La biblioteca Ghibliana...

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jobi1
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Messaggio da jobi1 »

Ho appena finito di leggere "Ecco la Storia" di Pennac. Mi è piaciuto moltissimo, però è decisamente strano. Io di Pennac consiglio, per chi non lo abbia mai letto, "Signori Bambini". E' autoconclusivo e distaccato molto dalla saga Malaussene e dalla sua biografia (cosa che non è Ecco la Storia)


Adesso mi leggo "Nessun Dove" di Gaiman oppure la "Storia Infinita" o "Orgoglio e Pregiudizio".

Altro da dire...... ah si :!: Ho provato a leggere racconti del terrore di Poe ma non son riuscito a finirlo per la noia. Mi aspettavo un Lovcraft e invece mi son trovato a leggere qualcosa di molto pesante (e purtroppo noioso ovviamente è un giudizio molto personale)


Ah chi ha letto Pessoa???


Un appello chi conosce Tabucchi qui, ho un brano che vorrei recuperare ma non so in che libro sia stato scritto???
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minmay
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Messaggio da minmay »

jobi1 ha scritto: Io di Pennac consiglio, per chi non lo abbia mai letto, "Signori Bambini".
mi associo!

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andywarhol
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Messaggio da andywarhol »

jobi1 ha scritto:Altro da dire...... ah si Ho provato a leggere racconti del terrore di Poe ma non son riuscito a finirlo per la noia. Mi aspettavo un Lovcraft e invece mi son trovato a leggere qualcosa di molto pesante (e purtroppo noioso ovviamente è un giudizio molto personale)
Strano, visto che Poe è uno dei maestri dichiarati di Lovecraft.... cos'hai letto precisamente?
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jobi1
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Messaggio da jobi1 »

i primi 4-5 racconti del terrore. Lo so che Lovecraft si ispira, ma bisogna pure dire che stravolge e modernizza il genere.

Son apena tornato dalla libreria e ho preso Caroline di Gaiman. Mi sa che leggo quello al posto di Nessun Dove.

Una mia amica che lo ha già letto dice che lo vedrebbe molto bene come film animato.
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Messaggio da Cascio3 »

Consiglio vivamente Eric Fromm, qualsiasi libro sia.
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andywarhol
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Messaggio da andywarhol »

jobi1 ha scritto:i primi 4-5 racconti del terrore. Lo so che Lovecraft si ispira, ma bisogna pure dire che stravolge e modernizza il genere.
Secondo me Lovecraft ha la stessa genialità di Tolkien, nel senso che ha inventato un mondo tutto suo, complesso e affascinante, che ritorna in molte sue opere. Io però preferisco di gran lunga Poe, che era un maestro nel creare atmosfere malsane e un sentimento incredibile di angoscia e tensione. Se non li hai letti prova con "Il pozzo e il pendolo", "William Wilson" o "La mascherata della morte rossa" che sono i miei preferiti :wink:
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pippov
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Messaggio da pippov »

Lovecraft è da leggere assolutamente. In particolare i racconti brevi, bellissimi, e poi tutto il mito... IMPERDIBILE!

Poe è un po' più pesante, meno horror, meno moderno, ma altrettanto godibile.

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Soulchild
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Messaggio da Soulchild »

Oddio, io in questo topic mi ci sperdo :D ...

Tanto per non stare qui ad elencare quello che ho letto e quello che no, vi dirò qual è la mia personalissima concezione del libro. Il libro è per me, ancora prima che "un contenitore di idee", un oggetto. Eh già, avete capito bene... vi faccio un piccolo esempio: nei tempi più oscuri dell'impero bizantino (quelli successivi alla IV crociata e alla conquista di Costantinopoli) i sontuosi mosaici di chiese e palazzi recavano effigiate ieratiche figure che tenevano in mano libri chiusi, cosa che non si sarebbe ripetuta in epoche successive. Il libro era sentito, percepito, vissuto nella sua dimensione magico-sacrale, oggetto lussuoso da rappresentare con impenetrabili copertine sontuosamente decorate. Ebbene, parte di questa ritualità io me la porto dietro, considerando spesso il libro un oggetto ammantato di laica sacralità, da sfogliare con riverenza, da onorare come un traghettatore di cultura tra i flutti dei secoli.

Affetto da una sindrome di bibliomania (altro che Il nome della rosa! :lol: ), vi devo confessare che bado molto all'aspetto estetico, e così come i miei preferiti sono gli eleganti volumi editi da Laterza, non sopporto comprare libri rovinati, piegati, sporchi e quant'altro. Detto questo, mi consola assai una frase di Umberto Eco, che una volta disse che certi libri non è necessario leggerli, basta averli in libreria e sfogliarli una volta ogni tanto, quasi che così se ne potesse assimilare empaticamente l'essenza. Meno male, dico io, perché la quantità di libri comprati e non letti è incredibile a casa mia! Ogni tanto vado lì, li sfoglio... boh! Prima o poi succederà qualcosa :lol: ! A parte gli scherzi, prima di ogni lettura sfoglio rapidamente il volume, l'aria sottile mi porta l'odore delle pagine come lo scorrere del tempo passato, lontanissimo ma poderosamente racchiuso e imprigionato in quelle due copertine.

