IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL (CON SPOILER!!)

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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dcristof
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Messaggio da dcristof »

bigdrugo ha scritto:se ho capito quello che hai chiesto...

se hawl dovesse morire il suo cuore si fermerebbe e calcifer morirebbe.

volevi sapere questo?! :roll:
ok, questo puo' giustificare il fatto che Calcifer tenga alla vita di Howl (per inciso, dopo la prima visione del film questo particolare non mi e' chiaro per niente; forse mi e' sfuggito).
pero' perche' all'inizio chiede a Sophie di trovare il modo di sciogliere il patto che lo lega a Howl? e perche' alla fine, in procinto di tale scioglimento, manifesta indirettamente incertezza per la proprioa sorte? insomma, Calcifer sa che sciolgiere il patto e' percioloso per lui o no? e se non ne sa niente, non e' strano cio'?

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kaorj
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Messaggio da kaorj »

Per il momento non me la sento di esprimere giudizi od analisi in merito al film, visto che vorrei prima andarmelo a rivedere almeno un paio di volte... :wink:

Però intanto... :D
Il castello errante di Howl, è in classifica, tra i primi 10 film più visti della settimana! :shock:

http://cinema.castlerock.it/boxoffice.php/t=i

Okay solo al 10 posto (e poi bisogna vedere di quante sale stiamo parlando), però se non sbaglio, nè Mononoke nè la Citta incantata, erano arrivati a tanto la prima settimana...

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yutasuta
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Messaggio da yutasuta »

kaorj ha scritto: Però intanto... :D
Il castello errante di Howl, è in classifica, tra i primi 10 film più visti della settimana! :shock:

http://cinema.castlerock.it/boxoffice.php/t=i
Inoltre, sul Corriere della Sera di oggi, tra i commenti alla top 10 dei piu' visti (Howl non c'e' :? ) , il giornale riporta che
... Ma il film da non perdere e' il cartoon di Miyazaki Il Castello Errante di Howl: per tutti, davvero.
Bella pure la minirecensione del film anche se non ho ben capito l'ultima frase:
Sogno-incubo o son desto?
Per concludere, Howl si becca mezzo voto in piu' rispetto a Madagascar (8.5 a 8.0), quest'ultimo definito
Dirimpettaio dell'"anima" di Miyazaki

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jobi1
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Messaggio da jobi1 »

ma se ogni volta che uno del forum va a vederlo ci sono 10 persone...quante persone avranno visto l'11 e il 12 esimo film in classifca ?

a parte gli scherzi è durato più di una settimana al cinema, i giornali ne parlano e quando ne parlano ne parlan benissimo. Direi che anche così è stato un successo per i canoni italiani.
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Mario
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Messaggio da Mario »

Domenica scorsa sono stato al cinema con Loredana e c'era parecchia gente, certo niente sala piena come Shrek o Madagascar, ma erano parecchi comunque...

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jobi1
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Messaggio da jobi1 »

sta prendendo piede allora, è stata un'ottima scelta lasciarlo una settimana in più per permettere un aumento di pubblico
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atchoo
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Messaggio da atchoo »

jobi1 ha scritto:sta prendendo piede allora, è stata un'ottima scelta lasciarlo una settimana in più per permettere un aumento di pubblico
Bè, jobi1, se è stata concessa una settimana al film di Costantino... :roll:

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Heimdall
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Messaggio da Heimdall »

