Ho scoperto un mio compagno di classe essere un fan ghibli

Non sapete dove postare? fatelo qui!

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Marseius
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Messaggio da Marseius »

Sono in linea di massima d'accordo con quello che dici. Però per quanto riguarda la visione di un film piuttosto di un altro : Goro Miyazaki è da vedere NON perchè figlio del maestro, ma perchè prodotto Ghibli, che per me è sinonimo di qualità. Bisogna tenere presente anche queste cose.

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Cobra70
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Messaggio da Cobra70 »

Non cambia nulla!
Il concetto è sempre lo stesso!
Se ogni film... fosse venduto in una custodia nera...
senza una copertina... senza un nome e senza un marchio...
o fosse proiettato al cinema... senza indicare distributore, regista ecc...
quanti lo comprerebbero...
quanti lo vedrebbero...

Se un prodotto è valido... lo sarebbe al di là di chi l'ha diretto... prodotto o distribuito!

Se compriamo... spesso ci facciamo trarre in inganno dal contorno... più che dal prodotto in sé!

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Shito
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Messaggio da Shito »

Cobra70 ha scritto:Il collezionismo è, di fatto, una spinta all'acquisto!
Ma è un concetto totalmente errato!
La logica del collezionista... spesso spinge ad acquistare prodotti di scarsa qualità... solo perché fatti e/o promossi dall'artista che loro collezionano!

Io non ho visto quest'ultimo film... ma la mia domanda è:
Quanti di voi sono andati al cinema perché l'artista in questione sfoggia il cognome altisonante del padre?
Se questo signore si chiamasse GORO PINCOPALLA... quasi certamente non avrebbe avuto nemmeno gli spettatori che ha avuto!

Ci sono film che sono mediocri... e che non venderebbero nemmeno una copia!
Quando la major distributrice ha per le mani il film XXX anonimo e deve venderlo... cosa fa?
Prende in mano il telefono... rispolvera i contratti... utilizza gli accordi con le altre major e magari... tira fuori la dicitura che COLPISCE AL CUORE il collezionista!
"Quentin Tarantino presenta..."
... e il gioco è fatto!
- Il collezionista poco attento legge QUENTIN TARANTINO sulla confezione... comincia ad agitarsi... gli aumenta la sudorazione... gli scende la bavetta dal lato del labbro... si strappa i capelli e corre nel negozio a comprare il film che ora... non è più anonimo!
- Il collezionista un po' più attento (ma in quanto collezionista... anche fans) storcerà il naso per il film in questione... ma alla fine, tra sé e sé... si dirà che se il suo idolo ha promosso un film del genere... certamente quel film merita l'acquisto!
Ed ecco che il collezionismo diventa il sistema perverso attraverso il quale fare leva, al fine di far acquistare anche quello che un consumatore "attento, intelligente e PENSANTE" non avrebbe acquistato!

Come vedete... sono ancora quelli che sono disposti a comprare... che vengono "presi in giro" nel tentativo di fargli acquistare molto di più di quello che comprerebbero normalmente!

Cobra70
Il profilo che tracci, più che di un collezionista, mi pare di un lobotomizzato.

Io ho parlato, in senso lato, di 'componente feticistica', che è diverso da 'collezionista lobotomizzato'.

Ovvero.

La componente feticistica del nostro superego tende a valorizzare degli OGGETTI.

Chiaramente, un film è un media, la cui fruizione è immateriale: la visione.

La mera spinta alla fruizione di un media, in un modo in cui i media vengono digitalizzati, non basta a indurre all'acquisto di un supporto fisico (oggetto) contenente il media da fruire.

Se di mera fruizione si tratta, la si può avere de factu grautitamente e senza impegno.

Ci sono due appendici: 1) la qualità della fruizione, e 2) la questione etica.

Liquido l'appendice 2) dicendo che -chiaramente- si tratta di una spinta all'acquisto dell'originale motivata da una cultura, ovvero da un'educazione, che certo non si può pensare di instillare in una logica di mercato. E' una cosa ben più profonda, direi che è una cosa piuttosto afferente all'educazione familiare e al proprio storico di sviluppo psicointellettivo

L'appendice 1) afferisce invece a una nicchia di utilizzato che siano realmente amanti E dell'opera E della tecnologia. Comunque una nicchia, la cui tendenza spesso onanistica al virtuosismo tecnico spesso porta a deragliare completamente dai binari di fruizione onesta del media stesso (modello: non capisco nulla del film, ma voglio il Blu-Ray, eh!)

Quindi tralascio i due casi di appendice.

