TAKAHATA ISAO a Firenze !!!

Discussioni su gli autori e gli anime Ghibli e Pre-Ghibli

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femanue
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Messaggio da femanue »

Dottor Rao ha scritto::D

è stato bellissimo. ...
Quanto vi invidio (vi odio) :D :D.

Speriamo che ci sia una prossima.
- La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha dei limiti. -

Albert Einstein

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pippov
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Messaggio da pippov »

Fema, prima di quanto tu possa sperare:
Chiavari, 21-25 Settembre :wink:
Si tratta della mia filosofia di vita. Io rispetto tutti, se qualcuno dice che Mourinho non e' meglio di lui sono d'accordo. Ma non posso vivere in questo mondo competitivo pensando che qualcuno sia meglio di me - Jose' Mourinho

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sdz
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Messaggio da sdz »

Confermo le ottime impressioni di Rao. Ne è valsa sicuramente la pena. E' stato molto piacevole la visione di Only Yesterday e Yamada. Erano i primi film che vedevo di Takahata e mi sono entrambi piaciuti molto. Il primo per il realismo della storia, dei personaggi e dell' animazione e per l' atmosfera intimista e malinconica che si respira, soprattutto durante i numerosi flash-back. Yamada invece cambia del tutto registro e regala momenti di assoluta ilarità e ironia raccontando le "avventure" di questa famiglia tipo giapponese che comunque tratta di temi riconoscibili e subito apprezzabili quasi trattasse di una famiglia nostrana. Inoltre lo stile "schizzato" del disegno è tecnicamente e artisticamente notevole.
Visti questi ora non ho scuse e mi devo procurare Una tomba per le lucciole.
Seguire i sottotitoli è stato impegnativo ma è andata meglio del previsto. L' unica nota dolente della proiezione è stato il fatto che Only Yestarday è stato proiettato impostando male il dvd e quindi l'immagine corretta cinematografica in 16:9 è stata proiettata in un rapporto televisivo 4:3 e quindi per intenderci schiacciata per il senso orizzontale, ovvero i personaggi erano tutti molto magri....scusate l' appassionato che è in me non ha saputo resistere :wink:

Il dibattito con Takahata è stato molto interessante ma di questo vi ha parlato esaurientemente Rao. Forse è stato un pò penalizzato dal pur volenteroso tradttore: qualche volta ho avuto l'impressione che nel passaggio italiano-giapponese e viceversa si perdesse qualcosa.
Dalle risposte che dava riguardo a domande sul rapporto fra le sue opere e quelle di Miyazaki, mi è sembrato che pur apprezzandolo e stimandolo molto, prendesse un pò le distanze dal Maestro (si, sono di parte!). Mi è dispiaciuto anche che non abbia voluto autografare i dvd di Conan, che tra l'altro avevo anch'io dietro: in fondo ci aveva lavorato (se pur limitatamente) anche lui! Vabè, lo perdonerò... Comunque autografo e foto sono arrivati ugualmente :)

In conclusione saluto e ringrazio per la compagnia Rao, Haku, Soulchid e Setsuko. E' stata un' ottima serata
:D

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minmay
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Messaggio da minmay »

Immaginequanto vi odio!!!!!
...scherzi a parte, sono felice vi siate divertiti tanto e spero che le occasioni non manchino neppure a chiavari...attendo le foto ed il filmato Immagine
Dottor Rao ha scritto:Naturalmente mi sentivo un verme per non aver visto i film di Ocelot
Immagine...non commento perchè tu sai...

psOT-->ebbene sì ho ritrovato i link delle mozzarelline...ma questa proprio non mi piace--->Immagine vi immaginate che saporaccio??!!

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Howl
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Messaggio da Howl »

Beati voi! :D
(Che occasione che ho perso! :x ... Sono proprio curioso di vedere il filmato :) )

Intanto Chiavari si avvicina... Immagine
Mi sa che me lo perderò al 99%, ma intanto ho inviato un messaggio al servizio informazioni, ed ecco la risposta:
"l'incontro di Isao Takahata col pubblico è previsto per venerdì 24 alle ore 14 all'Auditorium San Francesco, in piazza Matteotti, a pochi metri dal Cinema Teatro Cantero."

