Osamu Tezuka: il topic

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Buta
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Messaggio da Buta »

fai bene ad approfondire su questo immenso autore.. :wink:

io ti consiglio la lettura di volumi sparsi di Black jack..sono tutti autoconclusivi anche se hanno una certa "aria" portante...

questo per iniziare...poi se non rimani disorientata dal tratto datato e dal prezzo dei fumetti...puoi avvicinarti ad altre suo opere.. :wink:

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spaced jazz
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Messaggio da spaced jazz »

Julius ha scritto:Ho sentito parlar molto bene di Tezuka. Io ho letto solo il remake di Atom/Astroboy (molto carino).
Sapete dirmi come posso fare per iniziare a conoscere questo mangaka in Italia? Cosa è uscito e cosa si trova? Magari potete consigliarmi pure in che modo cronologico potrei leggere le sue opere.
Se leggi questo topic troverai già alcune risposte, ad ogni modo il top della produzione Tezukiana trovo che sia Black Jack e la Fenice, il primo come già detto da Buta è a capitoli (quasi) indipendenti, il secondo a "saghe" su uno o due volumi ciascuna ^^
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Julius
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Messaggio da Julius »

Grazie per le indicazioni!
Da quel che ho capito è stato tutto pubblicato dalla Hazard edizioni o sbaglio? Però non vedo Atom... non è stato pubblicato in italia? :(

Le edizioni non sembrano male, chissà se le traduzioni sono affidabili.

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Buta
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Messaggio da Buta »

Puoi cercare i fumetti di Astroboy alle fiere....erano stati pubblicati in 3 volumi dalla defunta comic art...non credo siano difficili da recuperare :wink:

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spaced jazz
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Messaggio da spaced jazz »

E' uscito per Kappa edizioni il volume Tezuka secondo me di Takao Yaguchi.

E' un'opera assai particolare. Come spiegato nelle note a fine volume, Yaguchi nel 1989 stava disegnando un manga più o meno autobiografico, Ooi! Yamashiro, che raccontava la sua infanzia e il Giappone postbellico: decise quindi di sviluppare dei capitoli che riguardavano Tezuka e la sua influenza nei sogni e nelle aspirazioni giovanili dell'autore.
Il risultato fu poi pubblicato a parte, ed è Boku no Tezuka Osamu, ovvero questo volumone di cui parliamo.
L'opera viaggia su due binari, da una parte c'è Tezuka, la nascita del fenomeno manga in Giappone con l'akabon boom di Osaka, l'enorme influenza di Osamushi nell'evoluzione del fumetto nipponico da "intrattenimento comico leggero" a story manga con narrazioni complesse ed articolate ed una struttura grafica più adeguata alle nuove direzioni intraprese.
Sull'altro binario c'è la cronaca dell'infanzia dell'autore negli anni fra il '40 e il '50 nel suo paese natale sperduto fra i monti. Capiamo così come l'ammirazione di Yaguchi verso Tezuka sia tutt'altro che una facciata, in pratica senza la sua influenza non sarebbe mai diventato mangaka e avrebbe vissuto una vita da contabile di banca.
L'opera è così sia un commosso omaggio alla figura di Tezuka che una rilettura nostalgica dell'infanzia.

Dunque un volume interessante ma per un pubblico particolare, per forma e stile è quasi una versione in sedicesimo di "Tezuka, una biografia manga", ovvero i 4 volumoni di Coconino, anche se, è bene ricordarlo, questo libro di Yaguchi è del 1989 e quindi obiettivamente scevro da altri influssi.
Indicato ai fan di Osamushi, oltre a chi è interessato al periodo o invogliato a scoprire la figura di Tezuka e la sua importanza culturale nel fumetto giapponese.

Il volume è "mangasaniano" per formato e caratteristiche, di oltre 400 pagine e purtroppo anche il costo è conseguente (18 Euro), tradotto da Laura Anselmino, negli anni '80 lei stessa assitente di Tezuka.