Torniamo a bomba: per fruire un media ormai digitalizzato, l'acquirente mediamente interessato NON sente il bisogno di acquistare l'ufficiale supporto fisico che lo consente.

Indi, per acquistarlo, deve amare l'oggetto stesso oltre al suo contenuto.

E questo è, semplicemente, un rantolo di feticismo.

Tutto qui.

Il collezionismo è altra cosa. Collezionismo è sospensione (o comunque deroga) della propria capacità di giudizio analitico in ossequio a un'ALTRA componente compulsiva: l'amor di completezza, serialità, perfezione. (Vi ricordo che in effetti 'perfetto' significa 'completo'). Tuttavia anche tale modus operandi compulsivo agisce sotto la propria logica di giudizio: COSA collezionare?

Il collezionismo come veniva sopra tratteggiato non è tuttavia neppure questo: per come lo descrivi tu, è dissoluzione reale del proprio discernimento nel vuoto riconoscimento di un nome, che basta a giustificare l'acquisto del tutto come del nulla.

Insomma, lobotomia.
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Hols
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Messaggio da Hols »

Mah, non so se siano davvero lobotomizzati.

Ho capito il discorso di Cobra (forse) però credo che si siano mischiate un po' le cose: un conto è la visione di un film e un conto è l'acquisto.

Se il "Tarantino presenta..." può essere un efficace specchietto per le allodole
per attirare la gente al cinema, non credo lo sia altrettanto per invogliare l'acquisto del successivo DVD.

La questione feticismo-colezionista sicuramente spiega parte del fenomeni che portano all'acquisto di determinati prodotti, ma non scarterei a priori i risvolti "lobotomici".
La strategia che consigliavo qualche post fa, pur presa nella sua idiozia, nasconde secondo me una verità da non sottovalutare: mai come ora la necessità di essere "cool" è diventata così impellente nelle fascie d'età dei potenziali compratori. E il mercato lo sa bene.
Per questo sfornano sempre più edizioni "definitive", magari a poca distanza dalle classiche edizioni.
Chi vorrà/dovrà cavalcare l'onda sarà quindi costretto a rincorrere le nuove uscite, pressato dall'esigenza di essere sempre un centimetro avanti agli altri (e quindi un vero figo!).

Ecco perchè spopolano le visioni in anteprima dei film (che precedono di appena un giorno, magari, l'uscita in tutte le sale): vuoi mettere il gusto ad esempio di descrivere su un sito PRIMA DI TUTTI le scene che si vedono dopo i titoli di coda in Pirati dei caraibi?
E vuoi mettere avere Star Wars Deluxe in Blueray?

Lobotomizzati o no credo siano una fetta non trascurabile del mercato.

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Shito
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Messaggio da Shito »

Hols ha scritto:Mah, non so se siano davvero lobotomizzati.
[...]
La questione feticismo-colezionista sicuramente spiega parte del fenomeni che portano all'acquisto di determinati prodotti, ma non scarterei a priori i risvolti "lobotomici".
Ho infatti io per primo distinto tra un collezionista che compulsivamente compra ciò che gli piace, e un collezionista lobotomizzato che compra ciò che gli viene proposto in maniera assonante ai più bassi livelli di associazione di idee (preconfezionate e impiantate) nella sua mente.
mai come ora la necessità di essere "cool" è diventata così impellente
Ciò che io chiamo lobotomia, appunto.

L'essere 'cool' è una questione sociale. Nessuno vorrebbe 'essere cool' da solo e per se stesso. Chi lo crede semmai si autoinganna.

E la debolezza nel percepire la propria stessa esistenza, è un rantolo di autoaffermazione esistenziale per cui si usa una strumentalità vicendevole delle vite dei più, e così ne lobotomizza le menti al massimo comune divisore sociale.

Lobotomizzati o no credo siano una fetta non trascurabile del mercato.
I lobotomizzati, scimmie o cani sono da sempre la maggioranza dell'umanità. Sicuramente una buona fetta di mercato. Ma il mercato non educa nessuno. L'educazione è antieconomica per definizione stessa. Il mercato si pasce della lobotomizzazione altrui: a un lobotomizzato puoi vendere qualsiasi cosa che abbia alle spalle una meme abbastanza forte da renderla simbolicamente necessaria nel suo gruppo etnico-fenotipico.
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Ani-sama
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Messaggio da Ani-sama »

Raghnar ha scritto:ma son l'unico che compra anche per "riconoscenza"?!
I do. :) In effetti è la prima cosa a cui penso quando acquisto qualcosa nell'ambito culturale, diciamo. Musica o video, ecco. L'altra cosa a cui penso è "potrò mostrarlo ai miei figli". Proprio i miei figli, sì. E ho 19 anni e 5 mesi, ma tant'è. Ovvio che c'è anche la componente feticistica, eh! :D
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Messaggio da Raghnar »

