anche gli uomini stanno a dimenanarsi per terra contorcendosi. Le donne che fingono di essere carine hanno due cose che alimentano la loro rabbia: sono spinte dagli uomini a comportasi in un certo modo e sono masochisticamente incapaci di ignorare l'atteggiamento degli uomini verso le donne.

Le ragazze che compaiono nelle due opere "Machi" e "Present" sono ragazze nella mente degli autori. Sebbene i disegni delle due opere differiscano in qualche modo, loro sono indubbiamente la stessa ragazza. Su strade che hanno perduto la loro umanità, in mezzo a folle di persone i cui genitori sono stati mandati in guerra, solo queste ragazze mantengono la loro gentilezza e la loro inclinazione verso la bellezza, perché loro ricercano un genuino contatto emotivo umano. Da un certo punto di vista, queste storie potrebbero essere prese come critiche della civilizzazione. Ma vorrei azzardare che non fosse questa la vera intenzione degli autori. La strada mi appare come la proiezione del mondo esterno - il mondo vuoto, immane e ruvido dell'ignoto - in cui i registi dovranno entrare dopo aver concluso la loro moratoria dei giorni da studenti. La strada offre l'immaginario sia dell'ansia che dell'aspirazione. E' un luogo inorganico e, intendendo che un giovane non lo conosce ancora né l'ha provato - è un mondo di pagine bianche allineate. In contrasto, la ragazza è l'attaccamento che i registi sentono tra il loro sé giovanile e quello infantile che devono lasciarsi alle spalle. Lei è la proiezione della protezione, un simbolo di diritti che che loro non si rendevano conto di avere e che dovranno ora abbandonare con la crescita. Queste ragazze esprimono la nostalgia per un sè che era libero dai detriti della vita. La ragazza non vive al di fuori del giovane; lei è il il suo medesimo sé che lui ha alimentato interiormente.

Come dichiaravo all'inizio, sono anch'io uno di questi registi e non ho intenzione né qualifiche per discutere se questo genere di film sia buono o cattivo. Potrebbe essere che ancora adesso, quando vedo donne che vivono nella realtà, io stia ancora cercando di trovare la mia stessa proiezione piuttosto che cercare di capire la reale essenza delle donne. Non voglio liquidare "Machi" e "Present" come soggetti di analisi e critica.
Che c'è di buono nell'analizzare, negare e sopprimere i desideri e i sentimenti che esistono come distinte forme dentro di me? Il lavoro di creare un film dovrebbe essere diverso da questo. Come verrebbe fuori il film se la ragazza in "Machi" inseguisse e combattesse il robot per reclamare il suo cucciolo? Cosa se, invece che semplicemente scagliare il pane, lei tentasse di dare da mangiare il pane al cucciolo mentre lui è intrappolato nel granchio robot? Cosa se la ragazza in "Present" avesse provato a trovare nella fila di persone l'uomo senza volto che le aveva dato il libro illustrato?
I film potrebbero finire per diventare troppo lunghi. Le storie potrebbero diventare troppo divaganti per essere adatte alla forma di film. Le ragazze pure potrebbero non essere in grado di restare pure. Ma in questo non dovrebbe esserci rischio.

Mi viene in mente che questa è la differenza tra fare un film e creare un film - un problema che mi si continua a presentare.
Trovo davvero tutto questo molto interessante. Credo che questo breve articolo tocchi molti contenuti.

Mi sembra in primis che ci sia la logica del lolicon e di tutto l'idoling giapponese. Siamo nel 1983, come si legge, e un anno dopo Nausicaä si toglie la maschera in mezzo ai miasmi, si fa vedere sorridente come una sirenetta, in posa, e solo questo ridà coraggio e voglia di vivere ai vecchi che già si davano per morti. Lo stesso discorso, in soldoni, me l'ha fatto il manager di alcune idol (in carne ed ossa) l'hanno scorso: "il compito delle idol è quello di dare energia e ispirazione ai loro fan". Alla fine c'è molto questo senso della loli come vestale, come idolo di quel paradiso perduto degli adulti che è non tanto l'innocenza, quanto l'idealità dell'infanzia.

