Live action di Kyashan- La rinascita

Film, al cinema o a casa

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Koshien
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Live action di Kyashan- La rinascita

Messaggio da Koshien » gio gen 05, 2006 8:00 am

Non ho resistito... pare che il 21 aprile potremo vedere il live-action di Kyashan al cinema anche nel nostro paese.
Per ulteriori informazioni ecco il link
http://filmup.leonardo.it/sc_casshern.htm

Ma... sono quasi scioccato... :wink:

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Koshien
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Messaggio da Koshien » gio gen 05, 2006 8:05 am

:oops: mi sono dimenticato di inviare anche due recenzioni correlate di immagini....
http://www.cineclick.it/recensioni/archiv/casshern.asp
http://www.ihmagazine.it/articoli/no1530.html

Che roba lui stagliato nella luna...

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Messaggio da Heimdall » gio gen 05, 2006 8:40 am

Del film live di Kyashan si era già detto qualcosa in un altro topic. :)
Shito ha scritto una bella presentazione del film, che trovate in questa pagina del suo blog.
Immagine

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Messaggio da ghila » gio gen 05, 2006 9:39 am

Tra l'altro sul film ci sono pareri discordanti.
Il che aumenta la mia curiosità! :) Grazie Koshien della segnalazione e grazie Heim dei link. :wink:
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Messaggio da Shinji71 » ven gen 06, 2006 12:36 am

sono recalcitarnte ai live action data le esperienze ,ma devo dire che la recensione di Shito mi ha incuriosito molto
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Messaggio da Ale K » ven lug 21, 2006 12:35 pm

Alla fine l'ho visto e mi è piaciuto.
L'unica cosa che mi ha fatto storcere un po' il naso nella storia è
Spoiler:
quel "Principio Vitale" che ogni tanto ricompare durante la narrazione e che funge un po' da "deus ex machina".
Sono artifizi che non apprezzo molto in generale.
Qualcun altro l'ha visto?

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Messaggio da Buta » ven lug 21, 2006 1:33 pm

coincidenza l ho visto proprio ieri sera....

devo dire che e' un film abbastanza inutile....certo ..la scena di lui che con la mano taglia in due il soldarobot...per chi e' cresciuto a pane e cartoni animati,,,non lascia indifferente....brividotto..certo... :D

per il resto bella colonna sonora..bei fondali...ma gli attori nipponici (tranne rarissime eccezioni)...fanno veramente schifissimo...

trama ridicola.....

sicuramente un occasione sprecata per fare una buona rivisitazione..

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Messaggio da Ale K » sab lug 22, 2006 12:41 pm

In un film in cui persone non classificate come "Buoni o Cattivi" si massacrano a vicenda pervarse da un odio talmente profondo da essere in grado di autoalimentarsi ed amplificarsi continuamente e in cui si arrivi alla comprensione che l'unica soluzione, l'unico modo per fermare la distruzione, si trovi nel coraggio di una delle controparti di fermarsi, dimenticare il male ed i lutti subiti per quanto gravi potessero essere, rinunciare alla vendetta e dire "basta", bè, in un film del genere, mi frega veramente poco di una mano che taglia in due un robottone.

Non solo non l'ho trovato un film inutile, ma mi è sembrato pure anche molto attuale...

Il combattimento contro l'esercito robotico è stato molto figo certo, forse ci voleva pure, ma per fortuna il film non era basato su quello!! Forse il film soffre di un eccesso di retorica (nel finale sopratutto), non è perfetto, ma (ancora) per fortuna è stata una rivisitazione intelligente, e non da "Power Player".

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Messaggio da Buta » sab lug 22, 2006 1:07 pm

ma guarda ti diro'...potrebbe essere anche come dici tu,,,

ma perche' chiamarlo kyashan..??

la realta' dei fatti vuole che l attrazione principale del film...(personalmente lo trovo penoso)...sia proprio quella di ricreare certe siutazioni dell anime....

cmq trovo fighe altre cose ....

