Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Non sapete dove postare? fatelo qui!

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kino
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Messaggio da kino »

Grazie Alessandro, anche per avere avuto la voglia e l'onestà intellettuale di rispondere di tutto ciò che ha scritto nel libro.
Grazie a te: tanti complimenti sono davvero un bel regalo di Natale.
Auguri a tutti gli appassionati di Miyazaki!

Alessandro Bencivenni
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Soulchild
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Messaggio da Soulchild »

@Skyrider: qui troverai tutte le informazioni che ti servono sul libro di Bencivenni, compresi alcuni suoi commenti :sorriso2: .

Qualsiasi cosa (domande, considerazioni, critiche...) ti dovesse venire in mente, postala pure qui: è il posto giusto :wink: :D !

P.S. Con questo post ho fatto "riemergere" (su consiglio di pippov :wink: ) il thread a beneficio di Skyrider, così lui se lo può leggere con comodo ed io posso cancellare il topic (ormai inutile) che pippov ha già preventivamente chiuso :wink: .
Ultima modifica di Soulchild il lun lug 05, 2004 2:30 pm, modificato 1 volta in totale.
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Heimdall
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Messaggio da Heimdall »

Se posso permettermi, vi segnalo una mia recensione su questo libro, ispirata in buona parte ai miei post ed ospitata sul bel sito di Im-edith e Gianfree.
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kino
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Messaggio da kino »

Grazie a hdibifrost per la lusinghiera recensione del mio libro. Ma non si vive di solo Bencivenni :lol: A tutti gli appassionati segnalo un nuovo libro in italiano su Miyazaki scritto da Anna Antonini: L'incanto del mondo edito da il principe costante.
Saluti,
Alessandro Bencivenni
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Heimdall
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Messaggio da Heimdall »

kino ha scritto:Anna Antonini: L'incanto del mondo edito da il principe costante.
E' il libro che sta nella mia borsa da lavoro :wink: nonché la prossima recensione che ho in cantiere per il sito di Animazionet.it.
Ciao Kino! Fatti risentire ogni tanto nel nostro forum! :D
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Boulayo
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da Boulayo »

oggi in libreria, guardando a caso tra gli scaffali vedo questo libro solo soletto nascosto in mezzo ad altri due, ovviamente l'ho preso.
"edizione aggiornata" recita la copertina, infatti rispetto a quando è uscito è aggiornato al castello errante di howl.
Non ero a conoscenza dell'esistenza di questo libro, penso poco pubblicizzato.
Ho iniziato a leggerlo, nonostante per ora non dica molto di nuovo rispetto a quello che so, dato che sono comunque un diligente appassionato :-D, lo trovo scritto molto bene ^^
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Tuffgong
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da Tuffgong »

Per chi fosse interessato, il libro "Miyazaki Dio dell'Anime" lo si trova a prezzo scontato (12.80, -20%) direttamente sul sito dell'editore lemanieditore.com.

@Heimdall: Ho visto che il sito di Im-edith non è più attivo. C'è mica modo di leggere la tua recensione a "L'Incanto del Mondo" di Anna Antonini? :roll:
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da Heimdall »

Tuffgong ha scritto:@Heimdall: Ho visto che il sito di Im-edith non è più attivo. C'è mica modo di leggere la tua recensione a "L'Incanto del Mondo" di Anna Antonini? :roll:
Oh, be': non è che fosse nulla di particolare. Comunque, mercé questo utilissimo strumento, ecco qui il mio articoletto ripescato dal limbo delle memorie. Per onestà non ho inteso modificarlo in nulla. Si tratta comunque di uno scritto di cinque anni fa e destinato ad un pubblico generalista: abbiate quindi comprensione per alcune ingenuità e semplificazioni nella sua stesura. ;)
Heimdall ha scritto: Immagine
Autore: Anna Antonini
Titolo: L’incanto del mondo – Il cinema di Miyazaki Hayao
Edizioni: Il Principe costante, Pozzuolo del Friuli (UD)
Prima edizione, ottobre 2003
Pag. 159
Prezzo: 12,50 €
Codice ISBN 88-900688-5-X

Anna Antonini, come rivelano le sue note biografiche in calce al volume, è una giovane ricercatrice universitaria; si è laureata a Padova in Storia e critica del cinema ed ora insegna Documentazione cinematografica presso il DAMS di Gorizia.
Sulla scia aperta dal libro di Bencivenni, Antonini ci propone un articolato saggio sul cinema di Miyazaki, regista ormai “sdoganato” anche presso il grande pubblico occidentale.

