Le opere d'Arte

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Le opere d'Arte

Messaggio da Raghnar » sab dic 16, 2006 12:50 am

Estratto di una discussione Notturna:

naaaa, io che sono ignorante mica le apprezzo.
Dico: "Bello", mi inondo di bellezza, ma finisce lì, non riesco a portarmela dietro non riesco a gustarmela piano piano... non riesco, appunto, a comprenderla, bisogna aver testa, oltre che cuore. E' come per la musica.

boh... disaccordo

Basta sentire parlare uno che di arte ne capisce. Tu sei contro l'analisi ma spesso giova... Se guardi il Caravaggio tanto per guardarlo, non lo distingui da un qualsiasi neoclassico Sfigato:
c'è qualcosa di impalpabile che ti dice che il Caravaggio ha una marcia in più.
Che il neoclassico sta solo copiando.
Che ciò che differenzia Kandisky dall'imbianchino Gino che ha la passione di spalmare colori a caso sulla tela non è solo il prezzo dei quadri
Ma non capisci.

a me sinceramente non me ne frega molto^^' per me arte è comunicazione e se c'è un quadro che mi comunica e uno che no, e il primo è sconosciuto e il secondo è famoso, io amerò più il primo, punto


è questo il punto!
l'arte è comunicazione, ma il linguaggio lo devi capire!! :-P
A me Dalì non dice nulla, eppure capisco che c'è moltissimo in ogni suo sfigatissimo schizzo e questo mi rattrista.
E' come ascoltare una poesia in una lingua dove capisci una parola sì e 2 no non ricomponi il senso finale della poesia.
Sì, la metrica ti sbalordisce. rimani ammaliato dal lettore, dagli accostamenti musicali, dalle rime...
ma hai capito qualcosa? sei davvero più ricco? è cultura?
Il bello fine a se stesso ha senso solo dopo un certo livello, quando hai già imparato a leggere quello che avevi bisogno per apprezzarlo.
Fermarsi alle apparenze è semplicemente superficiale. A come e dove colpisce nell'immediatezza un'opera, è da profani, giustamente.
Filippetti è stato 3 giorni 4 ore al giorno davanti a un SOLO quadro di Caravaggio, per lui era come una bellissima poesia, e dato che ne capiva ne rimaneva semplicemente estasiato... io al massimo lo guardo, dico "figo!" e passo oltre.
Spesso, quando guardo un'opera d'arte sento che sto mancando il punto, che sono incompleto, che mi sto limitando a fischiettare il motivetto principale senza ascoltare la vera melodia. Mie sciocche impressioni, forse.

... quante parole andre... per me è una cosa così semplice^^'

è semplice anche dire che il fulmine lo manda Zeus.

perché non è vero?^^
a me piace così tanto crederlo che continuo a non capire perché voi fisici dovete toglierci tutta la poesia:-D


beh, credilo pure.
ma fidati che la poesia, a sapere come fatto un fulmine, non si toglie affatto, anzi.

andre, sono dell'idea che non tutti debbano sapere tutto, anzi, a me piace vivere nel mio beato mondo di ignoranza:-) e nonostante tutto sono capace di contemplare per ore un quadro di uno sconosciuto come di ascoltare una musica per ore senza "comprenderla" come farebbero altri, ma semplicemente sentirla dentro


Se a te sta bene, fallo. Ma mi sembra di svilire il tutto.
perchè a volte chi l'ha composta la musica, o chi ha dipinto il quadro, non si è fermato alle apparenze
Perchè sono convinto che si può "sentirla dentro" in modo assai più completo, ne sono certo.
per ora lo faccio, ma è un ripiego, verso me stesso, verso ciò che sto guardando.
Dentro la Conversione di San Paolo, c'è ben di più di un bel cavallo, e di un uomo steso per terra. è questa la Magia dell'Arte
fermarsi al cavallo, e all'uomo, è come bere un vino col naso tappato
un ripiego per chi ha il raffreddore, non ce ne si fa un dramma, ma si può volere di più

io ti do in parte ragione in parte torto
dire "non la capisco" è anche un modo per accantonare un ostacolo senza affrontarlo;-)
io lo faccio con fisica e matematica e ne sono consapevole:-D


Io lo faccio con l'arte e ne sono consapevole, non posso fare molto altro. Mi informo, ma informarsi al momento vale fino a un certo punto :-P
anch'io penso che la contemplazione pura e semplice ci debba essere
ma come ho scritto, ha un senso solo quando si è già "imparato a leggere" altrimenti contempli il soffitto che è quasi uguale!