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Messaggio da usako » mer ago 09, 2006 4:33 pm

Ale K ha scritto: Non solo non l'ho trovato un film inutile, ma mi è sembrato pure anche molto attuale...
Anch’ io ho molto apprezzato questo film per tutto quello che ha voluto “comunicarmi”… “insegnarmi”… “spiegarmi” o “avvertirmi”…
E sono sicuro che ci sarebbe riuscito anche se in vita mia non avessi mai saputo a cosa potesse mai riferirsi un titolo (di una qualsiasi forma d’opera/arte…) quale appunto “ Kyashan”…

Tutto troppo scontato ?? Soliti stereotipi ?? Solita retorica sull’agire umano o sul senso della vita ??
Non mi interessa quel più di tanto… preferisco “credere” nel messaggio “mediatico/fittizio” di questo film piuttosto che in quello di tanti altri ciarlatani e cialtroni (politicanti e non…) che governano disastrosamente le nostre già ben tristi realtà…

L’ho visto con altri “aficionados” e a loro contrario ho gradito il modo in cui siano stati “citati” (e anche “rivisitati”…) alcuni elementi/oggetti, personaggi, concetti, tematiche “chiave” già presenti nella prima versione animata…

Tra i tanti, ad esempio, sono stato ben felice di non vedermi tra i piedi un “Flender” in versione robotica… dopo aver visto la pellicola mi avrebbe fatto torcere il naso di molto questa sua eventuale “re-interpretazione”… è stato molto meglio il semplice “omaggio” per cui hanno optato gli ideatori e tutte le mie lodi vanno al loro essersi voluti concentrare,appunto, su ben altro attraverso figure del cast ben più complesse ed interessanti…

Alcuni combattimenti mi hanno subito fatto ricordare un altro film di stampo live action che ho visto di recente… quello dedicato a Cutie Honey (e speriamo che "mamma Shin Vision" non mi faccia troppo penare nell’attesa della versione patriottica… chissà poi quale la doppiatrice prescelta per interpretare “le fatiche” della conturbante Sato Eriko nei panni, pochi… per fortuna, di Kisaragi Honey… :lol: )

Tutti gli altri (particolare poi, almeno per me, quello contro Brayking…) hanno pienamente soddisfatto anche il mio “Io bambino” che all’epoca, tra un compito di scuola e l’altro, il corso di tennis e per tutti i santi pomeriggi, divorava “anime” e “tokusatsu” (nonché ciclopiche fette di pane spalmate di famosa cioccolata…) incantandosi e credendoci (allora era anche più ovvio…) fino al punto di …

averne ancora oggi, ciecamente, voglia di farlo…

Ciauz !

:wink:
Tsuki no hikari ha ai no message...

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Messaggio da Shito » gio ago 10, 2006 12:17 pm

Personalmente ho trovato pregnante nel film il dualismo tra giovinezza e maturità.

Giovinezza come possibilitù di vivere per degli ideali, e maturità come attaccamento alla pratica, alla vita propria e dei propri singoli cari,

La cosa è stridente sia nella coppia padre/figlio del protagonista, sia in quella di padre/figlio dei governanti supresi.

Il conflitto è vivido come la tematica.

E' terrificante la scena in cui Azuma padre uccide Luna per far capire al figlio la vera natura dell'amore, lui che aveva vissuto ormai una vita di ricerche e scienza per salvare la moglie.

Allo stesso modo, l'asservimento di uno stato all'allungamento della vita del generalissimo del figlio di lui, che poi si produce in uno sprezzante colpo di stato.

Io non so quanto i miei dialoghi siano stati modificati nel doppiaggio, mi si dice parecchio.

Ma tutto questo era davvero vibrante in originale.

La scena della farfalla che uccisa torna alla vita e sembra togliere il significato agli atti della vita stessa è emblematica.
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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usako
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Messaggio da usako » ven ago 11, 2006 4:12 pm

Shito ha scritto: Personalmente ho trovato pregnante nel film il dualismo tra giovinezza e maturità.

Giovinezza come possibilità di vivere per degli ideali, e maturità come attaccamento alla pratica, alla vita propria e dei propri singoli cari

La cosa è stridente sia nella coppia padre/figlio del protagonista, sia in quella di padre/figlio dei governanti supresi.