Ecco la presentazione Kappiana:

La morte del dio dei manga, Osamu Tezuka, è una notizia sconvolgente, che ha scosso il Giappone intero il 9 febbraio del 1989, proprio all'inizio della nuova era di Heisei. Per Takao Yaguchi, che fin da bambino è stato un grande appassionato dei suoi manga e che, per ammirazione nei suoi confronti, ha intrapreso la stessa strada, è stato qualcosa di più grande di un semplice shock. Quando l'autore di SANPEI, RAGAZZO PESCATORE ha appreso la notizia, ha aperto la bocca per lo stupore e le parole che gli sono uscite sono state: «I-impossibile!». Non riusciva a crederci. Si è sentito così solo, così triste che, per diversi giorni, non è neppure riuscito a trovare la forza per disegnare. Quel sorriso amichevole del maestro Tezuka gli riempiva la testa e non riusciva a trovare spazio per altro. Quando però si è ricordato che dietro a quel volto sorridente c'era la figura del “dio dei manga”, col suo insaziabile estro creativo sempre in corsa sui tempi di consegna, si è ritrovato incollato alla scrivania per raccontare di quando, da bambino, si è lasciato stregare dai manga di Tezuka! È forse l'unica cosa che potesse fare per esprimere la sua riconoscenza. Ne è nato un saggio a fumetti di oltre 400 pagine, una delle più belle testimonianze su Osamu Tezuka, ma ancor più una straordinaria bibbia per conoscere l'origine di un fenomeno – quello dei fumetti giapponesi – che ha ormai conquistato il mondo intero.
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spaced jazz
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Re:

Messaggio da spaced jazz »

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Il Tezuka dai temi più drammatici è giustamente divenuto famoso negli anni ’70 e’80 con opere quali i 3 Adolf , Ayako o Kirihito, ma già sul finire degli anni ’60 c’è un deciso sviluppo verso tal genere, come dimostra ad esempio questo I.L
Seinen del 1969 (che seguiva un’altra opera simile sempre pubblicata su Big Comics, ovvero Chikyu wo nomu, “Mangiare la terra”), è un volume di oltre 300 pagine con una trama dalla struttura episodica stile Black Jack.
Daisaku Imari è un regista caduto in disgrazia, il suo ultimo tentativo cinematografico segue la moda intellettualoide ed è un fallimento (il manga inizia con la “proiezione” di tale opera e il lettore resta davvero un po’ di sasso prima di realizzare ciò che succede…). In cerca di una nuova casa, viene indirizzato alla magione di un certo Alucard (è Dracula al contrario?): siamo nel 1969, l’Uomo cammina sulla Luna e il realismo sta soppiantando il sogno e il mistero. Alucard chiede a Imari di realizzare dal “vero” il riscatto del fantastico, e gli affida a tale scopo la nipote, la bella I.L (Ai Eru) del titolo (che in realtà doveva essere I’ll, ovvero I Will).
I.L dorme – ovviamente! – in una bara, dentro la quale può cambiare aspetto fisico per impersonare altre persone.
Infatti gli episodi del manga sono incentrati su persone che contattano Imari, cercando il suo aiuto per avere una “sosia” con la quale risolvere questioni difficili o quanto meno torbide. Le storie sono ben sviluppate nello stile “gekiga” proprio del Tezuka maturo, e svariano fra temi universali (intrighi politici, amori morbosi, meschinità umane) ma anche dell’epoca (il Vietnam, gli esuli dei Paesi comunisti).
La storia più rappresentativa è probabilmente l’ultima, “le Iene”, che vede coinvolto lo stesso Imari, in un gioco tragico nel quale finiscono la sua ex-moglie, politici che si spartiscono bustarelle stornandole dai risarcimenti giapponesi per i danni di guerra e un ragazzo alla ricerca della verità.
Manga interessante, che contiene anche alcune intuizioni stilistiche poi confluite in Black Jack.
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Hols
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Re:

Messaggio da Hols »

spaced jazz ha scritto:E' uscito per Kappa edizioni il volume Tezuka secondo me di Takao Yaguchi.
Preso e letto. Praticamente tutto d’un fiato.
Che dire? Il fatto che non nasca come progetto definito a tavolino, ma che sia costola di un’opera ben più ampia e di tono decisamente diverso, si vede, eccome se si vede!
Manca assolutamente un filo logico. Si salta beatamente di palo in frasca. In poche pagine si parla dell’opera del giovane Tezuka durante la guerra, per saltare poi all’annosa questione della carta igienica e per finire a parlare dei compiti di matematica.
Sicuramente il racconto tenta di riportare su carta il flusso della memoria di Yaguchi, che mischia, come sempre accade, episodi apparentemente scollegati in un unico filo narrativo; però questo alla lunga diventa un limite alla comprensione: ci si comincia a dimenticare il punto di partenza del discorso e, in alcuni casi, ci si scorda perfino di Tezuka!
Ad essere pignoli il manga si intitola “Tezuka SECONDO ME”, questo è vero però, per gran parte del volume, mi sembra si parli di molto altro. Probabilmente, complice la lettura dei volumi Coconino, mi aspettavo qualcosa di più coerente e organico, magari organizzato cronologicamente: boh, questo aspetto devo dire che mi ha disorientato non poco.
Detto questo, però, devo dire che l’opera è davvero un omaggio sincero e appassionato di un discepolo nei confronti di un maestro riconosciuto in tutta la sua inarrivabile grandezza: e proprio questa genuina passione mi ha fatto chiudere un occhio sulla discontinuità narrativa.
Vedere il giovane Yaguchi che racconta lo stupore, l’ammirazione, e anche lo sconcerto provato nel leggere da bambino le prime opere di Tezuka, mi ha fatto ripensare alle stesse sensazioni che ho provato io stesso, quando mi avvicinavo ad opere di cui riconoscevo l’incredibile valore artistico.
Ricordo ad esempio la prima volta che vidi Hols su un canale privato: rimasi ipnotizzato e non riuscivo a credere che potesse esistere qualcosa di così meraviglioso (abituato com’ero alle gag di Tom e Jerry, Willie il coyote o Braccio di Ferro). Più di una volta mi sono ritrovato quindi a sorridere nel vedere le espressioni assolutamente esagerate (ma non per questo meno vere) del bambino Yaguchi, estasiato dai volumi che riusciva a recuperare anche con grandi sacrifici: in fondo mi ci sono ritrovato appieno.
Ne parlavo con i ghiblici rimasti al concerto dei Freeway: la grandezza di Tezuka è davvero incommensurabile.
Se ancor oggi i suoi manga sono di una straordinaria modernità, sia per i temi trattati che per la padronanza assoluta ed innovativa delle tavole, figuriamoci 30, 40 o 50 anni fa!
Era così avanti che deve avere lasciato un vuoto immenso dietro di sé. Come il Bubka dei tempi d’oro: quando il resto del mondo vedeva nei 6 metri il limite irraggiungibile, l’ucraino volava oltre i 6.14.
Ancora oggi si fatica a trovarne un degno erede.
E così è per Tezuka: un autore capace di rinnovarsi sempre, una fucina inesauribile di idee, un pioniere nel senso più pieno del termine. Posso capire lo sconforto di Yaguchi e dell’intero Giappone, nell’apprendere la notizia della scomparsa di questo artista.
Vabbè, bando alle malinconie e alla nostalgia canaglia.

Io il volume lo consiglio anche ai non tezukiani (tiè), perché chi non ama Tezuka al 99% non lo ha mai letto (e nel restante 1% non l’ha capito, ma questo è un problema suo).
Inoltre, aggiungo, la narrazione e il linguaggio di Yaguchi mi garbano assai, tanto che credo che andrò a recuperarmi i 4 volumi di Sampei, che avevo a suo tempo accantonato per cronica mancanza di fondi.

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Re: Re:

Messaggio da Jigen »

spaced jazz ha scritto:E' uscito per Kappa edizioni il volume Tezuka secondo me di Takao Yaguchi.
Prestatomi (grazie Kaorj :) ) e letto, quasi tutto d’un fiato.
Lo devo comprare assolutamente.
E' uno stupendo omaggio dell'autore all'Autore, è riuscito a trasmettermi le fortissime emozioni provate e per me conta relativamente se il racconto procede un po' a strattoni (ho però poco gradito la digressione sulla carte igienica, poteva tagliare più corto).
Anche il disegno dell'autore non è proprio del mio massimo gusto ma tutto ciò per me passa appunto in secondo piano rispetto alle emozioni vere.
Lo consiglio a chiunque.

