Il Lontano Giappone

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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » mar gen 15, 2008 11:29 pm

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Ormai non so più come introdurre Inio Asano... devo ripetere le stesse cose? ^^
Appena diventato mangaka professionista, realizza “What a Wonderful World!”, a cui fa seguire il quasi spin-off “Hikari no Machi”. Lo step forward è quell’opera visionaria che risponde al nome di “Nijigahara Holograph”, una delle migliori espressioni del fumetto d’avanguardia nipponico.
Dopo un lavoro di tale qualità, per il manga successivo io mi aspetterei un’opera di transizione e di sedimentazione stilistica, magari nell’attesa di nuove idee.
Invece... invece no.
Solanin è un Asano ancora migliore dei precedenti.

titolo: Solanin
autore: Inio Asano
volumi ed editore: 2, Shogakukan
genere: seinen; drammatico, commedia, psicologico, sentimentale

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Solanin è un seinen pubblicato su Young Sunday della Shogakukan fra il 2005 e il 2006.
In quest’opera Inio Asano ritorna alle sue tematiche classiche: la vita, la realtà e i sogni -- oggi. Ma lo fa raffinandosi ulteriormente.
Asano infatti abbandona la sua tipica struttura a storie brevi più o meno legate fra loro, per dedicarsi ad una lunga storia unica per l'intero fumetto, ampliando così enormemente lo spazio per descrivere i personaggi e le loro psicologie. D’altro canto risultano evidenti anche le influenze grafiche sperimentali sviluppate in Nijigahara Holograph, in cui a tratti sembrava di veder cinema su carta.
Il risultato è un autentico ed emozionante capolavoro.

La protagonista principale è una ventiquattrenne di nome Meiko Inoue.
La storia, ambientata alla periferia di Tokyo sulle rive del fiume Tama, parla di un gruppo di ragazzi appena laureati che cercano di stabilizzare il proprio presente, o forse trovare il senso della loro esistenza.
Meiko convive con Taneda, conosciuto ai tempi dell’università. Taneda fa un lavoretto part-time, ma la sua vera aspirazione è rivolta alla carriera musicale, è infatti il cantante/chitarrista dei Rotti, una band completata da Kato al basso e da Yamada (alias “Billy”) alla batteria. Ai-chan, la ragazza di Kato, è il quinto dei personaggi raccontati dal manga.

Meiko e Taneda sono innamorati, ma confusi dalla vita.
Taneda è sempre sospeso nell’indecisione fra lavorare a tempo pieno o prendere sul serio la musica, ma sa di non avere chissà quale talento. Meiko ha un impiego da office lady, un capo ufficio [censura] ma che potrebbe esserlo meno se lei fosse più disponibile; per il resto noiosa quotidianità. E’ questa la vita che voleva? O, fin tanto che il salario va bene, “che importa?”
-- “Hey Taneda, e se lasciassi il mio lavoro? Ah ah, sto scherzando, nessuno farebbe qualcosa di così stupido.”
-- “...Perché non lo lasci, se è quello che vuoi veramente?”.

Meiko si licenzia. Ma è davvero libera e serena, adesso? I due ragazzi hanno sempre delegato al futuro le decisioni importanti. In fondo Tokyo è piena di persone; ognuno con i suoi piccoli o grandi problemi... in quanti sono davvero felici?
Taneda sceglie di dare un’ultima opportunità alla musica: incidere con la band un demo cd da mandare alle case discografiche. E’ forse un’ultima opportunità concessa ai sogni?
Il disco si intitola: Solanin.


Inio Asano realizza un’opera enorme.
Solanin è un ritratto generazionale dei ventenni/trentenni nel Giappone contemporaneo, una storia sul disadattamento nell’accettare la routine, ma evidentemente non solo. E’ una riflessione sul senso della vita. E’ una riflessione sui sentimenti. La vita è una prova continua, felicità da inseguire, tristezza e dolori da superare.
I personaggi sono tratteggiati in maniera straordinaria. Non solo Meiko e Taneda, anche Billy, Kato e Ai sono caratterizzati in profondità; la musica ha un ruolo centrale nella trama e si intuisce l’amore dell’autore per essa. Solanin è un fumetto di altissimo livello dalla prima all’ultima pagina, denso di momenti significativi e di spunti di riflessione... a volte amaramente ironici, altre toccanti e delicati, altre ancora intensamente drammatici; eppure non ha un solo momento di retorica fine a sé stessa (come potrebbe?, essendo un manga di denuncia della banalità) né fornisce altisonanti risposte filosofiche: preferisce semmai descrivere la fragilità dell’animo umano e al contempo la speranza insita in ognuno di noi.