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Marcuzzo
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Messaggio da Marcuzzo »

Dottor Rao ha scritto:Cavolo, mi spiace un sacco! Se me lo fossi ricordato, che eri livornese ti mandavo un mp :cry:
Vabbé figurati, non credo di averlo mai detto che ero livornese ;)
Sei uno spirito avventuroso?
Nelle leggende cerchi forse la verità remota e nascosta, oltre le terribili cascate del pericolo?
Allora è me che cercherai.

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MaRu
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Messaggio da MaRu »

Posso solo dire che non ho più le mani.
Me le sono mangiate e divorate per l'invidia...

Perdendo anche l'occasione di Chiavari, mi mangerò il fegato (il mio) con un piatto di fave e un ottimo chianti.

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Mario
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Messaggio da Mario »

Regazzi, mettendo insieme questo incontro e quello di Chiavari mi piacerebbe fare uno speciale.
Ho avuto già la conferma di minmay per Chiavari; Rao mi mandi un resoconto completo per Firenze? Potremmo anche pubblicare quello che hai scritto in precedenza, fammi sapere se vuoi riscriverlo o aggiungere delle cose, sempre se sei daccordo :)

Soul, mi mandi le foto? :)

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spaced jazz
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Messaggio da spaced jazz »

Dottor Rao ha scritto::D

è stato bellissimo.
Che peccato non esserci :cry:

Ma Soulchild è rimasto folgorato? Non si è più sentito! :lol:
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FABIO
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Messaggio da FABIO »

P.S. Fabio, ma c'eri poi? Noi abbiamo cercato con lo sguardo un capellone coi figli al seguito ma non ti abbiamo individuato...
C'ero, c'ero...stremato e fuso dal lavoro,arrivato di corsa(20,30 circa) con un panino mangiato al volo, ma c'ero e non mi sono pentito di aver fatto questa "corsa".Sono venuto solo con Simona, la figlia tredicenne, solo che io ho 34 anni e ne dimostro 5 di meno lei ne dimostra 3 di piu' e iniziano a scambiarci per fidanzati....ero posizionato a 3/4 di sala in un tavolino quasi dietro ad una colonna.
Ho abbandonato verso le 22,10 per Ko tecnico di mia figlia stremata dalla frenesia del viaggio e dall'inizio della scuola(forse anche dal giapponese..).
Come il Dottore e sdz hanno detto è stato tutto Ok è sicuramente verrà realizzato uno speciale di grandissimo interesse e valore.
Personalmente di Takahata conoscevo l'età ma non l'aspetto, sembra veramente 20 anni piu' giovane, all' inizio non credevo neanche che fosse lui...
Delle argomentazioni non ancora riportate in questo breve resoconto a caldo aggiungo la presa di posizione di Takahata verso l'animazione digitale, giudicata interessante(ha menzionato come preferiti Toy Story 1 e 2), ma allo stesso tempo si è detto "molto dispiaciuto" per il progressivo sostituirsi di questa tecnica all'animazione disegnata.
In generale comunque è stato "brillante"(oltre ad essere preoccupato delle guerre è preoccupato anche del futuro suo e di Miyazaki....anagraficamente parlando...).
A proposito delle risposte che toccavano l'argomento del maestro, secondo me Takahata non prendeva affatto le distanze, ma come ha detto il Dottore, diceva quello che pensava: con il recente successo dello studio Ghibli c'entrava poco, che il modo di vedere e rappresentare la natura fra lui e Miyazaki erano diversi, insomma niente frasi fatte e risposte scontate.
Mi e dispiaciuto andare via prima della fine, aspetto lo speciale per sapere gli ultimi argomenti ( a che ora è finito poi??).

