Da grande vado in Giappone

Non sapete dove postare? fatelo qui!

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yami
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da yami »

Grazie mille Shito, sempre molto gentile ^^
sì in effetti ero sparita per un po', ma come al solito il ritiro spirituale pre-esami mi ha fatto riscoprire i contatti virtuali :)
e voi che siete stati baciati dalla dea bendata ed in giappone ci siete già stati, cosa vi ha colpito maggiormente?
si tratti di luogo, persona, atmosfera, sarei curiosa di sentire le vostre impressioni :si:

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Rosario
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Rosario »

http://www.giapponegiappone.it/article_read.asp?id=601

qui trovate un mio articolo e una foto sul progetto di volontariato trimestrale a cui ho
partecipato in Giappone la scorsa estate

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Buta
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Buta »

Bellissimo articolo e bellissima esperienza.

Grande :D

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yami
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da yami »

Che bella esperienza Rosario!!!
è una cosa che vorrei sperimentare anch'io, e non troppo in là nel tempo ^^ questi campi di volontariato sono aperti tutto l'anno? E per un vegetariano (ne carne ne pesce) è comunque possibile partecipare o rischierebbe di essere più d'incomodo che altro? Quindi vi siete occupati di ragazzi con disagi psichici, ma fisicamente sani? E questi ragazzi parlavano anche inglese? Anche se io un po' di giapponese dovrei riuscire a masticarlo ormai...Perdona la carrellata di domande, ma trovo sia un'esperienza che vale la pena di discutere approfonditamente ^^

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Shito
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Shito »

Rosario, ma in sostanza i 'disagi psichici' che citi sarebbero quelli che affligono gli hikikomori?

In effetti la radice psichica di un 'disturbo psicosociale' come l'hikikomori è ancora molto discussa. Io cerco nei miei studi di unire i puntini che vanno dall'autismo allo 'spettro dei distrurbi autistici' (ASD), quindi alla Sindrome di Aspenger e alla PDD-NOS (Disturbo Invasivo dello Sviliuppo Non Specificato in Altro Modo). Da qui ho generalizzato a tutta la PDD (Disturbi Invasivi dello Sviluppo), e aggiungendo un tocco di PTSD (Sindrome da Stress Post-Traumatico), direi che sto proprio girando come un avvoltoltoio sopra all'analisi del fenomeno Hikikomori *E* a quello dell'Otakuzoku.

Il Giapponese è staordinariamente affine all'Italia, in questo. C'è una radice comune nell'evoluzione della società economica che sta inducendo questi problemi (in crescita spaventosa, da un punto di vista percentuale). La differenza sta nel mente sociale (di gruppo) di estrazione storica, che è 'forte' in Giappone e debole in Italia. Ma i meccanismi sono i medesimi. Credo che sia un punto di studio psicanalitisociocioligo fondamentale.

PS:
Yami, ciò che più mi ha colpito del Giappone è sempre l'economicità del cibo. Oltre all'onestà e alla voglia comunicativa reale della gente, si intende.
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Heimdall
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Heimdall »

Carissimi, di passaggio e parzialmente OT, vi segnalo un'interessante uscita editoriale. "Limes", la rivista di geopolitica internazionale, è in edicola e in libreria con un numero monografico dei "Quaderni speciali di Limes" interamente dedicato all'impero del Sol Levante. Qui trovate sommario, copertina e alcuni articoli liberamente scaricabili in formato pdf. Il costo del volume è di 10 €.

Io l'ho appena acquistato, ma non ancora letto. Ad ogni buon conto nei precedenti numeri che ho letto, la rivista non mi ha mai deluso: si tratta di uno dei più competenti laboratori di analisi strategica, geopolitica ed economica che facciano divulgazione in Italia. In particolare, la serie dei quaderni speciali si appoggia sulla collaudata formula del canto a più voci, per esplorare vari aspetti della cultura e della situazione sociale, economica e politica dell'area oggetto di studio. Vengono infatti ospitati interventi di redattori della rivista, docenti universitari, autori di opere letterarie, studiosi di ogni genere, sia italiani, sia stranieri e, tra questi, molti giapponesi.
Difficilmente nelle loro pagine trovano spazio luoghi comuni o affermazioni poco documentate e credo che per i molti appassionati di Giappone sarà sicuramente una lettura interessante, anche perché - come si può evincere dal sommario - viene affrontata una pluralità di temi, alcuni dei quali anche distanti dalla nostra consueta sfera di interessi, ma tutti in qualche modo collegati dal desiderio di esplorare e di capire un po' di più quella galassia complessa, affascinante e sempre un po' misteriosa che è il Giappone.
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Rosario
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Rosario »