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Già in Nijigahara Holograph Asano aveva stabilito alcuni nuovi standard di ricerca.
Il punto fondamentale di questo autore non sono i disegni in sé, ma la costruzione grafica nel suo insieme, dalle singole vignette alle sequenze. L’influenza cinematografica è visibile anche in Solanin, tanto che più che disegnatore ormai mi verrebbe quasi da definirlo “regista grafico”, per i risultati nella scansione temporale, nel taglio delle inquadrature, nell’ambientazione delle scene.
Per i fondali Asano fa uso quasi totale di foto digitalizzate, costruendo per le sue storie dei veri e propri “set” di grande verosimiglianza, importanti al punto che nelle illustrazioni di fine capitolo spesso vengono ripresi quasi fossero anche loro dei protagonisti della storia. L’ambientazione assume un ruolo centrale, una periferia di Tokyo vivida e concreta, con il suo ricorrente argine del fiume Tama, le sue strade, i suoi ponti e le sue abitazioni.
Il PC viene usato anche per sfocature, solarizzazioni ed altri effetti. Io sono spesso scettico verso un uso eccessivo della tecnologia nel fumetto, ma devo ammettere che Asano è un maestro in questo campo, soprattutto nel far convivere con estrema naturalezza i suoi personaggi -- stilisticamente assai personali -- con le ambientazioni tratte da riprese fotografiche. Tranne le volte in cui l’effetto contrario è del tutto voluto, come in una certa sequenza da “caotica Tokyo” alternata a vignette con pensieri.

Solanin si può trovare in francese, nella collana “Made in” dell’editore Kana, una bella edizione in formato 15x21. Inoltre è interamente disponibile in inglese per vie alternative.
In ogni caso, una lettura da non perdere.


“Prendi zero, aggiungi zero... ottieni l’infinito.”

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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da pablo mota » mer gen 30, 2008 7:22 pm

hola!!!
qualcuno sa se verranno pubblicati in italia le pays des cerisiers,daio e solanin (spero che la kappa lo pubblichi visto che ha già portato altri titoli dell'autore)??
magari anche aubergines et un etat andalouse....

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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » gio feb 07, 2008 1:37 am

pablo mota ha scritto:hola!!!
qualcuno sa se verranno pubblicati in italia le pays des cerisiers,daio e solanin (spero che la kappa lo pubblichi visto che ha già portato altri titoli dell'autore)??
magari anche aubergines et un etat andalouse....
Bah! Sinceramente il "problema" di fumetti del genere in Italia è il seguente: vendono a poca gente e se una casa editrice li fa uscire è quasi per amore disinteressato verso il fumetto.
Detto questo da Mangasan è lecito attendersi qualcosa. Nijigahara Holograph è stato annunciato in Francia addirittura da Panini (!!!) quindi un minimo di possibilità esiste pure qui.
"Pays" la vedo dura, Io Kuroda quasi anche se io l'ho pure segnalato a qualche editore. Ma puoi trovare tutto in Francia.
Ah: Solanin è un fumetto eccezionale senza mezzi termini.
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » dom feb 17, 2008 2:22 pm

titolo: Sexy Voice and Robo
Autore: Io Kuroda
volumi ed editore: 2 (1 nell'edizione USA), Shogakukan
genere: seinen; commedia, azione, psicologico

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Vi avanzano 20 dollari e vi piacciono i fumetti? Ecco come meglio utilizzarli: comprando il volumone americano di Sexy Voice and Robo. E' un bunkone di 400 pagine che raccoglie l'equivalente dei due volumi nipponici.
SV&R, serializzato sulla rivista Ikki dal 2000 al 2003, è davvero un bel manifesto della "poetica" kurodiana... fra i nuovi autori d'avanguardia, Kuroda è probabilmente quello che gioca più sottilmente con l'ironia surreale nelle sue storie metropolitane e nella descrizione dei personaggi, senza per altro rinunciare ai contenuti.