Sono pensieri molto personali, difficili da spiegare. Sarà già tanto se almeno uno mi avrà capito e non scambiato per un feticista :lol: !

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jobi1
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Messaggio da jobi1 »

sisi ho capito ... e sto inizianodo a preoccuparmi anche un pochino .... mi a che ti si può trovare al Mi-Sex nel reparto libri antichi :D

No a parte gli scherzi ho capito in parte quello che stai dicendo, e sopratutto lo capisco quando, dopo aver letto un libro che mi è piaciuto in maniera particolare, devo accontentarmi di una edizione un po troppo fuffa per quello che contiene...

W la Salani, da questo punto di vista, che non fa versioni tascabili. Ho i 5 Harry Potter uno vicino all'altro e devo dire che fanno la loro discreta figura :!:
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Messaggio da Soulchild »

Betty ha scritto:Il mio libro preferito è "il Nome della Rosa".
Un po' pesante negli aneddoti storici ma la trama ti conquista


Questo è uno dei pregi di questo straordinario libro: i molteplici livelli di lettura. Oserei dire che per ogni piano c'è un sistema semiotico in ballo (e cosa potevamo aspettarci dal professor Eco? :D ). Ognuno ha il suo o almeno ci si avvicina. Non voglio dire che tutto ciò sia pacifico, anzi. "Il nome della rosa" attua una vera e propria "selezione naturale" sul lettore, una selzione brutale e "snob" che consente solo ai più colti (e con colti intendo persone molto al di sopra della media, cioè Eco e altri 4 professori universitari :lol: ) di accedere all' "ultimo livello semiotico". Il libro infatti è un coacervo indistricabile di citazioni (al limite della mania), di allusioni, di ricostruzioni storiche frammiste ad echi letterari, insomma, quelli che Betty chiama "aneddoti storici" :D . Questo è il livello comunicativo più complesso, perché ha la pretesa di ricostruire nei minimi particolari (e chi ha letto il libro sa quanto "minimi") un quotidiano monastico e medievale (e questi due aggettivi sono di un pesante mostruoso). Fortunatamente, scendendo verso il basso nella piramide testuale, la lettura non perde significato. Certo, si fa più pesante, perché i dati storici, sociali e letterari non padroneggiati fanno fatica a farsi domare dal lettore medio, ma risulta del tutto godibile. Ed anche arrivando alla base della piramide (=il puro intreccio) la lettura non perde in piacevolezza complessiva (ma forse in scorrevolezza sì...), risultando un buon giallo, un dottissimo giallo, ma pur sempre ricco di suspance. Insomma, è un romanzo che ha una straordinaria "scalabilità" (permettetemi un paragone dal mondo dei videogiochi), una versatilità così virtualmente infinita che la rende un'opera letteraria a suo modo epica. Non per niente stiamo parlando dell'enciclopedia-umana-Eco :wink: !
hdibifrost ha scritto:Un consiglio di sfuggita però posso darvelo, fintanto che c'è il 30% di sconto sugli Oscar Mondadori. "I sessanta racconti" di Dino Buzzati
Detto fatto! L'ho preso il giorno dopo :wink: ! Ho letto il primo racconto e già mi ha lasciato spiazzato :shock: ... prevedo una lettura assai stimolante :D !

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Messaggio da Soulchild »

hdibifrost ha scritto:Effettivamente è qualche tempo che non riesco più a stare in media: nei momenti migliori "pedalo" a uno-due libri a settimana.
:shock: Ma chi sei, Super Vicky?? :shock:

Per quanto mi riguarda, da quando ho cominciato l'università il ritmo l'ho perso definitivamente... finite le sessioni se vedo un libro vomito Immagine! A forza di studiarci sui libri ho perso il piacere della lettura per la lettura... per leggere Il ritorno del re ( Immagine ) ho avuto bisogno del fiato sul collo, vostro e dei malefici servizi del TG5, perché altrimenti la mia pigrizia l'avrebbe sicuramente relegato all'estate!