Scemo!! :D




Che ne pensate? (a parte che dovrei dormire di più?) Riuscite a indovinare chi è il/la secondo/a protagonista? :roll:

Vorrei un vostro parere sull'argomento (e delle ripetizioni di storia dell'arte! :P ), venghino siori venghino che qui c'è il vino buono!! :)
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Messaggio da Buta » sab dic 16, 2006 8:33 am

beh...provo a indovinare....

era Martina Colombari che si confessava dopo una notte di sesso violento???

Cmq un po' ti sei risposto da solo...per quello che mi riguarda ovviamente :D ...va benissimo la soggettivita'.. ma come dicevi se non comprendiamo un opera considerata di buon livello e' quasi sempre un nostro limite..

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Messaggio da Shito » dom dic 17, 2006 4:37 pm

La voce che parla di più è apprezzabile ed è nel giusto. Il suo unico errore è paragonare lo sforzo di comprensione di opere umane (ovvero, d'arte) con l'inganno del tentativo di comprensione di cose che umane non sono, ma trascendendo l'umano non possono che permette al limite la sedimentazione di un umano modello fatto di sistematizzazione di abitudini percettive di matrice umana. L'approccio all'arte, tuttavia, è squisitamente corretto. Viene quasi da dispiacersi che una mente tanto valida abbia a sprecarsi con cose utili e volgari che di artistico nulla hanno quali le scienze.

La voce in italico è semplicemente triste, voce di una coscienza ignorante (indi incapace alla comprensione) e pigra (indi incapace al miglioramento) e ipocritamente disonesta Indi incapace al cambiamento), falsamente compiaciuta nella propria inane mediocrità, nel patetico sforzo di autogiustificare la propria stessa mollezza intellettiva, e quasi sprezzante nei confronti di chi si dimostra -palesemente-molto migliore di lei. Da censurare.
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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Messaggio da im-edith » lun dic 18, 2006 10:13 am

Andre andre, guarda che immagini di me contribuisci a dare sul forum:D Meno male che mi conoscono, altrimenti credo che lo penserebbero davvero (spero che non lo pensino davvero! :shock: ).
Adesso devo difendere le mie ragioni:) Dillo, che l'hai fatto apposta perché sul forum scrivo troppo poco e così mi ci hai costretta;)

Iniziamo da capo, dall'antefatto, che è stato omesso, e per cui il mio discorso sembra generale e campato per aria.

Il sig.Andre va a Ravenna, gli chiedo "sei andato a vedere i mosaici?" e la risposta è "più che altro la città, a me piace andare nelle città, le opere d'arte non ho il cervello abbastanza fino per capirle bene bene, mentre la città non va capita per esserla apprezzata, basta passeggiare un po', sedersi un mezzo a una piazza, [ecc ecc]".

Allora, fermo restando che io condivido PIENAMENTE il discorso del linguaggio dell'arte che va conosciuto ecc (l'arte in quanto arte, altrimenti, non avrebbe senso), per me non esiste invece un discorso secondo il quale "se io non conosco le opere d'arte --> non mi possono piacere perché non le apprezzo abbastanza --> non le vado neanche a vedere". Vale a dire che alcune cose, come l'arte e la musica, secondo me possono comunicare SEMPRE qualcosa a prescindere che si sia in grado o meno di apprezzarle pienamente in tutte le loro sottili sfumature. E' come dire: non conosco la musica perciò non ascolto MAI musica.

