Mimi wo Sumaseba: melodiosamente in italiano

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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Shito
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Shito » gio dic 15, 2011 3:53 pm

Note varie:

I sottotitoli della canzone inglese sono stati inseriti perché così era anche nella traccia di sottotitoli giapponesi nel DVD originale giapponese. L'edizione originale è per me sempre un faro, un referente assoluto che non può essere negato in nessuna sua parte, solamente seguito.

A questo proposito, vorrei far notare questo: normalmente i sottotitoli dei DVD vengono considerati una lavorazione meramente "tecnica", senza alcun contenuto "artistico" -a livello di produzione-.

Tuttavia, a partire da Totoro anche i sottotitoli dei DVD Ghibli pubblicati da Lucky Red sono curati personalmente da me, in prima persona, insieme a miei due valenti collaboratori.

Per questa ragione, si potranno notare alcune cose.

Sono presenti tre tracce sottotitoli: la prima, che dovrebbe essere abilitata di default (ma comunque disabilitabile per vedere il video del tutto 'pulito'), contiene solo la traduzione dei cartelli visibili nel disegno. Abbiamo insierito anche le traduzioni di titoli di libri, nomi di persone, tutto. Ci sono alcune chicche, che chi si appassionerà al film si divertirà forse a indagare. Il materiale comunque ora è a disposizione dell'appassionato italiano come era per l'appassionato giapponese.

La seconda traccia di sottotitoli, integra anche la traduzione del dialogo parlato. E' fatta per chi vuole -giustamente- seguire il film in originale. Benché il doppiato sia fedelissimo al testo originale, questi sottotitoli lo sono ancor più: minime variazioni sono state apportare per 'cancellare' quei pur minimi aggiustamenti al testo che si sono resi necessari per motivi di lunghezza labiale delle battute doppiate. Questa traccia è per me importantissima: l'originale è l'originale, e per quanto il doppiaggio italiano da me inteso sia sempre a quello e solo a quello direttamente riferito, non può certo sostituirlo. Permettere una piena comprensione dell'originale con dei sottotitoli precisi è per me fondamentale. Noterete che in questa traccia di sottotitoli NON sono presenti i nomi dei doppiatori italiani, ma di quelli originali.

La terza traccia è quella per i non-udenti, in cui abbiamo integrato informazioni necessarie a capire lo scorrere dei dialoghi e delle scene per chi purtroppo è impossibilitato all'ascolto. E' una cosa che curiamo molto, guardando e riguardando noi stessi il film muto in pieno silenzio, per 'calarci' nello stato di non-udenza, e capire cosa non si capisce senza l'audio.

---

Come si capirà, una volta che mi/ci sono stati affidati i sottotitoli, anche questi sono stati creati con la massima dedizione e prospettiva artistica all'unico scopo di completare ed esaltare la fruizione plenaria del prodotto da parte di tutti. Speriamo sia cosa gradita al pubblico, e ancora ringrazio per l'attenzione.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da qu » ven dic 16, 2011 3:45 am

Visto questa sera, come al solito mi ha spezzato il cuore.

L'eleganza del linguaggio, forbito, nei dialoghi è evidente. Chiaro il messaggio originale "non temete di prendere grandi impegni da giovani" del film, anche nell'adattamento.
Di mio, personalmente, ho notato come ci siano netti parallelismi con il doppiaggio di Ponyo: "EH!!!" Bellissimo ^__^

Sul resto, potrei scrivere romanzi, ma lasciatemi navigare in un'oasi di bellezza: le occasioni sono poche, e spesso la gente con cui varrebbe la pena parlare, o non parla la nostra lingua, o è lontana o è morta.
Nel frattempo, master di qualità eccelsa, descrizione di straordinaria dolcezza, alcuni passaggi in italiano troppo veloci, direi.

Quindi, come sponsorizzare questo anime con gli amici?
E' un inno alla vita.

Avessimo avuto di certi maestri, saremmo stati migliori. Questo film andrebbe fatto vedere a 13 anni. Molto cambierebbe.

Un saluto,
qu

ps: grazie Shito.