Il conflitto è vivido come la tematica.

E' terrificante la scena in cui Azuma padre uccide Luna per far capire al figlio la vera natura dell'amore, lui che aveva vissuto ormai una vita di ricerche e scienza per salvare la moglie.
E’ vero e condivido… però, personalmente (ho visto il film solo una volta, non riesco a ricordare tutto con precisione e spero di non sovrainterpretare troppo le cose…) non riesco a vedere queste azioni/fini che spingono “l’amore” di queste figure protagoniste maschili pienamente non colpevoli anche di egoismo, egocentrismo e forse anche cinismo che, sempre personalmente, non ritengo qualità per niente affascinanti o edificanti quel più di tanto (anche se ovvie in quanto innate in noi stessi e soprattutto maggiormente scatenate in determinati frangenti…) nonché agli antipodi di quanto attuato/concepito dalle co-protagoniste femminili e in particolare da Midori, la madre del protagonista (e vedrei, sempre e solo personalmente parlando, proprio Luna come suo diretto “degno successore” sia anche nella vita dell’adorato figlio che come valida procreatrice di nuove “speranze”…)

Quello che il film mi ha dato a primo acchito è stato il modo di vedere in Midori, sin da subito, una maggiore considerazione, tolleranza, pazienza, filantropia, amore profondo e generoso senza remore o tornaconti per qualsiasi forma vitale… dalla più piccola e avvizzita piantina all’essere geneticamente modificato più ripugnante che ci sia… e per me è stato simbolico vedere come quasi non avesse bisogno (ma è assurdo e me ne rendo conto…) di fantamegascientifiche formule (corredate da fulmini celestial/cibernetici a sugellare il tutto…) per “provare a salvarne” anche solo una di queste in quanto ci prova ugualmente solo attraverso una semplice, naturale (ma insufficiente certo visto il caso…) “respirazione bocca a bocca”… roba primordiale, usata dagli umani comuni considerati fuffa/trippa per gatti, almeno nel contesto di questo stesso film…

Eppure in quel momento lei stava vivendo ben altro dramma… quello “per eccellenza” per ogni vera madre che si rispetti…

Il funerale di un figlio stra-adorato

Ebbene per un attimo mi è parso lo mettesse da parte, quasi lo dimentica…ne ha un’altra da salvare che gli si para più o meno davanti e che (e magari vuole…) dovrebbe essere considerata “come mai è stato fatto prima” e lei senza battere ciglio è gia pronta con tutte le sue sole forze a tentare di salvarla, amarla senza preoccuparsi minimamente di chi o cosa essa sia…
Forse sto sovrainterpretando e/o esasperando la cosa ma trovo che questa, per me, rappresenti una vera forza, un esempio di amore di quelli con la A maiuscola, roba sì potentemente “vibrante”, appagante… altro che i gingilli ipertecnologici e belligeranti, gli ideali da “Supertutto” e “Sopra-Tutto” o quant’altro vada a fregiare, in maniera posticcia, i protagonisti maschietti…

Ho visto Tetsuya voler contribuire per la giusta causa (e aiutare gli amici sotto il fuoco nemico e bla bla bla…) preferendo sacrificare addirittura il suo appoggio/sostegno (morale soprattutto…) per colei che l’ha creato (e che sta inevitabilmente per passare a miglior vita…) e “indora la pillola” che l’amata Luna dovrà ingerire promettendole, al suo eventuale ritorno, un fedele anello nuziale al dito…
Tutto nobile alquanto se non fosse che, almeno per me, lo fa maggiormente per coronare il suo sogno di ottenere la vittoria definitiva appunto in quel conflitto generazionale con papà sempre e solo “formule e laboratorio”...un sogno che Tetsuya, a quanto pare, nutre da un bel po’ accecato dal suo egoismo…