Bene, a questo punto tutto il mio discorso non era altro che finalizzato a questo scopo "io ti do in parte ragione in parte torto
dire "non la capisco" è anche un modo per accantonare un ostacolo senza affrontarlo
". E' la rinuncia la cosa peggiore, per me. Ogni musica come ogni opera d'arte devono comunque farti sentire "qualcosa". E' come lo stupore di quando si entra in un edificio particolarmente grande o bello. Entrare a San Pietro (pensandolo come edificio d'arte, non come chiesa), per la persona più ignorante, come per la persona che sa, suscita comunque certi sentimenti. Per forza, credo. Perché rinunciare di partecipare, seppur in piccolissima parte, a questo "tutto" dell'arte?

Per quanto riguarda il discorso arte-comunicazione, sono consapevole che trattasi di un discorso molto sottile, che va ad intrecciarsi anche con quello morale, a volte. La foto di un uomo con una pallottola in testa, è sicuramente scioccante e comunica qualcosa, ma è arte? Dove si ferma l'arte? (e qui mi piacerebbe rilanciare la palla). Per quanto mi riguarda l'arte vera si ferma agli inizi del 1900, ad ogni modo non va oltre la seconda guerra mondiale. Dopo, inizia a diventare più comunicazione che arte, influenzata dalla pubblicità (anche quella è una nuova forma d'arte come dicono alcuni? Oppure non è considerabile come tale?) ecc ecc.

Non ho tempo di scrivere-__- Aggiungo le ultime tre cose e scappo ;__;

1) per raggy: nella città "in generale" non c'è anche dell'arte (o vediamo roma senza il colosseo, senza san pietro, senza il monumento ai caduti, senza...) e non è essa stessa arte (architettonica: di palazzo barberini, e il castello sforzesco, e il ponte dei sospiri)? O per città intendi solo "la gente"?

2) per quanto riguarda la mia frase "sono dell'idea che non tutti debbano sapere tutto, anzi, a me piace vivere nel mio beato mondo di ignoranza:-)". Questa mia frase è riferita al mondo delle scienze che io purtroppo ODIO di un odio irrefrenabile. La bella scienza che fa vivere tutti di più, che guarisce le malattie, di cui io stessa mi servo quando sto male (altrimenti sarei già crepata?), la ricerca delle soluzioni, il progresso (il pc con cui lavoro, a cui tanto sono "connessa" e che ormai, forse, irrinunciabile) costituiscono per me un nodo problematico e contraddittorio senza uguali al quale ancora non ho trovato soluzione. Da una parte è indiscutibile il valore positivo di ciò, dall'altra non sopporto che mi si debba spiegare ogni cosa razionalmente (ogni singola e meravigliosa cosa naturale) e che ci sia da parte della scienza questo inseguire valori di benessere e miglioramento che, per quanto mi riguarda, non sono sempre benessere e miglioramento, ma possono anzi diventare malessere e svilimento. Per me, sì, sapere come funziona il fulmine è svilirlo, togliergli il sublime. Come curare dal cancro, purtroppo (per quanto ringrazierò la scienza quando magari strapperà un mio parente a questa sorte), è senza senso in linea generale e facendo un discorso globale. La mia ignoranza è rifiutarmi di accettare la scienza in quanto tale e, lo ammetto, chiudere gli occhi e le orecchie ogni volta che qualcuno (raggy lo sa perché ci ha provato mille volte) me ne parla. Sì, sono ignorante di scienza e non me ne pento. E c'è un motivo a questo: rispetto a tutte le altre "arti" (chiamiamole così) la scienza pretende di essere verità, e di essere l'unica giusta che dice le cose come stanno. E' una religione di per sé che a mio avviso pretende di essere l'unica vera perché fondata sul raziocinio e l'esperimento. A me, questo, infantilmente non va giù.
coscienza ignorante (indi incapace alla comprensione) e pigra (indi incapace al miglioramento) e ipocritamente disonesta Indi incapace al cambiamento), falsamente compiaciuta nella propria inane mediocrità, nel patetico sforzo di autogiustificare la propria stessa mollezza intellettiva
Magari se ne potrebbe parlare in un altro topic, anche se ricordo che un topic a proposito era già stato aperto e io volontariamente, sentendomi fragile su questo aspetto, non ho voluto parteciparvi.