Inoltre, nel pezzo di Miyazaki c'è anche quel senso di nostalgia per "l'ultimo periodo della moratoria sociale" che è la conclusione degli studi. Dico in Giappone, chiaramente. In Giappone l confine è netto: oggi sei uno studente, non devi fare molto ma puoi fare tutto, domani non sei più nulla. Devi fare tutto e non puoi più fare niente. E allora, capisco film come Ano Hi ni Kaeritai, come Umi ga Kikoeru, come il Maison Ikkoku Kanketsuhen. I conti mi tornano.

Forse l'otakuzoku nasce proprio dall'incapacità di compiere quel salto, che è un salto, uno stacco, molto netto nella società giapponese.

Questa cosa mi ha fatto molto pensare all'ultimo articolo di Ejisonta nella serie di Otaku no Kenkyuu.

Lì Ejisonta parlava dell'otakuzoku come di un gruppo di ragazzi in "moratoria indefinita dall2a crescita, una vita spesa come un'eterna adolescenza.

Ebbene, in un altro scritto Miyazaki dice candidamente: "da ragazzo volevo solo fare il mangaka ed andai all'università per estendere il mio periodo di moratoria". Sic. Inoltre, spesso Miyazaki dichiara che il suo scopo come animatore è quello di sollevare forti emozioni "come quelle che provai quando da bambino lessi il manga Sabaku no Mahou (il genio del deserto). L'eredità di questo manga si vedono chiaramente in tutte le prime cose di Miyasan: il manga Sabaku no Tami (La tribù del deserto), le premesse di Nausicaä, la storia illustrata Shuna no Tabi (il viaggio di Shuna). Le prime cose originali di Miyazaki Hayao sono sempre queste storie socio-fantasy, tutte molto influenzate anche dal ciclo di Earthsea (Ursuka K- LeGuin), i cui primi tre libri Miyazaki adorava al punto di "non sapere quante volte li abbia letti", e sono tutte storie da emozione adolescenziale/infantile. Sono proprio cose da otaku per otaku, cose da "bambini fuori tempo massimo". Non c'è da stupirsi davvero che Nausicaä fece il boom ai tempi dell'anime boom.

I puntini continuano ad unirsi.

Il che mi sembra lanciare un gigantesco punte verso l'opera di Anno Hideaki che amo di più, ovvero Nadia. Io credo che Nadia sia l'opera più matura di Anno, e credo sia la più matura perché parla ai bambini veri. Il pubblico di riferimento era quello dei bimbi che guardavano i cartoni animati sulla NHK, e questa cosa si vede benissimo in mille cose lungo la serie. Però, è anche una serie con un contenuto forte. Paradossalmente, le premsse sono le stesse di Laputa (una serie indirizzata ai bimbi di quarta elementare, infatti), ma gli sviluppi sono per certi versi simili a quelli di Mononoke Hime, che è senza dubbio l'opera più matura, forse l'unica opera matura, di Miyazaki Hayao. "IN mezzo a un conflitto che rivela l'insanabile imperfezione dell'umanità, un ragazzo riesce a comprendere l'animo di una ragazza, curandone le ferite pregresse". E' tanto il riassunto di Nadia che di Mononoke, davvero. Infatti Nadia non ha niente della rori piatta che è Sheeta, e ha tutto del dolore e della complessità di San. E i più attenti avranno già pensato a quell'IKIRO! (Vivi!), che se è la battuta finale di Nemo alla figlia è persino lo slogan e il riassunto di tutto il film Mononoke Hime. In questo senso, Fushigi no Umi no Nadia è davvero una perla per i più piccoli, che vengono intrattenuti con un latte ricco di anticorpi per il loro futuro. Credo che Tomino ne sarebbe felice (ovviamente, in Anno c'è molto Tomino. Infatti quando Miyasan fa Mononoke dirà che "non è per bambini, non è necessario che i bambini lo vedano!" - sic. - laddove Tomino avrebbe detto forse che proprio i bambini avrebbero dovuto vederlo, non capirlo in battuta, soffrirne, e poi ripensarci crescendo). Credo che la sigla finale di Nadia sia quanto di più Miyazakiano il buon discepolo Anno Hideaki abbia mai partorito, anche più degli Evangelion che sono palesemente dei kyoshinhei. Perché Miyazaki è fissato con l'animazione delle corse e con l'espressionismo dello stile di corsa delle persone. :-)

In ogni caso, questo ci porta a Ronja di Miyazaki Gorou.

