Amore (... o suppergiù)

Non sapete dove postare? fatelo qui!

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Messaggio da Ani-sama » gio lug 05, 2007 2:28 pm

Dai, non scanniamoci su cose di forma, però! Già che la discussione, dopo DICIASSETTE pagine, ha tenuto, e sono uscite cose molto interessanti. :) Se proprio ci tenete, fatelo via MP. Tanto più che, ci tengo a ribadire, spesso e volentieri il problema di molti litigi, almeno secondo me, sta nella mancanza di mutua comprensione. Parliamo e dibattiamo sui *contenuti*, che è una cosa che ha più senso e rende il tutto più rilassato... e se non si è d'accordo, ben vengano critiche, anche "forti". L'importante è non punzecchiarsi troppo sulla forma, credo, ecco.

Daii... più tranquilli e riprendiamo a discutere di amore, ok?

Non so se qualcuno ha ancora parlato del concetto di *responsabilità*. Che io ritengo fondamentale in un rapporto sentimentale. Ciò significa certo limitare la propria libertà, ma in nome del "bene comune" :) Faccio un discorso un po' più terra-terra (cosa inusuale per me!): mi cadono le braccia, per dire, quando sento certi uomini vantarsi in pubblico delle proprie avventure sessuali con le donne. Per me "responsabilità" significa anche che "certe cose mie intime non le dico a nessuno". Pensando anche e soprattutto a quella che amo. Di certo lei si sentirebbe mortificata a sentire che io parlo di certe cose con gli "amici del Bar Sport" (per dire). Sarebbe d'altra parte per me, questo, un... svenderla, anche tradirla.

D'altra parte, io reputo "irresponsabili" anche tutti quegli uomini che si rivolgono al genere femminile guardando le donne come mero soddisfacimento dei propri bisogni più "animaleschi", o come modo per sentirsi forti e orgogliosi di sé (della serie "guarda quante donne ho in giro e quanto sono figo!) "Donna come oggetto", si direbbe. Questa è una cosa per me intollerabile. Al contrario, io sono convinto che sia tutto molto più complesso... e anche più bello, volendo andare nel profondo, volendo conoscere veramente a fondo una donna.

Per me una donna non è *solo* attrazione fisica (anche quello, per l'amor del cielo, non sono così fuori dal mondo!), ma anche, e forse soprattutto, una sensibilità diversa che è per me molto bello conoscere. :) Io sono convinto che le donne sappiano pensare e ragionare con la stessa intensità di un uomo. Quindi avere ideali propri, e ci mancherebbe! E pure argomentarli, sostenerli con convinzione. E anche eccellere in attività intellettuali (anche quelle apparentemente più logiche, e penso alla mia materia di studio, matematica). Quello che forse cambia, è l'approccio, il modo di rapportarsi a tutte queste cose, che in effetti io percepisco diverso in loro. E credo che sia proprio questa diversità di approccio combinata all'uguale intensità di pensiero e ideali, che mi affascina così tanto... :oops:
Il mio amico voleva impostare la famiglia in un modo nuovo / e disse alla moglie "Se vuoi, mi puoi anche tradire" / lei lo tradì, lui non riusciva più a dormire (G. Gaber, Un'idea)

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Messaggio da Shito » gio lug 05, 2007 2:42 pm

Ani-sama ha scritto:Non so se qualcuno ha ancora parlato del concetto di *responsabilità*. Che io ritengo fondamentale in un rapporto sentimentale. Ciò significa certo limitare la propria libertà, ma in nome del "bene comune" :)
Sì, ne aveva detto prima Buta, se ben ricordo, e poi Hols, entrambi con piena ragione.