3) Da ciò che ho visto anche questa volta, estrapolare un discorso in chat e piazzarlo sul forum è controproducente. Viene a mancare il contesto, viene a mancare lo spirito con cui due persone che si conoscono da tanto parlano insieme (rifacendo per la millesima volta, magari, gli stessi discorsi, e troncando quindi tante frasi, sottointese). Raggy mi aveva chiesto il permesso, per carità, ma vi consiglio di non farlo mai:D Quando mi sono riletta questa mattina in effetti non mi sembravo nemmeno io:D

Scappo scappo:(
A presto!
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Messaggio da Raghnar » lun dic 18, 2006 11:07 am

Sì, l'ho fatto apposta per vedere se almeno leggi :lol:
Dai, scherzo, povero Andre...

Comunque le opere d'arte sono andato a vederle eccome, Ravenna inoltre è le città che più ho "dipinto" quando ancora avevo tempo per farlo...
Il Mausoleo di Teodorico, il mosaico di Sara, e un altro paio di chicche, dal libro alla mia matita e infine sul mio foglio, perchè sono del parire che per apprezzare a fondo una cosa bisogna rifarla da capo. :)
Senza contare che avevo la mia Agne-guida che di Arte ne capisce un po' più di me per fortuna e mi scorrazzava per la città in cerca di quello o di quell'altro! :lol:

Per le città dico l'insieme, la gente che si muove nella città, sorvolando la meravogliosa architettura per abitudine, il tutto respirando un'aria differente
[INCISO: San Pietro la trovo personalmente orribile, così sproporzionata, da solo il senso di Barocca Ostentanzione, tipico della Chiesa d'altronde. ]

Il mio discorso non era affatto quello di fregarmene delle opere neanche in Chat, la mia sensazione è che mi trovo spesso un po' a disagio in mezzo alle bellezze artistiche, esattamente come mi troverei a disagio in un convegno di Poesia Tedesca o di Filosofia Analitica...
In mezzo c'è anche il piacere di osservare la realtà artica così com'è, senza interiorizzarla, senza esprimerla o condividerla, senza SAPERLA esprimere o condividere in quanto non si è capito più di quanto capisca un Sacerdote Bramino al Convegno Napoletano della Pizza.

La parte scientifica lasciamola perdere altrimenti si crea un topic nel topic, ma un precisazione: la TECNICA è quella che presegue il miglioramento (al massimo Scienza Tecnica), la SCIENZA (o al massimo Scienza Naturale) è quella che si prefigge di CAPIRE. Le due scienze hanno fortissime interazioni, intersezioni, camminano mano per mano passo per passo, ma sono fondamentalmente due cose distinte. :)

3) Il mio intento non era infatti di ricavare dei "giudizi" alle 2 misteriose figure "quella che parla tanto" e "quella in Italico" ma confrontare diverse visioni dell'arte e magari imparare qualcosa da voi che certamente siete anni luce più avanti... @_@'
Inoltre riconosco di aver postato male, ho omesso la parte più importante, quella del "disagio" e omettendo quella è stata stravolta anche il discorso della voce corsiva... :)
Brutti scherzi di mezzanotte! :)
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Messaggio da Shito » lun dic 18, 2006 6:32 pm

Sottoscrivo quanto ho letto nel posti di Imedith, la cui decontestualizzazione di pensiero e parola davvero grida al reato di lesa 'integrità individuale'.

Concordo con l'idea che, a fianco della necessità di studio per poter appropriarsi di un linguaggio artistico, con il quale comprendere e apparezzare appieno l'arte, c'è pure la possibilità di prendere dall'arte senzazioni e comunicazioni vive, non piene ma vive, e anzi trarre da quelle lo sprone e la forza per il proprio studio (mi pare molto umano).

Su tutto concordo sull'abbruttimento umano che deriva dalla scienza e, soprattutto, dall'illusione che essa possa condurre a livello di comprensione alcuna.

Ci sarebbero molti passi da citare, nel post di Imedith, in specialmodo quello che ripropone il tema de la "scienza come la più ipocrita delle religioni", punto da me sostenuto a più riprese un po' ovunque.