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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Shito » ven dic 16, 2011 12:15 pm

PS: hai visto DVD o BR? Se DVD, per i passaggi veloci ricorda che è tutto un po' velocizzato.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da *Kiki* » ven dic 16, 2011 8:24 pm

Bene, questa nuova uscita a sorpresa (almeno per me, perché per molto tempo non sono entrata in questo forum) dello studio Ghibli capita a proposito, non sapevo ancora cosa regalarmi per Natale! :D
Ho letto il manga, uscito anni fa col titolo italiano Sussurri del cuore, e l'ho trovato molto gradevole, semplice e delicato, con quel pizzico di fantasy che non guasta mai, perciò sono molto curiosa di vedere se l'anime si rivelerà migliore o peggiore (anche se per questo mi servirebbe prima un ripasso, sono passati anni ormai)... 8)
Appena sarò in vacanza andrò a recuperarlo per metterlo sotto l'albero! :si:
L'eleganza del linguaggio, forbito, nei dialoghi è evidente.

Tu pensa che altrove ho letto un commento nettamente opposto, ovvero che c'è qualcosa che non va nell'adattamento italiano dei dialoghi... :o Questo tuo commento positivo mi rincuora... oltre al fatto che ho letto che la qualità del DVD (no BluRay) è ottima! :sorriso2:
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Arslan » sab dic 17, 2011 2:56 pm

Shito ha scritto:PS: la tua location mi fa venire voglia di una bella passeggiata notturna per via Etnea, con puntatina a Parco Bellini, e magari un bello sciroppo (chinotto e mandarino verde, per me) a un chiosco... credo davvero che Catania sia una delle città più incantevoli d'Italia. Incantevoli. E i cannoli catenesi per me sono migliori dei palermitani (ma adoro, per contro, pane e panelle e le arancinE).
Bravo Shito, mi fa piacere che ti sei trovato bene qui da noi, quello che dici è tutto giusto a parte per gli arancini :wink:

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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Seijikun » sab dic 17, 2011 10:45 pm

Arslan ha scritto:...a parte per gli arancini :wink:
Quello è riferito ai palermitani… da noi infatti sono “le arancine”

Ma adesso passo da arancine ad argomentazioni in topic: finito di vedere il DVD proprio mezz’ora fa e me lo sono goduto tutto! Della storia non parlo sia perché per alcuni è inedita (e odio gli spoiler) e per altri, come me, è cosa nota da anni, quindi mi limiterò a sfiorare qua e là la trama ma solo a supporto di alcuni appunti che vorrei fare. La resa video è davvero OTTIMA, i colori vividi e un’audio superlativo. Ho adorato i microscopici dettagli: il rumore che fa il pennarello quando Shizuku segna i giorni sul calendario (direte che sono matto, ma questo lo so di mio) o il click del matitatoio, questi come altri suoni sparsi dànno davvero palpabile (con le orecchie?!, vabbe’ mi si passi il termine) consistenza al quotidiano in cui è immersa tutta la storia. Come diceva sopra PeterParker, il video è talmente definito che vengono fuori i difettucci grafici, ma signori miei! chi non tiene cari alcuni vinili proprio per quei graffietti e imperfezioni che ce li rendono unici?! Io sono tra quelli e, dunque, quelle doppie linee o quei tratti in cui si notano (perché davvero si notano) le sovrapposizioni dei personaggi ai fondali mi hanno fatto sorridere e godere ancor di più la calda atmosfera del film — a cui sono affezionato ormai come ad un parente stretto —. Sono felice della sorpresa canzone finale “non localizzata” :tongue: e dell’opzione dei cartelli (questa è sempre una feature che mi auspico venga inserita in ogni film non italiano). In sintesi, non posso che lodare il risultato finale con un pizzico di commozione. Mi sia concessa una piccola nota: sono davvero rattristato per la prematura scomparsa di Kondō, avrebbe davvero potuto fare molto e bene…