Scusate se in questo intervento farò qualche osservazione di natura politica: per parlare dell’argomento in questione non vedevo però altre strade. Premetto, per onestà, una cosa: Kezich è un critico cinematografico che non riscuote le mie simpatie. I motivi sono vari, non ultima, lo confesso senza problemi, una decisa lontananza dalla mia visione "politica" delle cose. Ma, cosa forse più grave per un critico cinematografico, mi dà costantemente l’impressione di non avere dei veri punti di riferimento e di giudicare alcuni film in base all’umore del momento. Ma può essere solo una mia impressione.
Di seguito riporto integralmente l’articolo apparso sul "Corriere della sera" – 09.09.2005. Non metto il link perché la pagina richiede la registrazione. Perdonerete anche una mia incursione a metà dell’articolo, ma la misura era colma.
Tullio Kezich ha scritto: La fiaba di Howl, specchio della vita - Il cartoon giapponese è anche una metafora sulla terza età e sull' arte di affrontarla Nello sciocchezzaio della critica anni ' 50 merita ricordare ciò che qualcuno scrisse sul finale di Miracolo a Milano, quando i barboni inforcando le scope strappate agli spazzini decollano da Piazza del Duomo verso «un paese dove buongiorno vuol dire veramente buon giorno». Secondo quel critico, di cui fingo di aver dimenticato il nome, in tal modo i sottoproletari in fuga si erano resi colpevoli di aver sottratto a degli operai il loro strumento di lavoro. Apparentemente insignificante, questa stupidaggine va ricordata in prospettiva come un sintomo dell' ottusa preclusione alla favola tipica di una parte della cultura di sinistra. E' vero che nel ' 49 Einaudi aveva inserito nella collana viola, patrocinata da Cesare Pavese, «Le radici storiche dei racconti di fate» del sovietico Vladimir Propp, ma in mezzo ai contrasti evocati da Luisa Mangoni nell' ottimo studio «Pensare i libri»: e così la legittimazione marxista della favola era rimasta a metà. Tant' è vero che ne fece le spese, oltre al film di De Sica, anche un altro capolavoro, La strada di Fellini, accolto nel ' 54 come un tradimento del neorealismo. Oggi l' assegnazione del Leone d' oro al maestro giapponese dell' animazione Hayao Miyazaki, di cui esce in contemporanea sugli schermi italiani Il castello errante di Howl premiato l' anno scorso, rappresenta l' inevitabile trionfo della controtendenza. Senza contare che l' attuale Mostra veneziana si è concessa altre scorribande nel mondo della fantasia, non solo con il travolgente I fratelli Grimm e l' incantevole strega ma anche con L' educazione fisica delle fanciulle di John Irwin (su sceneggiatura di Lattuada, da Wedekind) e Specchio magico del grande Oliveira. Per non parlare dei trionfi planetari di libri e film come i cicli di Harry Potter e Il signore degli anelli. Insomma, abbiamo finalmente capito che la favola non è puro «escapismo» (chi ricorda questo termine desueto, usato all' epoca in forma di anatema?), ma un altro modo per rispecchiare la vita. Tipico in questo senso è proprio Il castello errante di Howl della scrittrice britannica Diana Wynne Jones (classe 1934), pubblicato da Kappa edizioni. Ambientata «nella terra di Ingary, dove realmente esistono cose come stivali delle sette leghe e mantelli che rendono invisibili», la vicenda racconta di una giovane modista che per la vendetta di una strega diventa una vecchietta novantenne. Però Sophie non si arrende e trova il modo di mettersi al servizio del giovane e affascinante Mago Howl, che vive in un castello sempre in movimento, con la porta che volta a volta si apre su differenti realtà. Questa parabola sulla terza età e sull' arte di affrontarla senza troppe ansie si estende su 250 pagine in forma quasi sempre letificante, anche se appesantito da divagazioni che il film riesce solo in parte a sbrogliare.
E fin qui… alcune sono sue impressioni, forse quest’ultima critica è una di quelle più diffuse anche tra gli appassionati. Kezich si impantana in una polemica vecchia di quarant’anni che, in questo contesto, interessa solo a lui. Forse ha letto da qualche parte che Miyazaki ha una formazione marxista e questo basta per fargli prendere una posizione decisamente aprioristica e per farlo smarrire in un preambolo interminabile che con il film c’entra poco o nulla. Ma il bello deve ancora venire.
Tullio Kezich ha scritto: Il problema è se il premiato Miyazaki, 64enne con alle spalle una lunga carriera, è da considerare un grande illustratore o un autore in proprio. Personalmente di lui ho preferito La principessa Mononoke, Orso d' oro a Berlino, perché legato alle tradizioni e alla cultura del suo paese. Howl rappresenta un passo fuori dall' ambito nipponico, forse un adeguamento alle esigenze del mercato nel momento in cui molti territori si sono aperti a un disegno giapponese che fa dimenticare le trasandatezze dei mostri e dei robot. Maturato in polemica con la svendita televisiva dell'animazione, il segno di Miyazaki è pulito e spiritoso. L' inevitabile riferimento allo stile Disney è riscattato dalla forza di una visione fantastica personalissima che si realizza nel modo più felice soprattutto nei personaggini di Calcifer demone del fuoco e di Rapa spaventapasseri quasi umano.