Per come la vedo io, ogni rapporto comporta uno 'scambio mutuale di potere', poiché volere bene a qualcuno significa entrare in possesso della potenzialità di farlo soffrire. Attenzione: 'farlo soffrire' non solo per quello che si fa, ma eventualmente anche per cio che si potrebbe 'smettere di fare' (che è diverso da 'non fare'), il che si lega strettamente al concetto di responsabilità. Per questo ho sempre pensato e detto che l'amore è un sentimento violento, e pertanto va vissuto con responsabilità. Amando qualcuno si crea in lui non solo un'asepttativa, ma una dipendenza affettiva (ovviamente, a veri livelli, a seconda del rapporto). Credo si dovrebbe sempre essere coscienziosamente presenti dinanzi a questo. Ovviamente, sto parlando da uomo che sono.
Ani-sama ha scritto: Faccio un discorso un po' più terra-terra (cosa inusuale per me!): mi cadono le braccia, per dire, quando sento certi uomini vantarsi in pubblico delle proprie avventure sessuali con le donne. Per me "responsabilità" significa anche che "certe cose mie intime non le dico a nessuno". Pensando anche e soprattutto a quella che amo. Di certo lei si sentirebbe mortificata a sentire che io parlo di certe cose con gli "amici del Bar Sport" (per dire). Sarebbe d'altra parte per me, questo, un... svenderla, anche tradirla.
Per me si tratterebbe di prostituirne l'immagine, ovvero usare la sua immagine come mezzo e non come fine, e questo non me lo perdonerei.
Torno al concetto di Julius "chi ama qualcosa la tiene per sé" :)
Ani-sama ha scritto: D'altra parte, io reputo "irresponsabili" anche tutti quegli uomini che si rivolgono al genere femminile guardando le donne come mero soddisfacimento dei propri bisogni più "animaleschi", o come modo per sentirsi forti e orgogliosi di sé (della serie "guarda quante donne ho in giro e quanto sono figo!) "Donna come oggetto", si direbbe. Questa è una cosa per me intollerabile. Al contrario, io sono convinto che sia tutto molto più complesso... e anche più bello, volendo andare nel profondo, volendo conoscere veramente a fondo una donna.
Il punto non credo sia tanto 'usare la donna come mezzo di soddisfacimento fisico', o 'usarla come mezzo di soddisfacimento intellettuale', le cose mi sembrano ugualmente ree di usare la donna 'presunta amata' come mezzo, e non come fine della propria vita. L'artista non crea l'arte perché gli serve l'opera d'arte, ma perché per lui vivere è fare arte, quindi l'opera stessa diviene ragione di vita. Come dicevo, non esiste uno scultore senza marmo da scolpire. In questo senso, appunto, io credo che l'uomo ama la donna perché lei è ciò che da senso alla sua esistenza divenendo piuttosto il fine di quella. In questo senso, a un 'più alto livello', la donna è mezzo solo *puramente esistenziale* della vita di un uomo che ha bisogno di un fine incarnato fuori di sé per vivere, o eventualmente per morire. :)

Mi rendo conto che il confine tra 'donna come mezzo di autocompiacimento intellettuale' e 'donna come fine di vita, e in questo mezzo del poter vivere' è molto sottile. Io stesso ci rifletto spesso. Dove finisce la gioia di fare il bene dell'altro e la gioia di vedere sé stesso che fa il bene dell'altro? Eppure proprio qui sta la discriminante fondamentale, per me, tra l'idolo (oggetto) vivo e l'idolo (oggetto) inerte. Ci penso molto, credo ci penserò ancora molto.
Ultima modifica di Shito il gio lug 05, 2007 4:51 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Cobra70 » gio lug 05, 2007 4:37 pm

@ SHITO:
Ho stampato il tuo precedente intervento (quella della risposta data invece di Julius)!
Non ho tempo di rispondere ora... e voglio leggerla bene!
Intanto... desidero ringraziarti per aver risposto e non mancherò di valorizzare il tempo che hai voluto dedicarmi! (almeno lo spero... perché, ultimamente, la mia memoria latita... e ho troppi nodi al fazzoletto, per riuscire a dare un senso ad ogni nodo)!

Approfitto di salutare Julius.. e farle il mio più sincero "in bocca al lupo" per il suo orale di maturità! Il giuoco di parole non era voluto, ma ora che l'ho riletto... suona anche vagamente simpatico!
Fatti ambasciatore del mio "portafortuna"!

@ TUTTI
Chiedo una cortesia... potreste essere un po' più concisi nell'esporre il vostro parere? Non riesco a leggere tutto... anche se lo vorrei!

@SHITO!
Scrivere forbito... ti fa onore!
Ma una persona a me molto cara e decisamente molto istruita mi ha sempre detto: "Davide... il dono del sapere, da coltivare ogni giorno con caparbia e buona volontà... non serve a dare sfoggio di terminolgia... ma a semplificare la comprensione delle persone che anelano alla tua persona, quale espressione di saggezza"

Io non sono conciso... e a volte tendo a mettere un bell'abito ai miei pensieri... ma davvero non possiamo tutti quanti (io per primo e credo che Shito mi possa comprendere benissimo) esaltare l'"essere" a discapito dell'"apparire"?
Questo è il MIO PROPRIO PERSONALE pensiero!

Grazie dell'attenzione dedicatami!
Forse sono in tanti che avrebbero voluto dire questa cosa...
e spero di aver interpretato il desiderio di molti!
Se sono solo io a pensarla così... chiedo scusa e vi lascerò esprimervi come meglio ritenete corretto!