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Soulchild
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Messaggio da Soulchild »

Resoconto Parte I

Da dove cominciare per racchiudere in qualche riga le emozioni di un giornata di quelle che sembrano deformare il concetto stesso di tempo, al quale siamo assuefatti ormai da un’eternità? Potrei cominciare da quella pioggia e dai quei nuvoloni densi, che hanno cercato maldestramente di metterci i bastoni fra le ruote già dal primo mattino. Potrei cominciare dalla disponibilità e dalla gentilezza di Haku, che ha soccorso, con un ombrello in più a portata di mano, me e setsuko bagnati come due sprovveduti pulcini. Potrei cominciare parlando della piacevole mattinata trascorsa in centro in compagnia di Rao ed Haku e della mia sorpresa nel rendermi conto della profonde conoscenze di quest’ultimo in materia non solo di animazione, ma anche di cinema lato sensu: il nostro amico può vantare un’invidiabile competenza, che talvolta rischia di non emergere dai suoi sintetici interventi. Potrei cominciare facendo riferimento all’incontro quasi casuale, durante le proiezioni, con il simpatico sdz. Potrei cominciare… beh, ormai è inutile insistere: ho già cominciato ^_^ !

Fino a qualche giorno fa, la mia conoscenza dell’opera di Takahata Isao era limitata alla visione di Hotaru no Haka, film denso, che a grumi di sofferenza non disdegna di affiancare una distaccata riflessione storico-sociale, possibile solo se a guardare la realtà siano occhi non ottenebrati dal pathos avvampante (elemento che sembra irrinunciabile per troppo cinema occidentale, soprattutto recente). Adesso, invece, la visione di Omohide Poroporo e Tonari no Yamada-kun ha ampliato non poco la mia conoscenza di un regista e di un uomo al quale si farebbe il torto più grande, pensandolo, anche solo per un istante, come colui che, solitario, vive nel cono d’ombra proiettato da Miyazaki. La verità è che i due amici sembrano essere più diversi di quanto si possa credere, e questo non lo si deduce solo dalle parole che Takahata pronuncia nell’affollato locale di Via Panicale, ma anche dalla visione dei suoi lavori. Curiosamente, la mia conoscenza dell’opera di Takahata si è ampliata in profondità, non in estensione. In Hotaru non Haka c’è già molto (se non tutto) del percorso di Takahata e questo è assai semplice da spiegare: il fulcro dell’interesse del Nostro è sempre stato il realismo. Da Heidi ed Anna dai capelli rossi, fino agli Yamada, l’interesse di Takahata si è sempre concentrato sul ritratto del reale, prisma dalle infinite smerigliature, dal quale l’abile regista (ancor prima, e più, che animatore) ha saputo trarre inesauribile ispirazione. Ricerca sul realismo sulla quale sia egli che Miyazaki hanno insistito molto soprattutto nel periodo precedente alla fondazione dello Studio Ghibli, il periodo della Toei e delle serie animate. Nei successivi lungometraggi, Takahata ha portato tuttavia ad altri e altissimi livelli il concetto di realismo, battendo una strada sostanzialmente diversa rispetto a quella del suo più noto collega.

Mi perdonerete se, per un attimo, decido di squinternare il mazzo di carte del tempo.
Si è fatta sera, siamo all’interno del BZF e sul palco, in un’atmosfera soffusamente casalinga (vuoi perché il locale è gremito e raccolto al tempo stesso, vuoi perché Takahata parla avvolto da una calda luce rossastra), la viva voce del regista stilla informazioni preziosissime all’intelligenza profonda delle sue opere. La proiezione nell’aula 4B della Facoltà di Lettere e Filosofia, se pur trascorsa ormai da qualche ora, riaffiora alla mente e le parole di Takahata donano vividezza ai colori, senso alle voci, armonia ai fotogrammi che ripassano veloci nella memoria.

Immediatamente, la discussione torna a vertere sul concetto di realismo. Come spiega il regista, realismo non va confuso con verosimiglianza, non significa aderenza al reale nei fatti, e non risiede, paradossalmente, nel rappresentato, nell’oggetto, bensì nello sguardo e nella prospettiva di chi rappresenta, nel soggetto. Il realismo non sta davanti alla camera da presa, ma dietro.
Gli accadimenti, spiega Takahata, possono essere irreali o surreali senza collisione con l’ideale di realismo, poiché è nell’occhio del regista, nell’obiettivo della videocamera che risiede la facoltà di esercitare un imprinting poetico e programmatico, la possibilità di donare una precisa prospettiva all’opera che sia sta creando. Realismo significa per Takahata, paradossalmente, non aderenza alla realtà, ma distanziamento oggettivante dalla realtà stessa. Entriamo in un terreno di indiscusso interesse, in cui il nostro regista non è solo, ma in buona compagnia: è il terreno della teoria letteraria e cinematografica (l’alto grado di astrazione rende spesso il medium poco influente), già calcato da molti.
Ultima modifica di Soulchild il lun set 20, 2004 8:30 am, modificato 1 volta in totale.

