Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Discussioni su gli autori e anime/cartoni non-Ghibli

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Debris
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Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Debris »

Bella e importante notizia arriva dai canali internazionali ripresa prontamente dalle pagine di Animation Italy.

Enzo D'Alo' autore e regista de La Gabbianella e il Gatto (1998) e Opopomoz (2003) ritorna in una nuova co produzione tra Italia, Francia, Belgio e Lussenburgo su una storia inossidabile come Pinocchio
Il titolo completo del lungometraggio che verrà realizzato prevalentemente in animazioni bidimensionali è Un Burattino di Nome Pinocchio

Le musiche saranno di Lucio Dalla e la direzione artistica sarà di Lorenzo Mattotti, che ha già lavorato sulla storia di Collodi illustrando un libro per bambini intitolato sempre Pinocchio che sarà usato proprio come base di partenza per il film.

http://www.youtube.com/watch?v=Hw1R5SnIPuw

Il pilot è stato realizzato nel 2001 proprio da Enzo D'Alò e premiato al Festival di Annecy per la capacità di riassumere in pochi minuti il classico di Carlo Collodi.

Altre note su Animation italy

http://www.animeita.net/news_data.asp?id=1218
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da ali con le ali »

Enzo D'Alo' autore e regista de La Gabbianella e il Gatto (1998) e Opopomoz (2003)
...e non dimentichiamoci quella chicca de "La freccia azzurra" :D !!!
Speriamo in bene...per adesso l'unico Pinocchio degno di nota a parte quello di Collodi e' la versione disegnata da Jacovitti: genialeeeee!!!
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Shito »

Chissà se riusciranno a fare una versione 'fedele' al testo originale -pur assai sopravvalutato, a mio dire- con la fatina cadavere e il grillo che viene ucciso da Pinocchio nel primo capitolo, senza balena ma col pescecane, e tutto il resto.

(Jacovitti è uno dei pochi motivi che mi fa vergognare di essere abruzzese)
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da ali con le ali »

Mi spiace che tu la pensi così...il libro è uno dei miei preferiti tra quelli per l'infanzia. Ovviamente non sfugge ad un certo moralismo ottocentesco, ma trovo straordinaria la descrizione dell'autentica cattiveria ed egoismo infantile di Pinocchio, che sempre e puntualmente ci ricasca; spassosissimi e "crudi" gli episodi, semplicemente meravigliosa la lingua! Ogni volta che lo rileggo mi vengono i lucciconi a farmi carezzare le orecchie da un italo-fiorentino così evocativo!
Per questo ne ho sempre detestato cordialmente tutte le versioni zucchero-caramellose, Disney e Benigni in testa.
La versione di Jacovitti è secondo me quella che "salva" di più lo spirito originale dell'opera, senza contare il fatto che ce l'ho sotto al naso da quando avevo 2 anni (infatti il librone non è più definibile tale, bensì come un ammasso di fogli sparsi :wink: )...
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Shito »

Il libro di Pinocchio lo rilessi recentemente, e tutta l'inconsistenza di una scrittura settimanale a puntale mi saltò agli occhi.

Ovviamente l'intento moralizzante c'è, e credo sia il valore dell'opera. L'intento educativo. Non posso dire, nel globale, di non apprezzare il libro.

Si vede tuttavia che l'opera difetta assolutamente di una scrittura o programmatica, o di una riscrittura finale, e resta di matrice del tutto estemponarea. Così come nacque.

Dovrebbero puntare sulla versione originale della fatina, BTW. La cadaverina turchina è davvero molto 'emo', potrebbe andare di moda.

La versione Disney non l'ho mai vista, ci credi? Ammetto di non sentirne il bisogno.

Benigni è una di quelle figure da evitare a prescindere, sempre e comunque, per la sua innata volgarità con la pretesa di simpatia tipicamente toscana. No, non lo trovo simpatico. Neppure lontanamente.

Qualcuno qui (credo Rosario) riportava di un'antica versione audiovisiva italiana come la più fedele e valente.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da ali con le ali »

Cito da Wikipedia:

Nelle intenzioni di Carlo Collodi pare non vi fosse quella di creare un racconto per l'infanzia: nella prima versione, infatti, il burattino moriva impiccato a causa dei suoi innumerevoli errori. Solo nelle versioni successive, pubblicate a puntate su un quotidiano (il Giornale per bambini diretto da Ferdinando Martini, a partire dal n. del 7 luglio del 1881), la storia venne prolungata anche dopo la sequenza dell'impiccagione, giungendo al classico finale che oggi si conosce, con il burattino che assume le fattezze di un ragazzo in carne ed ossa.

(...)


Di fatto, quasi nessuno scrittore componeva davvero (sentitamente) per il pubblico infantile, ma piuttosto scriveva quanto l'idealità pedagogica abbracciata gli suggeriva. Comunque, va ribadito che l'iniziale creazione collodiana era attendibilmente rivolta ad un pubblico adulto, come del resto la storia personale dell'autore aiuta ad ipotizzare.