In particolare, però, ribadisco:
Shito ha scritto: errore è paragonare lo sforzo di comprensione di opere umane (ovvero, d'arte) con l'inganno del tentativo di comprensione di cose che umane non sono, ma trascendendo l'umano non possono che permette al limite la sedimentazione di un umano modello fatto di sistematizzazione di abitudini percettive di matrice umana.
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Messaggio da Raghnar » lun dic 18, 2006 6:59 pm

Shito ha scritto:Ci sarebbero molti passi da citare, nel post di Imedith, in specialmodo quello che ripropone il tema de la "scienza come la più ipocrita delle religioni", punto da me sostenuto a più riprese un po' ovunque.
e c'è chi non impara nulla ;)

Non mi sembra comunque che imedith abbia voluto sostenere questa tesi... o_O'
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Messaggio da cipeciop » lun dic 18, 2006 7:15 pm

Sì, ma in questi giorni natalizi Shito vuole parlare di religione e allora ce lo ficca dentro un po' in tutti i topic. :D
ImmagineApriamo un topic apposito, che è meglio?

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Messaggio da Shito » lun dic 18, 2006 7:21 pm

im-edith ha scritto:debbano sapere tutto, anzi, a me piace vivere nel mio beato mondo di ignoranza:-)[/i]". Questa mia frase è riferita al mondo delle scienze che io purtroppo ODIO di un odio irrefrenabile.

[...]

Sì, sono ignorante di scienza e non me ne pento. E c'è un motivo a questo: rispetto a tutte le altre "arti" (chiamiamole così) la scienza pretende di essere verità, e di essere l'unica giusta che dice le cose come stanno. E' una religione di per sé che a mio avviso pretende di essere l'unica vera perché fondata sul raziocinio e l'esperimento. A me, questo, infantilmente non va giù.
Certo che considerando che avevo letto il post di Imedith molto distrattamente (me ne scuso), si cede che io devo proprio avere una soglia di attenzione dannatamente alta, se anche distrattamente colgo cose che poi agli altri sfuggono...
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Messaggio da Raghnar » lun dic 18, 2006 7:56 pm

scusate, sono io che sono deficiente.

In ogni caso sbagliate, e l'ho già scritto.

La Scienza non pretende di essere verità, la scienza non è religione, la scienza è un sistema dogmatico opinabile, la scienza è moltissime cose che vi tappate le orecchie per non ascoltare.

e l'ho già scritto :cry:

scusate l'OT, ma è una pugnalata sentire persone intelligenti continuare imperterrite a sbandieriare certe inesattezze grossolane.
Peggio che per Muska leggere qualcuno che sbaglia le interiezioni :roll:
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Messaggio da im-edith » mar dic 19, 2006 1:48 am

Raghnar ha scritto: Per le città dico l'insieme, la gente che si muove nella città, sorvolando la meravogliosa architettura per abitudine, il tutto respirando un'aria differente
Cosa significa "sorvolando la meravigliosa architettura per abitudine"? :?:

Io purtroppo non amo la gente. Posso amare la persona, la singola vecchina che nel dimenticato paesino spazza le scale in un pomeriggio assolato, il giovane suonatore di violino che in una notte estiva suona nell'angolo della via... Ma non la folla, la massa informe che si muove per le vie della città un sabato pomeriggio o una domenica mattina. Non c'è più una folla romana, e una folla milanese, e una folla leccese, ormai tutte le folle sono uguali, e fanno finta di essere diverse, ma per rimanere sempre masse. Se mi parli di un paese straniero, diverso dall'Italia, allora sì, allora la gente cambia, la gente diventa interessante e chiave di comprensione della città, PROPRIO in quanto massa. Ma qui, fra la nostra gente, la folla mi incuriosisce davvero poco, e di certo non mi dà il polso della situazione, del contesto, dell'ambiente. Solo in qualche paesino perduto nel Lazio credo si possa trovare ancora Gente con la G maiuscola (e non di certo durante le sagre e le feste paesane che di paesano ormai non hanno più nulla), ma non nelle città.
[INCISO: San Pietro la trovo personalmente orribile, così sproporzionata, da solo il senso di Barocca Ostentanzione, tipico della Chiesa d'altronde. ]
Non piace nemmeno a me, lo sai. Ne conosco la storia, ne conosco le vicende e orientativamente anche le biografie dei grandi dell'arte che vi hanno lavorato. Ne conosco il linguaggio, o meglio, conosco l'interpretazione attribuita ai linguaggi che i grandi critici dell'arte hanno cercato di leggere. Tuttavia, San Pietro non lascia indifferenti. Promotore di intenso amore e devozione, o al contrario rabbia e odio, o semplicemente stupore di fronte a tanta ostentazione. Ostentazione che può infastidire, certo, ma che deve far sentire piccoli per forza, quando si pensa che dietro a ogni intarsio, ogni ricciolo, ogni decorazione, c'è la mano, le mani, le moltissime mani di uomini che sono vissuti prima di noi.
Questa è la comunicazione dell'arte che non avviene attraverso il linguaggio, questo è il motivo per cui le opere tanto più assumevano importanza quanto più erano grandiose. La Gioconda credo che possa lasciare indifferenti coloro che non ne capiscono il linguaggio: è un dipinto di "una che sorride". Una grande opera architettonica come San Pietro, no: perché è qualcosa di mastodontico, che va al di là di ogni comprensione (in tutti i sensi: umana, razionale e di "perché"). E' questa l'arte "degli ignoranti". Smuove pur sempre qualcosa. Poi si può pensare se sia giusto, o sbagliato, o a metà fra i due, ma intanto è smosso.