Ciao Yami, i campi sono aperti tutto l'anno ma per partecipare come LTV (volontario a lungo
termine) l'associazione (Sci o Lunaria) chiede ai neofiti che si faccia un'esperienza estiva
breve. I vegetariani non hanno problemi, i ragazzi sono sani fisicamente ma fondamentale è parlare giapponese (quasi nessuno conosce l'inglese).

Sì Shito, si parla degli hikikomori. La cause di questo malessere giovanile (riguarda giovani
dalla personalità fragile, apatiche e senza stimoli) sono dovute al sistema competitivo della
scuola giapponese che abbandona i ragazzi in difficoltà producendo un senso di rifiuto verso
le istituzioni in genere e all'assenza del ruolo educativo delle famiglie.

Un ragazzo su un forum mi ha parlato di 'Welcome to Nhk' che parla degli hikikomori, non ho
visto questa miniserie d'animazione ma sembra che ironizzi comicamente su questo fenomeno - a leggere l'articolo di una rivista americana -, le cose nella realtà sono ben diverse.

Durante la conversazione con un preside (in occasione di una mia visita a una scuola elementare e a una scuola media per un progetto di scambio culturale con la scuola del mio paese) scopro che anime e manga non sono presi in considerazione nella scuola, per i giapponesi sono un 'innocuo' passatempo, ma il preside mi fece notare la difficoltà ad educare i giovani cresciuti con i nuovi media.

In giro ho notato molta tristezza soffocata dal consumismo e dalla frenesia della vita di ogni
giorno, i giapponesi sono gente allegra solo in determinate occasioni ma sono persone molto
riservate per educazione; non amo la grande città ma solo lì si trovano occasioni per
divertirsi e fare vita sociale, il paesino e il piccolo centro sono un pò noiosi e non è tanto
facile conoscere gente nuova.

E' una realtà complessa molto difficile da giudicare (cosa che mi è stata detta anche da
missionari che vivono in Giappone da decenni), la cosa ridicola è 'l'idealizzazione' che del
Giappone fanno i ragazzi italiani...

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im-edith
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da im-edith »

Rosario ha scritto: Durante la conversazione con un preside (in occasione di una mia visita a una scuola elementare e a una scuola media per un progetto di scambio culturale con la scuola del mio paese) scopro che anime e manga non sono presi in considerazione nella scuola, per i giapponesi sono un 'innocuo' passatempo, ma il preside mi fece notare la difficoltà ad educare i giovani cresciuti con i nuovi media.
Shito diceva qualche post prima che c'è qualche affinità fra crescita economico-sociale giapponese e Italiana.

Ora, mi stupisco di come la scuola giapponese, in una società in cui evidentemente questi fenomeni di disturbo psichico sono così diffusi, consideri tali passatempi innocui. E' veramente come mi stai dicendo?
Mentre la scuola italiana, in una società dove i soggetti che dimostrano tali patologie sono una percentuale bassissima, non fa che demonizzare e condannare e ostacolare tali passatempi.
Abbiamo paura di diventare come i giapponesi? Chi condanna non sa nemmeno cosa e come sono i giapponesi, quindi questa ipotesi la escludo.

Da noi in occidente si parla esclusivamente di IAD (Internet Addiction Disorders) e i media ci tempestano di notizie secondo le quali, per loro, le azioni immotivate di alcuni ragazzi sono motivate ed alimentate proprio dai cartoni violenti, proprio dai videogiochi, proprio da internet. Internet non è percepito come uno specchio finalmente trasparente e pubblico di quello che c'è sempre stato, ma come la causa di ciò che succede di cattivo. E come tale condannato. I Giapponesi come la vedono?