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Soulchild
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Messaggio da Soulchild »

Resoconto parte II

Ed ecco che, in ogni opera di Takahata, la prospettiva volutamente "straniante" imposta dal regista crea effetti di volta in volta differenti: le esperienze della quattordicenne Anna, i suoi vagheggiamenti e le sue fantasie possono causare immedesimazione in un pubblico di coetanei di Anna, ma la distanza che il regista crea tra la protagonista ed il suo pubblico più maturo non può far altro che ingenerare un comprensivo e a volte complice sorriso.
Ma qui siamo solo all’inizio di un percorso che porterà Takahata a voler scientemente sfruttare le diverse gradazioni del produttivo binomio identificazione/distanziamento.
Il binomio è perfettamente funzionante sia in Omohide Poroporo che in Tonari no Yamada-kun.
Nel primo lungometraggio (che Takahata, tiene a precisarlo, non riuscirebbe a concepire sotto forma di live-action, a differenza di quanto molti hanno suggerito) tutto sembra oscillare verso il primo polo del binomio: è facilissimo identificarsi in Taeko e ritrovare, nelle schegge di memoria della ragazza che affiorano talvolta proustianamente, talvolta in modo più inaspettato, i nostri brandelli di memoria. Tuttavia, a ben pensarci, è proprio il vuoto creato da Takahata tra noi e la protagonista che ci permette di accedere a questa intima riscoperta. Vista da troppo vicino, la storia di Omohide Poroporo sarebbe solo la storia, troppo personale, di Taeko. Vista da una certa distanza, la sua storia diventa la nostra.
Nel secondo lungometraggio, il binomio, più attivo che mai, non può far altro che dipingere sul volto di chi guarda un sorriso che raramente si fa fragorosa risata (se non negli spassosissimi mini-sketch, funzionali ad una fruizione di genere, come quello del papà nella veste di gekko-kamen), bensì più spesso smorfia sorniona e intellettualmente divertita di chi si guarda in uno specchio deformante e, se pur diverso, alla fine si riconosce.
Non lo nascondo: ho avuto l’occasione di vedere due capolavori, anche se Tonari no Yamada-kun ha sopravanzato Omohide Porporo di qualche millimetro, per la sua arguzia, per la sua intelligenza, per lo spirito sempre vivissimo, per un’eccezionale caratterizzazione dei personaggi (e non poteva essere diversamente, visto il punto di partenza nelle macchiette di Ishii Hisaichi) ed anche per il potentissimo stile grafico. Ed ecco che ancora le parole di Takahata arrivano a chiosare le immagini: se la ricerca anatomica è stata centrale in Omohide Poroporo, il regista ha ricercato con forza l’espressività dei tratti nelle vicende che vedono protagonisti gli Yamada. E questo non solo perché tali vicende sono comiche: la potenza dei tratti (caratteristica fondamentale anche della pittura giapponese) ha un’assoluta e fondamentale importanza per Takahata, anche qualora si mostri in qualche modo eversiva rispetto al realismo dell’immagine. Su questa continuerà a lavorare, dice il regista, in barba a chi si affanna a seguire la moda (che rischia di rivelarsi un pantano) della computer graphic.

Infine, come già ho accennato, il binomio identificazione/distanziamento si rivela vitale anche in Hotaru no Haka: la distanza con cui l’occhio del regista percorre le vicende dei due bambini può essere causa di una certa monotonia, dice Takahata, ma la storia di Seita e Setsuko è sufficientemente atroce ché al regista basti immortalarla, senza aggiungervi nulla. L’unico spazio che egli si ritaglia è quello di osservatore delle psicologie dei personaggi: solo immedesimandosi in essi egli potrà portare alla luce il dato reale della loro condizione, senza superflue sovrapposizioni. Ecco dunque che il regista si eclissa e si fa mero obiettivo, concentrandosi sulla “materia umana” dei personaggi e riservando solo a questa il suo intervento e la sua critica (dei condizionamenti storico-sociali che portano a determinati atteggiamenti psicologici, ad esempio).