Gorou che non voleva fare il regista di animazione, che non è un animatore, che idolatra l'intellettuale Takahata e ha sentimenti misti (a dire poco) verso il padre animatore e regista.

Ma veramente bisogna vedere Ronja, vedere la piega che prende all'episodio 15.

Sembra di vedere la durezza di Tomino, ancora maggiore forse, senza bisogno delle decapitazioni e delle bombe umane.

Gorou è della generazione di Anno. Fu Anno a consigliare caldamente Suzuki di affidargli la regia di Ged Senki, dopo aver visto gli ekonte preliminari che Gorou aveva disegnato per il film. Il tema del film, dichiaratamente, è "come si può in questa società crescere in un buon adulto?". Qualcuno avrà notato una scena in cui Therru e Arren sembrano usciti da Magokoro wo Kimi ni, non fosse che sono coetanei (Misato era più adulta di Shinji). Ma davvero si nota una certa comunanza generazionale tra Anno Hideaki e Miyazaki Gorou.

D'altro canto, Anno Hideaki è l'otaku che Miyazaki Gorou, palesemente, non è mai stato. Quindi il modo con cui Miyazaki Gorou affronta certi temi anche comuni a quelli di Anno Hideaki è molto più distaccato, intellettuale. Qui si vede anche la grande influenza che la regia di Takahata, preso ad idolo, ha avuto su Miyazaki Gorou.

Forse per questo a tratti Ronja mi sembra un "Nadia fatto da Takahata", una sorta di miscuglio tra Heidi e Nadia.

Insomma: incredibile.
Ultima modifica di Shito il ven gen 16, 2015 4:17 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Ale K » ven gen 16, 2015 2:23 am

Bell'articolo. :king:
Mi sembra in primis che ci sia la logica del lolicon e di tutto l'idoling giapponese. Siamo nel 1983, come si legge, e un anno dopo Nausicaä si toglie la maschera in mezzo ai miasmi, si fa vedere sorridente come una sirenetta, in posa, e solo questo ridà coraggio e voglia di vivere ai vecchi che già si davano per morti.
E' un tema che era presente anche nella nostra cultura. Credo sia stato spazzato via dal politically correct...
Nel '59 Heinlein, nel suo romanza "Fanteria dello spazio", scriveva:

"Su una nave mista l'ultima cosa che un soldato sente prima del lancio (e forse in vita sua) è una voce femminile che gli augura buona fortuna. Se non vi sembra abbastanza importante, vuol dire che avete dato le dimissioni dalla specie umana."

Per frasi di questo tipo è stato tacciato di maschilismo... io ci ho sempre visto una grandissima verità.
D'altra parte c'è gente che ritiene "Fanteria dello spazio" un romanzo fascista, siamo al livello di deridere la scarsa cura estetica dell'unghia presente sul dito che indica la Luna.
Le prime cose originali di Miyazaki Hayao sono sempre queste storie socio-fantasy, tutte molto influenzate anche dal ciclo di Earthsea (Ursuka K- LeGuin), i cui primi tre libri Miyazaki adorava al punto di "non sapere quante volte li abbia letti", e sono tutte storie da emozione adolescenziale/infantile. Sono proprio cose da otaku per otaku, cose da "bambini fuori temo massimo". Non c'è da stupirsi davvero che Nausicaä fece il boom ai tempi dell'anime boom.
Approfitto dell'assist per citare anche Dune di Frank Herbert, tra le fonti di ispirazione, perché è il più maltrattato: ci si limita sempre a parlare dei Vermi e delle similitudini Fremen - Domatori di vermi, quando il legame tra Nausicaa e Dune è molto più intimo.
Ad un certo punto Paul dice, giustificando la sorellina che fa strage dei nemici feriti (ed inermi): "Perché mai ci è così difficile afferrare questa unione nascosata tra bontà e crudeltà?".
E' praticamente il finale di Nausicaa...