Papà Azuma conduce…
Shito ha scritto: una vita di ricerche e scienza per salvare la moglie.
Eppure, per me, quei numerini tatuati (tremendi…mi hanno inevitabilmente ricordato ben altri agghiaccianti aspetti della nostra storia…) proprio sui polsi “di chi meno te lo aspetti” sarebbero dovuti servire da altro tipo di monito e NON come solo scopo di rivalsa, onnipotenza (di altri co-protagonisti maschili del film) o anche solo come giustificazione di questo maniacale ed immenso amore (che comunque cerco di comprendere senza troppo biasimare…) “per una sola vita a noi cara” da salvare a tutti i costi a scapito di migliaia degli stessi “simili”…
Shito ha scritto: E' terrificante la scena in cui Azuma padre uccide Luna per far capire al figlio la vera natura dell'amore…
Hai ragione, lo è... ed avrei agito inevitabilmente come il figlio (sbagliando a mia volta… lo so )
Perché in fondo, e magari in un mio modo di concepire/accettare un insegnamento, avrei preferito che mamma Midori mi avesse fatto capire, in maniera decisamente diversa, quale il vero senso dell’ Amore armata magari di dolci parole, di dialoghi profondi e significativi che non di inutile piombo assassino…

Da un “maturo” prof. Azuma mi sarei aspettato di vedere una maggiore tempra nel dover accettare una cosa naturale (ma indubbiamente triste…) come la morte di un proprio caro…
Ma capisco anche come questi grandi dolori possano letteralmente cambiarti dentro, profondamente, e come questi non conoscano, ahimè, età, sesso, ceto sociale o etnia… arrivano e basta, spesso senza neanche un barlume di preavviso…
In poche parole avrei preferito un Azuma che “elaborasse con maturita’ ” quanta l’importanza di concentrare tutto il sacrificio di una propria intera esistenza, fatta tutta di sfiancanti studi scientifici, per uso principalmente esclusivo della salvaguardia di TUTTI gli esseri viventi e magari in onore/memoria della sua grande donna, unico immenso amore della sua stessa felice vita (di coppia), piuttosto che del netto contrario…

Questa esperienza vissuta dal professore mi fa anche ricordare di suggerire un altro film al limite da visionare (però animato e molto datato…ma giapponese, così restiamo più o meno in topic) con storia analoga (qui il protagonista è segretamente innamorato, sin da bambino, di colei che invece il destino vuole legata, come moglie, al suo migliore amico d’infanzia…) e che gode di un colpo di scena finale molto commovente e che mi ha fatto versare non poche lacrime…
Sto parlando di : Galaxy Investigation 2100: Border Planet

Shito ha scritto:Il conflitto è vivido come la tematica.
Mi piace ricordare che proprio ai tempi (più o meno) in cui Kyashan godeva dei suoi successi animati era tipico vedere in altre serie tv giapponesi (almeno in quelle che ho visto qui in Italia...) l’evidenziarsi di questi conflitti generazionali “Padre/Figlio”...
Ricordo abbastanza chiaramente anche lì delle importanti figure materne (anche se raramente “visibili” fisicamente parlando…) ben presenti nelle memorie dei propri amati figli maschi.
Figli come Haran Banjou o Rey Amuro che a loro volta provavano a ricambiare cotanto ed unico affetto ricevuto, attraverso un “giusto ed onorevole agire” nella loro lotta atta ad eliminare per sempre o al limite vista come forma riparatrice di tutte quelle magagne causate dagli altrettanti autorevoli paparini, tutti presi da sogni megalomani o improbabili terre promesse da raggiungere e dove poter proliferare in qualità di “ perfette forme umanoidi ”.
Shito ha scritto:...in uno sprezzante colpo di stato
E’ vero… quanta è stata vera e grande l’emozione provata nelle scene viste (sogni ?? speranze degli stessi protagonisti di cio’ che potrebbe essere ??) lungo il finale del film…
“Portarselo in groppa” con amorevole rispetto potrà anche sembrare buonismo o cosa scontata per un eventuale e mieloso lieto fine… però che bello immaginare come con maggiore dialogo, democratica inter-comunicabilità, liberi da etichette inutili, le diverse mentalità di una stessa potente famiglia “al comando” potrebbero seriamente evitare eccessivi spargimenti di sangue innocente, tanti simbolici “11 settembre”, sconcertanti bombe umane e milizie sempre più “giovani” decimate come niente…