Nico Hayashi è una ragazzina di 14 anni assai sveglia e intelligente che lavora part-time come operatrice in una chatline telefonica. Questo le serve, oltre che a raccattar quattrini, anche come allenamento: da grande vuole diventare una spia! Che c'è di meglio di far fessi quei mattacchioni allupati che chiamano sperando in compagnia? Il suo nome in codice è Sexy Voice!!! Ma Nico non si limita a questo, è sempre invischiata in casi polizieschi per portare un po' di speranza nel mondo! In uno di questi, bisognosa di aiuto, ricorre casualmente ad uno dei tipi conosciuti telefonicamente, un ragazzone 25enne un po' tonto ma di spirito, amante dei robot di cui ha una collezione sterminata: Ichiro Sudo, ovvero Robo!
La strana coppia attraverserà in seguito diverse avventure che dipingono un mondo dalla varia umanità, imbroglioni, killer e persone allo sbando; con in molti capitoli davvero delle stille di genio da parte dell'autore, per non parlare del curioso rapporto fra i due protagonisti, un vero spasso.

Un manga divertente e spettacolare nel descrivere i tempi moderni in una Tokyo realistica e lontana dallo stereotipo comune, ma al tempo stesso simbolo di qualsiasi altra metropoli occidentale.

Anche lo stile grafico concorre in questa suggestione, il tratto di Kuroda potremmo ben definirlo "internazionale", visto che è davvero un misto di raffinate influenze sia manga che europee e anche americane, non a caso il volume potrebbe essere scambiato facilmente per una graphic novel alternativa occidentale. Un tratto ora grezzo e istintivo, ora più meditato, sfondi a mano libera, grande attenzione alle inquadrature.
Imperdibile!

L'edizione americana è fascinosa, formato gigante (A4) addirittura sovradimensionato, buon adattamento e stampa, una simpatica presentazione di Kuroda e un interessante articolo di commento, copertina con risvolti. E 20 Euro son solo 14 Euro! :P
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » sab apr 26, 2008 4:52 pm

Non si finisce mai di scoprir cose inaspettate... l'ultima è l'adorazione di Rumiko Takahashi per...

Kazuichi Hanawa, nato nel 1942, è forse il "padre" del fumetto alternativo nipponico, sin dalla pubblicazione delle prime opere sulla rivista Garo negli anni settanta. In Italia è cocosciuto soprattutto per il volume "In prigione" - per Coconino Press - in cui narra la cronaca della sua permanenza in carcere in seguito all'arresto nel 1994 per possesso illegale di armi, ma Hanawa non si esaurisce certo solo in questo: ad un certo punto della sua carriera, fra l'altro, lo stile delle sue storie subì una virata verso ambientazioni storiche giapponesi, soprattutto risalenti all'epoca Heian (794-1185).

Queste ambientazioni sono ben rappresentate nel volume "Contes du Japon d'autrefois", appena uscito in Francia per l'editore Kana sulla collana "Sensei".

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Contes du Japon d'autrefois ("Nippon Mukashi Banashi", edito originariamente nel 2001 da Shogakukan) è un volume che contiene 10 (più una) storie brevi che si rifanno a miti e leggende della tradizione popolare giapponese. C'è un punto di contatto fra tutti questi racconti brevi: la protagonista delle storie è sempre una bambina (diversa di volta in volta) immersa in queste situazioni fantastiche e fiabesche ma anche ancorate alla realtà quotidiana. Ci sono riflessi che conosciamo ormai bene anche in occidente, come nel caso di Urashima Taro e di Kaguya Hime. Nel primo caso, la bambina protagonista deve cercare di salvare un vitello di proprietà della sua misera famiglia dalle brame di un avido affarista del luogo, proprio mentre il misterioso Urashima torna nel villaggio dal suo viaggio in fondo al mare, trovando tutto cambiato salvo la sua giovinezza.
Nel secondo caso, è giunto il giorno in cui gli inviati della Luna torneranno sulla Terra a riprendersi la loro principessa nata in una canna di bambù, mentre personaggi a lei vicini si interrogano sulla propria sorte e su quel mondo mitico.
Le altre storie pescano a piene mani in leggende di Tanuki, di Oni benigni, di spiriti inquieti, custodi delle acque, alieni di terracotta che viaggiano su martelli d'argento, e altre vicende (fa la sua comparsa anche Momotaro) che Hanawa tratteggia con mano ispirata, ricreando quell'alone fra sogno e mistero delle leggende ma anche lo spirito dei tempi fra sogni e miserie. L'ultima storia, inedita su rivista, è ambientata nel futuro con la solita bambina in una stazione spaziale, e parla di viaggi nel tempo.