Ani-sama ha scritto:
Raghnar ha scritto:ma son l'unico che compra anche per "riconoscenza"?!
I do. :) In effetti è la prima cosa a cui penso quando acquisto qualcosa nell'ambito culturale, diciamo. Musica o video, ecco. L'altra cosa a cui penso è "potrò mostrarlo ai miei figli". Proprio i miei figli, sì. E ho 19 anni e 5 mesi, ma tant'è. Ovvio che c'è anche la componente feticistica, eh! :D
Alla faccia del feticismo!! :shock:
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Messaggio da Ani-sama »

No aspetta, non è il mostrare l'oggetto. È il mostrare l'opera d'arte... ecco cosa. Pensare di mettermi lì e insegnare a mio figlio o mia figlia ad amare i film che io stesso ho apprezzato e amato. Non è poco, credi? :)
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Messaggio da Raghnar »

beh allora è diverso.
da come l'avevi scritto sembrava che il mostrare, fosse legato al comprare.

più feticista di così, a 19 anni pensa già a mostrare ai figli! XD
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Messaggio da Shito »

Ani-sama ha scritto:No aspetta, non è il mostrare l'oggetto. È il mostrare l'opera d'arte... ecco cosa. Pensare di mettermi lì e insegnare a mio figlio o mia figlia ad amare i film che io stesso ho apprezzato e amato. Non è poco, credi? :)
Eh, come dissi un tempo, un mio sogno altamente dionisiaco sarebbe poter giocare col NeoGeo con un mio futuro figlio. :)
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Julius
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Messaggio da Julius »

Rieccomi un po' in ritardo. L'argomento si è risolto in politica come spesso accade.
Oggi a pranzo ripensavo alla questione della pirateria e non riesco nemmeno a giustificarla, per la gente comune, in "scarico e poi compro". Tanto non è vero. Loro sono compiaciuti di scaricare gratis, si credono furbi e rovinano il mondo artistico. E invece, tutto quel maledetto mondo che commercia l'arte, non sopravviverà con la pirateria. Perché oltre agli otaku esistono le persone comuni che tirano fuori i loro soldi per far sopravvivere gli artisti.
Mi dà fastidio che questo mio compagno amante dello Studio Ghibli si reputi persino fascista e poi scarichi questo mondo e quell'altro. Lui il concetto di comprarsi poi il cofanetto di quello che gli piace non ce l'ha proprio. Ma di fatto il lavoro di un'artista è il film, non il cofanetto, che non è nemmeno fatto dall'autore sempre per via commerciale. Chi scarica film da internet di fatto ruba il lavoro degli altri, e forse di coloro che sono più nobili (gli artisti!). Oggi ho pensato che la pirateria sia uno sviluppo e, allo stesso tempo, un tornare indietro nella storia. Vedo infatti la pirateria come la massima espressione di un mondo che, a partire dai romantici, ha cercato sempre più di vendere a basso costo l'arte. E per questo l'arte si è volgarizzata. Un tempo l'artista si poneva davanti alla sua opera senza fissarne un prezzo, perché essa riportava il genio dell'artista. Come si può dare un prezzo alla Commedia di Dante? E perché invece l'artista moderno non è libero di produrre la propria arte senza pensare allo sporco denaro? Prima il popolo si prendeva cura del genio artistico, poi gli ha dato uno stipendio come un semplice impiegato e infine, ora, con la pirateria, vorrebbe rubare la sua arte. Agli artisti non gli è più nemmeno concesso di produrre la propria arte in pace, perché, a causa della pirateria, hanno la preoccupazione di vendere sempre più.
L'arte non dovrebbe essere dei molti, se poi nei fatti gli artisti muoiono di fame. E non mi importa se qualcuno possa apprezzare, conoscendoli tramite la pirateria, dei film. Tanto non è vero che gli sono piaciuti. Non li ha capiti e, peggio, non si è sforzato per farlo. Se il mio compagno, che rappresenta i giovani d'oggi, non è arrivato a sviluppare un rispetto verso l'arte, per quella che è, è solo colpa della nostra società. Ormai neanche più i ricchi (lui è real ricco) si tramandano l'arte, e questo è stato il frutto dell'illusione di dare l'arte a tutti, che ha portato a una volgarizzazione e quindi a un decadimento dell'educazione.
Io capisco che voi parliate di scaricare film mai usciti in Italia, e magari non potete attendere e scaricate. Ma questo va ancora bene perché certamente lo comprerete (spero). Ma io a volte penso di volermi spingere ancora più in là e se proprio mi piace un film giapponese, per giapponesi (e quindi non è roba per noi, ma vi capisco perché sono gli unici che facciano ancora qualcosa), lo compro anche in lingua originale e lo ascolto in originale, per essere ancora più vicina a quel mondo che ha catturato la mia attenzione. L'arte è pur sempre sforzo, sempre se i film si vogliano chiamare arte. Se poi i film di Miyazaki, o altri, sono visti solo entertainment, perché "ah! che belle emozioni che mi danno" (e il contenuto non importa, no? ) allora mettetili pure in rete. Ma in Miyazaki qualcosa di veramente artistico penso che ci sia.