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Messaggio da Shito » gio lug 05, 2007 4:49 pm

Cobra70 ha scritto: @SHITO!
Scrivere forbito... ti fa onore!
Ma una persona a me molto cara e decisamente molto istruita mi ha sempre detto: "Davide... il dono del sapere, da coltivare ogni giorno con caparbia e buona volontà... non serve a dare sfoggio di terminolgia... ma a semplificare la comprensione delle persone che anelano alla tua persona, quale espressione di saggezza"

Io non sono conciso... e a volte tendo a mettere un bell'abito ai miei pensieri... ma davvero non possiamo tutti quanti (io per primo e credo che Shito mi possa comprendere benissimo) esaltare l'"essere" a discapito dell'"apparire"?
Questo è il MIO PROPRIO PERSONALE pensiero!

Grazie dell'attenzione dedicatami!
Forse sono in tanti che avrebbero voluto dire questa cosa...
e spero di aver interpretato il desiderio di molti!
Se sono solo io a pensarla così... chiedo scusa e vi lascerò esprimervi come meglio ritenete corretto!
Carissimo, ti ringrazio per la molta considerazione che mi riservi.

Devo dirti che in realtà io non mi sento di scrivere forbito, dato che tendenzialmente scrivo solo come parlo e come sono. Piuttosto, tendo naturalmente (nel senso: non intenzionalmente) a adeguare il tipo di registro linguistico che uso al tema che tratto. E questo non lo faccio per ostentazione, ti prego di credermi, ma solo perché inconsciamente ricerco il modo diciamo più 'preciso' per esprimere il preciso concetto che ho in testa.

Credo che la frase che tu hai citato sia piuttosto saggia. Tocchi quello che è sempre stato un dubbio nella mia mente di 'comunicatore'. Fare arte per l'arte, e o fare arte per il pubblico? So bene che l'arte è estroiezione, quindi intrinsecamente comunicazione. Ma si può sacrificare l'arte stessa per la sua divulgazione incondizionata?

Io dico di no, perché penso che una simile ottica DISTRUGGA l'arte stessa, la cultura stessa, e poi non resta ninte da divulgare a nessuno, come vedo e credo sita accadendo oggi nelle società consumistiche.

Sicuramente il tuo discorso è ben più valido in luoghi di vera e propria educazione, anche e soprattutto educazione elementare, ma questo è un ruolo in cui non riesco a sentirmi in senso lato.

Lo stesso Eraclito, del resto, che tanto amava giocare con i bambini (li preferiva alla politca della sua città, che pure lo reclamava), ritenne di scrivere un testo di filosofia in lingua elevata e dura, poiché "il livello della forma deve seguire il livello del contenuto", diceva.

Non credo che le cose 'difficili' si possano 'spiegare in modo semplice'. Le si snatura, le si volgarizza, e alla fine appresso alla forma si è perso anche il significato.

Forse è più opportuno che ognuno approcci cose che siano, formalmente E contenutisticamente, al proprio livello. Ovvero che si sforzi sempre per elevare quel proprio livello, che poi è l'unico modo per intentare una crescita interiore oltre che intellettiva e culturale. :)

PS
Ho appena riportato il tuo in bocca al lupo a J! ;)
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Messaggio da ghila » ven lug 06, 2007 10:15 am

Concordo.
Quando leggo un passaggio a me semi-incomprensibile comincio subito a fare ricerche su vocabolario e dizionario (qui si solito filosofico! :) ) per comprendere quello che finora mi è oscuro.
Mi sembrerebbe una forzatura dire a quello che, indirettamente, mi ha fornito di una lezione di sintassi e di filosofia (ad esempio), di cambiare linguaggio.
Anzi, ti dirò di più: mi sembrerebbe un'occasione MANCATA, letteralmente sprecata!

Prova a vederla così.

Detto questo non voglio assolutamente sminuire la splendida frase che Davide ha riportato.
La condivido a pieno, ma la condivido in un'ottica di "primo approccio". Se voglio far appassionare alla musica ne parlo in modo colloquiale a tutti. Perchè tutti devono avere la possibilità di appassionarsi all'arte essa tutta. Ma prima o poi si scontreranno con la strada in salita dell'arte, che è la strada dello studio, della comprensione massima e delle sue difficoltà, dei problemi estetici e quindi quelli etici.
Per capirci: se voglio analizzare con qualcuno una fuga bachiana, mi sia perdonato, ma devono essere chiari gli intervalli, i nomi dei gradi, i rivolti, le settime naturali e artificiali, i ritardi. Perchè con queste parole mi esprimerò e naturalmente dandole per scontato. Altrimenti rinuciamo a fare analisi ecco. Oppure ad ogni parola chiedi delucidazioni o te le vai a cercare. Il risultato è che per un capoverso ci stai un'ora, ma cominci a comprendere i veri misteri della musica... :wink:
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Messaggio da tosaweb » lun lug 30, 2007 10:11 am

