Il Lontano Giappone

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spaced jazz
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Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz »

Salve... cos'è questa roba? :shock:
Beh, un thread dove parlare di manga più o meno interessanti o particolari, sia inediti che non, e che magari in thread personalizzati per ciascuno di essi avrebbero breve visibilità... e spesso non certo per il valore... anche se Buta *non* concorderà... :D

Cominciamo con un'opera bellissima, uno dei migliori volumi autoconclusivi che abbia mai letto: Yuunagi no Machi, Sakura no Kuni di Fumiyo Kouno.

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E' un'opera pluripremiata in Giappone (vincitrice del premio Tezuka nel 2005), un volume unico di un centinaio di pagine in grande formato che contiene 2 storie, quelle che compongono il titolo... incentrate sulla vita che continua nel ricordo di Hiroshima.
La prima storia ("Yuunagi no Machi" -- la città di Yunagi) è ambientata 10 anni dopo lo scoppio dell'atomica, il Giappone del dopoguerra e la quotidianità che riprende per gli "hibakusha", i sopravvissuti della bomba. Lo stile della Kouno è intenso, ora lieve e poetico ora drammatico... il quotidiano e i tragici ricordi, i sogni e la realtà, la vita e la morte...
La seconda storia ("Sakura no Kuni" -- il paese dei ciliegi) è divisa in due parti ed è ambientata a Tokyo.
La prima parte ci porta nel 1986, ci ritrae i discendenti della famiglia Hirano protagonista del capitolo iniziale, in particolare la piccola Nanami e la sua amica Toko.
La seconda parte si svolge invece ai giorni nostri, con Nanami ormai cresciuta e 28enne: questa storia è stupenda a dir poco, fra delicata commedia e il malinconico dramma dei ricordi, ma dolcissima e piena di speranza.

Il volume è uscito in Francia come "Le pays des cerisiers" (vedi qui sotto la presentazione dell'editore Kana, 15x21cm - 9,50 Euro - sovracoperta +4 pagine a colori) e di prossima pubblicazione americana.
Se acquistate volumi all'estero non perdete questa gemma... e speriamo di vederlo anche in Italia, chissà... da parte mia ve lo consiglio in qualsiasi edizione lo troviate...

L'autrice ha grande talento, sia a livello narrativo che nello splendido e personale stile grafico.

Le Pays des Cerisiers est une histoire courte et complète proposant une œuvre tout en finesse traitant d'un sujet pourtant délicat à présenter: l'immédiat après-guerre à Hiroshima. L'auteur, Fumiyo Kouno, dépeint cet univers avec d'autant plus de justesse qu'elle est, elle-même, née, dans les années 60, à Hiroshima et a donc vécu la douloureuse reconstruction physique et psychologique.
Malgré ce thème délicat, Fumiyo Kouno ne nous présente pas d’histoire larmoyante ou de grande leçon mais plutôt un nouvel éclairage sur ce drame accompagné d'un grand message d'espoir pour les générations futures !
Porté par un dessin un peu naïf et une liberté d'expression, ce récit d’une centaine de pages possède une véritable richesse. Bouleversant !
Un exercice très difficile mais réussi par la mangaka…

Fumiyo Kouno a obtenu pour ce manga, le Grand Prix Tezuka de la Culture, section manga en mai 2005, au Japon.
Ultima modifica di spaced jazz il lun ott 09, 2006 11:42 pm, modificato 2 volte in totale.
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Buta
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Messaggio da Buta »

non vale leggere fumetti in lingua originale o straniera...

no..non vale,,,, :( :wink:

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spaced jazz
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Messaggio da spaced jazz »

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"Lo scorrere del tempo trasporta chiunque con sé, istante dopo istante.
Non si ferma mai."


Yokohama Kaidashi Kikou.

Un fumetto originale quanto straordinario.

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titolo: Yokohama Kaidashi Kikou
autore: Hitoshi Ashinano
volumi ed editore: 14, Kodansha

In un immaginario futuro prossimo, il mondo è in declino. Gli oceani sono saliti di livello sommergendo le città costiere di cui ormai emergono solo lampioni e tetti, l’industrializzazione è regredita -- così come è cambiata la civiltà umana per come la conosciamo oggi, la popolazione è diminuita, e sembra non esistano più le nazioni... la vita scorre ormai tranquilla, spesso in piccole comunità.
Un’epoca calma e crepuscolare. Le campagne sono sicuramente poco affollate, le strade sconnesse e talvolta in disuso. Al termine di una di esse c’è un locale, il Café Alpha, anche se chiamarlo locale forse è esagerato, visto lo sparuto numero di clienti. Il proprietario è partito da tempo per un lungo viaggio, e al suo posto lo gestisce Alpha Hasseno, una dolce ragazza. Ma Alpha Hasseno in realtà è un robot.