Educare i giovani cresciuti con i nuovi media è un'impresa che richiede una messa in discussione di molti capisaldi pedagogici... Tanto in Italia quanto all'estero. Se alcune nazioni si stanno muovendo, l'Italia è ferma a tirar giù condanne. Non so cosa accade in Giappone. So che dai rilevamenti OCSE il Giappone ha uno dei sistemi di istruzione qualitativamente più alti. E necessariamente discriminanti. Mentre l'Italia è a livello qualitativamente infimo ma superdemocratico (anche troppo direi). Di solito le vie di mezzo in queste cose non esistono, né esiste un giusto e uno sbagliato, esistono delle scelte selettive o delle scelte omnicomprensive.

Se aveste qualche informazione a riguardo sarebbe di mio grande interesse, magari in apposito topic, approfondire la relazione scuola-media (dove per media intendo tanto internet quanto l'immaginario cinematografico e i videogiochi o l'editoria a fumetti e non) in Giappone. In Italia, purtroppo, ho ben chiara la situazione.
Dal Salento con furore... Dove nessun cinema trasmette film Ghibliani (almeno non quando escono nel resto d'Italia!)
Dottor Rao ha scritto:Nascevi un secolo addietro e non c'erano i film di Miyazaki, praticamente un'esistenza inutile

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Shito
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Shito »

Rosario, come spero avrai intuito dalla brevissima sottotrama clinica che tracciavo nel mio precedente post, sono interessato alla questione hikikomori e psicosociologia ben oltre un anime che ironizza sulla questione.

Tuttavia, ti invito a leggere questo thread da me aperto, che tratta di un manga che ruota intorno alla questione. Dopo un po' di rumore trovi post interessanti. :)
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Kyoko
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Kyoko »

Heimdall ha scritto:Carissimi, di passaggio e parzialmente OT, vi segnalo un'interessante uscita editoriale. "Limes", la rivista di geopolitica internazionale, è in edicola e in libreria con un numero monografico dei "Quaderni speciali di Limes" interamente dedicato all'impero del Sol Levante.
Li vale tutti ^_^
L'ho comprato una decina di giorni fa davvero ottimo, pollice in su! :mrgreen:

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dolcemind
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da dolcemind »

Rosario ha scritto: .......................
E' una realtà complessa molto difficile da giudicare (cosa che mi è stata detta anche da
missionari che vivono in Giappone da decenni), la cosa ridicola è 'l'idealizzazione' che del
Giappone fanno i ragazzi italiani...
Caro Rosario, apprezzo sempre molto quello che scrivi, così come apprezzo chi parla di cose di cui ha esperienza. Quello che fai non è solo encomiabile ma anche molto utile ed in particolare, anche se solo come effetto secondario, potrebbe essere molto utile a persone come me che, essendo ignoranti in materia, hanno la possibilità di apprendere qualcosa.
In particolare la frase che ho riportato mi ha colpito molto. Mi piacerebbe che esprimessi questo concetto in materia più estesa.
Grazie.

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Shito
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Shito »

[questo è un post ad anello: partendo dall'analisi della frase di Rosario citata da Dolcemind, torno alla fonte del discorso, unendo i due capi]
[attenzione all'effetto Anello di Moebius, e al rischio di ridondanza ciclica]

Credo sia fisiologico, in un determinato stadio della vita, 'idealizzare' un mondo, un regno (sia esso psazialmente o temporalmente determinato), come territorio assoluto per la proiezione del proprio superego. In genere è un meccanismo inconscio.

Per esempio (parlo di me stesso per parlare di qualcosa di cui 'ho esperienza reale'), credo che il mio subconscio mi abbia impedito sino a una certa età di raggiungere fisicamente il Giappone per non deporre troppo presto un idolo adolescenziale, che come ogni cosa da lontano luccica come oro, ma poi non lo è in tutto. Prima di aver maturato uno spirito critico (conquista di adulità) la deposizioni degli idoli è destabilizzante, indi pericolosa, La mente intenta meccanismi di autodifesa inconscia, che in genere dissimula al conscio secondo meccaniche simili a quelle nevrotiche. Per esempio la mia fobia del volo e degli aerei, la causa meccanicista al mio non raggiungere il Giappone per quindidi anni nonostante le molte opportunità, potrebbe facilmente leggersi in questa luce. Tutto ciò che è compulsivo appare come non voluto dall'Ego, ma in realtà è più spesso che no un meccanismo autoctono di difesa della mente...