Non volevo arrivare da nessuna parte con questi ragionamenti, perdonatemi, erano solo pensieri sparsi su San Pietro. Io per esempio vi cerco il fresco nelle giornate di arsura in Agosto, se sono in giro per Roma.

Perdendomi nei discorsi sull'arte, mi è venuta in mente un'altra cosa che forse può contribuire alla discussione. Quando vedo un quadro, quando leggo una poesia (è arte anche quella), dopo averne letto il titolo e averne saputo orientativamente la data, giudico che la cosa più importante non sia "cosa dicono i critici di questo" (leggasi: i critici si suppone che conoscano il linguaggio dell'arte e lo spieghino a chi non lo conosce), ma conoscere la biografia di chi l'ha creata. POI, eventualmente, arriva la lettura dei critici che sanno dire, e spiegare con belle parole, e collegare, ecc.

Per me l'opera d'arte è innanzitutto un umano contatto e, congiunto ad esso (ma congiunto!!!), un linguaggio che va interpretato. Interpretato, attenzione, non desunto come si desumono le parole fisse dai disegni fissi dei rebus. Interpretato. Ecco perché permane sempre vivo l'umano contatto: perché per me l'interpretazione non può prescindere da esso. Tanti filosofi si rigireranno nella tomba, ma per me è con i sensi che conosciamo il mondo e la ragione funge loro da supporto ma non li potrà mai sostituire interamente: per questo esiste l'arte, altrimenti esisterebbe solo la matematica.
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Messaggio da Shito » mar dic 19, 2006 4:03 am

Sulla questione della massa, mi sia permesso di citare:

"E' solo la povertà di spirito a spingere gli uomini verso la socialità"

personalmente, la massa brulicante mi rimanda sempre a una mancanza di intelletti individuali, come per gli insetti.
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Messaggio da Raghnar » mar dic 19, 2006 9:10 pm

Vuol dire che per abitudine, il 90% delle persone, non bada a, quel palazzo, che a me paiono straordinari ma probabilmente perchè a me inusuali! E' un'effetto strano che si prova, come a volergli indicare "Ehi, voltati, guarda che splendore!" eppure sai per certo che lo conosce già e rimani lì... ;)

Beh, a Ravenna l'8 dicembre "la massa" non esiste.
Scordatevi le grandi folle di Roma e di Milano che uscite dalle stazioni si avviano a testa bassa verso la più vicina metropolitana.
Scordatevi i "pacchetti di flussi d'uomini" o come amo dire io riprendendo un po' l'ottica Non Lineare: "solitoni umani". (i solitoni sono pacchetti d'onda che si muovono più o meno uniformemente, seguendo la meccanica di Maxwell o la meccanica dei Fluidi, molto similmente alla gente che esce dal tram tutta diretta versa la stessa destinazione. Il termine poi rimanda a solitudine ed è anche buffo quel giusto! :P )
Scordatevi Piazza Duomo brulicante di persone.