Non c’è assolutamente da meravigliarsi della complessità con cui lo sguardo di Takahata scandaglia la realtà, non solo perché la realtà è già sufficientemente complessa di per sé, ma soprattutto perché il co-fondatore dello Studio Ghibli è un uomo di grande cultura, in grado di spaziare da Brecht a Visconti, da Calvino (uno dei pochi scrittori italiani, ammette timidamente, che consoce) a Ozu, regista giapponese dal quale dice di essere stato, più o meno consciamente, influenzato (per quanto riguarda la rappresentazione frontale del personaggio e l’importanza conferita all’uso dello sguardo) e il quale, in Omohide Poroporo, ha omaggiato con la pittura ad olio presente nel title-back.
Ultima modifica di Soulchild il lun set 20, 2004 2:07 am, modificato 5 volte in totale.

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Messaggio da Soulchild »

Resoconto parte III

Il BZF si scalda quando Takahata (palesemente colpito dalla “sindrome di Gianni Morandi”: ragazzi, a 69 sembrava più giovane di ognuno di noi :lol: !) che, come ha giustamente detto Rao, è abituato a dire sempre quello che pensa, parla dello Studio Ghibli e dell’animazione giapponese. Quest’ultima non sembra passarsela poi così bene come l’Occidente vorrebbe credere e, ahimé, nemmeno lo Studio gode di ottima salute: mancano energie fresche perché (arriva un fendente dritto al cuore) “lo Studio Ghibli ha fallito nell’allevare giovani talenti”; la scena dell’animazione giapponese di qualità è vecchia e lo stesso Studio Ghibli, privo di un vivaio interno, si affida spesso a collaborazioni esterne, come quella, dice Takahata, di Mamoru Oshii, nemmeno lui un giovincello, a volerla dire tutta. Per quanto riguarda lui stesso, Takahata non ha peli sulla lingua né remore nell’affermare che, all’interno dello Studio, egli si muoverà in futuro (e basta guardarsi un attimo indietro per esserne certi) in modo diverso (se non proprio controcorrente) rispetto al trend attuale. Vale a dire che lavorerà in modo indipendente e opposto (se il caso lo richiederà) agli standard vigenti, riconducibili a Miyazaki. Come ho già detto, questo non ci sconvolge più di tanto.

Quanto a Ocelot e “hara-hara/doki-doki”, Rao ha già detto tutto :D.

Non mi rimane che ringraziare setsuko per la sua intraprendenza nel lanciarsi verso Takahata con le copertine dei due dvd (mio e suo) di Una tomba per le lucciole ed un bell’uniposca dorato in mano, quando, dopo un primo delicato momento, il regista aveva acconsentito a firmare autografi. Un bacioneImmagine! Se fosse stato per me, sarei rimasto lì inebetito ad aspettare Immagine... Comunque è stata giustamente premiata, visto che Takahata le ha fatto 2 autografi (in realtà, dimostrando finalmente che ha 69 anni suonati, il primo glielo ha fatto sul titolo e non si leggeva un tubo, visto che il pennarello dorato lo avevamo comprato apposta per farci fare l’autografo sul nero!).
Indescrivibile la sensazione che ho provato nell’avere Taka-san a pochi centimetri, nel vederlo firmare qualcosa di mio che poi avrei conservato gelosamente e, soprattutto, nello stringergli vigorosamente la mano dopo avergli chiesto timido: “May I shake your hand?” (quante volte l’avevo sognato!).

Ora basta! Ho scritto un fiume di parole, ma mi sembrava il minimo, visto l’evento e visto che, sicuramente, non potrò passarvi il filmato nella sua interezza. Ma non temete, quanto ho scritto è esattamente il resoconto dettagliato di quanto sono riuscito a filmare. Ho visionato il tutto prima di scrivere e ho rielaborato qua e là, integrando con quanto mi frullava per la testa. Visto che il traduttore ha lasciato un po' a desiderare, questo è quanto di meglio potevate aspettarvi :wink: !