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Messaggio da ali con le ali »

Non sono pienamente d'accordo. Secondo me in sottofondo resta sempre la fondamentale questione del rapporto fra "arte di massa" e "arte d'èlite"...
Vedo infatti la pirateria come la massima espressione di un mondo che, a partire dai romantici, ha cercato sempre più di vendere a basso costo l'arte
Io, sinceramente, non ci vedo nulla di male...anzi!! come dici tu, l'arte non ha prezzo...e tantomeno deve avere un prezzo che solo pochi possono permettersi !! Non é forse una bella cosa che tutti possano fruire di opere d'arte? E'vero che il livello, naturalmente, si abbassa, ma é il prezzo da pagare per un sapere più democratico...inoltre basta cercare meglio, avere la volontà di farlo, per vedere che i veri artisti ci sono ancora! E se uno é un VERO artista, che reputa la propria opera senza prezzo, deve essere felice del fatto che la propria opera trovi una diffusione e porti un messaggio sempre più in là. Io non sono una collezionista, nè una otaku, nè una feticista. Rappresento il pubblico medio. non avrei mai conosciuto autori come Miyazaki, Takahata, o Yuri Norstein, o Laloux etc...se non fosse stato per la pirateria. Naturalmente, ora cerco di avere gli originali; ma non so se il signor Miyazaki avrebbe preferito avere una grande estimatrice della sua opera in meno o un originale in più venduto.
Naturalmente non sono una sciocca, so che la questione é molto più spinosa di così, ma dal punto di vista etico, no, non mi sento in colpa quando guardo un divx, se questo mi aiuta a conoscere un nuovo universo artistico che poi potrò apprezzare in originale...né tantomeno quando mi capita di vedere un film-spazzatura piratato!! Soprattutto quando vedo lo stesso film sugli scaffali a 20 euro senza contenuti speciali !
Riporto un'ultima esperienza personalmente vissuta...mi capita di fare una sostituzione in una formazione corale semiprofessionista che si occupa prevalentemente di musica contemporanea di giovani compositori italiani e del nordeuropa...ebbene, per amore esclusivo della musica il direttore di questo coro (e vi assicuro che si tratta di un professionista con i controfiocchi, molto famoso nel suo settore)viene solo eventualmente compensato con un misero rimborso spese. Se non é arte questa..
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Messaggio da Shito »

ali con le ali ha scritto: Non é forse una bella cosa che tutti possano fruire di opere d'arte?
No.

L'arte non potrà mai piacere a tutti, come dici tu.
Perché i tutti sono il popolo, ovvero il volgo.
Che produce consuma e ama cose popolari, ovvero volgari.

Quanto più si è voluto vendere l'arte, ovvero commercializzarla, tanto più la si è resa popolare, ovvero volgare.

Perché allora si è dovuto andare incontro ai gusti del pubblico.

La legge del mercato vuole che la richiesta determini la domanda.

Così Dickens, ad esempio, quando ormai la stampa industriale aveva massificato il mercato librario, dissolveva fabula e intreccio e livelli di lettura dei suoi romanzucoli ponendo tutta l'enfasi nella caratterizzazione dei personaggi, sì che queli scritti piacessero a delle casalinghe annoiate.

Quanto più si commercializza l'arte, tanto più se ne vuole allargare il pubblico, tanto più la si volgarizza. Non sono implicazioni meccanicistiche, quanto effettualmente sinonimali.

Anche oggi, non a caso, se vediamo gli 'artisti' del passato che vanno per la maggiore, sono infatti i più volgari: gente come Shakespeare, Leopardi, Wilde, cose così. Cose popolari, ovvero volgari.

Ma Michelangelo affrescò la Cappella Sistina per il buon gusto di pochi.

L'avesse dovuta fare per il popolo, sarebbe stata una volgare schifezza.

Intrinsecamente.