Al termine del volume c'è questo curioso quanto inaspettato articolo di Rumiko Takahashi, che citavo in apertura. E' un vero e proprio mini-saggio di diverse pagine, in cui l'autrice di Lamù e Inuyasha non solo ripercorre la carriera di Hanawa e ne tesse lodi sconfinate, ma lo pone fra i suoi autori preferiti e descrive come anche lei ne abbia subito fascino e tratto ispirazione, essendone accanita lettrice sin dal lontano 1972!

L'edizione di Kana è praticamente equivalente a quelle viste da noi per MangaSan, in 15x21 con cover in cartoncino lucidato, tutto in b/n nonostante l'ultima storia su rivista fosse palesemente a colori.
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da Debris » sab apr 26, 2008 7:39 pm

Ben interessante davvero.

Mi chiedo se su qualche sito italiano e/o francese dedicato a Rumiko Takahashi sarà possibile riprendere questa postfazione..
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » lun mag 12, 2008 5:31 pm

Yep! Finito di leggere Astral Project ("Tsuki no hikari" in originale), in arrivo per J-Pop.

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E' un buon incrocio fra thriller e fanta-psicologico in quattro volumi.

Masahiko vive a Tokyo dopo aver abbandonato la famiglia a Sapporo visto che detestava il padre, e lavora part-time per la yakuza come autista di squillo d'alto bordo.
Venuto a sapere della morte misteriosa della sorella da un'amica di lei, quando torna in Hokkaido per il funerale porta via come ricordo dalla stanza della sorella un cd che aveva nello stereo. Ascoltandolo, scopre di potersi "distaccarsi" dal corpo: il suo spirito riesce a vagare libero. Inizia così a indagare sul cd, sulla reale fine della sorella, e su diversi altri "spiriti" che incontra nei cieli, quello di un barbone (Zampanò - citazione da "La strada" di Fellini) e di una ragazza (Misa) di cui pare invaghirsi. In realtà riescono a vedersi fra loro solo "spiriti" accomunati da qualcosa... nel caso di loro tre l'infelicità e la solitudine. Poi ci son altri misteri, maneggioni, esperimenti militari e bizzarre creature dei sogni...

Lo sceneggiatore, Marginal, è lo pseudonimo di quello di Old Boy. Il disegnatore, Syuji Takeya, è molto bravo. Ha uno stile seinen sobrio nella forma generale ma discretamente originale e ricercato nelle soluzioni, dalla particolare ombreggiatura retinata dei visi a delle tavole e inquadrature davvero efficaci e oniriche, specie le ambientazioni notturne di cui peraltro il fumetto è ricchissimo.
L'ultimo volume - di 250 pagine, i 4 volumi sono un po' più cicciotti dei soliti tankobon - conclude bene la storia. Il terzo volume, eccellente, era stato in più punti particolarmente psicologico e sentimentale, nel quarto ritornano inizialmente le costruzioni fanta-thriller, se vogliamo in clima Naoki Urasawa (Monster, 20thCB), con incastri di personaggi ed eventi. Sappiamo qual è il difetto di Urasawa, puzzle da incastrare che spesso non si incastrano, climax senza risoluzioni.
Con Astral Project non è così.
Le pagine scorrono, e quando ci si inizia a chiedere se la vicenda avrà degno termine, i due autori-compari concludono il fumetto con tutto ciò che c'è da dire.
Il capitolo finale, tra parentesi, è assolutamente splendido.

Astral Project è un manga riuscito e appassionante, e pure con contenuti. Avevo fiducia in questo, del resto avevo preso i 4 volumi francesi "al buio", ma è andato pure oltre le mie aspettative.