Questo è l’incipit di Yokohama Kaidashi Kikou, dal quale potrebbe sembrare che questo sia un fumetto di fantascienza. Il che in fondo è anche vero, ma solo molto parzialmente. Pare che l’idea di questo manga venne ad Hitoshi Ashinano, il suo autore oggi quarantenne, in seguito alle riflessioni nell’osservare il mondo nei suoi vagabondaggi in motocicletta… di certo, quando il primo capitolo di questo seinen apparve nel 1994 (cronaca di un viaggio per compere a Yokohama, da cui il titolo dell’opera), il risultato fu certamente assai lontano dagli stereotipi.

Yokohama Kaidashi Kikou è infatti un manga poetico e riflessivo, che racconta con dolcezza e introspezione di quotidianità, del tempo che scorre nella calma della sera, della vita in un’epoca di confine, dei ricordi che porteremo con noi.
Di ciò che si perde e di ciò che sarà.
Alpha è un robot ma del tutto identica a una persona, non solo fisicamente: le sue emozioni sono umane, le lacrime le vengono agli occhi per gioia o dolore e non semplicemente per inumidirli come da progetto... così come la sua presenza è un punto di riferimento per gli altri personaggi che ruotano attorno alla sua vita e al locale: “Oji-san” e suo nipote Takahiro, Makki, il giramondo Ayase, la timida Kokone, la misteriosa e mitologica Misago… e la dottoressa, che sembrerebbe conoscere molto del passato di Alpha e del significato dei robot.
Ecco che in Yokohama Kaidashi Kikou troviamo temi come la scoperta di sé stessi (il percorso di crescita di Alpha nella sua umanità) e il ciclo della vita: il suo declino e, forse, anche il suo rinnovamento... il tutto intriso di dolcezza e di un forte senso di nostalgia.

In questo ha gran merito il senso artistico di Ashinano, con della tavole dalla straordinaria forza emotiva che talvolta rapiscono letteralmente il lettore. Graficamente l’autore ha uno stile personale, sia nella figura umana (pur con stilemi propri del fumetto nipponico) sia nel disegno dello scenario e della natura, ma soprattutto nella raffinata capacità espressiva... bellissime poi le tavole a colori.
C’è da aggiungere che Ashinano ha prodotto questo fumetto col cesello e (ovviamente, verrebbe da dire) senza fretta, su Afternoon della Kodansha con capitoli abbastanza brevi per un mensile; con una serializzazione durata oltre un decennio.

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Yokohama Kaidashi Kikou è un manga raffinato; introspettivo e profondo ma allo stesso tempo piacevole nella lettura… ci sarebbe da scrivere ancora per molto ma di cose difficili da rendere a parole.
Da parte mia lo considero semplicemente uno dei migliori fumetti che mi siano mai capitati sotto gli occhi: Hitoshi Ashinano ci dimostra come si realizza poesia per immagini.

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Il Cafè Alpha
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Io robot
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Fiori di luce
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Ultima modifica di spaced jazz il ven dic 08, 2006 11:53 am, modificato 4 volte in totale.
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Markl
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Messaggio da Markl »

due parole:

CHE BELLO

Esiste qualcosa in italiano, di questo autore ?

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Rosario
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Messaggio da Rosario »

spaced jazz ha scritto:
titolo: Yokohama Kaidashi Kikou
autore: Hitoshi Ashinano
volumi ed editore: 14, Kodansha
genere: seinen, ??? (quotidianità poetica?)

Yokohama Kaidashi Kikou è un manga per palati fini; introspettivo e profondo ma allo stesso tempo piacevole nella lettura… ci sarebbe da scrivere ancora per molto ma di cose difficili da rendere a parole… da parte mia lo considero semplicemente uno dei migliori fumetti che mi siano mai capitati sotto gli occhi: Hitoshi Ashinano dimostra come si disegna poesia per immagini.
Grazie per la segnalazione Spaced, sei una vera perla in questo forum.
Esiste una versione francese o inglese di questo manga ?

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Hyuma
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Messaggio da Hyuma »

Sto leggendo le scans in inglese de Yuunagi no Machi.
un capolavoro! Ringrazio spaced jazz per queste segnalazioni!