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Messaggio da Heimdall »

Un consiglio per la lettura: “Il sergente nella neve”, di Mario Rigoni Stern. Si legge di solito alle medie, o nei primi anni delle superiori, e lo percepiamo come un'imposizione, come tutto il resto del calderone scolastico. Generalmente viene poi dimenticato o neppure degnato di grande attenzione. Io ho avuto la fortuna di riprenderlo per le mani qualche tempo fa, e mi ha riempito il cuore.
Riporto, per gli amici del forum, una delle pagine più belle del libro, che descrive un episodio accaduto durante la ritirata di Russia, nel febbraio 1943, e che costituisce anche un invito a riaccostarsi a questo piccolo classico dalle grandi qualità.
“Compresi gli uomini del tenente Danda saremo in tutto una ventina. Che facciamo qui da soli? Non abbiamo quasi più munizioni. Abbiamo perso il collegamento con il capitano. Non abbiamo ordini. Se avessimo almeno munizioni! Ma sento anche che ho fame, e il sole sta per tramontare. Attraverso lo steccato e una pallottola mi sibila vicino. I russi ci tengono d’occhio. Corro e busso alla porta di un’isba. Entro. Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul berretto! Io ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando attorno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio da una zuppiera comune. E mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz’aria.
- Mnié khocetsia iestj [Vorrei mangiare], - dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, lo riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. Io faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano. Le donne mi guardano. I bambini mi guardano. Nessuno fiata. C’è solo il rumore del mio cucchiaio nel piatto. E d’ogni mia boccata.
- Spaziba [Grazie], - dico quando ho finito. E la donna prende dalle mie mani il piatto vuoto
- Pasausta [Prego], - mi risponde con semplicità. I soldati russi mi guardano uscire senza che si siano mossi. […] Così è successo questo fatto.[…] In quell’isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un’armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di molto più del rispetto che gli animali della foresta hanno l’uno per l’altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati. I bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere.”
Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve, Einaudi, Torino 1965, pp. 148-150
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spaced jazz
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Re: La biblioteca Ghibliana...

Messaggio da spaced jazz »

Willow ha scritto:Ecco...era da un pò che volevo aprire questo topic...non mi uccidete ^_^'

Cmq, cosa ne pensate della "lettura"?

Leggete molto, ritenete che i libri siano una perdita di tempo, vi piacerebbe leggere di più, ma non ne avete tempo...?

E soprattutto...quali sono i libri che consigliereste? Che cosa avete nella vostra libreria?
Io -causa "pendolarismo"- ho abbastanza tempo per leggere, i libri li acquisto il più delle volte per l'autore. I miei preferiti, indiscutibilmente sono Philip K. Dick e Haruki Murakami, ma me ne piacciono diversi... a memoria questi sono quelli che ho letto negli ultimi tempi:
Yasunari Kawabata-Il paese delle nevi
Takeshi Kitano-Asakusa Kid
George Orwell-1984
Stanislaw Lem-Solaris
Neil Gaiman-Stardust
Banana Yoshimoto-Tsugumi
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Re: La biblioteca Ghibliana...

Messaggio da Mario »

spaced jazz ha scritto:Philip K. Dick
Qual'è il tuo racconto preferito? all'epoca mi stregò "La formica elettrica", ma devo dire che in genere mi piacciono tutti... sono riuscito anche a leggere la versione 'copione cinematografico' di Ubik.. :D

Io sono alquanto commerciale nei miei gusti, leggo King (sicuramente il primo scrittore a cui mi sono affezionato, ho letto il primo libro nel lontano 87), Crichton e Grisham...molti credono che valgano meno di quello che guadagnano con i lori libri, eppure a me piacciono moltissimo...
Di King consiglio di leggere i primi (l'ombra dello scorpione o le notti di salem o ancora La zona morta oppure Shining) e se vi piacciono procedere, questo perchè King ha assunto negli ultimi anni una direzione univoca nei propri romanzi fatta spesso di autocitazioni che rendono la lettura ancora più divertente (ovviamente questo è il mio punto di vista)
oppure se vi volete leggere una lettura "diversa" Stagioni Diverse
:D
Di Crichton consiglio caldamente Sol Levante (visto il nostro comune interesse) ed I mangiatori di morte (che è quello che più mi è piaciuto in assoluto)
Di Grisham vi consiglio invece un libro che è fuori dai suoi schemi "legali": La casa dipinta

...A parte il libro di Grisham, per tutti gli altri c'è stata una trasposizione cinematografica, e nonostante la buona riuscita di quasi tutti i film che ne sono derivati, vi posso dire con certezza che non rappresentano che un 20% delle opere originali

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Re: La biblioteca Ghibliana...

Messaggio da spaced jazz »

Mario ha scritto:
spaced jazz ha scritto:Philip K. Dick
Qual'è il tuo racconto preferito? all'epoca mi stregò "La formica elettrica", ma devo dire che in genere mi piacciono tutti... sono riuscito anche a leggere la versione 'copione cinematografico' di Ubik.. :D
I miei preferiti di PKD sono indubbiamente Ubik e Un Oscuro Scrutare, poi direi La Penultima Verità e L'uomo nell'alto Castello, più o meno gli altri mi piacciono in ugual modo.

Ah, comunque ti consiglio (anzi a tutti, a dire il vero :wink: ) di leggere Stardust di Neil Gaiman. E' una splendida e sognante avventura fantasy, una lettura sì scorrevole ma affascinante. Bellissimo romanzo.
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