Se cercate un action-fantasy non bussate a questa porta.
Non tratta affatto di vicende supereroiche, semmai si interroga sul destino di noi stessi.
AP infatti, dietro la sua costruzione thriller-fantascientifica visionaria, come detto ben fatta e appassionante, cela un "nocciolo" psicologico, che poi è il fulcro del manga, dove tratteggia con maestria i personaggi principali; che disquisisce della vita e che dà pure uno sguardo, con personale interpretazione, alla società odierna informatizzata/consumistica/politicizzata. Anche "fisicamente" nel fumetto troverete grande alternanza di momenti fitti di parole e pensieri, con momenti onirici e silenziosi.
Graficamente secondo me è un fumetto bellissimo, tecnicamente ma soprattutto nella scelta stilistica/concettuale.

Dunque, per concludere, è un fumetto che non solo consiglio, ma che considero un acquisto quasi obbligato nel panorama italico odierno, specie se apprezzate il seinen maturo e raffinato.
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da Debris » mar mag 13, 2008 6:32 am

Ed arriva in Italia!

La cosa che mi fà rabbia,spesso,leggendo queste note,è dover concludere,si bellissimi,straordinari alcuni ,ma in Italia non li avremo mai invece questo qui arriva,a fine anno ma arriva.insieme ad un'altro pò di titoli peraltro

http://animeclick.lycos.it/notizia.php?id=18546

Anche se la loro presentazione iniziale non l'avevo capita ed ero più attirato dalla Corda d'Oro.

- ASTRAL PROJECT

Per continuare sulla strada della qualità, avremo il piacere di presentarvi nella collana SENSEI (dove sono già stati pubblicati Koike, Ikegami, Hoshino), a fine anno, ASTRAL PROJECT, un serial di 4 volumi di Enterbrain, che potremmo definire un manga onirico, quasi new age. Marginal, già celebre per OLD BOY, ci presenta la storia di Masahiko che, indagando sulla misteriosa scomparsa della sorella, si trova catapultato in un mondo ultraterreno in cui altre persone, come lui, riescono ad astrarsi dal corpo. Un fumetto di qualità altissima, quasi filosofico, che ci porterà a indagare sulla vita, sulla morte e sul destino delle nostre anime.



Davvero grazie delle tue note spaced Jazz!
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » mar mag 13, 2008 12:34 pm

Debris ha scritto:Ed arriva in Italia!
Allegro Debris, arriva pure Nijigahara Holograph di Inio Asano, per Planet Manga. ^^
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da Debris » mar mag 13, 2008 8:52 pm

spaced jazz ha scritto:
Debris ha scritto:Ed arriva in Italia!
Allegro Debris, arriva pure Nijigahara Holograph di Inio Asano, per Planet Manga. ^^

Ne sarà ben contento Buta dunque.

Lo hai recensito nella 2 pagina della discussione vero...


Le cronache riportano il 1980 come anno di nascita di Inio Asano.
Sorprende che a poco più di vent’anni questo autore sia già diventato fra i più interessanti esponenti del fumetto d’avanguardia nipponico: segno evidente di talento, che del resto si era già ampiamente rivelato in “What a Wonderful World”, la sua opera di debutto italico, in cui intrecciava un quadro di realtà metropolitana fra sogni, disillusione e quotidianità. La difficoltà di patteggiare l’essenza umana dei propri personaggi con il freddo realismo della vita sembra un tratto fondamentale del suo stile.
Ma cosa poteva realizzare Asano con una storia ambiziosamente visionaria, senza alcun vincolo commerciale, un filo del rasoio percorso in piena lucidità artistica?
La risposta è nel manoscritto del campo dell’arcobaleno: Nijigahara Holograph.

titolo: Nijigahara Holograph
autore: Inio Asano
volumi ed editore: 1, Ohta Publishing
genere: seinen, drammatico / fanta-thriller psicologico


Serializzato dal 2003 al 2005 su Quick Japan (rivista dalla Ohta Publishing che evidentemente ha lasciato totale libertà al mangaka), e pubblicato in tankobon a metà dell’anno scorso; è un volume di circa 300 pagine in cui si fondono due soggetti: da un lato il tipico quadro ‘asaniano’ di disagio esistenziale nel Giappone contemporaneo, dall’altro un onirico e cupo fanta-thriller psicologico.