Spezzo un’ultima lancia a favore di…
In Brayking Boss credo di aver intravisto, oltre alla bruciante sete di vendetta, una personalità “precedente alla sua rinascita” più profonda e complessa, che sofferma il proprio pensiero con più giudizio e amore, armato solo (ma la mia memoria vacilla pericolosamente in questo punto del film e temo di ricordare chissà cosa…) di una semplice penna e dei fogli bianchi …
Fogli su cui lasciare in eredità (non solo a chi ama di più nella sua ristretta cerchia familiare…) versi stupendi sul significato primo di una qualsiasi vita o solidi trattati di pace, armistizi da far firmare il prima possibile… ma mi sa che sto troppo, inutilmente, sovrainterpretando…

Il papà scienziato di Luna mi è parso come quello che prima di tutti gli altri maschietti protagonisti avesse capito che bisognava fermarsi molto tempo prima… forse non tutto era perduto, il rimedio al disastro definitivo crede possa esistere da qualche parte e prova in tutti i modi a convincere della cosa il caro amico collega/futuro parente Azuma…
La sua invenzione (un’armatura invincibile per un Soldato Modello di conseguenza “immortale”… tremendo ! Ma non ci bastavano, oggi, i missili intelligenti e le armi chimiche ?? ) voglio perdonargliela in quanto credo gli sia stata maggiormente imposta dagli alti ranghi governativi di cui è servitore che non da un suo solo squallido e sterile autocompiacimento, sete di fama e gloria nell’aver raggiunto il summa nel suo stesso ingegno creativo…
Shito ha scritto: Il conflitto è vivido come la tematica.
....
Io non so quanto i miei dialoghi siano stati modificati nel doppiaggio, mi si dice parecchio.
....
Ma tutto questo era davvero vibrante in originale.
Vorrei ricordarmi di questo film maggiormente per altro…
Forse anche perché a 12 anni, un maledettissimo male incurabile me l’ha portato via prima ancora che io potessi permettermi il lusso di godere di simili esperienze “conflittuali”… e di sicuro nessun esperimento alla Azuma/Frankenstein mi avrebbe potuto aiutare… in fondo l’amavo “follemente” anch’io ma è andata ugualmente così come doveva…

Quindi orfano di queste emozioni preferisco cogliere in altri conflitti o aspetti del film le qualità vibranti da te citate…

E sono tristi, più sordide che mai e fanno anche molta paura…tremendamente attuali poi…
Razzismo, denigrazione , odio accecante, violenza inaudita, incomunicabilità e il solito preoccupante sogno di onnipotenza che divora, di “popolo (auto) prescelto” tutto spinto da un perfezionismo messianico che pretende anche di insediarsi su troni divini o soprannaturali al fine di gestire leggi di una VITA che , siamo sinceri anche solo per una volta, non sappiamo minimamente “perché e percome” accadano veramente…

Sarò un utopista, il solito vetusto ed inutile ultimo dei romantici, un irresponsabile sognatore e quant’altro mi si possa o voglia dire.

Ma il vero messaggio ultimo che vorrei tanto “estrapolare” da questa pellicola è quello di poter veramente sperare, con tutto il cuore che, io in primis e l’universo che mi circonda TUTTO, non ci si ritrovi mai nel NOSTRO prossimo futuro ad essere costretti di capire a carissimo prezzo e per colpa di tanto cocciuto, ostinato pregiudizio nonché ignoranza, quanto rischiamo realmente di perdere (soffrendo come non mai…) senza almeno degnarci di provare, sin da adesso e con tutta la vera buona volontà, a modificare radicalmente le regole di un gioco che sta diventando esageratamente pericoloso per tutti, ma proprio tutti…

NOI
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Messaggio da Raistlin » lun set 11, 2006 11:06 am

Visto, sicuramente più impegnato della maggior parte dei live Jap, ma è un pò troppo astratto per i mei gusti. :?