Il volume è edito in un'edizione spartana, a tutto vantaggio dei contenuti e del prezzo accessibile. Il saggio ha dimensioni ridotte, che ne facilitano la fruibilità: 116 pagine dedicate all’argomento principale, cioè la discussione sul cinema del Maestro: 20 pagine contengono le schede filmografiche, utili soprattutto per i neofiti che per la prima volta si accostano alla complessa cinematografia di questo grande autore; completano il tutto una sintetica filmografia di Miyazaki, ed una nutrita bibliografia di testi, siti internet ed articoli di riviste da consultare per avere un quadro il più completo possibile dell’argomento trattato.

L’autrice mette da subito a disposizione del lettore il proprio originale punto di vista, dettato dalla sua particolare formazione: “Il cinema d’animazione soffre di uno status negativo che lo relega a genere quando in realtà si tratta, più propriamente, di una tecnica cinematografica, alternativa alla ripresa dal vivo.” (pag. 9), e si predispone a narrare la vicenda di Miyazaki smontando con cura il meccanismo delle sue opere per porne in evidenza i componenti ad uno ad uno.

Il percorso inizia con alcuni cenni biografici di Miyazaki: impensabile analizzarne l’opera prescindendo dal suo vissuto personale. Così, il primo capitolo tratta L’esperienza personale nella definizione dello stile attraverso le parole dello stesso Miya: Antonini compie un’opera assai utile collezionando e dando un ordine a tutta una serie di interviste, conferenze, articoli e notizie apparsi in ordine sparso sulla stampa specializzata.

Tra i tanti, mi piace ricordare questo episodio la cui importanza è giustamente sottolineata dall’autrice.
Durante il bombardamento della città di Utsanomiya, nel luglio 1945, la famiglia Miyazaki si appresta a fuggire dal centro abitato a bordo di un furgone.
“Nell'istante in cui il camion si muove accade qualcosa che segna in modo indelebile l'esistenza del regista: una vicina di casa con in braccio una bambina chiede un passaggio. La donna ripete più volte la richiesta, ma il camion si allontana, e la sua voce si fa sempre più fievole. [...] Miyazaki sperimenta nel pericolo il senso di quella matassa di contraddizioni umane che annoda il vivere civile, la morale e l'attenzione per il prossimo con l'istinto di sopravvivenza e l'incontrollabile foruna; [...] soprattutto si domanda perché né lui né il fratello siano stati capaci di chiedere ai genitori di fermarsi.” Insomma, “una donna ha chiesto aiuto e nessuno l’ha ascoltata”(pag. 33).

I tre capitoli centrali sono a mio avviso il parto più interessante dell’autrice. Discostandosi infatti dalla consolidata prassi di affrontare le opere in ordine cronologico, Antonini tenta un’analisi per tematiche. L’originale suddivisione in capitoli riguarda, nell’ordine: personaggi femminili, maschili e creature fantastiche.
I personaggi femminili sono descritti con una particolare sensibilità. in quanto, forse per Miyazaki è “piuttosto immediato pensare a individui di sesso femminile quando vuole descrivere esseri umani con una particolare sensibilità per il naturale e per il soprannaturale” (pag. 61).
Complesso e interessante è il racconto del retroterra del regista e la spiegazione delle pratiche sciamaniche e religiose che vedono coinvolta e valorizzata la figura femminile nella cultura shinotista giapponese.

Dopo una carrellata sulle “figure maschili” e sulle “creature di altri mondi”, Antonini chiude il saggio con il capitolo “Smontare il meccanismo”, concretizzando l’obiettivo posto sin dall’inizio.
L’autrice pone l’accento sull’universalità del cinema di Miyazaki, che “permette ad ognuno di riconoscervi la propria dottrina scientifica, religiosa o filosofica a patto che abbia come fondamento il confronto e il rispetto degli altri […].” (pag. 113)
Quello di Miyazaki non è un cinema a tesi, né il veicolo di un messaggio politico. È però il portato di un complesso mondo culturale, anzi interculturale, “nel senso che prende dalla sua e dalle altre culture ciò che gli permette di esprimere meglio la storia che vuole raccontare” (pag. 124).

Per concludere, il saggio di Antonini è sicuramente più impegnativo del libro di Bencivenni per i suoi riferimenti costanti alle tecniche ed ai linguaggi del cinema, e per gli articolati ragionamenti di stampo antropologico culturale; queste caratteristiche ne costituiscono comunque il grande pregio: anche gli appassionati più incalliti del maestro giapponese saranno costretti a mettere in discussione i loro convincimenti e le conclusioni cui sono già arrivati. Il discorso è comunque condotto in maniera che chiunque sia interessato all’opera del Maestro possa ritrovarcisi ed ottenere i riferimenti e le informazioni che cerca.
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Tuffgong
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da Tuffgong »

Grazie Heimdall. :wink:
Notavo adesso che anche di questo ne è uscita una edizione aggiornata.
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im-edith
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da im-edith »