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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Shito » ven gen 16, 2015 4:16 am

Ale K ha scritto:Bell'articolo. :king:
Grazie per averlo letto. :-)
Ale K ha scritto:
Mi sembra in primis che ci sia la logica del lolicon e di tutto l'idoling giapponese. Siamo nel 1983, come si legge, e un anno dopo Nausicaä si toglie la maschera in mezzo ai miasmi, si fa vedere sorridente come una sirenetta, in posa, e solo questo ridà coraggio e voglia di vivere ai vecchi che già si davano per morti.
E' un tema che era presente anche nella nostra cultura. Credo sia stato spazzato via dal politically correct...
Certo. In seguito parlo di "vestale" perché il tema della fanciulla candida la cui purezza tutti ammalia esiste dai classici greci: voglio dire, Nausicaä (quella dei Feaci) è sì pura che non vede malizia nelle nudità di Odisseo, no? Proprio questo colpì Miyasan. Le età di Beatrice e Lauretta quando fecero impazzire d'amore Dante e Petrarca rispettivamente sono note, e certo non poteva essere una sensuale procacia a renderle così belle negli occhi dei poeti. Si tratta, semplicemente, di quel che un tempo si chiamava "la virtù femminile". La kore greca per antonomasia è di certo Persephone, ma ce n'è uno stuolo. Mi viene in mente, che so Ifigenia. Psyke (all'inizio, e poi la redenzione dell'adulta! Cose degne di Elöise!). Mille fanciulline corrotte da Zeus. O la stessa Pandora e il Vaso che simboleggia la crescita femminile, da cui provengono tutti i mali del mondo e in ultimo la speranza.
siamo al livello di deridere la scarsa cura estetica dell'unghia presente sul dito che indica la Luna.
Figura retorica molto bella, questa.
Ale K ha scritto:
Le prime cose originali di Miyazaki Hayao sono sempre queste storie socio-fantasy, tutte molto influenzate anche dal ciclo di Earthsea (Ursuka K- LeGuin), i cui primi tre libri Miyazaki adorava al punto di "non sapere quante volte li abbia letti", e sono tutte storie da emozione adolescenziale/infantile. Sono proprio cose da otaku per otaku, cose da "bambini fuori tempo massimo". Non c'è da stupirsi davvero che Nausicaä fece il boom ai tempi dell'anime boom.
Approfitto dell'assist per citare anche Dune di Frank Herbert, tra le fonti di ispirazione, perché è il più maltrattato: ci si limita sempre a parlare dei Vermi e delle similitudini Fremen - Domatori di vermi, quando il legame tra Nausicaa e Dune è molto più intimo.
Ad un certo punto Paul dice, giustificando la sorellina che fa strage dei nemici feriti (ed inermi): "Perché mai ci è così difficile afferrare questa unione nascosata tra bontà e crudeltà?".
E' praticamente il finale di Nausicaa...
No, è Hilda. ^^

Tutte quelle storie, del resto, sono figlie di "A princess of Mars" (John Carter), la fantascienza che trasfigura il fantasy nella civiltà regredita al medioevo. Da Star Wars (Tatooine) a Master of the Universe quell'immaginario viene da John Carter. Forse quindi anche Sabaku no Mahou.

Ma la figura femminile è da sempre ambivalente. Le kore passano dalla purezza della vittima al sangue del carnefice. Così vuole il tempo, e abbiamo la Salomè (e Giiuditta), abbiamo le ninfe che *sbranano* Orpheo che gli si nega struggendosi nell'inaccettazione della perdita di Euridike, abbiamo tutto il Preraffaelitismo che celebra l'afflato mortifero inteso negli occhi serici delle donne pure. Del resto, proprio questo è la stessa Lolita di Nabokov.