uahzao (entrata in scivolata)...
come dire: mi butto come un samurai in questa conversazione..
ho provato a leggerla dall'inizio, si parlava di amore, sembrava carino.. Davvero alcuni post erano illeggibili. Credo che nessuno potrebbe leggerli se non chi li ha scritti (oppure qualcuno che ha una sana venerazione per l'autore).. ma questa non vuole essere una critica, solo un punto di vista.
ghila (ciao!) dice che non si può parlare di bach senza essere tecnici e conoscere vocaboli e tecnicismi, parlando di bach mi può stare bene, ma parlando di amore?? L'amore è un concetto di base, tutti lo conosciamo, tutti ci arrabbattiamo ogni giorno con questo argomento. Non c'è bisogno di tecnicismi o vocaboli particolari.
La comunicazione, non stiamo facendo comunicazione scrivendo in un forum?
un buon comunicatore deve saper rendere chiaro, piacevole, comprensibile anche un concetto molto complesso a colui che legge. Senza per questo sminuirlo o renderlo stupido, elementare ecc..
Ricordo Benigni che parlava di Dante in TV.. Lo avete visto? Mica parlava "dantesco"! mica usava un linguaggio da professore universitario specializzato in "divina commedia".. Parlava nel modo più semplice possibile, eppure esprimeva un entusiasmo contagioso. Il successo fu proprio che riuscì a comunicare qualcosa di alto a tutti.
Avete mai sentiro parlare di editing di un testo (un testo letterario per esempio)?
Ma credo che tutto questo sia fuori tema.....

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Messaggio da Willow » lun lug 30, 2007 12:17 pm

tosaweb ha scritto: Ma credo che tutto questo sia fuori tema.....
[meeeemeeeeee..hiiiiiik] entra in derapata...
Si Tosaerba, credo sia meglio evitare di riaprire GLI argomenti :roll: :tongue:

Pensavo che l'Amore, almeno per me, oltre ad essere molto "esteso", è ancora variegato... forse l'Amore vero, è solo quello che si costruisce con le 3 fasi di cui parlava Ghila, ma gli altri amori? C'era una canzone che diceva "Quanti Amori" (sentita l'altro giorno in spiaggia su Radio Battistini, mi ha fatto pensare XD ) ... forse non tutti i tipi di Amore possono essere riassunti in quelle tre fasi.... mumble...
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Messaggio da ghila » lun lug 30, 2007 12:33 pm

Difatti carissima willow li parlavo di cosa è l'amore per me.

Non per soggettivare il tutto all'ennesima potenza, ma per chiarire che non sono certo uno che può vantare di scrivere vangeli. :wink:
A tale proposito mi sovviene che qualche tempo fa postai sul blog una riflessione sul matrimonio generata da una bellissima predica ascoltata durante una messa. La cito, magari qualcuno ci trova materiale per farsi una risata. :)

Rigaurdo a Bach, il mio era un discorso legato al fatto che si parlava in termini filosofici di un amore filosoficamente identificato. Parlarne in maniera diversa a me sarebbe sembrato una diminuzione del valore del discorso stesso.

Il fondo il mistero dell'amore è che tutti possano "sentire" certe cose, ma non è da tutti tentare di chiarirle, scrivendone, riflettendoci o, perchè no, musicandole.

L'arte (e/o filosofia) è codificazione/riflessione personale di una emozione/pensiero e quindi dono gratuito agli altri di questa stessa codificazione/riflessione.
E ha i propri ambiti teorici e tecnici.

L'emozione non può essere narrata. I nostri sono tutti tentativi, ma non sono mai per sminuirla rendendola "popolare". Mi piace il pane e salame condito da un buon vinello rosso, ma mi piace pensare che il semplice non sia MAI sinonimo di semplicistico.

In fondo il pane, il salame, il vino sono arti esse stesse... :wink:
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Messaggio da ali con le ali » lun lug 30, 2007 1:07 pm

Hihiiii !!

Caro Toserba, ti consiglio caldamente la lettura dei seguenti topic:
-Dante e Benigni
-Ho scoperto un mio compagno etc etc etc...

Mooooooolto istruttivo :wink: .
dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior

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Messaggio da ghila » lun lug 30, 2007 1:16 pm

ali con le ali ha scritto:-Dante e Benigni
-Ho scoperto un mio compagno etc etc etc...
E se mi posso permettere: auguri! :loool:
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Re: Amore (... o suppergiù)

Messaggio da Julius » mar lug 05, 2011 10:19 am

But love is blind, and lovers cannot see
The pretty follies that themselves commit.
Jessica, The Merchant of Venice

Mi sento vecchia quando Shakespeare ha ragione e mi viene a spiegare la vita :?
Sempre massima attenzione ai nomi che date ai vostri figli :loool:

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