La "gente" è perdipiù rappresentata da gente più o meno bonaria che portano i bambini a giocare in piazza a far battute in romagnolo stretto, gente in bicicletta che sorride, gente che litiga al telefonino, gente che si rilassa in Piazza del popolo mentre parla con qualcuno...

Inoltre anche "la massa", ma questo è un discorso differente da quello di Ravenna, ha un fascino quantomeno irresistibile per il sottoscritto. Il mezzo mistero dell'annullamento delle coscienze, ogni uomo là in mezzo vuol urlare, liberarsi, guardare al cielo, eppure nessuno lo fa. Ogni uomo ha una storia da raccontare, ma nessuno l'ascolterebbe là in mezzo, anche se ogni uomo là in mezzo ha voglia di ascoltare una buona storia. Chi con la faccia determinata e sicura, chi con sommessa rassegnazione, si dirigono nei rispettivi Golgota o Sion, assieme.

Un po' come la polvere (sapeste le meraviglie che nasconde un granellino di polvere) ma meno schifosa. :D

Stasera son romantico, ma penso che avrete capito.

Come insetti?
Esattamente.

Gli insetti non sono forse affascinanti? Ogni ape specializzata in un compito, ogni ape specializzata sa delineare precisamente quanti, quali e dove sono i fiori che ha osservato e lo comunica con una danza. Più efficiemente che con i più moderni GPS e con economia di risorse migliore di carta e penna le api operaie si dirigono solerti a raccogliere il cibo, che servirà per la comunità.

In ogni insetto c'è più intelletto di quanto la maggioranza degli uomini sia disposta ad accettare (complice Cartesio) e come per "la massa" è qui la bellezza di trovare qualcosa di tremendamente poetico e paradigmatico in una cosa denigrata dai più.


"La Folla" così come l'hai descritta tu, non sarà mai "il polso di una città", neanche in Spagna, neanche in Francia. Solo un'insieme informe senza testa, senza coscienza, senza identità.
A Milano come a Roma come a Londra come a Barcellona come a New York.

Eppure... :roll:
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Messaggio da Shito » gio dic 21, 2006 4:00 pm

Raghnar ha scritto: Gli insetti non sono forse affascinanti?
Onestamente, no.


Ogni ape specializzata in un compito, ogni ape specializzata sa delineare precisamente quanti, quali e dove sono i fiori che ha osservato e lo comunica con una danza.
E questo dovrebbe interessarmi?

Insisto: anche gli schiavi costruiscono una piramide, ma la loro esistenza mi è indifferente. Non mi interessa avere un modello di funzionamento di cose che uso, se si possono usare le uso. Non voglio illudermi di capire alcunché che so benissimo essere intoccabile dalla conoscenza.
Più efficiemente che con i più moderni GPS e con economia di risorse migliore di carta e penna le api operaie si dirigono solerti a raccogliere il cibo, che servirà per la comunità.
Anche tutto quello che di moderno citi qui, è solo merda.
Nulla di bello. Nulla di interessante.

Meno che meno esaltante.
n ogni insetto c'è più intelletto di quanto la maggioranza degli uomini sia disposta ad accettare (complice Cartesio) e come per "la massa" è qui la bellezza di trovare qualcosa di tremendamente poetico e paradigmatico in una cosa denigrata dai più.
Certo.

Ieri ho rivisto Abenobashi Mahoushotengai.

La trasfigurazione del diverso modulo di crescita della psiche maschile e femminile era interessante.

Sasshi che volontariamente abbandona la propria infanzia per conquistare una posizione tale da poter fare il bene della femmina a cui vuole bene è interessante.

Tra un paio di settimane sarò a vedere l'Abenobashi Shoutengai, quello vero, senza 'maho'.

Dovrebbe essere interessante.

Spero non ci siano insetti, GPS o masse di gente.
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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Raghnar
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Messaggio da Raghnar » gio dic 21, 2006 5:48 pm

Shito, mi spiace dirlo.

Semplicemente OTTUSO.
Somewhere, along the edge of the bell curve.
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