E qui vengono le prime (e uniche) note dolenti: il doppiaggio. Tecnicamente quasi perfetto, ma la traduzione dei dialoghi mi ha fatto storcere il naso in più punti. In questi anni avrò visto il film almeno una dozzina di volte (approssimando per difetto) in edizione originale (sottotitolato), in edizione inglese, brasiliana e spagnola… ora per quanto poco conosca il giapponese (e il portoghese) le edizioni che ho potuto godere in tutta tranquillità (inglese e spagnola) non mi sono parse in alcun modo così marcatamente localizzate quanto la italiana. Capisco alcuni vezzi del nostro Shito che sono una sua “firma” in calce, e mi stanno benissimo. Ma la scelta costante di vocaboli e costruzioni così smaccatamente “alti” non la capisco. Come viene detto poco sopra (sempre PeterParker), anche io trovo quasi artificioso il registro linguistico usato dai personaggi “giovani”: passi per il tanuki Nishi, passi per i momenti fantastici della sequenza con Baron, appropriato in bocca ai genitori della protagonista (anche se parlano pochissimo), ma quasi irreale quando viene usato per dare voce a Shizuku, a Seiji, a Harada o alle compagnette di classe… specialmente quando proprio questi alternano aggettivazioni o locuzioni gergali (“che faccia sbattuta” dice Harada a Shizuku) che si alternano a costruzioni come “percorso di vita” (che ritorna più e più volte).
Adesso, non mi addentro nei meandri delle motivazioni, ma che un tredicenne mi dica “percorso di vita” lo trovo quasi marziano! “Sai già qual è il tuo percorso di vita…” dice Shizuku a Seiji, io mi sarei aspettato una frase più banale, tipo “Sai già cosa vuoi dare da grande!”. Con questo, non mi si risponda che “percorso” è legato a doppio filo con la canzone e con il senso di tutto il film, perché anche in questo caso direi che un eccesso di coerenza apporta una pesantezza involontaria allo scorrere dei dialoghi.
Poi, chi ha tradotto “Concrete Road” ?! vi giuro che l’ho capita più in giapponese e in inglese che non nella versione italiana! e non scherzo né esagero! Magari era un po’ troppo complicata da rendere nel nostro idioma senza falsarne i contenuti, ma così com’è stata resa dubito fortemente che un ragazzo italiano ne capisca qualcosa…

Forse i miei sono commenti inconsistenti e troppo ‘a caldo’… spero di non essere stato troppo duro e soggettivo. Mi riservo di ritornare sull’argomento dopo una prossima visione (perché lo riguarderò, oh sì! lo riguarderò tanto…) e dopo che il mio orecchio si sia acclimatato all’italica lingua :tongue:

Detto questo, questo ho detto.
Ultima modifica di Seijikun il lun dic 19, 2011 8:12 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Shito » dom dic 18, 2011 12:35 am

Harada dice 'che faccia orribile' (hidoi kao ne)

Se hai ascoltato tutto il doppiaggio con questa attenzione (non esiste quella battuta nel doppiaggio), forse pensavi troppo ai suoni, e poco alle parole! ;)

Ciò detto, non so come ragioni.

Shizuku dice "percorso di vita" (shinro 進路), non 'cosa farai da grande'.

E' un peccato che Kondou non ci sia più, altrimenti avresti potuto fargli sapere che trovavi le sue scelte dialogiche inopportune.

Disgraziatamente, sembra tu ti fossi così abituato a una tua 'percezione' del film nell'incomprensione reale del testo da impedirti l'approccio genuino al testo genuino.

E' un peccato, non trovi?

Se avrai voglia, attendo esempi *reali* di parole 'elevate' in bocca ai ragazzi.

Non mi sembra che 'percorso di vita' sia un concetto difficile. Inoltre, è un concetto giapponese. Sai, anche se parlano in italiano, esprimono concetti giapponesi. In Giappone, come ora saprai, a scuola c'è la 'stanza d'orientamento carriere', e il 'percorso di vita' è una cosa seria, ma anche normale, di cui parlare. I personaggi parlano di quello. Non sono i Cesaroni, forse loro avrebbero detto altro -perché sono italiani-. Ma loro sono giapponesi che dicono cose che direbbero dei giapponesi, non puoi aspettarti la 'naturalezza' dei tuoi conterranei: non lo sono.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Arslan » dom dic 18, 2011 9:22 am

Io non capisco, ma vi piacerebbe sentire dialoghi modificati e non una traduzione fedele di un testo, di uno stile, di una cultura?