Aby Warburg quasi impazzi per compilare il suo atlante artistico alla ricerca della ninfa, della figura femminile che incarna il tempo, e la sua opera la intitolò: Mnemosyne.
Ultima modifica di Shito il gio set 28, 2017 9:37 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Ale K » ven gen 16, 2015 6:49 am

Grazie per averlo letto.
Mi piacciono gli articoli che spaziano da un'opera all'altra dietro a fili conduttori. :)
Mi hai fatto venir voglia di vedere questa serie, di Goro conosco solo I Racconti di Terramare, che ho particolarmente amato, anche grazie al lavoro di personalizzazione che ha effettuato, amavo molto i romanzi della LeGuin e ho molto apprezzato la sua versione degli eventi (reputo che i film che ripetono esattamente quanto avviene nei romanzi siano alquanto inutili... in fondo c'è già il romanzo, che senso ha vederlo su uno schermo?).
Le età di Beatrice e Lauretta quando fecero impazzire d'amore Dante e Petrarca [...]
In effetti...
Comunque credo (spero) che i classici ancora siano ben accettati, nel senso che quando una persona rigurgita deliri sul maschilismo di Petrarca venga unanimamente trattata come lesionata.
Ma la figura femminile è da sempre ambivalente.
Mi riferivo alla frase pronunciata dal Re di Tolmekia a Nausicaa, prima di morire, che era molto simile. :)

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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Muska » sab gen 17, 2015 3:44 pm

Grazie mille dell'articolo, Shito, davvero avvincente oltre che estremamente interessante per me. :)
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Shito » sab gen 17, 2015 7:30 pm

Ale K ha scritto:
Ma la figura femminile è da sempre ambivalente.
Mi riferivo alla frase pronunciata dal Re di Tolmekia a Nausicaa, prima di morire, che era molto simile. :)
Se mi dai al volo un riferimento provo a vedere sull'originale giapponese (del manga) ^^
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Ale K » gio gen 22, 2015 2:45 am

Purtroppo non ho il testo sottomano, quindi devo andare a memoria e ormai son passati una decina d'anni...
Spoiler:
Verso la fine, quando Nausicaa scopre gli embrioni dei nuovi umani e ordina al titano di distruggerli il re di Tolmekia, sacrificandosi per salvarle la vita mi sembra che le dica qualcosa di molto simile. Tipo: "Mi piaci ragazza, sei un misto di bontà e crudeltà".
Ultima modifica di Ale K il gio gen 22, 2015 3:18 am, modificato 2 volte in totale.

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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Ale K » gio gen 22, 2015 3:00 am

Scusa se approfitto di te con un OT... ^^

Pensavo a Neon Genesis Evangelion, nell'edizione italiana (vista ai tempi di MTV) si parlava di "Progetto per il perfezionamento dell'uomo", mentre nell'edizione inglese ho letto (wikipedia) che si parla di "Human Instrumentality Project" e che quell' "Instrumentality" potrebbe essere una citazione alla "Strumentalità" (così fu tradotta in italiano anni or sono), la forma di "governo" immaginata da Cordwainer Smith nei suoi racconti.

Ti ricordi quale sarebbe la traduzione letterale?
Ti risulta che tra le fonti di ispirazione ci sia stato anche Cordwainer Smith?

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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Shito » gio gen 22, 2015 11:45 am

Sì, è cosa nota che quella dicitura è una citazione di Cordwainer Smith. Lo sapevo anche ai tempi, infatti fu un dilemma, dato che in giapponese quel "stumentalità" è cambiato: divenne 補完, "hokan", che significa "complementazione" nel senso di "completamento di qualcosa per aggiunta della sua parte mancante", da cui 人類補完計画 "jinrui hokan keikaku", letteralmente "Progetto di Complementarità dell'Umanità".

Se guardi gli ep. 25 e 26 in italiano, noterai poi che si usa anche il vero termine giapponese per "stumentalità", nelle scritte a video all'inizio. Se ben ricordo c'è un cartello che spiega il progetto come "completare gli esseri umani tramite una stumentalità vicendevole".