P.S. mi ha fatto venire una voglia matta di leggere il manga di "Metropolis"... Hazard, se ci sei batti un colpo!
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C'ENTRA, nel senso di: "aver a che fare/riguardare"
si scrive CON L'APOSTROFO!!!

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Re: Re:

Messaggio da spaced jazz »

Jigen ha scritto:
P.S. mi ha fatto venire una voglia matta di leggere il manga di "Metropolis"... Hazard, se ci sei batti un colpo!
Su Metropolis (sia manga che anime) qui trovate una mia recensione -- insieme ad altra roba Tezukiana ^^ : http://osamushi.altervista.org/
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Re: Osamu Tezuka: il topic

Messaggio da Julius »

Io ho iniziato col leggere Kimba, perché il suo primo manga in ordine cronologico pubblicato in Italia.
L'inizio era carino carino e strano, e mi piaceva, ma in pochi giorni, quando sono arrivata alla fine, ho pensato "potevo anche non leggerlo". E' come se Tezuka dasse tanti spunti, ma non concludesse nulla. Mi ha deluso perché chissà che mi aspettavo :( Ancora non ho capito se quel manga vuole dirti "fidati dell'umanità" o no. Mi sembra così ambiguo :?
Forse dovrei leggere delle sue opere più mature o sono io la stupida che non ci ha visto niente in questo manga?

ps: che odio che l'abbiano chiamato Kimba e non Leo! :grrr: Leo è così dolce...!

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Re: Osamu Tezuka: il topic

Messaggio da pablo mota »

ciao!!!
nessuno sa se vampires uscirà in italia o devo leggermelo in francese???
che mi consigliate tra ayako,MW e kihirito???merita dororo
personalmente adoro la storia dei tre adolf e black jack

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Re: Osamu Tezuka: il topic

Messaggio da spaced jazz »

pablo mota ha scritto: che mi consigliate tra ayako,MW e kihirito???merita dororo
Più o meno quei tre sono di pari livello, gekiga drammatici/sociali e di analisi dell'animo umano. Ayako descrive una certa società nipponica/patriarcale e il dopoguerra, MW un torbido scenario di vendetta e intrighi politici, Kirihito ha anche una decisa ricerca grafica.
Personalmente comunque preferisco Ayako.

Dororo merita. Fra l'altro ha ispirato anche manga come Kurogane di Kei Tome e l'Immortale, a mio parere.
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Re: Osamu Tezuka: il topic

Messaggio da Betty »

Julius ha scritto:ps: che odio che l'abbiano chiamato Kimba e non Leo! :grrr: Leo è così dolce...!
Immagine ...perchè, il nome originale jappo era Leo? A me Kimba sembra molto più ricercato! ..Certo, è quasi identico al Simba della Disney e questo ci ha fatto abituare un po' a questo nome..

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Re: Osamu Tezuka: il topic

Messaggio da Debris »

Ho l'impressione che nessuno abbia riportato una notizia di questi giorni.Recentissima,rilanciata da Fumetti Org l'altro ieri,

Una libreria on line nipponica,Papyless, presto metterà in rete a disposizione di tuttti i navigatori della rete l'opera omnia di Osamu Tezuka interamente digitalizzata...

Ogni volume - attenzione sono ben 382 i volumi che raggruppano 448 storie - è reso consultabile per 48 ore al prezzo di 65 centesimi di euro.
L'interesse per l'iniziativa che partirà dal 18 marzo è chiarissimo...da Astroboy alla principessa Zaffiro...a Kimba il leone bianco,a Black Jack..vi è tutto qui dentro...

Questa è la nota di Fumetti Org

http://www.afnews.info/public/afnews/ne ... 33822,.htm

Il sito della libreria on line

http://www.papy.co.jp/

In nipponico...
Non è che qualcuno può dare un'occhiata ?
Senonchè io spero non sia solo per i nipponici.
La lettera uccide,lo spirito salva.

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Re: Osamu Tezuka: il topic

Messaggio da Julius »

Per quanto riguarda il manga della Principessa Zaffiro: sono solo 3 volumi? Nella traduzione italiana i nomi dei personaggi sono stati cambiati (come nel caso di Leo/Kimba) o hanno tenuto gli originali giapponesi?
Ultima modifica di Julius il mer lug 29, 2009 11:36 am, modificato 1 volta in totale.