Il manga è un puzzle visionario che balza dal presente agli eventi di undici anni prima, seguendo nel suo corso le vicende dei protagonisti principali, legati fra loro da un filo conduttore – il quale ora si dipana, ora si ammatassa - che riconduce al “campo dell’arcobaleno” del titolo. E’ una storia molto forte, in bilico fra una metafisica ricerca di redenzione e la drammatica natura dell’animo umano, sballottato fra crudeltà e rimpianto, alienazione e speranza.
E’ difficile parlare della trama vera e propria: dire poco non spiegherebbe nulla, dire tanto rovinerebbe la lettura…
Suzuki è il protagonista principale, un ragazzino problematico trasferitosi con la famiglia in una nuova città in cui incontra gli altri personaggi: il futuro cambierà alcuni, altri non sapranno dimenticare il passato, fra angosce e violenze familiari, la misteriosa leggenda di un mostro del tunnel, divinità, scatole dei desideri, una ragazza in coma su cui ruota la vicenda, farfalle parlanti, disperazione e suicidio, normalità e perdono.
Sogno, realtà?
Un prologo. Un secondo prologo. Asano trascina con sé il lettore fra incastri, flashback, rivelazioni, segreti, dove i bambini e gli adulti sono su mondi distanti quanto paralleli, in cui i sogni sono minati dal disincanto, dove l’innocenza è distrutta dal cinismo… e tuttavia ci deve essere spazio per la luce e la rinascita, per quanto ingiusto e crudele possa sembrare il mondo.
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » gio mag 15, 2008 12:32 pm

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titolo: Kashimashi - Girl meets Girl
autori: Satoru Akahori (storia) / Yukimaru Katsura (disegni)
volumi ed editore: 5, Media Works
genere: seinen; yuri, sentimentale, commedia

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Kashimashi è l'ennesimo titolo pubblicato di recente in Francia che mi è piaciuto molto.
Non so bene da dove sia preferibile cominciare per parlare di questo manga, ma facciamo per comodità dal fatto di essere uno yuri.
Lo yuri / shojo-ai (ovvero vicende sentimentali fra donne) in Giappone è un genere che spazia molto per tematiche e contenuti (al contrario dello shonen-ai che ha un target più definito).
Troviamo infatti titoli che vanno da manga erotici per un pubblico maschile fino a vicende psicologiche simil-josei come i fumetti della Ebine Yamaji, passando per decine di sfumature diverse, o accenni che rasentano la semplice amicizia.
Kashimashi è un titolo piuttosto particolare e originale.
E' un seinen che apparentemente presenta alcuni ingredienti prevedibili e... commerciali, ma che in realtà si rivela un fumetto sentimentale e molto, molto romantico. Quello che stupisce abbastanza è che la vicenda "yurieggiante" viene quasi più usata con finalità psicologiche che di fan-service.
Infatti, inizialmente mi pareva un manga carino ma in cui avrei trovato buone dosi di fan-service... sbagliato. Ovviamente gli accenni moe sono presenti e voluti, ma non si va tanto oltre, e quel poco che ci va si esaurisce in un capitolo nel primo volume... se cercate esibizioni di tette & mutande questo è il titolo sbagliato perché non ne troverete.

Kashimashi, come accennato, in realtà è un manga sentimentale... e basta. Con buone dosi di commedia, ma che nella seconda parte prende più una piega romantica e di caratterizzazione psicologica dei personaggi. Insomma è una love-story fra ragazze.
La storia parte con evidenti intenti commediosi: Hazumu è un ragazzo timido e dai modi gentili, tant'è che sin da piccolo è solitamente protetto dalla mascolina amica d'infanzia Tomari.
Hazumu dichiara il suo amore per la bella compagna di classe Yasuna, però ottiene un rifiuto... ^^; per la delusione si reca in montagna a raccogliere e studiare piante e fiori, di cui è appassionato.
Ecco l'imprevedibile!!! Un'astronave aliena sta precipitando sulla Terra, e guarda caso finisce proprio su Hazumu! Hazumu purtroppo muore, ma gli extraterrestri, grazie alla loro tecnologia, possono riportarlo in vita. L'unico problema e che... deve cambiare sesso. Hazumu diventa dunque una ragazza, la vicenda fa scalpore nei media, ma lui-ora-lei si adatta abbastanza facilmente visto il suo carattere preesistente, piuttosto femminile già di suo.
Sorprendentemente, Hazumu scopre che ora Yasuna sembra interessarsi a lei... e quali saranno i veri sentimenti di Tomari? (aggiungete pure il fatto che l'alieno si stabilisce a casa di Hazumu per studiare il nostro pianeta, spacciandosi per un professore).