Personalmente Immaginare di sentirli parlare in altro modo mi farebbe congelare il sangue.

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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da PeterParker » dom dic 18, 2011 10:23 am

Allora, devo premettere che non amo la polemica fine a se stessa né intendo questionare lo splendido lavoro fatto da Shito e dai suoi collaboratori, che ho veramente apprezzato in questa come nelle precedenti occasioni di adattamento dei film Ghibli alla lingua italiana.
Ciò detto, ho riguardato una seconda volta il film, anche se in alcuni momenti sono stato distratto da incombenze domestiche; devo dire che la sensazione di "fastidio" provata al primo ascolto si è in parte dissolta, rimangono tuttavia delle zone d'ombra che sottolineo non per protervia ma nella speranza che vi possa essere un dialogo costruttivo.
Venendo al dunque, la sorella di Shizuku dice:
"Shizuku, spegni la lampada a dovere".
Ora, al di là di quello che può dire il personaggio nell'originale questa mi sembra una frase poco felice in italiano, corrente o forbito che esso sia. Ed ancora, sempre lei:
"È in tale ricerca che vado all'Università".
Costruzione della frase quanto meno ardita, involuta, non dettata dall'esigenza di coordinamento con il labiale perché il personaggio non è "inquadrato", quindi si poteva dire assai meglio.
Veniamo al nonno:
"Prenditi il tempo per raffinare fermamente, per favore".
Frase che suona incompleta, per non dire scorretta sotto il profilo lessicale, non riesco a digerirla.
"Baron fu detto attendere il ritorno della dama gatta".
Si comprende il senso, ma che fatica ascoltarla, non si poteva dire la stessa cosa con una frase meno involuta?
"Fermamente finisci di scrivere il tuo romanzo, per favore".
E qui il "fermamente" che c'entra? Non si poteva usare un'altra espressione, che so, "con determinazione"? E come mai l'avverbio è posto all'inizio della frase? Non è certamente una costruzione ordinaria della lingua italiana.
Infine, Shizuku usa l'espressione "per intanto" che, mi sbaglierò, ma mi sembra proprio scorretta come italiano. Devo dire che in questo caso, forse, l'errore è voluto, nel senso che Shizuku lo dice nell'ambito di un discorso volutamente pomposo e l'espressione è ripresa con tono divertito dalla madre, quasi a sottolineare lo strafalcione. Ma su questo - e sul resto - confido in un paziente chiarimento di Shito, al quale comunque rinnovo i complimenti per l'ottimo lavoro generale.
Ah, un'ultima domanda: dopo il primo incontro tra Seiji e Shizuku quest'ultima si allontana blaterando tra sé più volte: "che odioso!", mentre nella versione inglese si usava l'espressione: "stupid jerk!" che ho sempre trovato molto adatta. Posso sapere cosa dice nell'originale?
Grazie in anticipo e scusate per la lungaggine.

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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Shito » dom dic 18, 2011 12:30 pm

Parlare puntualmente del film è sempre un piacere, per me.

Ogni scelta di adattamento è potenzialmente perfettibile, ma ogni scelta nasce da una profonda riflessione e indagine.

Non ci sono cose 'fatte a caso', in un mio lavoro. Non ci sono cose 'fatte perché mi suonava bene', nulla di tutto ciò. Ogni preposizione, ogni costrutto, ogni parola italiana è seriamente vagliata nell'ottica della resa ottimale del corrispondente originale. Il film esiste già, non lo posso e non lo devo reinventare. Sono solo un interprete linguistico.
PeterParker ha scritto: "Shizuku, spegni la lampada a dovere".
Dice proprio 'spegni la lampada per bene / come si deve / a dovere'.

