Rieccomi qua, a commentare roba vecchia di mille anni!
D84 ha scritto:Tutti i personaggi neri della storia, fin dal momento in cui, con Mickey, cominciano ad avere un ruolo evidente nel mondo del dottore, hanno un accento diverso dagli altri.
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Non parliamo del resto. No, anzi, ne parliamo. Martha, ottima compagna, ha una caratteristica nuova: è nera pure lei. Non c'era mai stato un compagno (meno che mai una compagna) in tutta la classicità che non fosse strettamente "caucasico". Ed eccola, che non solo spezza questa convenzione, ma ne spezza pure un'altra! Dopo che Rose aveva aperto la strada alle novità, come prima slimonatrice del dottore, ecco che questi dà di lingua anche alla compagna nera, sgretolando così ogni convenzione precedente.
Credo che il revival dottoriano abbia sdoganato parecchi temi "scomodi" e politically uncorrect: e qua la responsabilità-merito di Davies è innegabile.
Il pubblico dottoriano degli anni 2000 si trova immerso in un mondo completamente diverso da quello degli anni '60 e pure degli anni '80.
Se davvero il nome più diffuso nella City sembra essere Mohamed, il mancato inserimento di personaggi di colore non sarebbe potuto essere che un limite e un impoverimento per la serie.
Per ora mi sembra si siano ricalcati gli stereotipi americani della "spalla comica nera" per i maschi (simpatici, un po' stupidotti, grezzissimi, sempre pronti a cacciarsi nei guai più assurdi) e della "mamma Robinson" per le femmine (responsabile, gentile, sempre elegante e sorridente): oltre ai già citati, io andrei a confrontare l'intera famiglia di Martha, trovando quanto corrisponda alla descrizione sopra riportata.
Ma Davies, come spesso ricordato, ha portato tematiche inedite all'interno del mondo dottoriano: tanto per non ripetermi, cito il solito Jack Harkness e il suo approccio "libertino" al mondo.
Ma anche l'enfasi posta sugli aspetti più oscuri del Dottore credo sia abbastanza inedita: per quel poco che ho visto, tranne il mefistofelico Primo Dottore, mi pare che le reincarnazioni classiche fossero tutte, più o meno, integre dal punto di vista morale: qualcuno addiritttura si muoveva in una fase sub-morale, se vogliamo, sfiorando appena le tematiche più complesse e senza sbattersi troppo in crisi di coscienza.
E' vero, esistono eccezioni (il Baker che deve decidere della sopravvivenza di un'intera razza, ad esempio), però in generale mi sembra che solo con la comparsa del Nono si sia iniziato a far pagare carissime al Dottore le prorie scelte presenti, passate e fututre: compagne perdute, famiglie distrutte, ecc. Tutte colpe che ricadono, spesso, solo sulle spalle di sto pover'uomo.
Mi viene in mente, ad esempio, il doppio episodio "Human Nature" e "Family of Blood" (seconda stagione del Decimo) durante i quali il Dottore, per sfuggire a cacciatori alieni, si trasforma in umano, nascondendosi nell'Inghilterra dei primi del 900 e spacciandosi per accademico.
E' una delle poche storie in cui si trattano temi razziali (Martha è infatti costretta, per coprire il "travestimento" a lavorare, come cameriera nella scuola tra discriminazioni e angherie da parte dei nobili rampolli che ivi studiano) e in cui il Dottore dovrà confrontarsi direttamente con la scia di distruzione che lascia dietro di sè.
Una frase riassume perfettamente l'intero episodio, pronunciata dalla donna umana che si era innamorata di lui e che si era vista poi costretta ad abbandonarlo non appena conscia della sua vera identità: "Se il Dottore non fosse mai venuto qui, se non avesse scelto questo posto, avremmo avuto lo stesso tutti questi morti?" E Tennant, ovviamente non sa cosa rispondere (doppio episodio di Paul Cornell, tra l'altro.... lo dico per gli appassionati!).
Interessante comunque come, a distanza di decenni e a fronte di cambiamenti così radicali nelle tram e nello spirito dello serie, il Dottore riesca comunque a mantenere la propria unicità e peculiarità, risultando riconoscibile anche oggi.
D84 ha scritto:Ma in sé e per sé, il dottore resta sempre maschio e caucasico, come i cadaveri nelle serie poliziesche americane. Qualche volta, non ufficialmente, nelle serie spin-off audio Big Finish o nei Rednoseday comici, è capitato che il Dottore diventasse una donna, e che qualche volta si facesse prendere da passioni variamente improbabili, come quella per il Master in "Curse of the Fatal Death". Una volta sola è capitato che Doctor diventasse nero, nei panni, come ho già detto, dell'attore comico Lenny Henry, incarnando uno dei dottori più divertenti che abbia mai visto, e facendo anche sì (sarà stato un caso?) che la sua compagna "Peri" lo trovasse "molto attraente" e volesse "conoscerlo meglio", anche se trattadosi di un programma comico per bambini, il tutto si è ridotto nel trasformare la sala di controllo del Tardis in una discoteca. Ma nella classicità, a fronte di tanta "spregiudicatezza" per quel che riguarda compagni e comprimari, il Dottore resta un esempio intoccabile di tradizionalismo inglese. Chissà, forse è vero, come disse un responsabile della programmazione in BBC, che cercare di manometterlo sarebbe come cercare di manomettere la monarchia...
Eheheheh, girano delle voci, però, sul possibile 11simo Dottore.... Chissà...