Ovviamente si vede bene che una mente particolarmente sensibile, o resta tale da una sindrome post traumatica occorsa in età troppo giovane, potrebbe facilmente risultare prigioniera di simili meccanismi di autodifesa. La mia teoria è che l'hikikomori, come frangia psicologica più sfumata della stasse radice pseudo-patologica che individua tutto lo Spetto dei Disturbi Autistici (ADS), sia in effetti generata da meccanismi del tutto analoghi, se non ascrivibili, a un simile percorso (pattern) psichico.
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da dolcemind »

Parlo da ignorante...ma il mio è davvero desiderio di capire.
Per te Shito (se credo di aver capito) l'hikikomori è colui/colei "tradito" dai propri idoli (ideali?) in un'età o maturazione psicologica tale da restarne destabilizato.
Credo che tutti noi (ed in particolare credo gli appassionati di anime,manga, videogames...) chi più chi meno abbia avuto almeno una volta nella vita raggiungere il Giappone e confrontarsi con uno stile di vita che, almeno a me in questo caso, è sembrato affascinante. Tra una visita solo contemplativa ed un'altra in cui calarsi veramente nello stile di vita del posto avrei preferito di gran lunga la seconda. Ma qui sono ovviamente superficiale ed in parte egoista. Egoista perchè le parole di Rosario mi hanno riportato invece ad un mondo differente da quello che immaginavo e non so se il Giappone cheintendo io sia quello dei paesini di campagna, delle grandi metropoli oppure degli Anime che ho visto.
Cos'è in definitiva la cultura di un popolo?
E' quella davvero cui sono interessato?

Relativamente allo specifico dell'argomento:
la differenza tra Otaku ed hikikomori è relativa al tipo di legame con il mondo circostante?
Del Tipo un Otaku ama così tanto specifici "oggetti" da estraniarsi dalla società mentre un hikikomori rivolge le attenzioni a quegli stessi oggetti (forse rassicuranti) perchè si sente rifiutato/non all'altezza della società stessa che magari ha idealizzato/idolatrato?
Mi aspetterei in Quest'ultimo caso che fasce generazionali differenti di hikikomori (ma ve ne sono?) vivano un differente isolamento dal mondo. E' così o sto dicendo scempiaggini?
Autismo indotto?
Credo che fenomeni simili siano presenti anche nella nostra società (Italia) anche se non con gli stessi picchi.

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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Shito »

Dunque, per farla semplice (ma wikipedia ha un articolo sull'hikikomori, sia in Italiano che -meglio- in inglese), l'hikikomori è un fenotipo psicopatologico evidenziatosi da una decade in Giappone. Non si tratta di una persona che rifiuta gli idoli di infanzia. Si tratta di una persona che rifiuta il contatto umano al punto di autosegregarsi fisicamente in un locale ristretto, spesso la sua stanza.

L'insieme intersezione tra il fenomeno 'hikikomori' e 'otaku' c'è, sicuramente, ed è l'oggetto del mio studio. Dal punto di vista delle fenomenologie caratterizzanti, un otaku NON è un hikikomori (è sociopatico, ma non rifiuta il contatto con i cari, con i suoi simili o che, semplicemente non si colloca nella società massimalista), mentre l'hikikomori mostra legami con oggetti di tipo feticistico o idolatrico che fanno pensare, in una certa misura, all'otaku stesso.

Sicuramente ci sono forti punti di contatto con la nostra società. Per esempio il tutto si lega al fenomeno da post-depressione economica dei 'Parasite Single' (così letteralmente, in Giapponese), che la nostra politica chiama piuttosto 'bamboccioni'. Solo che se qui è un'uscita di un ministro, in Giappone è una seria corrente di studio sociologico.