Tuffgong ha scritto: @Heimdall: Ho visto che il sito di Im-edith non è più attivo.
buah T__T però visto che ci siamo e riesumiamo, perché non postare anche la recensione che hai scritto del libro a cui è dedicato proprio questo topic?
Hayao Miyazaki - il dio dell'anime

Alessandro Bencivenni, di professione sceneggiatore, è un competente appassionato di cinema e di animazione del sol levante, ed in particolare di Miyazaki, il regista giapponese noto ai più forse solo per aver vinto l’Oscar nel 2003 col lungometraggio “La città incantata” o, in tempi più remoti, per aver posto mano a vario titolo alle note serie televisive di “Heidi” e “Conan”.
Col suo saggio Bencivenni si pone un obiettivo ambizioso: presentare il regista giapponese al pubblico italiano, traducendone e interpretandone la complessa cifra comunicativa. Nel 2003, per mano sua è uscito il prezioso volumetto “Hayao Myiazaki – Il dio dell’anime”, edito dalla genovese Le Mani.

Diciamo subito che il testo, circa 160 pagine snelle e scorrevoli, è ben fatto, realizzato con cura. Il saggio si pone quindi un gradino sopra alla gran massa di pubblicazioni per fan, spesso realizzate con passione, ma incapaci di rivolgersi ai non addetti ai lavori. Nel saggio di Bencivenni invece, il lettore è preso per mano e condotto attraverso un percorso coerente e lineare, al termine del qual potrà dire di avere i principali strumenti culturali per apprezzare a pieno le opere del “Maestro”.

Il percorso pensato da Bencivenni comincia col dissipare i più diffusi luoghi comuni sull’animazione nipponica: violenta, seriale, senz’anima. Mettendo ordine in questo complesso mondo, l’autore spiega che molti di questi convincimenti sono dovuti “alla maniera insensata con cui i cartoni giapponesi sono stati messi in onda in Italia, snaturando, livellando, confondendo gli originali” (pag. 13).

Come in molti altri campi dell’arte, anche tra gli anime giapponesi è facile trovare dei capolavori e dei maestri. Miyazaki è uno di questi: la sua fama in patria gli ha meritato l’altisonante soprannome di “dio dell’anime”, ricalcato su quello che già fu di Tezuka, “dio dei manga”. (I manga, ricordiamolo, stanno agli anime come i fumetti occidentali stanno ai disegni animati).

Ma chiaramente, un prodotto culturale importante come il cinema di Miyazaki non può essere importato in occidente senza che ci si sforzi di capire da dove viene, di comprenderne la complessa genesi. E così Bencivenni dà al lettore una serie di informazioni, non solo pertinenti e preziose, ma anche incastrate in una costruzione che le valorizza e ne fa un discorso scorrevole e coerente sulla vita e sul percorso umano – ancora prima che artistico – di Miyazaki. Anche i fan più agguerriti del regista nipponico troveranno informazioni inedite e interpretazioni intelligenti con cui misurarsi.

Il libro è organizzato in capitoli corrispondenti all’incirca alle principali opere di Miyazaki: serie e lungometraggi. Di ciascuna opera vengono forniti dapprima un riassunto (scritto in corpo diverso, così da non fornire rivelazioni e anticipazioni non richieste), e poi un articolato commento, fondato su un’attenta analisi della cultura, letteratura e cinema giapponesi, letti alla luce della storia personale, politica e familiare del regista.
Il valore aggiunto della prova è proprio nella sensibilità culturale dell’autore, che non ha mancato mai di contestualizzare con proprietà di argomenti ogni passaggio della poetica di Miyazaki da lui commentato.

A mio avviso è un'opera di cui si sentiva la mancanza: l'opera del Maestro con questo saggio, è uscita dalla clandestinità delle community di internet per approdare alla carta stampata e restare - si spera - nelle biblioteche e nelle bibliografie.
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Dal Salento con furore... Dove nessun cinema trasmette film Ghibliani (almeno non quando escono nel resto d'Italia!)
Dottor Rao ha scritto:Nascevi un secolo addietro e non c'erano i film di Miyazaki, praticamente un'esistenza inutile
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da KwErEnS »

Mi sono accorto solo adesso che è già disponibile su Amazon la 3a edizione di HAYAO MIYAZAKI - Il dio dell'anime riveduta... e (spero) corretta. :)
(Nel sito dell'editore è scritto "2011", ma la copertina è quella giusta della 3a edizione 2014).
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Shito
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da Shito »

Molto rivista, molto corretta. ^^
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da KwErEnS »

Però vedo ora su LibreriaUnivesitaria che sarebbe uscito già a maggio 2014, mentre su IBS la scheda della terza edizione non c'è nemmeno... non ci capisco più nulla! :?
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Re: Hayao Miyazaki il dio dell'anime

Messaggio da Shito »

A mia conoscenza è uscito dopo l'estate. :-)
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