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Messaggio da Jed » lun ott 02, 2006 1:11 pm

Posso dire la mia? kyashan è un gigantesco punto interrogativo. Passino le strane scelte del regista, ma non riesco assolutamente a capirlo. Partendo dai dialoghi, dopo una breve analisi mi sono reso conto che dal principio alla fine i dialoghi dicono la stessa identica cosa (complimenti agli sceneggiatori quindi, potrebbero fare un dizionario dei sinonimi e contrari tutto loro), una sorta di sottodocumentario pacifista anti-nazista.
Da altre parti mi hanno assicurato che questo è uno stile cinematografico tipico giapponese, forse si sarebbero potuti risparmiare di portarlo da noi quindi. Abituati a film veloci, diretti e stupidamente comprensibili, in italia usciti dal cinema non abbiamo il problema dell'interpretazione. E' indubbio però che la scelta di alcuni attori sia azzeccata, come il padre di kyashan e quel personaggio che in teoria dovrebbe rapresentare l'antagonista. Ripongo un paio di domande, perdonatemi se ancora non sono riuscito ad interpretare le risposte ricevute da altre parti ;_;
a) fulmine di metallo. Alcune supposizioni ritengono che sia stato lanciato da quel Dio dimenticato, ho i miei dubbi, sinceramente mi aspettavo una spiegazione a fine film
b) il castello. Un esercito robotico pronto a farsi comandare a bacchetta...ma da dove escono fuori? e come ci arrivano?
c) Alcune persone "nate" da quella sorta di brodo non sono minimament in grado di difendersi, perchè invece alcuni di loro risultano essere superiori agli altri? Cos'hanno di speciale? Perchè provengono dal villaggio in cui si credeva si fosse generata la vita?
d) non vedo il motivo per cui tutti si preoccupano di non morire se poi basta immergersi nella vasca.
Vi chiedo ancora una volta scusa se vi sembrano domande banali, ma non sono abituato a questo genere di film e la mia massima interpretazione tra le righe si riduce ad un misero: «si, è un film che parla dell'olocausto in fondo. e poi?»

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Messaggio da Shito » mer ott 11, 2006 9:14 am

Le tue domande non mi sembrano banali, quanto piuttosto futili.

Nel senso, lo stesso senso di cui dissi ai tempi di Howl: perché focalizzarsi su trivali dettagli di trama quando il punto è il valore trasfigurativo di quella, e dei suoi momenti topici?

Il punto ce lo sbatte in faccia il giovane figlio, militarista a là Mishima, del vecchio generale.

Spacca in due una farfalla (simbolo atavico della caducità del tempo di una vita) con la sua spada, per poi vederal volare ancora rigeneratasi in quel 'brodo primordiale di resurrezione'.

E si chiede, mestamente:

"Se la vita che ci è data non fosse una sola, che senso avrebbe viverla al massimo sforzo?"

E non si parla di trascendenza, eh.

Io mi vedo il tribunale della filosofia scettica di più alta rismna, tutti agnostici senzadio malati nell'animo come io sono, che soffrono nell'idea che la non persistenza della memoria alla morte tolga il significato agli atti della vita. Foscolo mi capisce. H.H. pure.

Lo sapete che V.N. era un collezionista e studioso di farfalle? Dico davvero.

Nietzsche e il suo fallimento sostanziale mi fanno da paggi.


"Se la vita è finita e senza memoria, se la coscienza è volta all'oblio, che senso ha viverla?"

a nel contempo:

"Se la vita che ci è data non fosse una sola, che senso avrebbe viverla al massimo sforzo?"

In molti del resto ci dicono che gli dei, quelli immortali, sono tendenzialmente atarassici. E io non riesco a uscire dalla ridondana ciclica di questi pensieri.

E vorrei ricordare che il buon vecchio Roy Batty, dinanzi al Dio che non è in grado di 'dargli più tempo', non può che ucciderlo conficcandogli le dita negli occhi.

Ancora: che senso ha vedere cose che umani non pèotrebbero credere se tutti quegli attimi andranno persi come lacrime nella pioggia?

Ma se si disponesse di tempo infinto per vedere ogni cosa, cosa mai poitrebbe spingerci a volerne vedere anche una soltanto?

Ma per favore, di questo parla Casshern.

Altro che antinazismo.

Altro che robottini.

Per favore.
"La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." (Natsume Souseki)

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