Continua così, vado pazzo per questo tipo di manga!
.:emozioni visive:.
http://hyuma.splinder.com

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spaced jazz
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Messaggio da spaced jazz »


Esiste qualcosa in italiano, di questo autore ?
Esiste una versione francese o inglese di questo manga ?
Grazie dei complimenti, ma siete troppo buoni :D

Tornando in tema... no, non esiste nulla del mangaka in Italia, come del resto neppure in Francia o in paesi anglosassoni (almeno che io sappia), del resto
a) YKK è l'opera principale fino ad oggi di Ashinano, e
b) non è un manga commerciale... per mercati abituati essenzialmente, per citare buta, a "cortilami e inferni e paradisi" (occhei, a me Gokinjo Monogatari piace pure tanto... :P ). Inoltre farne una edizione ben curata avrebbe il suo costo (in ogni volume ci sono diverse pagine a colori e farle in b/n sarebbe un delitto). Però c'è da dire come il titolo sia ben conosciuto e apprezzato da alcune persone addentro la realtà editoriale, e dunque chissà...

Di contro YKK è un titolo che, invece, giustamente interesserebbe dei lettori molto attenti alla qualità artistica... che giunti al terzo volume ne saranno affascinati e al sesto lo ameranno.
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Messaggio da spaced jazz »

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Kaoru Mori è una brava e giovane (non ancora trentenne) autrice di prossima pubblicazione anche in Italia con l'opera che le ha dato la notorietà, ovvero Emma (da cui è stata tratta anche una versione animata, Eikoku Koi Monogatari Emma).
Emma è un seinen pubblicato in Giappone da Enterbrain fra il 2002 e i primi mesi di quest'anno, in 8 volumi; come dice il titolo è una "love-story in Inghilterra" attentamente ambientata nella seconda metà dell'800 (l'autrice si è anche valsa di un consulente storico).
Il manga, per le sue qualità, è stato premiato nell'edizione 2005 del Japan Media Arts Festival.

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Qui la presentazione dell'editore italiano, Dynit, che lo proporrà a partire da novembre:

Eikoku Koi Monogatari Emma, meglio noto in Europa e nel mondo col titolo di Victorian Romance Emma, è il manga-capolavoro di Kaoru Mori, che ha saputo conquistare il Giappone con un'opera di grande freschezza, nonostante l'ambientazione vittoriana, e di straordinaria intensità a dispetto del self control tipicamente inglese.
Le vicende prendono le mosse dalla visita a una conoscente, miss Kelly Stowner, da parte del ricco e annoiato William Jones. Il caso vuole che il giovane uomo si trovi in prossimità del portone proprio la cameriera di casa Stowner lo spalanca, provocandogli un ematoma in pieno volto. Si tratta del classico colpo... di fulmine. Tuttavia lei, Emma, dal basso del suo rango non può sognare di sistemarsi con un uomo che frequenta persino un principe indiano...
Un romanzo a fumetti straordinario, in 8 volumi, disponibili da Novembre 2006 con periodicità mensile, al prezzo di € 4,50 cad.


Oltre a Emma, ottimo antipasto sarebbe un volume unico come Shirley, a quanto ne so unica altra opera fin qui di qualche rilievo della Mori... dico antipasto perchè ritroviamo parecchio di ciò che poi verrà riproposto in Emma, a partire dall'ambientazione vittoriana e dalla quotidianità vista con gli occhi di una domestica... lo stile e la narrazione son già maturi, si parla di piccole cose che poi forse non sono tali, si lascia spazio a futuri sviluppi (ma ci saranno?) e si conclude con due corti dello stesso genere...
Graficamente Kaoru Mori è artista di quelle che piacciono a me, raffinata, personale (sa anche un po' di occidentale), attenta al dettaglio ma anche alla pulizia della tavola... figurarsela con più esperienza.