(nota: precedentemente il padre aveva detto una cosa simile all'inizio del film mandando la figlia a letto)

Se si nota, quando poi infine Shizuku la spegne, non riesce a spegnerla da sdraita, ma si deve alzare. In pratica, capita che per pigrizia (la non voglia di alzarsi) non la spenga, e la lampada rimanga accesa per tutta la notte.

Nel tono perentorio, distaccato e anche un filo autoritario di Shiho si nota una voglia di educazione di una ragazza / giovane donna che ""fa quello che si deve", e un'adolescente che è ancora nel momento di crescita in cui "quello che si deve" non è un concetto sufficientemente forte per essere di per sé motivo d'azione (la cosa sarà evidente anche nel litigio 'finale' tra le sorelle), ovvero in quell'ordine perentorio si sente la prammaticità 'adulta' di Shiho. Shiho è un personaggio molto complesso, molto giapponese, perché il suo modo di essere è sempre una maschera. E' il tipo di persona che 'sa trattare con le persone', e mostra a ciascuno il viso più opportuno. Il modo con cui Shiho gestisce il dialogo con la madre è esemplare. La finta casualità degli argomenti, assolutamente strumentale, il modo di farsi 'piccola' dinanzi a una madre sovrastressata, è di una maturità raggelante. Parimenti, Shiho per tutto il film ha con Shizuku un'attegiamento severo e autoritario perché sà che i genitori sono 'strani', poco autoritari e non si impongono sulla figlia piccola. Questo è evidente fin dal primo dialogo in cucina. Shiho ha la supplente di una madre 'arruffona', assente. Tranne che nel dialogo finale, che adoro davvero. Abbiamo molto discusso in traduzione sul senso della frase di Shiho "puoi usare la stanza tutta per te". Perché non è una constatazione, è una concessione. Come dire "fa' pure a tuo comodo, a me non importa, usa pure tutta la stanza, ti lascio la mia parte". E' un congedo finto-disinteressato che mi scioglie ogni volta.

Ovviamente, siamo in Giappone. L'impronta sociale è più forte che da noi. Forse in Italia non si nota, ma è probabile che i genitori di Shizuku siano state teste calde da giovani.

Vivono in una casa che è un casino, la madre studia da adulta, il padre ha scelto una carriera umile invece che entrare in un'azienda e fare carriera.

E' palese che sono due persone che nei sessanta devono avere fatto scelte antisociali.

E' palese la differenza di Shiho con i genitori.

E' anche palese che Harda è 'la borghese giapponese normale', con la bella cameretta, la femminilità delicata, il padre che guarda il baseball e la madre casalinga col canoglino che gli porta i Pocky (Mikado) col te in una cameretta all'occidentale ma col tavolo basso, dove Yuuko si siede mettendo per bene la gonna a fiore. Il modo da 'viziatissima' con cui Yuuko dice di avere tolto la parola al padra è epico, perché lei è la brava ragazza con una famiglia 'normale' che la stressa per lo studio e la manda ai corsi pomeridiani, per poi entrare in una buona scuola superiore, in una buona univerità, poi sposarsi con un buon partito e dimenticarsi di tutto. ^^

E' in questi dettagli la verità del film, siamo nel Giappone degli anni '90, e Kondou aveva recepito bene la lezione di Takahata.

Il dialogo è allo stesso modo pieno di questi piccoli dettagli. L'atipicità di Shizuku (normalmente si direbbe: ma che problemi si fa? E anche Yuuko lo dice mille volte, "è tutto a posto, no?", o "io non ti capisco", etc) è l'atipicità della sua famiglia.

Un'altra cosa molto bella sono i mille "ah, tu dici?" di Yuuko, che da brava ragazza giapponese anche se ha una opinione non la impone mai, ma la relativizza. Non dice mai a un altro "no tu hai torto io la penso così", ma assume sempre l'opinione altrui come una cosa da accettare per finta.

Ancora: è il Giappone, signori, non l'Italia.
Ora, al di là di quello che può dire il personaggio nell'originale questa mi sembra una frase poco felice in italiano, corrente o forbito che esso sia. Ed ancora, sempre lei:
"È in tale ricerca che vado all'Università".
Costruzione della frase quanto meno ardita, involuta, non dettata dall'esigenza di coordinamento con il labiale perché il personaggio non è "inquadrato", quindi si poteva dire assai meglio.
E come?