Come scrivevo, benché io sia un occidentale e quindi un ente giudicante/categorizzante per matrice prenatale, cerco sempre di 'fluidificare in unapercezione diffusa' tutti gli argomenti del mio studio, indi sto cercando di unire i punti tra otakuzoku, hikikomori, spettro dell'autismo e sociologia contemporanea. :)

PS:
non avrei mai potuto fraintendere la bontà e l'onesta dei tuoi interrogativi, trasudava tra le righe. :)
anche molto onesto il tuo post. credo che proprio tu, allora, in Giappone dovresti andarci. Perché avresti probabilmente la mente abbastanza libera per cogliere molte cose che sfuggono ai più degli 'otaku nostrani' che infine 'coronano il loro sogno' raggiungendo la loro 'privata Eldorado'...
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Re: Da grande vado in Giappone

Messaggio da Rosario »

Caro Gualtiero perchè a volte non sei molto chiaro quando scrivi e fai il difficile, da apparire come un esperto tuttologo ?
La chiarezza espositiva sempre, come ci ha insegnato un grande del giornalismo recentemente scomparso.
Ti ringrazio per la segnalazione del forum sul manga 'Rozen Maiden', in effetti è raro trovare su internet una discussione seria ed appassionata di un manga.

Ai presidi delle due scuole giapponesi da me visitate diedi copia di un dvd realizzato per il progetto di scambio culturale tra scuola italiana e giapponese. Il dvd conteneva anche un documentario sulla diffusione dell'animazione giapponese in Italia, la presentazione di un
film d'animazione (Hadashi no Gen) e la videosigla di una serie animata che intendo mostrare a scuola (la bellissima serie della Nippon del 1977 'Jacky l'orso del monte Tallac').

Cara Im-edith, non ci crederai ma un pò si sono stupiti sentendo che a scuola propongo la visione di anime, la scuola giapponese non considera seriamente anime e manga come argomento di cui discutere in classe per farne un'analisi critica, da qui l'impressione che venga sottovalutato il ruolo che hanno anime, manga e videogames per i ragazzi giapponesi.

Nel campo io stesso sono stato preso benevolmente per otaku, anzi 'otakkino' (fusione della parola giapponese otaku e della parola tedesca kino) perchè grande appassionato di cinema e d'animazione (e questo perchè cercavo i classici Toei degli anni 60, la prima volta che mi fu detta ci rimasi un pò male perchè suscitai la derisione di qualcuno).
Mi fu fatto notare che l'adulto appassionato di anime e manga è visto in maniera negativa dalla gente, roba per ragazzi o per gente con problemi mentali (e forse ecco perchè l'otaku tiene nascosta la propria passione, difatti nessuno ne parlava e la fruizione di anime e manga era un fatto privato).

Come cambiano i punti di vista da luogo a luogo...criticai all'associazione il fatto che i ragazzi non potevano 'disintossicarsi' di anime (visti su internet), manga e videogames se ne fruivano giornalmente, inoltre i responsabili dell'associazione erano ignoranti dell'argomento e non sapevano come proporli in modo critico per far sì che i ragazzi ne facessero un'analisi e discutendone ne venissero fuori le motivazioni e gli interessi legati al mondo virtuale che si erano creati, occasione per farli parlare dei loro hobbies preferiti.

E forse anche qui è colpevole la scuola giapponese che non educa allo spirito critico ma è solo un'esamificio (cosa condivisa da alcuni insegnanti - da tempo si parla in Giappone di riformare la scuola e rivederne i principi metodologici, ma le cose non cambiano).

Comunque il campo aveva lo scopo di aiutare i ragazzi N.E.E.T (definizione che sta per 'Not currently engaged in Employment, Education or Training'), e in questa categoria molti sono anche hikikomori (come nel mio caso).

http://en.wikipedia.org/wiki/Neet

In Japan, the classification comprises people aged between 15 and 34 who are unemployed, unmarried, not enrolled in school or engaged in housework, and not seeking work or the technical training needed for work

http://newslet.iss.u-tokyo.ac.jp/ssj32/ssj32.pdf

(si tratta di un'articolo del prof. Yuji Genda, sociologo dell'università di Tokyo, massimo esperto in materia).

Caro Dolcemind, pensare che il Giappone sia solo quello rappresentato da anime e manga è un'ostacolo e un'errore alla reale comprensione di un paese straniero, purtroppo molti ragazzi italiani 'idealizzano' un Giappone che non esiste e cercano solo quello quando si recano all'estero (contenti loro).