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Ah, nel post-scritto mi par di capire come Shirley sia un po' ispirata a Kiki di Hayao Miyazaki... beh, una fonte di prim'ordine ^^

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Messaggio da spaced jazz »

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Antefatto: Il fumetto sentimentale in Giappone è sicuramente molto sviluppato ed amato dal pubblico, sia maschile che femminile, in forme che variano dalla commedia scolastica alla love-story drammatica. Eppure sembrerebbe che un autore che voglia occuparsi di tale genere debba prima o poi cimentarsi in una sua particolare tipologia: l’amore fra fratello e sorella. Gli esempi sono numerosi -- solitamente si scopre che sono fratelli adottivi e non hanno veri vincoli di parentela -- e variano da emerite schifezze, a rimescolamenti passabili di cose già viste, per arrivare fino a bellissime produzioni. Del resto è un tema ormai ritrito che andrebbe affrontato con una capacità autoriale non indifferente per ottenere risultati interessanti. Beh, è il caso di Motoi Yoshida, che con questo Koi Kaze sforna un’opera che personalmente non esito a definire magnifica (n.b. ne esiste anche una versione animata, però per quanto ne ho visto è ben lontana da raggiungere le vette del fumetto).

titolo: Koi Kaze (Il vento dell’amore)
autore: Motoi Yoshida
volumi ed editore: 5, Kodansha
genere: Seinen, sentimentale

Pubblicato su Evening della Kodansha e terminato da circa un paio di anni, il manga narra la vicenda di Koshiro e Nanoka, fratelli che hanno vissuto separati per una decina di anni a causa del divorzio dei genitori. Lui, Koshiro Saeki, lavora presso un’agenzia di consulenze matrimoniali ed è una persona fredda, vive col padre. Lei, Nanoka Kohinata (ha preso il cognome della madre), ha vissuto da sempre fuori città con la madre, parrucchiera, ma ora ha necessità di trasferirsi presso il padre per motivi di studio. I due ragazzi avranno modo di conoscersi realmente per la prima volta, e di comprendere via via il sentimento che è nato fra loro.
Sicuramente troverete questo incipit della storia piuttosto prevedibile in vicende di questo tipo: classico e, per altro, necessario, tuttavia la vicenda si sviluppa in modo magistrale, già consistente quanto leggermente improbabile all’inizio ma in crescendo con lo scorrere dei capitoli; passando di registro fra momenti leggeri e drammatici, romanticismo e malinconia, poesia delicata e forte realismo… ma quello che sorprende è l’efficacia nel trasmettere le emozioni dei personaggi, Yoshida non sbanda mai, sa cosa vuole raccontare e anche come farlo, in modo spesso dolce ma senza nascondersi… si arriva alla fine con la convinzione di aver letto uno dei migliori manga sentimentali mai sfornati, anche se non certo indirizzato a tutti i tipi di pubblico, specialmente per i taboo toccati.
Come detto il punto forte di Koi Kaze è la descrizione psicologica dei protagonisti e dei personaggi di contorno, questi ultimi per altro piuttosto circoscritti di numero.
Motoi Yoshida inoltre ha uno stile grafico a mio avviso straordinario, in qualche modo “adachiano” nell’ampio ricorso a vignette in cui non servono le parole e tutto viene lasciato alle espressioni e alle inquadrature, al bilanciamento fra i vuoti e i pieni… ma soprattutto è personalissimo nel tratto, con l’assoluto rifiuto dell’utilizzo dei retini o di qualsiasi artificio che non preveda il disegno a mano libera: ad esempio tutte le sfumature e le ombre sono affidate al tratteggio a mano.

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Koi Kaze sicuramente non è manga che possa piacere a tutti... ma chi è disposto a seguirlo troverà un’opera emozionante ed intensa.
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Debris
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Messaggio da Debris »

Avvistato il manga di Emma...bello ma l'albo Dynit è curiosamente corto.
La lettera uccide,lo spirito salva.

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Muska
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Messaggio da Muska »

Spaced, tutti magnifici post. Grazie.

Perdona il mio cervello tardo, ma tu li compri in Giappone e li leggi in originale ?
"Pur sprovvisto di soldati, e solo, combatteva il mondo e i suoi vizi in questo luogo". (Yasushi Inoue).

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Mumu
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Messaggio da Mumu »

NO troppo bello bello^^
sai parlare il giapponese?
mi scrissi tempo fa ad un corso, ma sò Non mi ricordo quasi nulla Nulla...me é ciuccio..-.-
Posta ancora cose carini, cosi e sognamo con te^^
Mumu
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Messaggio da spaced jazz »

Mumu ha scritto:Posta ancora cose carini, cosi e sognamo con te^^
Anticipazioni della prossima puntata... un manga davvero originale e suggestivo 8)

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Messaggio da spaced jazz »

“Un sorriso così dolce ma così crudele…”

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titolo: Marie no Kanaderu Ongaku (La musica di Marie)
autore: Usamaru Furuya
genere: seinen, fantasy/romance
volumi ed editore: 2, Gentosha

Usamaru Furuya, classe 1968, è un autore atipico quanto interessante: già studente di belle arti, si è dedicato alla pittura ad olio, alla scultura ed al teatro per approdare infine al fumetto nel 1994 iniziando a scrivere per la rivista Garo. Questo “Marie no Kanaderu Ongaku”, uno dei suoi lavori principali e pubblicato nel 2001, fluttua fra i generi… drammatico, sentimentale, steampunk-fantasy e filosofico.