In quella frase manca il complemento oggetto.

Ovvero: Shizuku dice: "tu quando hai deciso del tuo percorso di vita?" <- 'percorso di vita' NON è complemento oggetto.

Infine, dopo un tentativo elusivo, Shiho si riallaccia a quella frase e dice "E' in tale ricerca che vado all'università".

Ovvero, per cercare quale sia il suo percorso di vita, ma ancora non è un complemento oggetto schietto. Non si sarebbe potuto mettere "E' per cercare quello che vado all'università", perché sarebbe stato un riferirsi a un complento diretto precedente che non c'era.

Veniamo al nonno:
"Prenditi il tempo per raffinare fermamente, per favore".
Frase che suona incompleta, per non dire scorretta sotto il profilo lessicale, non riesco a digerirla.
Scorretta lessicalmente? E perché mai?
"Baron fu detto attendere il ritorno della dama gatta".
Si comprende il senso, ma che fatica ascoltarla, non si poteva dire la stessa cosa con una frase meno involuta?
Della *sua* dama gatta, in primis.

Non ho trovato nulla di meglio, per rendere l'originale. Era importante mantenere il senso di "quello che il negozianate mi disse allora di Baron". Ho pensato molto se invertire o meno la costruzione passiva, mettendo "Mi fu detto che Baron attendeva...", ma in primo non fu detto solo a lui (c'era anche la sua compagna tedesca), in secondo era molto forte il senso di oggettivazione di Baron, che è un soggetto passivo della frase, e degli umani stanno parlando di lui. Quindi l'impersonale passivo era proprio dovuto. Ovviamente parlo sempre di cose che sono in originale, e che sono state riproposte in italiano.

"Fermamente finisci di scrivere il tuo romanzo, per favore".
E qui il "fermamente" che c'entra? Non si poteva usare un'altra espressione, che so, "con determinazione"? E come mai l'avverbio è posto all'inizio della frase? Non è certamente una costruzione ordinaria della lingua italiana.
Perché non dice 'con determinazione' -si può dire in Giapponese, eh- dice proprio 'fermamente'. Nishi lo dice almeno tre volte nel film, sempre nello stesso modo. "Shikkari". E' la parola che si usa per dire 'saldamente', come quando Seiji dice a Shizuku di tenersi stretta in bicicletta. Credo che il senso voluto dall'anziano sia che anche se si è giovani bisogna essere non tanto 'determinati', quanto 'persistenti', nel senso di non mollare. Perché per ottenere i risultati ci vuole tempo. Quando Nishi parla dello scrivere romanzi o costruire violini, parla infatti di 'un lavoro oneroso' nel quale 'bisogna spendere tempo'.
Infine, Shizuku usa l'espressione "per intanto" che, mi sbaglierò, ma mi sembra proprio scorretta come italiano. Devo dire che in questo caso, forse, l'errore è voluto, nel senso che Shizuku lo dice nell'ambito di un discorso volutamente pomposo e l'espressione è ripresa con tono divertito dalla madre, quasi a sottolineare lo strafalcione. Ma su questo - e sul resto - confido in un paziente chiarimento di Shito, al quale comunque rinnovo i complimenti per l'ottimo lavoro generale.
Che sia un errore è una comune credenza, e Google ti è amico con un sacco di entries in roba come Yahoo Answer. E' una ricerca che ho fatto anch'io.

Treccani ne verifica la correttezza in maniera inequivocabile, invece. E' una forma più colloquiale di 'per l'intanto', assolutamente corretta in italiano. E' come dire 'per questo frammezzo'.
Ah, un'ultima domanda: dopo il primo incontro tra Seiji e Shizuku quest'ultima si allontana blaterando tra sé più volte: "che odioso!", mentre nella versione inglese si usava l'espressione: "stupid jerk!" che ho sempre trovato molto adatta. Posso sapere cosa dice nell'originale?
Certo!

"Ya na yatsu"

Sarebbe letteralmente "che tipo [yatsu] sgradevole/detestabile".