La storia dunque è quella di una piacevole commedia, che usa alcuni classici cliché del genere, vedi equivoci e gag con personaggi spalla-comica (come la professoressa invaghitasi dell'alieno), e centrata sulla love-story col triangolo amoroso yuri.
Col procedere dei capitoli, affiora sempre più un lato psicologico. Insomma Kashimashi non scade nel manga comico, tutt'altro.
Troviamo una buonissima caratterizzazione dei personaggi, turbamenti esistenziali in Hazumu, una crescita delle altre due ragazze, insospettati accenni di serietà dovuti al prof-alieno (il suo compito è studiare l'amore, proveniendo egli da un pianeta progredito ma in cui la "logica" ha soppiantato i sentimenti fra le persone // "sul vostro pianeta è proibito amarsi fra due persone dello stesso sesso?"). La parte finale mi è piaciuta parecchio, è assolutamente romantica e devo dire raffinata, il manga acquisisce un suo senso preciso.
Piuttosto bello il lato grafico.
E' un seinen con uno stile trasversale, i personaggi hanno un lato moe (più all'inizio che alla fine, il che lascia intravedere un certo sviluppo in corsa) che può attrarre, e indubbie sono le ispirazioni shojjose/joseiose specie nella scelta dei "frame". Alcune belle intuizioni artistiche (un capitolo nell'ultimo volume è tutto in visuale soggettiva in prima persona), ammirevoli cover solari e pastellose, per altro per una volta esaurienti riguardo i disegni interni.

Kashimashi è un fumetto con una storia dolce e direi proprio riuscita, che da una base di partenza da commedia arriva a mostrare un piacevole lato maturo. Consigliato agli appassionati di manga romantico, perché lo è e pure molto.

Perfetta l'edizione di Ki-oon, 13x18, ottima carta e adattamento, sovracopertina e illustrazioni a colori.

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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da Buta » sab mag 24, 2008 9:50 am

ciao a tutti..in ritorno dal viaggio di nozze ( sri lanka- maldive) ...leggo questa bella notizia..

Hai ragione Debris :si: ..sono contentissimo di ogni pubblicazione di asano...e spero di recuperare a breve tutto l editato :king:

Ciaouz intanto...appena sistemato tornero' a infestare queste pagine

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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da Debris » lun mag 26, 2008 4:56 pm

SI ma Kashimashi ce la scordiamo.... :^_^
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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da spaced jazz » lun mag 26, 2008 11:49 pm

Buta ha scritto:ciao a tutti..in ritorno dal viaggio di nozze
Coooosa?! Ma tantissimi auguri a te e tua moglie, anzi che dico tanti: una quantità smodata!!! :gresorr:



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titolo: Shonen Shojo
autore: Satoshi Fukushima
volumi ed editore: 4, Enterbrain
genere: seinen, raccolta di storie brevi; drammatico, sentimentale, commedia.