Molti commentatori effettivamente convengono che Pinocchio, piuttosto che una favola per ragazzi, sia in effetti un'allegoria della società moderna, uno sguardo impietoso sui contrasti tra rispettabilità e libero istinto, in un periodo (fine Ottocento) di grande severità nell'attenzione al formale.
Interessante, no?

Benigni è una di quelle figure da evitare a prescindere, sempre e comunque, per la sua innata volgarità con la pretesa di simpatia tipicamente toscana. No, non lo trovo simpatico. Neppure lontanamente.
Abbiamo già abbondantemente affrontato l'argomento, ricordi? Comunque nessuno, nessuno è da evitare 'a prescindere'.

Qualcuno qui (credo Rosario) riportava di un'antica versione audiovisiva italiana come la più fedele e valente
Quello di Giuliano Cenci? Infatti sono molto molto curiosa di vederlo.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Shito »

Ricordo che lessi qualcosa della corrispondenza tra Collodi e il direttore del giornale, e l'idea che Pinocchio non sia nato come una lettura educativa per ragazzi mi pare follia, tipicamente da critica ipertrofica.

Del resto, al lettore non attento ma onesto, appare chiaro come l'estemporaneità della scrittura sia proprio da ricondurre a una forma autoriale di 'non importante la forma, ma il senso che do ai giovinetti'. Pinocchio è in buona sostanza come un'incoerente raccolta di parabole infantili, tanto quanto The Adventure of Alice in Wonderlan è la raccolta di racconti estemporanei concepiti alla bisogna per il diletto di una bimba.

L'ermeneutica è buona solo quando è genuina, credo.

Con tutto questo, Pinocchio resta un prezioso e rarissimo caso di letteratura italiana per l'infanzia. In un paese di poveracci come il nostro era (lol il passato), non c'è lusso come la vera infanzia. Quello è appannaggio del benessere industriale, e non ci si soprenderà allora che la letteratura per l'infanzia sia fiorita nella gretta Inghilterra. Parimenti Pinocchio è per me interessante per la sua laicità morale educazionale. :)

Certo, siamo ben lontani dalla raffinatezza e compattezza di Cuore, ma come si vede lì eravamo a Torino, dove un po' di ricchezza per permettersi educazione ed evazione c'era. Anche Salgari era di quelle parti, mi pare.

PS:
Ci sono molto cose e persone da evitare a prescindere in una vita mortale a tempo finito. Fossi immortale potrei permettermi altri lussi.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da atchoo »

Io mi sento vicino al Collodi perché si dice predicasse bene, ma razzolasse male! :si:

P.s. Evitare a prescindere... da cosa?
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Shito »

'a prescindere', usato in solitaria, indica l'idea di un assoluto che prescinde da tutto e soprattutto dalla valutazione specifica del caso.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da atchoo »

Sì, l'espressione assoluta è stata coniata da Totò. Ed è un evidente paradosso: per questo ho pensato che avessi dimenticato di specificare qualcosa.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da ali con le ali »

Ricordo che lessi qualcosa della corrispondenza tra Collodi e il direttore del giornale, e l'idea che Pinocchio non sia nato come una lettura educativa per ragazzi mi pare follia, tipicamente da critica ipertrofica.
Beh dai non credo che si arrivi al punto di inventarsi di sana pianta un "Fermo e Lucia" collodiano no?
Inoltre, anche non fosse vero, non trovo che i romanzi d'appendice siano a prescindere peggiori di quelli concepiti come un tutt'uno organico (vedi I fratelli Karamazof e i primi tre libri della Fondazione di Asimov, ad esempio), semplicemente è una forma diversa di scrittura.
Cuore, poi, proprio non lo paragonerei con Pinocchio; può essere raffinato quanto vuoi, è sicuramente interessante come testimonianza storica, ma non ha assolutamente l'attualità, la vividezza e l'umanità di Collodi, ed è figlio di un tipo di pedagogia dell'"imposizione" che non funziona granchè bene con i bambini (per la mia breve esperienza didattica, s'intende).
Con tutto questo, Pinocchio resta un prezioso e rarissimo caso di letteratura italiana per l'infanzia. In un paese di poveracci come il nostro era (lol il passato), non c'è lusso come la vera infanzia. Quello è appannaggio del benessere industriale, e non ci si soprenderà allora che la letteratura per l'infanzia sia fiorita nella gretta Inghilterra. Parimenti Pinocchio è per me interessante per la sua laicità morale educazionale.
Questo invece lo trovo molto interessante!
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Shito »

Ci sono anche romanzi d'appendice pianificati nella loro totalità, o comunque gestiti meglio di Pinocchio, dove l'autore si dimentica di aver fatto schiacciare il grillo e lo ritira fuori alla bisogna.