In giapponese "ya na yatsu" si usa per una persona che non sa essere piacevole con il prossimo, che è odiosa nel senso sociale del termine. Che non è socievole. Una persona insopportabile.

La cosa torna in una battuta di Shizuku prima (a Harada: "quello è un tipo odioso!"), e poi anche Harada, citando i racconti pregressi di Kinuyo, ci fa sapere che Kinuyo diceva che "Amasawa, anche se un po' scostante..."

E' tutto in quello 'scostante'.

Seiji è un ragazzo con una forte barriera interiore. Non è un tipo socievole, non perché altezzoso, ma poiché non sentendosi a suo agio con il prossimo, piuttosto maschera la sua timidezza con una finta aggressività.

Si vede bene quando va a chiamare Shizuku in classe (si nota sia l'imbarazzo, sia l'aggressività a mascherarlo - quando parla con i compagni di classe).

E' un po' un otaku, un introverso che è più a suo agio con le cose (i suoi violini), o con un anziano o un gatto, che con i suoi coetanei.

Prova a fare caso a tutte le cose che ti ho indicato, dovresti ritrovarle tanto nell'originale che nell'edizione italiana. :)
Ultima modifica di Shito il dom dic 18, 2011 11:25 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Ratto Volante » dom dic 18, 2011 8:38 pm

Finito di guardare adesso. Meraviglioso, come sempre, anzi meglio.

I complimenti a Shito e a tutto lo staff della Lucky Red per l'ottimo lavoro.

Solo una piccola critica, se mi è concessa. Premesso che ho trovato i doppiatori molto più che all'altezza della situazione, nella parte in cui Shizuko canta accompagnata da Seiji, da Nishi e dagli altri due musicisti, la doppiatrice (bravissima peraltro) è stata "troppo intonata"! Avrebbe, forse, dovuto essere un po' più piatta e insicura dell'intonazione, come del resto si sente nella canzone conclusiva. L'impressione che mi ha dato è stata quella di una persona che non ha mai cantato in vita propria, ma che potrebbe cantare bene se solo si esercitasse un po'.

Non mi soffermo sulla "polemica" (notare le virgolette, per favore) riguardante il linguaggio. Io sono d'accordo con Shito: è il Giappone, non l'Italia. In Giappone parlano e agiscono così.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Shito » dom dic 18, 2011 11:24 pm

Per la canzone, abbiamo cercato di riprodurre lo stesso livello di 'intonata, ma insicura' dell'originale. Non è che le intonazioni di Emanuela sono perfette, no. Però certo, è intonata. ^^

Si sente la differenza con Yuuko, che in italiano è doppiata da una giovane interprete che pratica anche il canto, e infatti ha un'impostazione melodica vocale molto 'educata'. :-)

In effetti, Shizuku in giapponese non stona mai. Ha due intonazioni 'incerte' nella jam session al Chikyuu-ya, mentre la ending è perfetta - una vera 'registrazione da studio'.
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Ratto Volante » lun dic 19, 2011 8:11 am

Shito ha scritto:Per la canzone, abbiamo cercato di riprodurre lo stesso livello di 'intonata, ma insicura' dell'originale. Non è che le intonazioni di Emanuela sono perfette, no. Però certo, è intonata. ^^

Si sente la differenza con Yuuko, che in italiano è doppiata da una giovane interprete che pratica anche il canto, e infatti ha un'impostazione melodica vocale molto 'educata'. :-)

In effetti, Shizuku in giapponese non stona mai. Ha due intonazioni 'incerte' nella jam session al Chikyuu-ya, mentre la ending è perfetta - una vera 'registrazione da studio'.
Stonata in effetti è un termine assai molto poco appropriato. In realtà la cantata della Shizuko "originale" è piatta, cioè non modula mai con la voce, come canterebbe, del resto, una persona che non ha mai cantato in vita sua. La doppiatrice mi ha dato l'idea di essere una persona che comunque sa cantare. Comunque, intendiamoci, era giusto per andare a cercare il classico ago nel pagliaio. :wink:
- Una persona è matura. La gente è un animale ottuso pauroso e pericoloso (Agente K)
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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da PeterParker » lun dic 19, 2011 9:05 am