Ecco un altro gioiellino.
Shonen, shojo... ma il prodotto è un seinen!!! ^^
A parte facili battute, il titolo è semplicemente un "Ragazzi e ragazze" che spiega già molto. Il manga in questione, infatti, è di quel genere che in Italia probabilmente venderebbe poco ma che io al contrario apprezzo molto: storie di ragazzi e ragazze, di uomini e donne, di vita e sentimenti.
E' una raccolta di storie brevi con una base tematica generalmente simile.
Il primo volume ne contiene 7 (più una introduttiva, sicuramente non pubblicata su rivista).
Satoshi Fukushima appare un autore brillante. Storie del genere sono infatti tanto diffuse e ripetute, nella letteratura mondiale, che ottenere un risultato originale e interessante non è certo la cosa più scontata. Fukushima riesce invece a dare una scintilla alle sue vicende, mescolando commedia e dramma con insolito equilibrio: le due facce della vita.
Un esempio chiaro l'abbiamo nella prima storia, ambientata nel Giappone anni sessanta (mi pare), in cui una bambina spinge accidentalmente un ragazzo che la voleva palpare in un pozzo - uccidendolo - sotto gli occhi del fratello minore della vittima. I due perdono tempo a discutere invece di chiamare aiuto. Lei ovviamente non è punibile vista l'età, ma è emarginata e detestata. Come potranno i due mocciosi espiare la loro colpa? Beh, Fukushima trova un ending di grande senso e ironica dolcezza.
Spoiler:
"Dobbiamo fabbricare un nuovo bambino!" "Sì ma se non siamo sposati è un crimine, c'è la pena di morte!"
La seconda storia si svolge poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, in Germania, dove un ragazzino, Thomas, aiuta le truppe sovietiche mentre la sua amica d'infanzia (e ovviamente qualcosa di più) Katia si preoccupa per lui. Il fratello maggiore di Katia, viceversa, si è dato alla macchia insieme a irriducibili della "gioventù ariana" e al sabotaggio di convogli... alla fine avremo un confronto fra i tre.
La terza storia vira nuovamente, siamo nel Giappone odierno, e un funzionario del fisco viene invato in uno sperduto paesino dal quale da anni non si ricevono imposte di successione, come se nessuno morisse più... ma nel tragitto ha un incidente d'auto e deve raggiungere il posto a piedi...
La quarta per me è la più bella del volume... un ragazzo (Makoto) che fa lo sfasciacarrozze-inventore (macchine-acquario, moto a fanali stroboscopici...) mentre una mocciosa sua amica (Nao) gli cresce accanto... prima liceale, poi universitaria quindi adulta finchè lui non inventa una catapulta per far volare automobili...

La cosa originale di questa storia è che gli "stacchi" temporali l'autore non te li spiega subito... Makoto è sempre uguale mentre lei cresce, e ti sembra una ragazza diversa... in realtà ogni "arco" viene introdotto dalla vignetta di due macchine ad arco di trionfo che sono il simbolo del rottamaio-officina "Makoto Mobil"... ^^

"Ho inventato un furgone a pedali, ora occorre provarlo..."
"No grazie!"
"Vuoi dei biscotti?"
"Eh, no, sono a dieta..."
"Dieta?! Hai bisogno di movimento!"

La quinta storia è diametralmente opposta come atmosfere, drammatica a cupa, racconta due sbandati e una vita che non regala nulla...
La sesta è una roba sul surreale, ricorda parecchio Io Kuroda, una famigliola a cena (Lui lei e due marmocchi) si vede comparire un Panda gigante alieno, Cosmic Panda X ("...aspetta, non avevi detto di chiamarti Cosmic Panda Z?!?"), giunto sulla Terra per esaudire tre desideri di un bambino...
L'ultima storia, a sorpresa, è un sequel della prima, con il ritorno di Goro e Yoshiko... e anche qui un ending esilarante e fulminante XD


Insomma un bel volume, la media "qualitativa" delle storie è discretamente alta e di sicuro ha qualcosa da dire.

Ma già la breve introduzione del volume è originale e lascia intravedere un autore che lavora di cesello... tre ragazzini che esplorano una casa abbandonata, mentre ogni tanto una vignetta è occupata dal sommario con la presentazione delle storie del volume (stile credits all'inizio di un film, 'sta cosa non l'avevo ancora vista in un manga ^^ ). Giunto davanti a una porta aperta sul buio, uno di loro si volta verso gli altri due: entriamoci tutti insieme. E così inizia il manga.

Graficamente, è un tratto tipicamente seinen, stilemi nipponici ma assenza di orpelli cool, e tutto a carta & pennino.
Uscito in Francia per Soleil Manga, tutto in b/n, formato 15x21 con cover in cartoncino lucidato, una bella edizione.

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Re: Il Lontano Giappone

Messaggio da ghila » mer giu 04, 2008 11:30 am

Jazz, tu sei tanto caro e tanto bravo, ma se continui a incensare manga che qui non arriveranno mai, continuando in questo modo a istigare la mia insana curiosità, giuro che scendo a casa tua una notte e faccio le fotocopie di tutto!!! :evil:

Grazie insomma... :prostrare:
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