E' solo perché il popolo non vuole accettare di essere popolo, ovvero volgo, che anche l'arte si è volgarizzata, divenuta arte presunta, presuntuosa, prima venduta e poi svenduta.

Tremo al pensiero che anche coloro che gridano dinanzi al calcio, si ubriacano o quali altre rozze espressioni di infimo lignaggio possano anche solo pensare la parola 'arte'.

E' una cosa miserabile, la più grande sconfitta dell'umanità essa tutta.

Oggi questo è divenuto lo spettacolo che si vuole chiamare a volte arte. Abbiamo avuto la Pop-Art che è un ossimoro bello e buono nel suo stesso nome. Sono davvero cose miserabili. Non la sconfitta, ma l'annichilazione del bello.
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Julius
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Messaggio da Julius »

No, per me l'artista dovrebbe essere più riconosciuto di così e la sua arte non dovrebbe essere sporcata.
Anche se l'opera può arrivare dappertutto con la pirateria, quell'opera viene sporcata. Viene data a tutti e viene consegnata al popolo. E poi al massimo solo la minoranza si appassionerà di qualcosa di intelligente, la maggior parte della gente rimarrà a scaricarsi cose stupide. E così le cose stupide saranno sempre più in voga. E invece di vergognarsi la gente si sentirà cool a vedere degli stupidi telefilm in tv.
E poi le cose belle non esisteranno più, perché l'arte invece di migliorarsi, tra i pochi che la comprendono, si volgarizzerà e non esisterà più. Infatti si è molto diffusa la popular art, mentre i veri artisti sono sempre meno riconosciuti su scala nazionale.
Io capisco il far giungere il messaggio a molti, perché così più gente lo capirà, ed è anche stato un mio pensiero, ma la vera arte non può essere per tutti, anche semplicemente perché non è capita senza un'educazione. Dante fu uno dei primi che disse che è il lettore che si deve educare al poeta e non viceversa. Può sembrare assurdo, perché un'artista vorrebbe comunicare a tutti, no? Però il risultato sarebbe il decadimento dei contenuti. E l'arte non sarà più indirizzata verso l'alto, verso i migliori, verso i massimi pensieri, ma ritorneremo ai dipinti raffiguranti scene della Bibbia, commissionati dalla Chiesa. E vedere un dipinto di una scena della Bibbia e leggere il passo che gli corrisponde non è affatto la stessa cosa.
Era il pubblico che cambiava: gli analfabeti e chi sapeva leggere. E se l'arte non fosse di tutti, gli analfabeti si impegnerebbero nello studio.

Comunque il discorso si è spostato un bel po'. Ritornando alla pirateria: non penso che sia bello far quel che si vuole con un'opera altrui. Se domani scrivessi un libro, non vorrei vedermelo rubato.
Ultima modifica di Julius il sab mag 26, 2007 5:26 pm, modificato 1 volta in totale.

pippov
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Messaggio da pippov »

Julius ha scritto:Agli artisti non gli è più nemmeno concesso di produrre la propria arte in pace, perché, a causa della pirateria, hanno la preoccupazione di vendere sempre più.
Rispondo anche a Shito.
Se gli Artisti producessero solo per pochi o addirittura solo per loro stessi la pirateria non esisterebbe, e avrei davanti solo Veri Artisti.
La pirateria, quindi, esiste solo perchè Falsi artisti producono una montagna di schifezze per il volgo che, in quanto volgo, se le procura un po' come gli fa più comodo, senza alcuna preoccupazione etica.
E' così o no (se capisco bene i vostri interventi)?

Il Vero Artista, che produce solo per se stesso non avrà alcun interesse per la pirateria, vivrà felice per il suo solo atto creativo.
Il Falso artista si preoccuperà della pirateria, perchè il solo fine del suo lavoro è il guadagno, e la pirateria gli crea problemi.
Quindi: la pirateria aiuta la vera Arte, o sbaglio? Elimina l'interferenza della monnezza (o meglio, sottrae risorse alla monnezza) lasciando maggiori spazi espressivi ai Veri Artisti!

Oltretutto sfido chiunque qui dentro a dimostrarmi che Miyazaki produce per pochi. Non ricordo se l'ho letto qui o altrove, magari proprio da Shito, si diceva che, parole di un/una giapponese, "e poi esce il solito Miyazaki", che evidentemente in patria è considerato alla stregua del Disney di Natale... :roll:
Tutto tranne che elitario, o no?
Si tratta della mia filosofia di vita. Io rispetto tutti, se qualcuno dice che Mourinho non e' meglio di lui sono d'accordo. Ma non posso vivere in questo mondo competitivo pensando che qualcuno sia meglio di me - Jose' Mourinho