Shito ha scritto:Parlare puntualmente del film è sempre un piacere, per me. [CUT]
EDIT by Heimdall: ai fini della leggibilità della pagina, evitiamo per favore il quote integrale di post così lunghi. Basta un semplice riferimento corredato da un "cut" o dai consueti tre puntini. ;)

Caro Shito, grazie innanzitutto per aver risposto, per noi appassionati dello Studio Ghibli è una fortuna non da poco poter avere questa interlocuzione diretta con chi si occupa degli adattamenti dei nostri amati film per l'italico suolo, anche solo per questo grazie.
E poi grazie anche per la puntualità e la meticolosità delle risposte; possono essere convincenti o meno, ma in ogni caso consentono (quantomeno al sottoscritto) di comprendere più in profondità non soltanto le motivazioni di alcune scelte di traduzione/adattamento/localizzazione, ma lo stesso originale nipponico. Un grazie davvero sentito.
Mediterò sulle tue delucidazioni, magari la prossima volta che rivedrò MimiSuma; un'osservazione, tuttavia, mi permetto di farla ora, anche perché mi sento chiamato in causa - giustamente - da una tua domanda.
Mi chiedi perché mai la frase "prenditi il tempo per raffinare fermamente" dovrebbe suonare scorretta; rispondo che - a mio modesto avviso - il verbo "raffinare" richiederebbe un complemento oggetto, che sia un "ti" riferito a Shizuku, che sia il romanzo o, in generale, il lavoro della ragazza, ma "raffinare" senza precisare che cosa suona incompleto al mio orecchio di persona incompetente ma abbastanza a proprio agio con la lingua italiana.
Ti chiedo, se puoi, un chiarimento anche su questo punto, pur rendendomi conto che trattasi di spigolature rispetto alla mole dell'ottimo lavoro svolto e che, forse, ti sarai pure un po' stufato di darmi retta!

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Re: MimiSuma: edizione italiana on work

Messaggio da Shito » lun dic 19, 2011 8:16 pm

PeterParker ha scritto: Mediterò sulle tue delucidazioni, magari la prossima volta che rivedrò MimiSuma; un'osservazione, tuttavia, mi permetto di farla ora, anche perché mi sento chiamato in causa - giustamente - da una tua domanda.
Mi chiedi perché mai la frase "prenditi il tempo per raffinare fermamente" dovrebbe suonare scorretta; rispondo che - a mio modesto avviso - il verbo "raffinare" richiederebbe un complemento oggetto, che sia un "ti" riferito a Shizuku, che sia il romanzo o, in generale, il lavoro della ragazza, ma "raffinare" senza precisare che cosa suona incompleto al mio orecchio di persona incompetente ma abbastanza a proprio agio con la lingua italiana.
Ti chiedo, se puoi, un chiarimento anche su questo punto, pur rendendomi conto che trattasi di spigolature rispetto alla mole dell'ottimo lavoro svolto e che, forse, ti sarai pure un po' stufato di darmi retta!
Non credo che 'raffinare' necessiti necessariamente un complemento oggetto. Sicuramente dal punto di vista morfosintattico non è così, il verbo può stare da solo. Comprendo che nell'uso reale sia più spesso accompagnato da un complemento diretto, e che la sua mancanza possa far suonare la frase un po' 'strana'. Nel caso particolare, il complemento oggetto è implicito, e anche un po' vasto: principalmente Nishi si riferisce alla 'gemma grezza' [del talento di] Shizuku. Prima si era detto "mi hai fatto vedere la tua gemma grezza appena estratta". Metaforicamente ci si riferisce al famoso scisto micaceo. E nel dettaglio ci si riferisce al libro scritto da Shizuku, ancora non raffinato. Ovviamente questa ampia valenza del verbo, che nel pensiero di Nishi diviene un concetto assoluto (direi pressoché un aspetto 'aoristo' del verbo) è bene inteso nel testo originale, e così in italiano. :)
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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