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Messaggio da setsuko »

Bé che dire.......
Immagine
è stato emozionantissimo!Sono rimasta senza parole!Immagine
La giornata è stata molto intensa; sono rimasta particolarmente colpita dai due film (ho avuto dei problemini con l'inglese.... :oops: ma ho cmq capito lo spirito del film!).
Tra i due il mio preferito è stato senz'altro "Tonari no Yamada kun", per la sua originalità nel disegno e per la sua coinvolgente comicità che mi ha spiazzato... forse proprio per il suo realismo!
Immagine
Per il resto concordo pienamente con ciò che hanno detto sia Soul che Rao!
Vorrei aggiungere...
Quando sono arrivata nel locale e me lo sono trovato lì davanti che fumava la sua sigaretta non ho capito più niente, l'ho guardato come imbambolata (forse mi avrà preso per una fan scema... ma va bene cmq), poi siamo corsi a cercare posto ma lo abbiamo trovato troppo lontano... non convinta ho persuaso gli altri ad infilarci in mezzo ai tavolini altrui per poter strare più vicino.
Quando è arrivato sono corsa a fotografarlo... Immagine... come una bambina curiosa! Ero emozionatissima, ho ascoltato il suo discorso incantata senza neanche ascoltare il traduttore (pessimo); ho ripensato ai suoi film e ho risentito tutte l'emozioni che lui ci trasmette!
Non sembra proprio che ha 69 anni.....forse è un alienoImmagine
Cmq sono tornata a casa con 2 autografi, tante belle foto, un bel filmino e con la felicità di essermi avvicinata al mondo dello Studio Ghibli!
Ringrazio Haku Rao Sdz e il mio Soul per la compagnia ottima e per la loro simpatia e disponibilità!
Sono in compenso anche molto felice di aver rivisto Firenze e di aver passato due bei giorni con il mio SoulImmagine
P.S:gli esami sono andati tutto ok,nonostante la stanchezza...
"Lascia planare le nostre anime sulla terra,
vivi tutt'uno con i venti.
Passa l'inverno con le sementi
e canta con gli uccelli la primavera"

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Messaggio da Soulchild »

Ok, ho capito che del dibattito sul merito degli interventi di Takahata non vi va poi così tanto di parlare ( e questo è un vero peccato :( ) e che quello che bramate sono le foto. E sia! Sarete accontentati 8) !

Ho dovuto effettare qua e là a causa della non perfetta illuminazione (se setsuko avesse utilizzato il flash a breve distanza, avrebbe steso Taka-san al primo scatto :lol: !) e della non eccelsa (talvolta) qualità (la fotocamera è nuova ed è stata usata a Firenze per la prima volta, quindi alcuni settaggi erano, ahimé, tutt'altro che ottimali...).

Allora, si comincia :D !

- Organizzatrice, Takahata, interprete
- Takahata sorridente
- Takahata che ha capito che il traduttore sta inventando tutto di sana pianta
- Takahata versione "cecagna"
- Takahata in azione
- Takahata ancora in azione

Ed ecco il pezzo forte :wink: :

- Foto di gruppo

(notare il mascherone kabuki di Takahata, Rao e sdz che tendono lo sguardo verso il radioso futuro dell'animazione, Haku paciosamente compiaciuto, setsuko perfettamente a suo agio, come se stesse vicino a suo zio e... sì, quello con la faccia inebetita da cicciobello sono proprio io Immagine ...)

- Foto di gruppo seppia

- Autografo a Rao

(notare lo sguardo vispo di Rao, ai limiti della violenza sessuale oftalmica :lol: , e Takahata che impugna la penna come un bimbo di quarta elementare, atteggia il volto a smorfia di impegno come un pargolo di terza e, soprattuto, NON HA NEMMENO UN CAPELLO BIANCO :shock:! )

E, infine, dulcis in fundo:

/sborone mode on

- Una tomba per le lucciole autografato

Immagine

sborone mode off/

Spero di aver accontentato le vostre brame. In attesa che l'amico di Rao ed Haku invii loro la foto di fruppo scattata con la sua Kodak da 6 megapixel, spero che la visione delle foto susciti in voi il desiderio di dibattere su quanto è successo a Firenze, su ciò che Takahata ha detto e noi abbiamo fatto :wink: !
Ultima modifica di Soulchild il lun set 20, 2004 11:24 pm, modificato 1 volta in totale.