Manga originale, visionario (mai parola è stata più adatta), poetico ma colmo di chiaroscuri, sorprendente nei cambiamenti di prospettiva della narrazione e soprattutto in alcuni colpi emotivi sottoposti al lettore… incredibile come tutto ciò avvenga in soli due volumi, per altro piuttosto corposi. Cercare corrispettivi non è facile, potremmo parlare di certe reminescenze Miyazakiane nell’ambientazione (Laputa, ma anche Nausicaa) e di un autore quale Hideji Oda - e il suo Mondo di Coo - per lo stile (non a caso Oda è pubblicato nella stessa collana dall’editore francese).
Vediamo la storia… siamo in un futuro mondo ipotetico, il cui progresso è fermo all’epoca del vapore e degli ingranaggi. La civiltà precedente, narrano le leggende, è stata distrutta dalle bramosie dell’uomo. Dio ha ricostruito questo mondo, ora amichevole e solidale, e vi ha posto a vigilare Marie, una dea meccanica che fluttua nei cieli ed è venerata universalmente.
Siamo sull’isola di Pyrite, dove incontriamo i protagonisti, Kai e Phiphy.
Kai è orfano, lavora nelle officine come ricercatore di risorse, ha qualcosa di diverso legato al mistero della sua infanzia, quando scomparve per quindici giorni e fu creduto annegato. Ha un’adorazione per la figura di Marie e riesce ad ascoltare una “musica” che svela l’intima essenza delle cose. Phiphy è una bellissima ragazza, figlia di uno dei principali ingegneri di Pyrite e, secondo le usanze del luogo, giunta allo scoccare della cerimonia del suo diciottesimo compleanno si appresta a chiedere in sposo l’uomo che ama. Il quale è Kai, ma Kai sembra lontano, avvolto dalle memorie del suo destino, sopite nella foresta dei Tre Saggi. Perché il mondo sembra statico? Qual è il mistero dell’esistenza di Marie e dei suoi meccanismi?
Ulteriori dettagli sarebbero spoiler più o meno invasivi e quindi non li riporterò, ma è inevitabile notare come spostino la narrazione su livelli superiori di originalità e contenuti, riuscendo a sorprendere più di una volta chi tentasse di definire l’essenza della sua storia. Sotto questo aspetto è insufficiente persino la lettura del solo primo volume e mezzo! Un fumetto che parla delle emozioni umane e del dualismo fra uomo e divinità… o forse di altro.
Del segno grafico ho già parlato in apertura, bellissimo, piuttosto personale, non privo di allusioni occidentali e intuizioni artistiche; nel secondo volume giunge ad alcune tavole di incredibile suggestione.

Marie no Kanaderu Ongaku è stato pubblicato in Francia (l’edizione che ho letto) come “La Musique de Marie” dall’editore Casterman nella collana Sakka – sorta di MangaSan francese vista la presenza di nomi quali il già citato Oda, Hiroaki Samura o Kenji Tsuruta. Anche il formato è simile, due volumi di ben oltre 200 pagine forniti anche di sovracopertina, poco più di una ventina di Euro la cifra per portarseli a casa.
E’ un fumetto che non lascia indifferenti.

Qualche tavola: Marie e Kai
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Phiphy nel suo giardino meccanico
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Automi
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Incredibile viaggio
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La foresta dei Tre Saggi
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Pyrite
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Muska
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Messaggio da Muska »

Spaced, non so proprio come comunicarti tutto il mio entusiasmo per questa tua lunga serie di post, che davvero ti prego di portare avanti il più possibile, è uno dei più bei contributi divulgativi che questa geniale creazione di Mario (che la Forza lo benedica...) ci abbia mai offerto... :)

Invogli perfino me.

PS Non so se mi è sfuggito, ma ci sono strade particolari per procurarsi le versioni in inglese e francese di queste opere in Italia, o come? Scusa se ne avevi già parlato, non sempre riesco a districarmi nei vari post... :oops:
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