Autore o illustratore!? Passo fuori dall'àmbito nipponico!? E’ incredibile quanti spropositi riesca a proferire nelle ultime righe del suo articolo, oltre a degli errori conclamati, incredibile quanto poco abbia capito (e sappia) di Miyazaki. Kezich scrive di cose che platealmente ignora, falsandole completamente con una serie di collegamenti in cui tenta di ricondurre ciò che è così lontano dalle sue corde a categorie per lui più note. E così ecco il paragone, completamente fuori luogo con Walt Disney, ecco che Mononoke diventa preferibile per la sua ambientazione giapponese (e anche per il lieto fine cambiato dagli adattatori italiani?), ecco il disinformatissimo sospetto che Miyazaki abbia scelto un’ambientazione occidentale per fini commerciali.
Avrebbe fatto miglior figura a non scrivere proprio nulla.
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Shito
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Messaggio da Shito »

Arte e Politica sono termini ossimorici con la sola eccezione de 'La Repubblica' di Platone...
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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Messaggio da spaced jazz »

Heimdall ha scritto: Passo fuori dall'àmbito nipponico!? .
E' evidente che non ha mai visto Kiki... comunque almeno mette "forse", bontà sua :)
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Messaggio da jobi1 »

la cosa che mi stupisce sempre più è che c'è ancora qualcuno che per non so quale ammirevole stoica forza di volontà continua a leggere le pagine di cultura e spettacolo dei giornali. Generalmente gli articoli vengono redatti da persone a cui non frega nulla e ne sanno pure di meno. Sarà da 8 anni che quelle rubriche le avito come la peste per non arrabbiarmi.
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Messaggio da cipeciop »

Heimdall ha scritto:ecco il disinformatissimo sospetto che Miyazaki abbia scelto un’ambientazione occidentale per fini commerciali.
... ma Kezich è perfino peggio di me! :lol: :lol: :lol:
Seriamente...
Grazie, dcristof e Heimdall, per la puntualità (in tutti i sensi) con cui avete risposto al mio sfogo! :) Effettivamente nel film la guerra c'è (Heimdall), ma non ne è il tema principale (dcristof). Riguardo al secondo punto, ripensandoci a freddo, penso che le mie fossero osservazioni pretestuose e forse sono sorte da una reazione inconscia: ho sempre odiato (non so perché) la storia di Peter Pan e qui me lo sono ritrovato nascosto nei panni di Howl: ma all'inizio non l'avevo capito. :?
La lunga scena delle uova e bacon, che mi è rimasta particolarmente impressa, penso fosse una specie di rito per suggellare l'unità della nuova famiglia che si era formata, e infatti vi partecipano anche Calcifer (che sembra apprezzare molto i gusci) e Howl stesso (anche se non ha bisogno di consumare la propria razione).
La conclusione del film ho fatto fatica a seguirla e ancora non l'ho ben capita... spero che esca presto in dvd!
Intanto provo a leggermi il romanzo per chiarirmi un po' le idee... :roll:

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Messaggio da jobi1 »

sto legendo pure io il romanzo ma il film è solo ispirato per il poco che ho letto.
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Messaggio da Shito »

Non credo proprio che la lettura del romanzo ispiratore possa in alcun modo illuminare sul contenuto reale del film, poiché Miyazaki ha preso in prestito la mera fabula e parte dell'intreccio originale per intesservi sopra il suo proprio messaggio.

Mi sconvolge notare che QUASI TUTTI quelli che escono dalla visione del cinema NON hanno capito QUALE fosse il contratto tra Howl e Calcifer, ovvero cosa il bimbo Howl chieda alla stella cadente seduta sulle sue mani, e perché...

In quella scena 'muta', quando Howl parla, a me sembra persino di sentirlo.
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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Messaggio da femanue »

Ieri, sabata 17 settembre, mi sono recato al Cinecity assieme a 3 bimbi e una mamma per vedere Howl. Alla cassa ho chiesto 5 posti in posizione centrale e la ragazza dei biglietti mi risponde che era disponibile solo l'ultima fila e le prime due.
Sono rimasto senza parole era la prima volta che andavo a vedere un film di Miyazaki e ho rischiato di non trovare posto.

Ad ogni modo sala riempita all'80%, nessuno è uscito a meta film, tutti sono rimasti seduti fino alla fine a leggersi i sottotitoli della canzone e oltre (fino a dove viene citato il nostro Shito). Unico neo, un ragazzo davanti a me dormiva.
- La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha dei limiti. -

Albert Einstein

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