Ci sono anche romanzi d'appendice che poi per la pubblicazione in volume vengono rivisti... ;)

Io ho sempre ritenuto Cuore un grande capolavoro, non solo per la finezza dellle storie nella storia, non solo per il valore storico, ma per l'ideale organicista della società che ne trasuda. Quello in cui ho sempre creduto. Si potrà tacciare un po' di buonismo borghese, ma illuminato. E non credo, no, che esista altra forma di educazione genuina. Perché, insisto, l'educazione è un lusso.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Shito »

atchoo ha scritto:Sì, l'espressione assoluta è stata coniata da Totò. Ed è un evidente paradosso: per questo ho pensato che avessi dimenticato di specificare qualcosa.
Non sapevo che fosse un'espressione di tale provenienza. Tuttavia, non sapendolo, ho sempre trovato l'assoluto implicito nella mancanza del complemento di limitazione assolutamente limpida.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Silent Bob »

due righe di presentazione ai membri del forum: il nickname è a fianco. Io vi seguo da un pò, lurkando i post di Shito e qualche interessante discussione. Non aggiungo altro poiché penso che la conoscenza graduale sia la migliore presentazione.
Shito ha scritto:Ricordo che lessi qualcosa della corrispondenza tra Collodi e il direttore del giornale, e l'idea che Pinocchio non sia

Con tutto questo, Pinocchio resta un prezioso e rarissimo caso di letteratura italiana per l'infanzia. In un paese di poveracci come il nostro era (lol il passato), non c'è lusso come la vera infanzia. Quello è appannaggio del benessere industriale, e non ci si soprenderà allora che la letteratura per l'infanzia sia fiorita nella gretta Inghilterra. Parimenti Pinocchio è per me interessante per la sua laicità morale educazionale. :)

Certo, siamo ben lontani dalla raffinatezza e compattezza di Cuore, ma come si vede lì eravamo a Torino, dove un po' di ricchezza per permettersi educazione ed evazione c'era. Anche Salgari era di quelle parti, mi pare.


PS:
Ci sono molto cose e persone da evitare a prescindere in una vita mortale a tempo finito. Fossi immortale potrei permettermi altri lussi.
dah mi so iscritto per intervenire su sto spunto che mi sembrava ottimo, in particolare la prima grassettatura è una delle tue perle per le quali ti leggo costantemente ( che poi è banale, però mi ha illuminato un pò ). Cmq non mi sarei iscritto solo per farti i complimenti :wink:

Pensavo dalla prima e dalla seconda grassettatura alla letteratura d'evasione ( topic più da pchan ma fa niente ) e ho notato questo: è vero che fiorisce dove c'è un minimo di benessere e la disponibilità di tempo libero con sollievo dal lavoro ma è anche vero che prospera tra le persone che - per un motivo o per un altro - non sanno come impiegare in modo soddisfacente per loro questo tempo libero.

Tempo fa, non ricordo in che contesto, tu scrissi che è tutto questione di soldi o educazione, da quest'altro tuo spunto la conseguenza è ovvia.

1) La letteratura d'evasione fiorisce infatti tra i ragazzi - impediti dall'età a mettere in atto le loro fantasie - e tra i piccolo-borghesi impediti dal denaro ( ne hanno a sufficienza per oziare ma non per godere: Salgari infatti - di cui fui, e lo conservo ancora nel mio cuore, un grande appassionato [ ne ho una ventina di libri ] - era molto povero, ricoperto dai debiti, tartassato da strozzini ed editori e tutta la sua cultura se la fece in biblioteca sognando di viaggi che, per ragioni economiche, gli erano proibiti. Ricco abbastanza per oziare, non per godere. Era proprio un otaku, e gli otaku non a caso son quasi sempre piccolo-borghesi.


2) C'è però anche l'impedimento morale-educazionale: mi viene in mente la letteratura rosa, ragazzine ( manco tanto ) che si nutrono di romanzi francesi, amour fou e passioni intense per poi finire sposate con un tecnico verso il quale nutrono deboli sentimenti, tutte concentrate sul figlio, bisognose di anti-depressivo per sopportare il clash with reality, determinato solo dall'incapacità di non aver saputo infrangere i vincoli morali-educazionali-ambientali.
- ovviamente i vincoli morali-educazionali non sono afferenti solo quest'ambito: era per fare un esempio.

Credo con questo d'aver inquadrato definitivamente la letteratura d'evasione, ci sarebbe anche da dire che ci sono dei cul-de-sac situazionali dai quali tuttavia difficilmente non si esce, sempre che si voglia fortemente e non si sia delle mezzechecche, se non si è con le mani legati in nessuno dei due sensi di sopra.
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Re: Enzo D'Alo, Mattotti, Dalla: arriva Pinocchio!

Messaggio da Rosario »

Basta con le trasposizioni di Pinocchio, insistere sempre sulla stessa storia non è indice di originalità...

Da riscoprire sicuramente e 'Un burattino di nome Pinocchio' (Giuliano Cenci 1971), dimenticato capolavoro dell'animazione italiana

http://www.cinemino.info/?p=6570

Immagine

intro
http://www.youtube.com/watch?v=xsAk6Lwe__Q