Da cui il mio dilemma e la mia scelta.
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Shito » gio gen 22, 2015 11:59 am

Ale K ha scritto:Purtroppo non ho il testo sottomano, quindi devo andare a memoria e ormai son passati una decina d'anni...
Spoiler:
Verso la fine, quando Nausicaa scopre gli embrioni dei nuovi umani e ordina al titano di distruggerli il re di Tolmekia, sacrificandosi per salvarle la vita mi sembra che le dica qualcosa di molto simile. Tipo: "Mi piaci ragazza, sei un misto di bontà e crudeltà".
Che traduzione atroce.

Dice:

気に入ったぞ お前は破壊と慈悲の混沌だ

"Mi hai conquistato! Tu sei un caos di distruzione e misericordia".

1) "caos": non dice semplicemente "un miscuglio", è proprio il concetto di "confusione", "disordine". Nel senso che non è che N. abbia semplicemente entrambe le cose, ma che passa dall'una all'altra in modo caotico.

2) distruzione e benevolenza: sono le due qualità degli dei furiosi e benevoli. La distruzione e la misericordia/benevolenza/compassione/pietà/carit (sai, la Kannon o il Buddha).
Ultima modifica di Shito il gio set 28, 2017 9:39 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Ale K » gio gen 22, 2015 3:25 pm

Grazie per le risposte! :)
Una sola precisazione:
Che traduzione atroce.
Andavo a memoria... ^^

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Shito
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Shito » gio gen 22, 2015 4:36 pm

Ah, ok. ^^

Quel 'mi hai conquistato" è comunque espresso al passato. E' come dire "Mi sei piaciuta!". Credo si riferisca al singolo momento in cui N. ha optato per la distruzione.
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da qu » sab gen 31, 2015 1:41 am

Sai, Shito, Una Vita Fa, era il periodo dell'uscita "riuscita, anzi, passami le jeu) di Sen, ti difendevo su non ricordo neppure quale forum, in cui ti si definiva "da ricovero" per il tuo modo di vedere l'animazione, di qualsiasi genere, e le opere di pittografia motile quali puri, e semplici, quadri di movimento.

Leggerti oggi, mi ha fatto pensare: "ecco la follia *è* genio".

Eppure, ho qualche rimpianto, per te, per un semplice fatto. Tu scrivi:

quel senso di nostalgia per "l'ultimo periodo della moratoria sociale" che è la conclusione degli studi

e aggiungi: in Giappone.

Ecco, la mia generazione credo sia stata l'ultima a godere questo privilegio, che era, subliminalmente, anche nostro, nel fu Belpaese. Sono certo che gli anni '70 e '80, perlomeno il loro ultimo tratto, ti si sarebbero "filati" maggiormente (e, si, uso un'espressione di quella che fu la mia generazione).

Perchè, in fondo, la tua è la sorpresa dell'ottimismo e del candore difronte la scoperta della lievità della vita. Una cosa bellissima.
Sono certo che mi contraddirai: non saresti tu altrimenti. Sappi, però, che sei fra le poche persone cui pagherei una pizza di tasca mia, dopo stasera. Perchè certo che accetteresti in letizia.

Chissà. Un giorno. In un altro tempo. In un altro luogo.

:bcompleanno

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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Shito » sab feb 07, 2015 10:48 pm

Ricordami: tu di dove sei?
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Re: Da Heidi a Ronja, passando per Nausicaä e Nadia (e altro

Messaggio da Slask » mer feb 11, 2015 1:00 am

Non posso ancora leggere la disamina di Shito perchè non ho cominciato la serie, ma sembra interessante come sempre, pertanto devo sbrigarmi :D

Tuttavia devo ammettere che a primo impatto questa nuova veste grafica adottata dallo SG mi ha un po' spiazzato; generalmente non sono tradizionalista su queste cose, comunque spero che in corso di visione l'effetto "videogioco" si avverta di meno.

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